Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. che rappresenta in qualche modo un Israele fedele che è in grado quindi di riconoscere la legittimità di chi sta entrando, lo riconosce. E anche ti è tuo, te ne vieni in qualche modo accolto e riconosciuto. Però appunto è piccolo, è povero. E quindi quando lei poi gli fa la domanda, una domanda che non ci sarebbe tanto ragione in questo momento di pensare che sia una domanda pericolosa, sposta gli dice ma anche tu sei il tempo del giro. E lui dice non lo so. E quindi è entrato dentro ma subito ha incontrato anche la sconfitta, la povertà della sua fede. Tra l'altro quello che in italiano è detto non lo sono, nel testo originale è più semplicemente non sono. Che però appunto suona strano, no? E suona anche preoccupante perché mentre nega il Signore in certo senso nega se stesso. Non è esserci, insomma. Che tante volte insomma è nella vicenda della fede quando ci accorgiamo che abbiamo perso l'occasione, non abbiamo risposto all'appello della storia. Fino all'ultimo passo, quando poi dice che siccome c'è freddo, questi qui che prima sono stati quelli che hanno legato il Signore, adesso sono lì nel cortile, accendono il fuoco perché c'è freddo e si scaldano. E lui? Eh, lui si siede con loro. E a me ha fatto simpatia questa persona. Quindi nelle ore poi del giorno della preghiera di questa mattina mi sono fatto fare compagnia di lui, ho ripreso un po' di volte anche queste memorie perché ci ho messo dentro certamente la mia mediocrità e in ogni caso la modestia, no? Della vita. Una modestia che tante volte spaventa. Quando si fanno le misure del tempo, uno dice ma quanto tempo mi ha dato che niente che ho confinato. E poi prende ancora le misure più intimamente sue, quelle proprio della miseria, della povertà, del peccato. Allora questo Pietro è importante e consolante. Perché è indubbio che Pietro è una persona importante, sarà importantissima nell'esito finale della memoria evangelica di Giovanni ed è una povera persona. Allora ho pensato che andava bene oggi farle il patrono, in qualche modo, della nostra vita e di una vita che certo potrebbe essere un po' confusa dalla sua modestia e dalla sua mediocrità. E che invece deve trovare la sua fede, deve trovare la sua tranquillità. Prima una persona mi chiedeva come sto, io mi chiedo, guarda, sto benissimo, però tutti i pomeriggi mi capita di cadere dentro della mia angoscia, quindi devo per qualche oretta per sopportarmi nella mia assurda responsabilità. Però penso che alla fine siano cose che fanno bene, sono fatte bene per noi. Tante volte mi capita di passare una giornata intera a ascoltare un po', le pene, le fatiche, le preoccupazioni, i limiti, la fame, devo dire, delle persone, dei miei fratelli, dei miei amici. Tutto questo povero mondo, piccolo mondo, è stato eletto dalla bontà di Dio e dalla sua misericordia. E noi siamo qui per questo motivo. Quindi non ci siamo con grande onore, non ci siamo con grande coraggio, non ci siamo con grandi risultati, ma ci siamo, ci siamo. E quindi non c'è dubbio, la loda del Signore deve prevalere. Leggevo un passaggio di un intervento di Don Giuseppe dove spiegava quella cosa così semplice, così vera, quando dice, dicendo che la gioia per noi cristiani non può essere un sentimento o un'ipotesi, perché è un comando. E quindi non possiamo non essere nella gioia. Allora uno potrebbe dire, sì, ma come faccio a essere nella gioia se c'è questo, se c'è questo? Allora, per tale motivo mi è stato importante il testo degli embesini per dire, bellissimo, tutta questa tua mediocrità è tutta però avvolta, dentro, coperta, abbracciata. E tu sei amato, così come sei. D'altra parte si potrebbe dire, allora quindi cos'è una specie di manica larga dove tanto non importa come sei? Non è vero. Non è vero. Il povero Pietro dovrà subire tre volte, adesso lo rinneghi tre volte, ma dovrà subire tre volte dal risorto quella domanda, ma tu mi vuoi bene? Io dico storo, ma mi vuoi bene, mi vuoi bene? Alla fine si rattrista perché per la terza volta gli chiederà mi vuoi bene. Tu sai tutto, tu lo sai che ti voglio bene. E questo è molto importante. Perché non è vero che le cose restano sempre così. Perché siccome lui ogni giorno ci dà la prova evidente, forte, del suo amore per noi, capite? È sempre più potente però la sua presenza del nostro cuore. Io posso altare la scommessa della mia indegnità, ma lui ha altra la potenza del suo affetto per me. La messa, la messa. Il nostro passo quotidiano dentro la parola di Dio, questo appuntamento che lui ci disse ogni giorno, passano gli anni per avere la sua straordinaria fedeltà al rinnovarci continuamente nel suo amore. Allora mi pare che questa sera appunto il contrasto vada accettato. Di questo contrasto tra la meraviglia di Dio e la nostra povertà deve stupirci, ma alla fine bisogna che ci stupiamo e che ci sentiamo immensamente consolati proprio perché, proprio perché continuamente la nostra piccola e povera vita è accolta tra le sue braccia. il Signore è veramente buono, ci ama così come siamo e ci chiede di volerci bene così come possiamo noi fare noi qualche cosa. Avevamo pensato di riflettere su qualche possibilità per unirci sabato sera in quelle ore dalle sette di sera alla mezzanotte in cui il Papa ha invitato la gente a San Pietro per la preghiera per la pace di fare qualche cosa per questo. Però poi, per l'ultimente, meglio avere un sospetto, appunto ho sentito da Giovanni, Giovandino, il quale va detto che però appunto si sta pensando forse a una cosa così più in grande, insomma un'offerta per tutta la Chiesa. Quindi mi pare che anche questo sia un'occasione molto importante perché di per sé sono giorni tristissimi, no? Dal punto di vista della cultura e dello spirito sono giorni terribilmente umiliati, insomma. Sia per la situazione internazionale, il pericolo della guerra, sia per queste assurdità che si vivono nelle strutture interne politiche del Paese, la miseria, in realtà si potrebbe pensare addirittura a una grande decadente, no? Allora, mi pare che sia un'occasione in cui bisogna rinnovare la nostra totale fiducia sul fatto che il Signore non abbandona i Suoi figli e conduce a vedere la dicendo ma staremo attenti a vedere come anche questa cosa di sabato sera possiamo spenderla bene per ricevere e dare con molta cordialità un nuovo segno di questa fiducia.