Oggi non abbiamo il tempo proprio per fermarci sulla parola del Signore, perché sono molte le circostanze che ci raccolgono a partire dai nostri tre campioni, qui ai quali non dobbiamo chiedere poi degli impegni troppo lunghi. Quindi tre pensieri volevo dirvi oggi. Il primo è come sono arrivato a questa domenica, impressionato, come non mi era mai capitato nella mia vita ormai troppo lunga. Vivo la Pentecoste appunto, come vi dicevo all'inizio della Messa, come la grande festa dell'innamoramento di Dio. Fa piacere pensare che anche Dio si innamori. Anzi, penso che tutto parta da Lui. Lui è veramente l'innamorato. Noi siamo sempre un po' più freddini. E' vero, anzi, qualche volta un po' mi preoccupa la situazione in cui viviamo perché ho l'impressione che oggi i ragazzi si innamorino poco. E questo un po' mi preoccupa. Perché una vita senza innamoramento è spaventosa. Bisogna a un certo punto finalmente perdere la testa. E' vero? E' innamorarsi. Ma l'assemblea di tutte le domeniche questa cosa la sa benissimo. E quindi noi appunto oggi rinnoviamo volentieri questo stupore. Perché vuole bene proprio a tutti. Vuole anche bene a una carognone come me. Vuole bene anche a te. Vuole bene anche a te che si fa sentire qui magari un po' per caso. Ma è bene che tu lo sappia che ti vuole un sacco di bene. E' vero? Viene qui e vuole bene a te che dice con la messa di oggi per dieci anni non se ne parla più di messe. Bene, ma lui per questi dieci anni ti continuerà a venire a cercare e a volerti un grande bene. Perché Dio è fatto così. Ci sarebbero anche delle cose un po' da osservare. Anche su come il traduttore italiano ha un po' qualche volta rovinato il testo biblico e lo ha reso più astro, più moralista. Invece oggi tutte le parole che abbiamo ascoltato di per sé vorrebbero dire che lui ti vuole bene chiunque tu sia. E' anzi con delle preferenze, delle attenzioni speciali. Perché se tu hai qualche motivo in più per star lontano, per star perplesso, per star pieno di dubbi, per essere in qualche modo in una condizione di una certa estraneità psicologica, spirituale, nei confronti dell'assemblea, tu sei il ricercato speciale. E' vero, come sempre ci ricordiamo, insomma, che un nostro figlio che sia in una difficoltà un po' speciale è il più cercato rispetto a tutti gli altri, no? Gli altri non hanno bisogno di essere cercati, ma noi non possiamo che inseguirli. Così è Dio. Dio è stato ridotto un pochino col passare del tempo appunto a una specie di tribunale severo, per cui siete insieme se tu funzioni. Ma è vero esattamente l'opposto. E siccome lui è insieme a te, tu in ogni caso, in qualunque modo funzioni, da solo non sei. E' vero? Arriva a dire, figurati se non può far di tutto. E' stato anche capace di far risorgere quello lì che noi avevamo ben appeso e incollato alla croce, o è che non sia capace di tirar su te. Ma scherziamo, è vero? E questo mi pare che sia la prima cosa di cui bisogna prendere atto, con un piccolo incidente di ieri pomeriggio, perché avevamo dato i primi segni a questi tre marmocchi, e poi ho saputo di una persona che era stata al sacramento della confessione e non aveva ricevuto l'assoluzione. E questo mi ha addolorato moltissimo, ho fatto cercare subito questa persona, che è stata molto gentile, io le ho dato l'assoluzione, è vero perché il Papa ha proibito che ci sia qualcuno che va a confessarsi e vada via senza essere stato perdonato. Diranno che è un po' una rivoluzione, ma se la rivoluzione la fa il Papa, buona, siamo a posto, insomma, ci penserà poi lungo il buon Dio a giustare i conti. Noi siamo tutti contenti, invece, che non ci siano confini alla potenza di questa misericordia, alla quale è dedicato, tra l'altro, tutto l'anno che siamo viventi, tutto dedicato al fatto che Dio è misericordia, e che quindi tutto si raccoglie nella potenza, nella potenza assoluta della sua misericordia verso di me e verso di te. Poi dobbiamo dire una parola di accoglienza affettuosa nei confronti di questi bambini, due di loro prendono un nome impegnativo, Tommaso, ci sono tanti Tommasi celebri nella memoria delle chiese, ognuno sceglierà il suo protettore, ma sono tutti piuttosto soggetti notevoli, insomma. E poi c'è un altro bambino interessantissimo che si chiama Axel e che non è italiano. E questo capite