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Domenica SS.Trinita 20130519 Giovanni omelia remastered.mp3

Data: 19/05/2013

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Per dare un senso globale all'unicologia di oggi, forse possiamo partire in questo modo, è la festa della nostra accoglienza dentro al mistero di Dio. Quindi Gesù è venuto, ha dato una rivelazione fondamentale, anche rispetto al rapporto che con Dio hanno avuto e hanno i nostri fratelli ebrei, Gesù è venuto a esplicitare che Dio è il Padre, e questo è il cuore della rivelazione cristiana. E lo ha rivelato nella sua stessa persona, lui è il figlio, e questo figlio è venuto per regalare la paternità di Dio a tutta l'umanità. Nella Pasqua del Signore, nel suo sacrificio d'amore, tutta l'umanità è riscattata, è portata via dal suo isolamento, e ha battuta quella separazione che era stata stabilita dal dramma per il mistero del male nella nostra vita, e ogni uomo e ogni donna della terra è figlio di Dio. Questo, di fatto, noi dobbiamo un po' ripetere, che deve essere assolutamente indiscutibile. Non c'è un gruppo di figli di Dio. Tutti gli uomini e le donne della terra sono figli di Dio. C'è un piccolo gruppo, che siamo noi, e come possiamo avremo il compito da comunicare a tutto il mondo, che tutti sono nella paternità del mio Dio. Che tutti sono figli e amati, e che per ogni uomo e donna della terra, completamente al di là che lo sappia e lo accolga, Dio ha posto la sua vita per lui. Ecco, questo senso dell'accoglienza nella paternità di Dio mi sembra appunto sia un po' il titolo generale anche della parola che abbiamo ascoltato. Pensavo di provare a dire qualche cosa su ognuna di queste, a partire da questo testo bellissimo, del libro dei Proverbi, una poesia alta, qui si capisce poco, però dove c'è questa immagine molto bella è la non solitudine di Dio. Per descriverla, questa non solitudine parla di quando lui non aveva ancora fatto niente, e però non era da solo, prima dei monti, del mare, dei cedi, non era da solo. La cosa curiosa è che davanti a lui c'è una persona femminile, è al femminile perché è la parola sapienza che è femminile, e però tutto il testo prende questo tono. E' un tono ancora più curioso perché è lei questa figura femminile che parla, mentre va avanti a parlare, sul finire del testo, si scopre che è molto giovane, forse, fatto sta anche gioca davanti a Dio, è un verbo di molti significati, stamattina i miei amici esperti hanno chiesto qualche informazione mentre facevamo colazione, e appunto un po' vuol dire scherzare, un po' vuol dire divertirsi, un po' vuol dire essere in dieta, e stavano avanti a lui, prima di tutto, prima di tutto. Questo è molto importante, perché dopo si chiarirà che questa presenza davanti a lui è in realtà il figlio ed è lo spirito. E però questo si rivela e si chiarisce con Gesù. Però perché è molto importante questo? Perché, di fatto, il testo tende a dire, anche poi nel suo sentito, che quindi tutte le cose che sono state create, infatti, le vanno fatte insieme. Lui è questa figura amata, lui è questa figura che gioinisce davanti a lui. E quindi, che tutto è stato fatto insieme, ecco, questo bisogna tenerlo molto preso in sé. È vero, perché? Perché è molto diversa una creazione, una storia, che sono stati tutti generati da una comunione d'amore. Noi insieme che abbiamo creato. Noi proveniamo da una comunione d'amore. Non solo noi, anche l'essere, anche il sole, anche la natura, è vero, tutto, tutto, tutto viene e dietro c'è un mistero d'amore che l'ha già fatto. E questo è importante, no? Sono molto importanti, è vero, i bambini, presenti, crescendo, acquistano sempre più consapevolezza, conoscenza, che loro ci sono, è vero, generati dall'amore della mamma e del papà. No? È una fortuna, no? Una grande grazia. Anche perché in questa notizia loro cusani hanno immediatamente la strada per loro, per andare avanti, per capire come, per cogliere il segreto dell'esistenza, no? Che è ancora l'amore del loro papà e della loro mamma. allora noi vogliamo sapere che la comunione d'amore è la fine di tutto, è il fine di tutto, è il scopo di tutto. Tutto deve servire per l'amore. È vero? Non bisogna usare male le cose, bisogna usarle bene. L'atomo è stato usato per fare una