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CorpusDomini-Giovanni_Nicolini-20100606.mp3

Data: 06/06/2010

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Ecco, come abbiamo ascoltato adesso dal Vangelo, quella domanda che ci facevamo all'inizio della Messa ritorna fuori, perché i discepoli sono più giudiziosi di Gesù. Gesù è un po' stranetto, insomma, è un tipetto, e quindi va bene, ha fatto chiacchiere, loro gli sono andati dietro un sacco di gente, però adesso è sera, qui non c'è niente, cosa fai? E' vero, e poi domani vedremo. Dice, no, no, no, no, dateglielo voi da mangiare, fateglielo a voi la cena. Beh, perché? E perché? Potevano andarsela a fare la cena, avevano già tutti i loro posti per mangiare, fissato il ristorante, invitata la cevelina, comprata la torta, tutto fatto per bene. Cosa dobbiamo fare ancora? Perché dobbiamo fare questa cena? Perché siamo qui per questa cena un po' strana? Tra l'altro ci abbiamo quasi niente da dare, visto loro là, 5.000 persone, abbiamo 5 panni e 2 pesci, è roba da ridere, eh? Come si fa a dare da mangiare a tanta gente con così poco? E anche qui, eh, vedrete, pochissimo abbiamo. E come facciamo ad andare da mangiare? Ma che cena strana è questa qui? A che cosa serve questa cena? Allora bisogna dire che intanto ci sono tante ceve, non c'è solamente quella che facciamo a casa nostra, che per me è molto importante, qui in casa nostra io sono il cuoco del mezzogiorno, per esempio, e ci tengo a fare il meglio che posso e mi piace quando siamo insieme, e la cena è sempre un momento molto bello della famiglia, insomma, no? Purtroppo adesso certe volte la vita è difficile, gli orari tutti spostati, però è bello quando ci si vede la cena. Ma non è l'unica cena. Per esempio c'è un'altra cena che piace, ma che è anche un po' meno gustosetta, che si fa qui davanti tutti i giorni, eh? Si va a scuola. Anche la scuola è una cena in certo modo, perché? È perché ho bisogno di sapere delle robe che non so, eh? Allora bisogna che proprio mi vengano regalate delle cose che non so, e allora vado in questo posto e ci sono delle persone che spezzano il pane di quello che sanno e mi danno anche delle cose importantissime. Pensate che regalo è sapere leggere, sapere scrivere, no? Importantissime. Ma ci sono tante altre cose che andiamo a cercare perché ne abbiamo bisogno. Per esempio noi nordisti andiamo a cercare un po' di sole ogni tanto, eh? Noi della bassa andiamo a cercare un po' di aria buona, è vero? Perché abbiamo bisogno di tante cose. Ma una domanda allora oggi bisogna farsela. E questa cena qui, questa cena qui dove siamo adesso, con poca roba per troppi, ma che cosa serve? E un po' l'abbiamo detto all'inizio della messa. Perché questa cena è una cena speciale, perché diciamo così, è la cena dell'amore. Qui si viene a prender su l'amore. L'amore, capri, è una cosa importantissima, eh? È una cosa importantissima. Questi bambini qui questa mattina, eh, non ci sarebbero se non ci fosse l'amore e se non fossero stati voluti molto bene. Loro ci sono questi bambini perché sono stati voluti molto bene. Io vedo che persino con dei bambini che non stanno bene, quando dei bambini sono malati, e certe volte ci sono dei bambini che diventano molto malati, io capisco che loro stanno nella vita perché le loro mamme sono talmente attaccate a loro a volerli bene che è quasi che gli dessero il respiro, la vita. E senza l'amore tutto è difficilissimo. Tutto è difficilissimo. E vedete che infatti la difficoltà dell'amore si vede, eh? Persino le religioni si dande le mancanellate in testa. Stamattina mi hanno detto che anche quel vescovo che hanno ucciso, purtroppo, si deve dire una bugia. E cioè che forse è un matto che l'ha ucciso. Ma purtroppo non è vero. Purtroppo non è vero. E perché si cerca di non dirlo? Perché sono proprio i giorni dove lì vicino è andato il Papa, insomma, a mettere lì una fatica, però purtroppo persino Dio viene usato, è vero, per delle cose così gravi e così brutte. E quindi l'amore è importantissimo ma non ce n'è mai abbastanza. E certe volte anche nelle cose più preziose della vita, è vero, il papà e la mamma volersi bene è molto difficile. È molto bello ma è molto difficile. Adesso c'è tanta povera gente in giro che ha perso il lavoro, che non sa come fare, arriva qua tutti i giorni, non è che puoi darmi una mano. Poi, prova, ma dopo un po' il cuore trema, non ce la faccio. Non ce n'è abbastanza. È difficile. L'amore cioè è la più grande sete del mondo. La più grande sete del mondo. Perché guardate, c'è una scommessa aperta che dove c'è l'amore, o si può anche stare in mezzo a un sacco di difficoltà, ma se c'è l'amore si tira avanti. Allora è per quello che Dio ha creato questo banchetto dell'amore. Perché sapete che qui noi facciamo una cosa molto grossa, insomma. No? E se l'è un po' messa insieme questo giovanotto, che si chiama Gesù, dico giovanotto perché di solito i maestri in Israele erano un po' più vecchiotti, un po' più barba bianca, lui era un po' un ragazzotto quello lì, un po' matacchione anche, è vero? E un po' mentre tutti andavano a fare le cose dentro nel Tempio di Dio, lui ha un po' tirato fuori Dio, fuori del