La prima linea percorsa dalle scritture da questa domenica è quella di dirci in qualche modo, a grandi linee, qual è il progetto di Tito in ordine alla raccolta del corpo, in tre vere di giorno, in tre punti, per tornare a sua sala, come fa. La vicenda è stata aperta, non dai cristiani, ma anche prezzi. Anche questa è una notazione di cui mi si era anche conto. Il buon Dio si è ridato più delle capacità espressive dei mercati che per le capacità di conquista dei mercati. E quindi, malgrado tutto, le linee da lui seguitamente, da dentro, all'Eterra e al fuori della gente, sono state quelle vie del commercio che sono state la generità dei nostri padri ebrei e che li hanno portati, dall'articola terra del diure evidentale, come Dio li aveva condotti, a disperdarsi per tutte le realtà. Il testo molto bello di Isaia che oggi abbiamo ascoltato, un versetto proprio dell'ultimo capitolo, ci parla di questa straordinaria dilatazione della presente frase in cui il buon Dio è il nostro. Questo fatto è importantissimo per Gesù. Lo si vede sempre di più diametro. È sempre più chiaro, anche per tutto quello che è stato, cercato, studiato, scoperto, questa via, che non è una via degli uomini, è una via di cui ci vengo molto a sottolineare questa cosa. Perché è successo che quando il Signore è ben sottolineato e ha regalato il suo spirito, spezzando i vicoli della paura e i primi amici del Signore sono usciti dalla sala della tua natura e si truppessi in piatto e insieme a molti altri a due alzioni, cominciano ad andare, secondo il comandamento del Signore, a salutare la gente in modo buono, portando il Dio alla pace. Di fatto, viaggiando da Gerusalemme fino ai confini della terra, hanno fatto sosta, hanno fatto conversazione, salotto, annuncio e messa, prima di tutto con i loro fratelli di fede. Voi sapete che il Vangelo, partendo da Gerusalemme, è stato consigliato, prima di tutto, alle sinagome del mondo, cioè alle stade dove questi ebrei, sparsi ormai da tutto, si riunivano per tenere in vita la fede dei loro amici. Quanto noi vogliamo amare questa fedelità ebraica che in finito bufere della storia non ha distruggere, come voi sapete, solo l'unico popolo al mondo che anche lui, storicamente questo si può verificare, non si lascia stilare. Sono dei grandi teorici della stilazione, nel senso che dicono che poi vai dentro un popolo e quindi difendi quello che loro sono, eccetera. Ma nel mondo del loro cuore e nello splendore della loro fede, i veri e in realtà continuano a guardare la terra e la città santa e custodiscono il numero fondamentale del tesoro che Dio ha riversato nella tua città di piccolo popolo e ammattico. Sicché quando gli uomini del Vangelo partono, è vero, per tutte le direzioni, i piloni di appoggio e le prime tende della conoscenza e della vicinia con il Dio di Dio sono le sinagorie ebrei, sono le dico e lebrani, con tutti i problemi che voi sapete perché poi appunto c'erano anche i riciclimenti, ma questi poi provocavano un'espansione perché poi dalla sinagoga in ogni terra ci sono state chiese che sono nati in epoca antichissima e come sapete sorprendenti. Ho sempre in mente quella vicenda grandiosa che riguarda le norme sul continente indiano, sulla spiaggia dell'Oceano di Diano, è il sepolto uno degli apostoli e tradizionalmente si ricorda quindi lì l'annuncio dell'Evangelo poteva sembrare leggendario, in realtà invece è certissimo che ai venti del Signore esistevano sulla costa dell'Oceano di Diano sinagoga e cranociani, via ai venti del Signore. E quindi è certo che il Vangelo è stato appuntiato tanto che quando nel secolo XVI con una forma diversa appunto più sulla porta espansiva dei soldati e degli imperi, la missione della Chiesa Cattolica si è unita agli esercizi colonialisti. arrivando per esempio in India anche con personalità straordinaria pensava di dovere di lanciare il Vangelo e si trovò davanti invece chiese che avevano 1.400 anni di età, di antichi pulpi, ma la pace che erano già presenti in India, in India già si credeva al Signore Gesù Cristo per questo viaggio meraviglioso che il Vangelo aveva fatto sulla scia, sulla profezia di questa presenza dei padri ebrei in tutto il mondo conosciuto ma anche lontanismo. Lontanismo. Recentemente sono tutti che hanno trovato una stele del VII secolo cristiana di Repica in mezzo alla città. Noi non abbiamo idea di che cosa ha voluto dire per questi uomini innamorati del Vangelo il desiderio che aveva mosso la ragazza di Napere ad adattarsi in fretta per portare la piena notizia e il caldo saluto di Dio a quella sola parente vecchia Egitto. è stato uno straordinario slaggio di amore, di passione, di affetto ed è stata una percezione nel caso di questa familiarità universale delle genti. Questa è la cosa singolare ed è la cosa straordinaria che il figlio di Dio inalda quando appunto parola e terra del Padre si fa carne. E dunque da quel momento il Dio, il Padre di Cristo, si riconosce in ogni carne. il