Venire qui stamattina per me è stato anche accompagnato da una sorpresa, dalla presenza di un fratello e di un amico, dalla presenza di Don Domenico che viene da un'altra chiesa. Domenico ha un difetto, una dirompente carità che tende continuamente a metterlo fuori legge, quindi ne ha passate di tutti i colori e poi c'è ancora dentro perché esagera, non si può esagerare nella carità, solo Gesù Cristo lo può fare. E però il fatto che Lui sia qui oggi per me è di grande consolazione, come lo è il vedere i vostri volti, riconoscere dentro a voi le vostre storie, le più recenti, le più lontane del passato e tutto cogliere come un grande annuncio della pace di Dio. Avete ascoltato questo annuncio della pace di Dio? È fortissimo nella parola che abbiamo ascoltato. Soprattutto io sono molto affezionato al testo dell'Apocalisse di San Giovanni che abbiamo ascoltato prima, quando dice io Giovanni vidi. Ecco, una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo, lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'agnello, avvolti in vesti candide e tenevano rami di palma nelle loro mani. È una grande fotografia del paradiso, una moltitudine immensa. Da anni mi commuove sempre questo scassarsi di tutte le calcolatrici perché non sono in grado di contenere i numeri necessari per dire quanti sono stati salvati dalla potenza dell'amore di Dio. Ai confronti anche di una certa avarizia qualche volta, no? Di un certo modo anche del catechismo e del catechismo morale delle comunità ecclesiali. Ecco, oggi è di grandissimo respiro questa moltitudine. Nessuno la può contare. Perché c'è da chiedersi, è vero, se ci può essere qualcuno davanti al quale la potenza dell'amore di Dio diventa fragile. È difficile pensarlo. E di tutto questo oggi c'è una conferma ancora molto interessante. Perché davanti a tutta questa folla immensa ci si è chiesti ma chi sono questi qui? Ma da dove vengono? Come mai sono arrivati anche loro? E uno degli anziani che è presente spiega a Giovanni che è lì che guarda questa moltitudine dice sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide nel sangue dell'agnello. Che cos'è la grande tribolazione? La grande tribolazione è il grande cammino che nella persona di Gesù, il figlio di Dio, Dio stesso ha compiuto. Quella grande tribolazione che lo ha portato dalla povertà di Betlemme, o se volete addirittura dall'annuncio di Nazareth alla povertà di Betlemme fino al Calvario, che è il grande cammino dell'amore di Dio nella vicenda e nella storia dell'umanità. Perché non è che non ci sia bisogno di essere salvati. Tutti hanno bisogno di essere salvati. Ma siamo salvati perché Dio ci ama. E quindi è venuto a fare questa grande camminata della misericordia e del perdono, che ha percorso tutte le dimensioni spaziali e tutte le dimensioni temporali. Ha attraversato tutto, capite? E ha salvato tutto. Perché come altre volte, in altri tempi, abbiamo cercato di ricordare insieme, non è che si va in paradiso perché ce se lo merita, ma si va in paradiso semplicemente perché Lui ci vuole bene. È interessante che questo, tra l'altro, proprio è un'esperienza che facciamo. Io di questo amore di Dio faccio esperienza. Perché? Perché io sono un peccatore. Perché rispetto al comandamento della legge io sono un fuorigioco. Perché vecchio come sono, ancora non mi sono convertito. E però, e però mi sono accorto che il Signore è passato anche accanto a me. E mi ha preso per mano. E tu sei qui oggi perché io ho il dovere di dirti che il Signore ti è passato accanto, perché anche tu, nella tua vita, nella tua vita così come è, nella tua vita che ancora stai facendo, perché non sei ancora arrivato alla meta sublime, anche tu stai facendo con Lui questo cammino della grande tribolazione. Anche tu hai conosciuto la fatica della storia. Anche tu hai conosciuto il travaglio del peccato. Anche tu conosci bene la realtà, anche severa, della storia. Non tutto ti va bene, non tutto ti è andato bene, non tutto corre secondo la dimensione dell'amore. Prima ho chiesto notizie di un nostro giovane amico, che noi abbiamo raccolto bambino, piccolino, piccolino, figlio di nessuno. E poi Lui è cresciuto con noi, insieme a noi, in modo particolare con una nostra famiglia, ma non è riuscito a trovare la serenità del suo cammino. E quindi fa una vita esposta, sbagliata, che lo porta fuori dalla verità e dalla pace. Ci stiamo addirittura chiedendo ma come fare? E' vero, siamo proprio anche in difficoltà e ci affidiamo alla vostra preghiera. Perché? Perché anche Lui però, anche Lui assolutamente, è chiamato a salvezza. Noi