Tempio, e ha cominciato a farlo abitare Dio in mezzo a noi, nelle nostre vicende, nelle nostre vicende comuni. E quella sera lì, che era per gli ebrei la sera di Pasqua, lui ha preso il pane che era preparato sulla tavola, era un pane non lievitato, anche adesso noi mangiamo questo pane non lievitato, perché quella notte là che sono scappati via dall'Egitto, avevano mica potuto aspettare che la pasta fermentasse, e avevano fatto un pane senza il lievito. E siccome c'era anche l'agnello della Pasqua, lì su quella tavola dove c'era Gesù con i suoi amici, quella sera lì lui ha messo insieme il pane e l'agnello, e ha detto sono io, sono io. E ha detto una cosa enorme, capite? Mentre tutti gli dei normali, tutti gli dei normali, bisogna andare a fargli i sacrifici, questo nostro Dio che è un po' diverso dagli altri, lui è lui che sacrifica se stesso per noi, capite? Mentre, sì, molte volte la gente dà la vita per Dio, noi siamo una barachina un po' di farsi, dove è Dio che dà la vita per noi. E dando la vita per noi ci regala la cosa più grossa, che lui ha e che lui è, cioè ci dà l'amore, ci dà l'amore. Allora questo banchetto, con poco pane e un po' di vino, che ricorda persino il suo sangue, è il grande banchetto dell'amore. E questi bambini, oh, ci hanno davanti la vita. La vita è una grande, meravigliosa avventura, ma tutti sappiamo che è un'avventura anche drammatica, diciamo così. Non dico mica brutta, non dico mica cattiva, dico drammatica per dire che è più grande di noi, no? Fare il prete è più grande di me. Io sono mica capace di fare il prete. Ma anche una mamma magari dice, ma anch'io sono una mamma, ma sono mica capace di fare la mamma. Una delle scoperte che si fa è che siamo tutti chiamati a fare una vita molto più importante, molto più grande di quello che noi poveretti siamo. Allora, veniamo qua a dire, oh, regalami un po' di banane, perché non so come fare. E anch'io stamattina sono venuto qua, anzi mi sono chiamati piccolini vicini, perché Gesù dice che conviene tenerseli molto amici. È vero che insieme con loro cedo un po' di questo pane d'amore, perché la partita è tesa, è difficile. È difficile. Mentre partivamo giù in fondo, uno dei miei diacoli subito mi ha detto due o tre cose difficilissime, e ha perfettamente ragione lui. E come facciamo? Come facciamo? Bisogna che abbiamo molto amore, molto amore. Siamo venuti qui per questo. Questi bambini avranno anche loro il meraviglioso dramma della loro vita, che cosa sarà la cosa più importante? Che abbiano l'amore. Allora, questo però vuol dire una cosa molto importante, che mica qui si può pensare che ci sia tutto l'amore, per carità. Qui c'è come il rubinetto, la sorgente. Dopo però l'amore. E vedete che vi hanno messo i papà e le mamme vicini ai bambini? Anche loro fanno un po' la prima comunione. Certo. Perché? Perché anche loro vengono a chiedere che quello che si vive questa mattina a messa, e cioè l'amore di Dio, continui anche a tavola a casa tua. Continui anche per come ci si saluta alla mattina e alla sera. E che cosa combiniamo quando una persona della nostra famiglia sta poco bene e si ammala? Eh? Che capolavoro d'amore vogliamo sia la vita delle nostre case. Siamo qui per quello stamattina. Per cui si dice la messa qui, ma dopo la messa deve continuare. A casa tua, nella tua vita, nel tuo lavoro, nei tuoi incontri, a scuola, sempre l'amore. Eh? Sempre l'amore. Bene. Allora questa è la ragione per cui ci siamo qui questa mattina. Noi siamo qui a nutrirci di questo Dio che si è buttato tutto via per noi, beh. Si è speso tutto per noi. Si è regalato tutto a noi. Io adesso non voglio entrare mica nelle vostre coscienze e nella vostra libertà. Non lo dico per noi piccolini. Lo dico per tutti questi importanti grandi che abbiamo ostiti. Regolatevi come credete. Ma secondo me però oggi è un giorno speciale in cui mi sembra un po' difficile che uno dica io però non posso nutrirmi di questa roba. Ognuno ha la sua coscienza per cui può anche darsi che uno dica beh io non me la sento oppure io quelle robe lì che adesso adesso imprese va bene poverezzo lui deve fare la sua parte ma io non è che ci creda a questa roba e quindi va bene regolatevi come credete. Però io questo ve lo devo dire questa mattina cioè a dire che questo pane di Dio che è il pane dell'amore di Dio non è fatto solo per quelli che se lo meritano perché se no la comunione non la facciamo nessuno se non i bambini della prima comunione qua io non la faccio certo la comunione se me la devo meritare o me la regala lui capite? allora questo pane nessuno se lo merita ma certamente per quello che è la nostra fede tutti ne abbiamo bisogno e siccome tutti ne abbiamo bisogno mi permetterei quasi di dire che tutti ne abbiamo anche un certo diritto non dico dovere dico diritto perché quando una persona suona il campanello qua e dice che ha bisogno di soldi io gli dico i soldi non te li posso dare dammi almeno da mangiare capperini ragazzi eh? ne ha diritto eh? non è che ha dovere ha diritto allora tutti quelli che sentissero di avere bisogno di questo cibo oggi mi prendo io la colpa semmai eh? vedete adesso andiamo avanti nella messa che è allora adesso andiamo avanti