Adesso dobbiamo portare a comitamento i segni da questa mano della nostra Cattolica. Mi piace semplicemente dirvi che cosa comunque accade ad Enrico per questo segno, per questi segni, che poi crescendo i suoi cammini spiegheranno, soprattutto le mostreranno che cosa è rispettata oggi nella sua vita. Perché la vita di questa piccola oggi viene consacrata all'amore, viene dedicata all'amore. Tutto quello che per lei sarà vero dire, incontrare, talvolta anche partire, desiderare, quello per cui sarà tutta la sua vita un ringraziamento, è l'amore. L'essere amato è proprio attraverso questo imparare ad amare. E quindi fare dell'amore la sostanza della sua vita. Ecco, consacrata all'amore vuol dire questo. Quale sarà la strada anche del coppia, le cose importanti che ti aspettano? Questo, solo questo. L'amore. Dunque, ecco, accogliamo questa piccola per questi segni ultimi del suo dono battesionale. Mi sembra che questo segno così importante che rivela e illumina tutta la festa di Pasqua. Che cos'è la festa di Pasqua? Che cos'è stato per me meglio? Che cos'è per me meglio? Che cos'è per ciascuno e per tutti noi? Questo segno battesionale. Ecco, dicevo che è una consacrazione a Dio. E cosa vuol dire consacrarsi a Dio? Vuol dire, nella semplicità della povertà della nostra vita, essere consacrati all'amore. E cosa vuol dire essere consacrati all'amore? Vuol dire vivere l'amore come la realtà che raccoglie tutto. E questo è il mio padre. Pensate quanto stia sperimentando il mistero e la bellezza dell'essere amato. E pensate com'è importante che il papà, la mamma, il padrone, la bambina e tutti noi, e chi avrà più occasione anche di una certa frequenza con la sua persona, sia per lei segno d'amore. Perché alla fine, vedete, anche la Pasqua, che cos'è? E poi semplicemente questo. Tocco impressione, se avrete tempo di riguardare un momento anche le parole di Dio che sono state proclamate, noterete anche un certo senso di imparazza. Perché è come se tante cose che c'erano scontagliano. C'era una pietra e non c'è più. Dentro c'era il corpo di una persona che non c'è più. Ma dunque, di questa tappe, che cosa rimane? Rimane questa parola, misteriosa e fascinante, che molte volte non lo siamo neanche tanto bene. che in ogni caso è sempre più grande di noi. Ed è la parola amore. Perché Dio è amore. E quando tu dai un bacio alla tua bambina, tu le dai il bacio di Dio. E quando tu domani con dolcezza, con forza, le insegnerai a volere bene, ad accogliere, a perdonare, a sorridere, a saper piangere con chi piangere, a chi si viene più ferito, più povero, tu di fatto le insegnerai a Dio, le introdurrai nel mistero di Dio. perché questo è talmente vero che la parola del Signore arriva a fermare in certo modo che se anche non hai la fede, ma tu sei dentro al mistero di Dio. Questo lo dico perché magari anche qualcuno qui oggi è per la importanza della festa, è per festeggiare questa famiglia, e però magari, messo davanti a una domanda troppo precisa, diranno, io questa cosa che voglio di fede, non riesco a percepire, ma vuoi bene? Sì, voglio bene. Ecco, sì, questo è Dio. L'amore è talmente importante che la fede fa volentieri un piccolo passo indietro per lasciare posto all'amore. E il baggio in tanti luoghi ci dice che alla fine per molti sarà una grande sorpresa, perché non hanno pensato di avere la fede, e non hanno pensato neanche di vivere, secondo la fede, ma hanno pensato di avere la fede, ma hanno pensato di avere la fede, e allora saranno nella pienezza del tono e della vita. Allora, per questa piccolina, capiamo, no? Che cosa lei misteriosamente aspetti, questa grande scuola della vita. Dono fatto di sguardi, di carezze, di presenze, anche di lontananze, anche di vicende che devono condersi. Tutto il travaglio della vita. E uno, detto come me, a questo punto un po' esperto del travaglio della vita, lo è, ebbene anche in questi ultimi tempi della mia vita, ho sperimentato che tutto può diventare un segno e un baggio d'amore. Tutto può essere trasformato, è vero, può essere racconto e comunicato, ed è ancora una volta il baggio di Dio. E quindi in questa liturgia della Pasqua, che in un certo senso, è anche dire che sia così. Stanotte siamo rimasti qui per qualche ore, per Pasqua, per Pasqua, per Pasqua, e adesso siamo alla fine, alla pienezza. Però non è la fine, è semplicemente un arrivederci, è un corgetto. Però quando ci vediamo, bisogna che stiate attenti, perché sennò non riconosciamo la canotta. Quando i bambini crescono, e cambiano troppo, è vero. Noi desideriamo invece poterla vedere, non abbiamo bisogno di pensare che dobbiamo prenderla noi per mano, perché invece, sapete, no, come avviene? Misteriosamente, profondamente, sarà lei, nel nome di Dio, a prenderci per mano, e a condurci l'anno dell'incertezza della vita, del pensiero, dell'interpretazione, che si dà delle cose. Ma, come va la tua vita di te? Eh, così, così, da 6, meno 20, è vero, lei, sarà aiuto prezioso. Eh, il papà e la mamma, se la portano a casa, oggi, come, un regalo straordinario, è vero, è entrata qui, come figlia loro, ed esce da qui, essendo anche, e prima di tutto, figlia di Dio. Eh, allora, è chiaro che è giusto, no, è anche in certo senso bellissimo, che voi, tutti noi, ci sentiamo inadeguati, a una responsabilità così grande, è vero, ma, dice, io non sono capace di insegnare il catechismo, ma sei capace di guardarla con la fe, e di darle un bacio da voi, e di prenderla per mano, e di fare compagnia, e comunque non c'è il miglior catechista di te, e tu sarai quello che le insegnerà, veramente, il mistero di Dio. Noi tutti, cercheremo di continuare e impararlo, ringraziamo il Signore, per queste feste di Pasqua, che ci hanno commosso, allegrato, per tanti motivi, e per anche, da vicenda di un nostro ragazzo, di un nostro amico, che così, all'improvviso, ha preso la strada, del Signore, in un modo che, di per sé, non sarebbe consentito, però, devo dire che io non ho mai, dubitato, per quello che, un po', lo conoscevo, è questo ragazzo, che in realtà, si è tolto la vita, però, io, ho saputo subito, che di fatto, tutto questo, era una via, che andava sicuramente, alla cuore del padre, e quindi, il Signore, non ci abbattona mai, l'augurio, che ci facciamo reciprocamente, è che, in ogni caso, sempre, possiamo, stupiti, della nostra stessa, di, del vita, ringraziare, e desiderare, di comunicare, e desiderare, che tutto quello che è mio, sia tuo, e quello che è tuo, possa essere partecipato, anche, da un bel prezzo, di carattaria, adesso, vi pari, andiamo a parte, eh, facciamolo, a un bel prezzo, allora voi potete, star seguito, canto numero 46,