siamo testimoni di tutto questo, perché siamo testimoni di come Dio, questa persona, fin da quando era un bambino perduto e sperduto, Dio lo ha amato, è di Dio. E infatti la cosa interessante, anche del testo di oggi, sono le parole, poche parole, che Gesù dice nel brano del Vangelo molto breve di questa Domenica, dove dice Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco e loro mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Queste sono parole che dice a noi, è il figlio di Dio, che il Padre ha mandato nella grande tribolazione della storia umana, chiedendogli per obbedienza di entrare al limite di questa tribolazione, quella che anche quest'anno abbiamo celebrato, nei giorni immediatamente precedenti, la notte luminosa della Santa Pasqua. quando questo figlio di Dio, Dio lui stesso, ha attraversato il dramma dell'umanità fino all'ultima sua sconfitta ed è stato crucifisso innocente sulla croce dei malfattori. E quindi non c'è luogo della tribolazione che in Gesù Dio non abbia visitato, capite? E quindi anche quando ci troviamo davanti a situazioni non solo problematiche, ma drammatiche, difficilissime, diciamolo, perduti, noi non possiamo dimenticarci che Dio si è perso per noi, per venire a trovarci, per venire a raccoglierci, per venire a prenderci e a portarci con sé. Quella moltitudine immensa, cosa crediamo? Che sia tutta di iscritti dell'azione cattolica, di dammi di San Vincenzo, delle nostre bravissime mamme. Certamente ci sono anche loro, perché anche loro hanno fatto anche per noi il cammino della grande tribolazione, dove Dio chiede di collaborare, capisci? E quindi anche tu oggi sei implicato in questa richiesta del Signore. Ti dispiace fare un po' di strada anche tu con me nella grande tribolazione della storia? Perché questo è il cammino che Dio da Gesù in poi sta facendo dentro la storia umana. Dio vuole che tutti siano salvati. C'è un problema di gelosia, su quale non possiamo fermarci oggi, che porta la prima chiesa, la chiesa più antica, in una situazione un po' curiosa. Perché quando Gesù, nato ebreo, ha annunciato il Vangelo agli ebrei, loro contentissimi, gli sono andati subito dietro, gli hanno creduto, perché finalmente questo Gesù adempiva tutte le promesse che loro avevano ricevuto nella loro storia dai grandi profeti che Dio aveva mandato per dire ad Andrani, camminate così, fate così, perché arriva la salvezza. E Gesù, prima di tutto, ai nostri fratelli ebrei, ha detto, bene, ecco la salvezza. E loro gli sono andati subito dietro. Solo però che la cosa è stata di troppo successo di troppa potenza. E quindi anche delle gettaglie come noi, dei non ebrei, diciamo, di quelli, è vero, dei popoli di tutto il mondo, da tutti i luoghi di perdizione e di peccato, siamo arrivati anche noi con il nostro valigino dietro a lui e abbiamo fatto confusione. E quindi nella chiarezza e nella luce di questa liturgia domenicale c'è questa fatica che gli ebrei di quel momento fanno e quindi di Paolo che è costretto a dire ma visto che non siete contenti noi andiamo a raccontare il Vangelo a degli altri. E noi siamo qui proprio per questo. Tutta la faccenda ebraica è una faccenda estremamente importante. Negli anni io mi sono sempre più convinto che è impossibile essere cristiani se prima di tutto non si è ebrei. E di questo oggi voglio darvi un piccolo esempio perché mi sono ricordato che quando da bambini si va al catechismo ti dicono che tu vai in paradiso se te lo meriti, se fai bello, se ti penti, se fai la confessione, se obbedisci alla mamma e via e via, no? Tanti sé, tante condizioni per andare in paradiso. Poi invece guardando nella Bibbia le pagine soprattutto costudite dagli ebrei sono venuto a sapere che si va in paradiso non perché ce lo meriziamo ma semplicemente perché lui ci vuole bene e vuole salvarci. altre volte qui ci siamo ricordati che lo stesso nome di Gesù Gesù, come ti chiami? Gesù è un nome ebraico della lingua ebraica che vuol dire salvezza di Dio Dio salva come ti chiami te? Salvezza di Dio ma che nome hai? è il suo nome perché è la sua sostanza è la ragione per cui lui è venuto è il motivo per cui Dio l'ha mandato capisci? E lui si avvicina a tutte le realtà anche alla realtà di quel tuo figlio per il quale porti il peso di una certa afflizione di una certa angoscia di una certa preoccupazione porta il cammino anche di quella persona con la quale si è innalzato un muro di divisione c'è niente da fare non si va d'accordo è grazie tanto se non ci tiriamo delle coltellate ma Dio è passato anche di là perché? perché tutto deve essere raccolto e portato