brutta bomba, l'atomo è stato usato per fare tante belle cose, bisogna usarlo per fare tante belle cose. Dobbiamo buttare dietro di noi l'uso cattivo dell'atomo perché l'atomo serve al motivo per cui è stato creato. È stato creato dall'amore, deve servire l'amore e deve anche lui contribuire al mistero dell'amore. E così tutti, e così tutti, è vero? E mettere insieme tutte le diversità e fare tutte queste scelte è un'impresa sotevole. Lo è nella vita di sassuro di noi, è vero? Mi ricordo sempre mia cucina Manuela, è vero che quando ha fatto quegli suoi 20-21 anni di matrimonio, con una certa ironia, mi ha telefonato per dire basta così, sì, no, non basta, ci sono davanti, sono davanti. Poi, non ha chiesto a 30 anni, adesso mi pare che ci sia affiettata, insomma, è fino alla fine, è fino alla fine, è vero? Sì, da tutto fino alla fine. Perché? Perché la comunione d'amore è il fine di tutti e di tutto, insomma, anche quando noi ci troviamo qui a tavola in carri, qua, insomma, si capisce che è una certa scommessa, no? Siamo una decina, però siamo di cinque nazionalità diverse, siamo di tre professioni religiose diverse, parliamo lingue diverse, ognuno ha le sue specialità di cucina, ed è interessante, ed è bello, no? E molte volte la sfida di questa comunione d'amore diventa artistica, no? E' vero? Lui ha lanciato la sfida più interessante, più importante, quando ci ha detto che di fatto gli amici vanno avanti. e quindi in realtà c'è una destinazione globale all'amore, perché appunto l'amore è prima di tutto, prima di tutto. Così Paolo può dire in quel testo dell'inizio del capo quinto della lettera ai Romani che dunque noi abbiamo ricevuto questo grande ingresso, ma siamo entrati nel grande mondo dell'amore di Dio. Allora, con il regalo che lo vede lui si appresiva. Gesù è venuto e si ha chiamato. Ci sono delle chiamate anche segnate da avvenimenti esterni molto forti, per esempio il nostro partesimo e in ogni caso tanti appelli che continuamente il Signore ti invoca. Vieni dentro, vieni dentro, ecco, la stai lì. E' vero. Si scopre, però l'altro che quindi solitudine è da facciare con le mode, è vero. Perché? Perché può essere un grande rischio, può essere un grande pericolo e può essere anche una grande una grande decattività. Per esempio gli eremiti è vero che nella tradizione cristiana non possono dire che io faccio le eremiti. E' vero, perlomeno in tutta la Chiesa occidentale c'è stata sempre una disciplina molto severa. Per 30 anni stai con tutti gli altri. E' vero? E quando siamo proprio sicuri che stai bene con tutti gli altri va bene. Mettiti fuori da solo. E lui si mette da solo, lo sapete, no? Perché? Lui si mette da solo perché vuole proprio nel suo affetto e nella sua preghiera comprendere proprio tutti, capite? Altrimenti è chiaro che siamo tutti molto coinvolti dai volti che vediamo dalle situazioni in cui siamo. Davvero? Non c'è che un tool si mette così ma non per essere per quello solo. E' vero? ma per stare veramente pienamente con tutti. Perché la sua vita sia tutta in qualche modo spesa, offerta, raccolta per veramente tutti. E quindi questa è la nostra vocazione fondamentale. Quindi nessuno vive più da solo. Nessuno vive più da solo. E' vero? Gesù Cristo è vicino a tutti. A me è venuta in mente una roba che non è un dono della Chiesa quindi non penso che lo dichiareranno però io ho visto che è proprio così. Non si deve dire che chi ha la fede è con il Signore e chi non ce l'ha non è con il Signore. Il Signore è già con lui e lui non lo sa non lo riconosce e magari può essere anche che non l'accetti ma il Signore non lo molla. Il Signore sta con lui. Ormai la vita umana è radicalmente accompagnata da Dio. Ogni esistenza in questo senso è preziosissima è delicatissima. E' vero? C'è sempre quella osservazione che Gesù fa al Capodissimo del Vangelo secondo domani che sempre mi ritorna dentro proprio come misura di prudenza che ha un chielo che ha un chielo che ha un chielo perché loro stanno viaggiando in barca e lui dice state voi attenti però perché ci sono tante barche che però sono mie anche quelle. Poi vanno avanti con l'immagine dei greci e lui dice qui a questo capitolo decimo io ho un sacco di decole che si obbligano di questo greco qui ma le devo chiamare anche quelle. Non