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20130324-DomenicaDellePalme-Messa-Giovanni_Dozza.mp3

Data: 24/03/2013

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

chiedo scusa in anticipo ai nostri fratelli e alle nostre sorelle più giovani perché può darsi che magari qualche cosa che mi sembra di dover dire per loro possa essere meno semplice da accogliere però non sono preoccupato e ringrazio il Signore che ci siate anche voi perché è proprio il segno di una qualche vostra piccolezza quello che questa mattina bisogna ricevere e accogliere dalla bontà e dalla sapienza di Dio e quindi insomma è come se si potesse dire che per oggi voi la predica ve la fate per conto vostro e con voi stessi perché invece il problema siamo noi un problema molto delicato perché noi abbiamo l'impressione che nella vita bisogna sempre crescere e oggi invece il Signore è venuto in mezzo a noi a dirci della sua decisione di diminuire per il suo desiderio di essere con i più piccoli tra noi i più poveri i più ammalati i più feriti i più soli e quindi ha preso questa strada della sua piccolezza e un po' invidio quello che il profeta dice questa mattina nella parola che abbiamo ascoltato sentite il Signore mi ha dato una lingua da discepolo perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato lui ringrazia Dio perché gli ha regalato di poter parlare non come un maestro ma come uno che ha tutto da imparare lo invidio perché io non sono forse capace di questo però pensavo questa mattina veramente al di là delle possibilità di farmi capire ho pensato di dover portare a messa questa mattina tutta la mia povertà e ho pensato di dovervi dire con un certo coraggio che io sono un povero perché non ho i conti a posto con la vita non ho i conti a posto perché lui è stato sempre molto buono con me e fin dal primo momento e fino a questa mattina continuamente mi ha mandato dei grandi regali ma io non sono stato riconoscente non sono stato cordiale nei confronti di Dio non l'ho accolto e quindi malgrado lui mi avesse arricchito di tanti regali io sono qui verso la fine della mia vita povero perché povero di riconoscenza povero di pace povero di generosità povero di riconoscenza e poi soprattutto con quella povertà tremenda che è la povertà della carità sapete devo continuamente andarmi a confessare e devo continuamente andarmi a confessare perché non sono capace di volere bene ed è una cosa terribile perché continuamente la parte che devo fare in mezzo a voi è quello di dirvi che non c'è nessuna cosa più importante che il volere bene ma poi io non sono capace di volere bene e quindi non ho molta difficoltà a pensare che certamente molti di voi hanno delle grandi povertà ma che forse io sono il più povero di tutti perché questo del non sapere voler bene è una brutta malattia è come una specie di paralisi del cuore è come una specie di muro per cui tu non sei capace di passare qualche cosa di tutto quel grande bene che gli altri continuamente ti fanno e all'ovesso questo però adesso lo vorrei dire per chi fosse qui con noi questa mattina e avesse l'idea di essere molto lontano da questa fraternità festosa che noi stiamo celebrando e uno potrebbe dire però io ho fatto questo io sto facendo questo male io non ho fatto questo bene se tu sei così sei il benvenuto perché noi siamo tutti al di là delle differenze e delle classifiche un popolo di tutta povera gente noi siamo un popolo di poveri e pochi giorni fa ho preso questa decisione e cioè che avrei vissuto la Pasqua in questa maniera povero in mezzo a un popolo di povera gente e l'ho deciso questo quando ascoltando le parole del nuovo vescovo che hanno fatto su a Roma l'ho sentito parlare di questa chiesa povera allora ho detto oh beh voglio che la nostra chiesa della dozza sia una chiesa povera voglio che sia fatta da poveri cioè da gente che non ha la ricchezza della virtù la ricchezza della cultura la ricchezza dei quattrini la ricchezza delle idee voglio che quest'anno a Pasqua siamo proprio una chiesa di povera gente e questo mi mette la speranza che se c'è qualcuno che deve entrare dalla porta ma non ci entra perché ha il pensiero che lui non può che lui non è degno che lui ha combinato troppi guai guardando noi dice beh se ci sono loro ci posso stare anch'io ed entri serenamente in mezzo a noi povero come noi perché questa mi pare la grande bellezza di una chiesa povera quella possibilità di dare confidenza a tutti i poveri e a tutte le povertà per dire guarda in quel posto là sono escluso qui non mi posso far vedere non sono neanche degno di stare a casa mia però c'è un posto là fuori Bologna dove comincia la strada per andare a Ferrara che là ci si può andare tutti quelli che non sono degni che non meritano questa roba che non hanno là ci si può andare ecco allora quest'anno mi piace pensare che a partire da questa mattina questo è quel piccolo popolo che doveva andare nel prato ma pioveva e allora siamo andati nella stanza giù in fondo e siamo andati incontro al nostro Signore per