Ho fatto un po' di confusione perché oggi è stata sovrabbondante la giornata e quindi avevo già partecipato alla liturgia della croce in campagna, con anche forse delle divisioni un po' variate per le parti che si dovevano fare, insomma, quindi una giornata molto ricca. Ci tengo a dire questo perché io non ho delle cose molto importanti da dirvi, se non che per me è stata molto importante. E questo anno, direi, è stato molto importante per me perché è come se il Signore abbia voluto farmi vedere quanto Lui ama. Di solito ero più esposto a vedere quanto io sono incapace di amare. Per me è il problema più grave della mia vita ed è un problema decisivo. Molte volte mi trovo proprio in un deserto assoluto. Non ho l'amore, o perlomeno questa è l'esperienza che mi è stata assegnata. E quindi rispetto al mistero e al comandamento dell'amore sono sempre un po' in crisi. Però quest'anno le cose sono andate diversamente. E quindi il Signore mi ha dato sosta, forse mi ha un po' congedato rispetto ai miei pensieri sulla mia possibilità e capacità di voler bene. E ha voluto invece con molta prepotenza farmi vedere il suo voler bene e il frutto preziosissimo del suo voler bene. Per cui di fatto è poi semplicemente questo che venendo poi in città oggi pomeriggio un po' riflettevo. Cosa vado a raccontare ai miei fratelli? E vado a raccontare questo. E ho trovato con stupore la misura infinita dell'amore di Dio. Il grande assoluto bene che Lui ci vuole. Fino all'impossibilità di non collegare necessariamente la parola Dio e la parola amore, che anche nelle scritture si rende presente con potenza e quasi con prepotenza, perché Dio è amore. O non si parla di Lui, e allora si può non nominare l'amore, o si aggredisce Lui e quindi si aggredisce la verità della sua persona, o altrimenti Dio e amore sono necessariamente unite, intrecciate fra di loro. O Dio non c'è, o se c'è. È assolutamente amore. E questo poi però porta una conseguenza molto grande, che appunto nella giornata di oggi ho vissuto con sorpresa, e rispetto a questo giorno del Triduo Santo, che ho sempre vissuto con fragilità, ma anche con una certa angoscia appunto per questa mia mancanza dell'amore, il Signore mi ha concesso una certa dimenticanza di me, per farmi vedere invece come Lui è potente, ma non solo, è fecondo. E quindi in poche ore di questa giornata, a partire proprio anche dalla memoria della mia nascita, non è che la ricordi, però sapete un po', te la raccontano e poi che tempi erano e cos'era successo, e quindi è stato proprio come dalla mia nascita, anzi dal volersi bene del mio papà e della mia mamma, che è stata una storia che è andata avanti per moltissimo tempo, perché siccome sapevo che loro dopo le loro nozze avevano cominciato un viaggetto, e si erano quella sera lì fermati a Venezia, e mi facevano vedere anche il posto dove avevano l'albergo, insomma dove avevano dormito a Venezia, dove si erano fermati. E siccome io sono nato 19 giorni dopo i loro matrimoni, 9 mesi e 19 giorni dal loro matrimonio, i tempi non sono sempre così uguali, e quindi mi sono messo in testa che io sono stato concepito nella città di Venezia e anche in quel posto lì. ma anche di come loro si volevano bene, e si sono voluti bene. E di come nei primi anni della mia vita il mio papà non c'era perché c'era la guerra, e lui era nella guerra, io sono nato tre mesi prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, e però ho molto impresso questa grande liturgia dell'amore che la mamma ha coltivato per noi, per me e anche per un mio fratellino, durante quegli anni. E quindi anche il ricordo, appunto, un po' sorridente, di quando il papà è tornato a casa dalla guerra, tutto vestito da soldato, e quella sera lì però la mamma ci ha detto che non potevamo dormire con lei nel lettone, perché c'era questo signore che era arrivato e che noi non conoscevamo, e che però ha preso il suo posto, e poi un posto tanto importante in tutti gli anni della vita. E quindi oggi per me non è stata solo questa memoria, ma è stato lo stupore in questo giorno della fecondità dell'amore di Dio. Per cui non si può solamente dire che Dio ama e vuole bene, e vuole bene a tutti, ma si deve dire che Dio, amando, coltiva l'amore. E quindi io su una