che dovete farci un sacco vero? Non che vi scomunicherete non che vi chiamerete i fedeli perché ci sono miei. E quindi per quello che stanno noi anche l'interpretazione storica dell'umanità perché c'è dolore così fortemente ogni forma di conflitto. E' per questo. No? Oggi pomeriggio finisco un prato davanti alle case qui succede una cosa abbastanza singolare se volete venire io purtroppo sono via con degli scaldi ma mi sono stato rappresentare delle figure autorevoli della parrocchia e quindi sono rappresentanti perché qui oggi quel pezzo di trato lì lo intitolano come un arco e lo chiamano lo dedicano a un ebreo che si chiama Rati l'avete sentito nominare questo no? Questo Rati ha assunto anche le supreme funzioni di governo ed è stato ucciso da un ebreo questo un po' poloni violetti eccetera così e lui quindi è stato riscattato bisogna dire però bisogna dire che sono ne ha combinati più libertanti rispetto anche al conflitto quindi insomma dedichiamolo a Rabi viene giù il rabbino capo di Bologna viene l'ambasciatore Israele a Roma viene il sindaco insomma quindi non è che dovete solo andare a votare il secondo plural perché io non sono cittadina di Bologna quindi non ho il problema per referenza questo mi fa abbastanza piacere e invece e però c'è anche questo avvenimento qui in questa situazione di conflitto però esiste situazioni di conflitto i miei fratelli che abitano là hanno imparato l'ebraico però hanno imparato anche l'arabo perché bisogna poter parlare con tutti bisogna intendersi con tutti perché la pace dell'obiettivo sempre di una mamma in casa sua come i figli non andassero d'accordo è vero a quelli che stanno interessati e bisogna buttarci il muro di separazione perché non va bene non andava bene quindi da quando Paolo scriveva gli effesini e scriveva che Cristo è la pace che abbatte il muro di separazione per fare dei due un po' come un solo pensate tanto per perdere un po' di tempo che secondo San Paolo anche la Chiesa anche la Chiesa di Oslo non è ancora la Chiesa come deve essere sapete perché secondo San Paolo la Chiesa è appunto l'abbattimento del muro di separazione tra i ebrei e tutti gli altri e la Chiesa è fatta da questo essere una cosa sola dei due cioè degli ebrei e di tutti gli altri e quindi in realtà ce l'abbiamo nel desiderio bene vogliamo bene agli ebrei ma in ogni caso la Chiesa nella sua pienezza sarà un campo di pace tra gli antichi figli della prima alleanza e tutte le nazioni che in Gesù sono entrate nell'unica comunione insomma quindi in tante cose c'è una grande roba da fare capite perché veniamo ma non siamo soli e Paolo nel testo della lettera dei Romani descrive questa compaglia di Dio alla vita nostra dicendo questa è una cosa bellissima e dice quello che è ancora più bello è che lui è compagno nostro anche quando le cose non vanno bene le chiama le tribolazioni le tribolazioni e di solito si dice questa parola per dire la tribolazione della croce però si dice anche la tribolazione è tua e tu che sei malato e tu che non vai d'accordo con tua moglie e tu che sei preoccupato con i tuoi figli e te che non puoi non ne puoi più di tuo padre è vero e di tutti i nostri problemi e travagli no? e travagli è vero questa mattina una signora mi ha regolato 20 euro e dice ma così lei non sa bene questa sì non parte perché non voglio in tanto è una gran fortuna e vediamoci però insomma ci sono tante tribolazioni in giro no? e vede anche in quelle tribolazioni viviamo insieme la tribolazione la viviamo insieme la tribolazione sì che quando uno va nella tribolazione e gli verrebbe troppo da dire ma cosa ha fatto di male che il buon Dio qui non si occupa più di me invece no invece no si può e si può scoprire che in quel momento in te ci è vicino e che noi stiamo camminando insieme con lui e lui insieme con noi e noi camminiamo verso la nostra Pasqua appunto e lui ci sta portando verso la sua Pasqua e verso la casa di nostro Padre e quindi sempre sempre il Signore è sempre con noi tutto questo dice è la nostra speranza però dovrebbe un dubbio è sempre la lettera di Romagna ma lui dice ma Dio ma che non sia mica un'illusione che non sia vero no no dice questa speranza non tenuta perché questa speranza ha già una prova qual è la prova? qual è la prova che tutta questa