come fa funzionare il fatto che oggi sia Pentecoste, no? Perché Pentecoste cosa succede? Che c'è quella fretta e quella spinta di Dio che vuole conoscere proprio tutti, parlare con tutti, dire ciao a tutti e a ciascuno, e allora fa quella specie di miracolo per cui, è vero, loro parlano solo il dialetto della Galilea, ma lì ci sono persone che vengono da tutto il mondo, perché Gerusalemme è sempre così, no? È un grande incrocio anche oggi, di popoli, di culture, di razze, di fedi religiose, e tutti con stupore dicono ma quelli parlano il loro dialetto e io capisco, capisco anch'io, capisco anch'io. È bellissimo, no? Oggi è la festa in cui non ci sono più separazioni religiose, culturali, linguistiche, morali, perché lui vuole essere con tutti e per tutti, quindi oggi, per in particolare, capite, uno dice ma questo qui non è mica, è vero, della Bolognina, questo qui non è mica della Dozza, però anche lui è qui. È un grande onore per noi e una grande conferma, vero, di tutto quello che è. E questa era la seconda cosa. L'ultima cosa che volevo dire è invece riguardo a questa cosa che è capitata due giorni fa, tre giorni fa, dove come per caso il Papa ha detto che vuole che si instauri una commissione di studio, insomma un impegno di grande riflessione per il posto delle donne nella Chiesa e in modo particolare ha parlato di questo ministero del diaconato, noi qui di diaconi ne abbiamo, ma sono maschietti, è vero, nell'antichità invece c'erano anche donne che avevano questo ministero, poi sono state messe da parte, sono due mila anni che ogni tanto qualche problema e qualche domanda salta fuori, improvvisamente l'argentino, a lei che tira fuori sta roba, è vero, e che è enorme, è enorme, voi non avete idea di come questa parola sia piena di significati, piena di importanza, e che deve quindi essere accolta certamente con gioia, con delicatezza d'animo, con passione, per chi ha le preghiere anche con la preghiera, da parte di tutti con molto molto affetto, perché sarebbe questo un passo della Chiesa che va paragonato a un concilio ecumenico almeno, capite? È un passo enorme, di cui noi non abbiamo idea. Noi poi qui in sede locale qualche idea per la verità ce la siamo fatta, e quindi noi ci sentiamo molto aperti, molto curiosi, avremmo anche qualche cosa da dire. Avevamo anche in mente di fare una proposta al nostro Vescovo Nuovo, che è un signore che sempre mi sgrida quasi tutte le settimane con delle letteracce, dicendo che sono matto, però stavolta ha associato alla Via Mattisi anche quella del Vescovo Nuovo, e noi al Vescovo Nuovo volevamo attraverso un gruppo di signore, di persone, di donne del nostro giro fargli una proposta di partecipazione alla vita della Chiesa con l'idea che la volta che va a trovare il Papa magari ne parli anche con il Papa, insomma a vedere. Certo le cose si possono muovere, sicuramente avranno delle difficoltà e quindi conviene che stiamo molto attenti e facciamo passi che non possano essere liquidati, però passi dobbiamo farli, passi dobbiamo farli. Certe volte la Chiesa deve essere incoraggiata da qualche matto, per esempio San Francesco d'Arsisi, un grande pazzoide che ha fatto fare dei passi enormi alla Chiesa, ma quello lì è matto, eh sì è matto, è matto di Vangelo, e quindi dei piccoli passi da passi bisogna che li facciamo, con attenzione, e quindi questo Pentecoste la dedichiamo in modo specialissimo a questa vicenda. Una battuta perché una suora gli ha chiesto una roba, lui ha risposto, e tutti i giornali sono dopo e finiti di questa notizia. Quindi è una Pentecoste molto importante, questa è molto felice, e noi la raccogliamo intorno a questi tre piccoli che restano il segno prezioso di questa festa, di questo passaggio della storia della Chiesa e dell'umanità. Io vi ricorderò, voi pregate anche voi per me, perché tutti sappiamo custodire queste perle che il Signore ci regala e che tante volte poi passa pochissimo perché ce le dimentichiamo. lì di sera una piccola amarezza e sembrava che mi saltasse per aria tutta la domenica, ma questa è la mia fragilità, il Buon Dio lo sa, e quindi viene a prendermi per le orecchie, per i capelli non ci riesco, per le orecchie viene a prendermi e mi ha riportato nella domenica insieme a tutti noi. Adesso proviamo a fare i battesimi. Grazie.