alla salvezza perché appunto non andremo in paradiso perché ce lo meriteremo ma ci andremo perché anche oggi in questa domenica luminosa accanto a tutti i nostri errori alle nostre tristezze alle nostre preoccupazioni è Dio viene a salvarci chi è che viene a salvarci? Gesù cosa vuol dire? Gesù salvezza di Dio è vero? e se non avessimo bisogno di essere salvati lui neanche verrebbe invece per fortuna viene ed è venuto anche da noi questa mattina nella potenza potenza mirabile di questa parola di Dio nella tua coscienza turbata disturbata visitata preoccupata ma anche per te è preparata la salvezza e dice ma come fai a salverlo? e dice lo so perché lo so di me è vero? se sono salvo io te sei sicuramente salvo tranquilla tranquilla è vero? per quel che ti conosco per carità se sono salvo io voi ce la vaccavate tutti benone io con sei meno voi con nove più è vero? ma certamente ci andiamo tutti eh? e il Signore ci ha dato per fortuna molti segni di questa sua volontà di salvezza bene in quelle poche parole Dio dice a un certo punto questa frase nel Vangelo di oggi io do a loro la vita eterna cosa vuoi dire? eh sono venuto per darvi la vita eh e com'è? e com'è fai a darci la vita? e come ha fatto tua mamma a darti la vita? ti ha generato e basta? no mi ha dato la vita mia mamma ha sacrificato tutta la sua vita per me ha speso tutto il suo affetto per me mi ha proprio dato la vita mia mamma ebbene lui è venuto a darti la vita a darti la sua vita la sua croce da malfattore è la fonte perenne di questa vita data per te per cui quando arriverai anche te al tribunale di Dio e ci sarà il pubblico accusatore con una lista di 14 milioni di peccati è vero diranno quello lì l'ingegnese la fa lì d'altra parte si può come si fai a tirare su in paradiso è vero io vi ricordo sempre che a quel punto lì seduto su uno sgabello c'è Gesù Cristo che alza la mano e dice ma io ho dato la vita per lui tu sei uno per il quale e al quale Dio ha dato la vita tu sei mandato fino ai confini della terra a provare a dare qualche piccolo segno del Vangelo per informare che la casa di Dio non è un tribunale ma è una sorgente di vita e quindi più c'è il male più questa sorgente è potente improposa dirompente perché c'è ancora più bisogno capisci e quindi certo noi siamo qui in fondo bisogna dirlo anche in una situazione di grande privilegio ovvero ognuno potrebbe raccontare tanti segni e fatti della vita dove magari ne ha combinate più di Bertoldo ma poi è arrivata la mano della salvezza e poi in ogni caso anche tu e anch'io siamo qui questa mattina ebbene siamo qui però per questo sai per essere salvati e siccome lui è molto bravo in questa salvezza che dona con il suo sacrificio d'amore più uno è mascalzone più è esperto di sta roba eh ah una roba che se cominciamo a raccontarci le nostre storie qui infiliamo mica più è vero e è importante quella aggiunta finale per me è importantissima solenne nessuno le strapperà dalla mia mano nessuno anche anche quel tuo figliolo che ti fa pena che ti fa angoscia davanti al quale dici ma io non riesco più a fare niente ma nessuno lo strapperà perché è nelle mani del Signore nessuno lo strapperà e per questo capite che dopo la esortazione che viene in modo forte esigente dalle feste pasquali e di essere anche noi delle fonti di misericordia non c'è atto più divino che noi possiamo compiere che il perdonare e l'accogliere tutto quello che tu hai subito si rende presente questa mattina perché tu abbia l'umiltà e la dolcezza interiore di cambiare e farlo passare da una accusa che ritenevi giusta ad una accoglienza che vedi in questo momento assolutamente doverosa e necessaria anche lui ha bisogno di essere perdonato quando sei stato battezzato ti è stato messo un abito battesimale un vestitino bianco io appartengo a una generazione antica per cui nella mia famiglia molto per bene molto su io ero al numero 104 dei bambini ai quali quel vestito era stato messo perché lo veniva conservato e al prossimo bambino un po' allargato un posto ristretto via che gli veniva messo quel vestito di quel vestito oggi le scritture ci hanno detto che è stato imbiancato quel vestitino bianco dal sangue dell'agnello c'è un conflitto di colori vero? e però è bellissimo questo conflitto è vero? perché ci voleva proprio il sangue del figlio di Dio per rendere così candido il tuo abito battesimale non il tuo sangue non la tua retta condotta il sangue dell'agnello come fai ad avere un vestito battesimale così in bianco e splendente perché il Signore ti ha donato la sua vita per questo nessuno ti strapperà dalla sua mano