vicenda del coinvolgimento di Dio nella nostra vita è proprio vera sai non è una fantasia non è un'illusione dammi la prova la prova è che ci vogliamo bene la prova è che tu mi vuoi bene caroione come sono mi vuoi bene non avendo nessun motivo perché tu mi possa voler bene io vedo che tu mi vuoi bene il nostro volerci bene è reale è profondo e Paolo attacca tutto il suo ragionamento e dice ma la prova è una prova che questo Dio è amore ma lo vedi che ci vogliamo bene questo amore di Dio è dentro nei nostri cuori si chiama lo Spirito Santo insomma è la vita divina dentro di noi e quindi con tutte le nostre ferite e tutti i nostri limiti ma guarda che ci vogliamo bene è chiaro che non è farina del mio sacco ma siccome lui è con me è dentro di me e lui qualche volta almeno vuole bene l'amore è la grande prova del mistero di Dio ed eccolo lì sapete che bisogna che salti fuori sempre sempre anche alle persone che in qualche modo ci avessero colpito offese insomma possono capitare degli incidenti certe volte l'amore può diventare molto difficile su questo dobbiamo davvero vegliare su gli sugli altri mi raccomando mi raccomando bisogna proprio che ci vogliamo aprire questa è la prova sapete alla fine dell'esistenza di Dio sentite come dice bene Gesù nelle ultime righe la speranza poi non denude perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato vedete la nostra vita la tua preziosa vita è diventata la tenda di Dio è il luogo dove Dio abita e io ammigo le meraviglie che Dio fa attraverso di te e di te come sono preziose le tue parole come sono preziosi i tuoi silenzi come sai celebrare l'amore di Dio ma perché stamattina siamo venuti a messa siamo venuti a messa per recuperare ancora una volta la lezione di Dio noi siamo dei discepoli e siamo quindi qui ancora a imparare e come si fa con i bambini ancora ascolteremo la parola fate questo in memoria di me e ve lo speziavi in pane in calci fate questo in memoria di me e si viene qui ancora una volta a rimparare l'amore è il grande segreto è il grande mistero della nostra vita è la grande bellezza che si consente di vedere l'impronta della presenza di Dio dappertutto in chi crede in chi non crede chi appartiene alla nostra cultura chi viene da un mondo lontano è questo è il grande mistero di Dio bisogna che di questo siamo custodi molto geniosi siamo importanti il Papa stamattina il Vescovo di Roma è andato rimesso in una chiesa della periferia dopo il Papa studiavo la teologia a Roma 300 anni fa andavo alla domenica perché il parco ci chiedeva di questa periferia disperata prof. io non morò a fare un po' di scuola ai ragazzi perché non avevano stato niente questo facevamo un dopo scuola dove un Roma selvazio neanche da miliardi faceva così e loro si aiutavano questi ragazzi ci siamo affezionati a quel posto lì in quegli anni ma fatto piacere che il Vescovo come prima parrocchia di Roma andasse alla parrocchia di prima parrocchia si chiama così adesso sommerso da una periferia sempre tremenda e lui cosa gli è andato a dire stamattina gli è andato a dire che le cose che succedono si capiscono meglio in periferia che al centro e quindi come lui dicesse io dal centro sono veduto in periferia e in testo lo dirò ma usa molto questa parola periferia per dire che bisogna scegliere le periferie della storia ma ci sono terribili periferie che non sono sempre non sono forse di più quelle materiali e sociali ma che sono quelle morate intime profonde dell'esistenza che al mondo deve stare alla periferia perché non si è posto per lui perché non si è posto per lui ed è bellissimo che questo vescovo ci ricordi come Dio si è messo in periferia si è immaginato per poter comprendere meglio la radicale necessità che tutto il mondo sia disegnato dalla morte siamo fortunatissimi insomma dal parco dei rabbini è vero al vescovo di Roma tutto concorre continuamente a unirsi a quella sinfonia d'amore che anche tu organizzi a casa tua del tuo lavoro ogni giorno è per questo motivo che come vi dicevo domenica scorsa oggi che non ha cose migliori o più gente importante se vuole tornarsi a pranzo già bene possiamo cercare di mangiare insieme per continuare a dirci e poi il nostro desiderio è di continuare a volerci bene d'acqusoni del tuo Historical Argentina Per tutto a Gesù