piantina particolarmente sterile, ma in tutta questa giornata sono stato invitato a guardare con stupore intorno, da me fino al posto geografico, o culturale, o politico, più lontano, sempre stupendomi della scoperta dell'amore. Dio è potentissimo e quindi genera moltissimo amore. Per cui, dalla festa dell'amore di Dio, sono stato portato oggi a contemplare la fecondità di questa festa nelle persone, negli avvedimenti, nei luoghi, nei luoghi anche difficili, dove l'amore sembra una scommessa molto ardua, eppure sì. E quindi sono lieto questa sera, perché il comandamento dell'amore non mi ha rattristato per la mia inadempienza, ma mi ha invece consolato e alla fine rallegrato. che anche pensando a voi, devo dire che sono entrato in una serenità più grande per il bene che voi mi volete. Io non ve lo domando, non è che ti chiedo, ma tu mi vuoi bene. Lo so. Questa sera lo so. E quindi sono stupito, ammirato, commosso, di questa potenza dell'amore. Da lì poi, ma adesso la predica la concludiamo, perché ci si stufa, poi perché c'è tutta questa liturgia preziosa, è vero? Ma la cosa più grande di tutte è tutta la presenza dell'amore in tante condizioni della vita. i bambini, i poveri, i lontani, le persone che non hanno la fede, sono persone molto interessanti, perché poi si incontrano con il mistero dell'amore e si chiedono, e qualche volta qualcuno mi chiede, ma che cos'è questa cosa che viene chiamata amore? Non è una domanda semplice, è una domanda interessante, che molte volte avvia persino il discorso della fede. Che cos'è l'amore? L'amore è il principio della fede, perché uno capisce che c'è una cosa misteriosa nella sua vita, e cioè che è amato, e poi, forse ancora più grande, e forse ama. Di questo posso dire poco a motivo della mia povertà, però mi ci incontro, è vero, è il più grande mistero, ma è la più grande luce della storia. Sì, ho provato a leggere anche qualche cosa di che cosa afferma, propone, per esempio, lo psicologo, fa un insieme, un incontro, è vero, di avvenimenti, di condizioni, di situazioni, però alla fine è più grande quello che noi chiamiamo l'amore. E questo mi sembra una scoperta che bisogna fare e fare di più. siccome si fa tanto presto a trovare nelle pagine della storia e nelle vicende dell'attualità il non amore, è, secondo me, molto importante, invece, immergersi nella attenzione e nella contemplazione dell'amore. Ma tu ti sei reso conto di quanto i tuoi figli ti vogliono bene? e più ancora, ma tu ti sei reso conto di quanto vuoi bene ai tuoi figli? Domande alle quali si fa un po' imbarazzante rispondere perché ci sembrano troppo lontane. Dice, va bene, adesso fammi a prendere il giornale, di questo parliamo un'altra volta. Ma sono tutte realtà profondissime dentro di noi. e la cosa bellissima, mi sembra bellissima, è che l'amore è talmente potente che ha bisogno di chiamare accanto a sé la realtà che potrebbe sembrare negativamente la più potente e cioè la morte. Allora, un po' per scherzare anche si gira intorno a quella frase, a quel fraseggio del parlare un po' popolaresco e si dice ti voglio un bene da morire che per me è preziosissimo perché è una evocazione nella lingua italiana parlata così del Vangelo e della morte evangelica del Signore che con la sua croce ha portato l'amore alla sua suprema dimensione e quindi ha avvolto veramente tutti tutti e tutto perché non c'è nessuno che Dio non ami anche recentemente sono stato un po' in imbarazzo oltre che nel dolore perché una persona giovane che diversi di voi conoscono si è tolto la vita dopo un esito esposto alla disperazione si è tolto la vita ma io non ho mai avvertito questa vicenda come un suicidio no? con i problemi anche etici morali che si pongono sul suicidio problemi sui quali io poi non riesco ad andare molto in là perché siccome mi capita di vedere la disperazione se c'è qualche cosa che non mi stupisce è anche l'esposizione alla morte a motivo del dolore e della fatica del vivere ma è questo questo giovane con il quale noi abbiamo avuto un rapporto molto forte per molto tempo fin da quando lui era un bambino e poi anche più recentemente quando la sua vita si è fatta difficile complessa lui per un po' è venuto anche a riposare qui da noi a dormire qui da noi e quindi