dirgli hai fatto bene a venire ne avevamo proprio bisogno questa è la cosa più bella che noi possiamo dire oggi al Signore ma qual è la cosa bellissima che lui può dirci lui ci vuole dire così e io sono venuto volentieri qui in mezzo a voi e noi gli diciamo chissà quanta strada hai dovuto fare per venire fin qui alla dozza e lui ci dice e poi sapete una strada ho dovuto fare tutta in discesa che se non avevo dei buoni freni nella bici facciamo idea che sia venuto qui in bicicletta ma mi sarei rotto l'osso del collo perché siete talmente giù che quando ho capito che volevo venirci anch'io là dove siete voi mamma mia ho detto ma qui c'è da fare dei buroni per scendere giù e si capisce e perché lui ha dovuto fare dei buroni per venire giù e perché lui stava molto in alto stava molto in alto era insieme con il padre di tutta l'umanità da sempre il padre e il figlio sono insieme e su questa roba bisognerà forse dire ancora una cosina fatto stato per venire giù via via via capite ha dovuto fare delle grandi discese e ha imparato tantissime cose mentre scendeva ha imparato ad essere come noi ha imparato ad essere un poveretto come noi ha imparato a venire qui in mezzo a noi e come abbiamo già ascoltato dal Vangelo della sua Pasqua andrà a finire che perfino gli faranno la pelle e lo metteranno in croce come un malfattore come quei due che ha messo uno da una parte e uno dall'altra è vero l'hanno messo anche lui lì in mezzo lui lui eh che è Dio e ha imparato ad essere uno come noi e ad essere uno proprio in mezzo a noi lui che è Dio io non lo vedo con gli occhi della carne non lo vedo neanche con gli occhi della fede perché di fede ne ho troppa poca ma voi che avete fede voi sicuramente lo vedete è in mezzo a noi non so in che fila si è seduto non so in quale dei nostri cuori abbia trovato una stanza accogliente non so accanto a quali mani che sanno accarezzare ha preferito mettersi ma certamente lui questo ve l'assicuro lui è qui questa mattina con noi e se uno mi dice ma vuoi che non sia anche nella parrocchia degli angeli custodi ah dico penso ben di sì ma adesso quello che mi interessa è che in ogni modo è qui con noi e questo essere qui capite è decisivo però è decisivo nelle parole che abbiamo ascoltato c'è proprio il fatto che lui non ha più voluto stare là nella luce e nella bellezza del padre perché perché noi eravamo qui nel nostro buio nella nostra fragilità nel nostro bisogno di essere presi per mano e allora lui ha detto ma io ci vado e gli angeli gli dicevano ah ma vedrai come ti conciano e dice voglio andarci lo stesso ma ci vai giù perché se lo meritano no perché gli voglio bene ma vai giù perché ti aspettano mica tanto ma è che io gli voglio bene ma tu quindi vai giù perché in qualche modo se lo meritano no non se lo meritano per niente ma li voglio meritare io a fare quella gran scivolata in giù per andarli a prendere facciamo una scommessa e gli angeli hanno detto facciamola una scommessa beh dice la scommessa è questa che io ve li porto tutti e che non c'è nessuno che rimarrà fuori dal mio abbraccio e dalle mie mani ma quello là che è un mascalzone quel prete là che è un peccatore anche quello là porterò tutti e si è aperta una grande scommessa il paradiso ma ce la caverà a portare tutti e il mio incarico di questa mattina è quello di dire sì sono qui questa mattina per dirvi che porterà tutti e che non ci sarà nessuno fuori dalla carezza di Dio e fuori dalla gioia di Dio il significato di questa mattina allora è proprio questo una chiesa povera una chiesa dei poveri tutta raccolta intorno a questo signore che si è fatto il più povero di tutti noi perché ha voluto arrivare fino alla nostra ultima povertà niente di nuovo voi direte è la solita storia che tutte le domeniche lui cerca di raccontarci sì è vero forse è vero anche questo però è che tutta la nostra vita poi rischia un po' di ingannarci rischiamo di pensare che in paradiso ci andranno solo quelli che proprio sanno arrampicarsi benissimo che ci andranno solo quelli che sono bravissimi e buonissimi che ci vanno solo quelli che obbediscono sempre e perdonano sempre Dio ma ce ne vanno pochi allora invece ci andranno tutti ci andranno tutti adesso pensate a tutti però pensate a tutti adesso non mettete ancora fuori qualcuno pensate a tutti anche quelli bene anche quelli e come siamo qui questa mattina tutti insieme continueremo a camminare tutti insieme e abbiamo tutti un appuntamento importante tutti insieme ogni domenica per ricordare questa bontà di Dio senza limiti senza regole e senza condizioni e per ricordare che la nostra vita continuerà solo a crescere in questa direzione nel nostro volerci sempre più bene anche al di là della fede ma io quella roba lì non riesco a crederla non importa verrà piano piano stai tranquillo ma io questa roba qui non riesco a farla non importa quello che importa è una cosa sola che tu ti lasci voler bene da tutti e che tu cerchi di restituire qualche cosa del bene che hai ricevuto grazie a tutti grazie a tutti grazie a tutti