certo con un rapporto che è diventato fortissimo però anche in lui io in questi giorni ho trovato il segno e la presenza dell'amore e quindi credo che anche questa sua decisione drammatica gravissima ovvero tra l'altro con quei particolari atroci per cui in realtà così impiccato l'ha trovata la sua mamma insomma quindi li stiamo vivendo anche un passaggio molto delicato insomma di tutta questa vicenda però lui e lui no lui secondo me è andato verso Dio non è andato verso una censura dell'esistenza è andato verso una pienezza della sua esistenza e quindi sì anche in lui insomma vedo un avvenimento dell'amore molto forte che bisogna accettare tra l'altro ieri c'era c'era la lavanda dei piedi nella liturgia di ieri e una sorella di questo amico mi ha portato una fotografia e Mattia questo è il nome di questo amico era un ragazzino e quell'anno però essendoci la celebrazione della Pasqua si era pensato che la lavanda dei piedi sarebbe stata fatta non a degli uomini a delle persone mature ma appunto a dei ragazzini e lei mi ha portato questa fotografia dove io messo da prete gli lavo i piedi e quindi con accordo della mamma della sorella dei fratelli abbiamo preparato questa come immagine della Pasqua di quest'anno è vero e io che gli lavo i piedi cioè vi cedo vi dico queste cose certamente per voi non molto importanti non molto interessanti ma semplicemente per dire come la grafia e il contenuto dell'amore proprio non ha confini non ha confini e tutto questo è merito di Gesù Gesù è stato bravissimo perché in relativi pochi anni mio papà mi diceva sempre quando mi lamentavo di una cosa o dell'altra siamo la preistoria del cristianesimo cosa vuoi pretendere che in 448 si arrivi già avanti siamo proprio all'inizio abbi pazienza è vero e appunto sì ho sentito forte invece l'operosità del Cristo ha molto insegnato a volere bene e penso a tante persone che si sono chinate sulla mia vita e mi hanno rivelato l'amore me l'hanno fatto vedere me l'hanno fatto sentire me l'hanno fatto toccare l'amore e quindi sì secondo me il Signore è stato molto bravo a me piace molto festeggiarlo in un giorno come oggi per dirgli hai fatto proprio bene l'opera che tu hai compiuto e continui a compiere è meravigliosa e quindi anche quello che ufficialmente è un giorno un po' più triste no? perché è il giorno della passione è il giorno della croce mi permetto di ripresentarvela come anche un giorno di grande ammirazione e di grande commozione e proviamoci tutti proviamo tutti a guardarci un po' intorno per rimanere stupiti e commossi di quanto l'amore è stato fecondo se ha ragione mio papà che siamo ancora nella preistoria del cristianesimo mamma mia ci aspetta un futuro meraviglioso con il vantaggio che a un certo punto si va al palco di terza fila insomma su in paradiso e quindi la cosa la si vede anche più dall'alto la si vede meglio ed è bellissimo perché si colgono dei particolari meravigliosi è vero dei particolari meravigliosi in un bambino in un anziano in un malato in una bella donna in una brutta donna in una donna un po' cattiva in una donna buonissima questo si può dire anche degli uomini forse ma questa varietà della scrittura dell'amore e della presenza dell'amore per cui ringraziandovi a partire da Giuseppe per l'invito di questa sera che mi ha dato molta gioia desidero ringraziare tutti voi e mi permetto di suggerirvi di aumentare molto anche voi la misura del vostro ringraziamento è bello che voi studiate un vostro collega di scuola particolarmente dignoso la portinaia brontolona o non so chi facendole un complimento d'amore è un lusso meraviglioso che ci possiamo permettere ma mi penserebbe dire che ce lo dobbiamo permettere perché un pochino forse il tipo di cultura in cui viviamo resta un po' troppo prudente nella manifestazione e nel riconoscimento dei sentimenti allora è importante dirselo sai ti voglio un gran bene sai ti devo molto ringraziare perché mi sembra che tu mi voglia un bene enorme così nella forza di questo celebrando questa sera della croce del Signore ci prepariamo nella notte santa a vederlo risorto e vivo tra noi e a riconoscerlo negli sguardi nelle situazioni nelle parole nei silenzi nelle lacrime nei sorrisi dei nostri fratelli e delle nostre sorelle grazie