Dio ne di prende e rinunciare a essere il Dio di un popolo ma lui stesso ha consentito al compiarsi delle profezie che lui aveva donato al Dio popolo ormai deve entrare nella consapevolezza e nella gioia di essere veramente il Dio di tutti, il Padre di un Dio. non è un Dio regionale, non è un Dio di una cultura, non è il Dio di una tradizione, non è un Dio che sta dietro un confine è vero per aiutare quelli che sta dietro quel filo spinato contro gli altri, non è un Dio di parte perché è il nostro uno di il Padre. è descritto in modo bellissimo in questo testo di miseria con tre parole mirabili quello che è il progetto di Dio. La prima parola dice che lui vuole porre un segno. Noi tutto questo non possiamo che leggere evidentemente adesso ma la noce del Signore è lo sublettore domenicale della memoria di Maschio. per cui sappiamo che questo segno di lui vuole porre da un bel punto è la croce. E che cos'è la croce? E' la grande relazione che Dio è un po' per quello che è in pace. E gli vuole un bene d'arte da essere l'unico Dio conosciuto nella fenomenologia e nelle religioni a morire l'amore per la sua gente. La croce di Cristo è quel segno indubitabile della morte di Dio. Taliché è impossibile che ci sia una distanza o una disgrazia o un misfatto talmente colossale e radicale da impedire a Dio di prendere tra le sue braccia e portarsi a casa l'ultimo del suo tempo. Quindi, prima di tutto, colpore un segno. Questo segno è la nuova quasi violenza della misura infinita nel suo volere. La nuova. Il secondo elemento di questo grande viaggio verso tutte le genti è la nuova della gloria. La nuova della gloria che cos'è? E' la perennità del pescato evangelico della risurrezione di Cristo. Siccome diversamente da tutte le altre vicende ci sono stati usati uomini e donne eccezionali che hanno avuto la storia del mondo. Ma prima o la ultima. Questo è stato risolto dal padre perché Dio non poteva permettere che questo domino straordinario del figlio di Maria precipitasse nella promozione. Dio lo ha risuscitato dai morti. E questo annuncio della gloria è la grande vittoria sulla morte che impedisce che le le pensieri, i messaggi, i piatti vada a non cadere come solo tutti quelli belli nel nulla, ma l'atto di Dio che è il Vangelo di Gesù rimane nel Signore. Perché è più forte della morte. Questa faccetta qui noi la sperimentiamo continuamente perché mi avvicino alle Vangeli del Signore pieno di morte del mio cuore. Ma non il fede mi restituisce alla vita. La luce della tronca. E il terzo, e il terzo Signore così, dicono che poi alla fine si tornano tutti a Genocadena e questi piccoli, questi uomini enormi che nella spinto dello Spirito, abbandonando la paura sono andati fino a un po' di una terra, di Ligia, di Ligia, saranno portati a Genocadena, portati in spalle da tutti i morti, che io li avrà un po' di Gesù, con un particolare che dice che saranno portati sulle spalle come si porta nel tempio d'offerno. Un'espressione bellissima e romantica. Per dire poi la sostanza, il segreto che sta e che sta dentro alle donne e ai uomini del Vangelo che desiderano comunicare la vita di Ligia buona ai loro amici, ai loro figlioli, ai loro avversari, ai loro compagni di strada. Il segreto che sta dentro è una vita offerta. Quel segno dell'acroce li ha ad amogare e hanno capito qual è il senso molto della vita. Anche loro hanno assunto l'acroce come loro segno. Anche voi portate molto spesso un'acroce che volete essere il segno della vostra vita. Questo segno della vostra vita è il segno della vostra vita offerta. Se non vi dà l'amore di Dio anche voi, anche voi volete regalare la vostra vita. La volete regalare per la verità del Vangelo, per l'amore del Cristo, per la passione di questa fraternità che a parte di ostacoli e di vicini che spezza le armi della guerra, che edifica dappertutto in una intelligenza nuova strumenti di pace. Persone appassionate, quindi. Vite offerta. È il grande segreto del mistero di Gesù. Ma è proprio lì, a partire da questi uomani offerti, diciamo così, che scappidisci quella seconda strada del Vangelo perché qualcuno già si aspettava. Dice, oggi Giovanni si staccava, non ci sono scissata strada, un po' estrema, una salta, è vero che... No, no, no, no, invece ce li abbiamo dentro. Andiamo dentro anche noi nella porta stretta. Questa porta stretta voi la conoscete benissimo, perché coincide con la vostra attenziosità nei confronti di Gesù di Gagli. La porta stretta è il volente a lui. Ci saranno alcuni problemi adesso di traduzione, ma li lasciamo perdere, perché ci concentriamo, insomma. Su quello che in questo momento è necessario entrare come esser di Gagli. Questa porta stretta è il lui, è la sua persona ed è lo splendore del suo genio. Notate la finezza del piano. Si viene domandato, sono molti quelli che si salvano dentro del suo naturale. Risposto di Gesù, sportatevi di entrare nella porta stretta. Certo. Proprio in ricordo di quei suoi meravigliosi primi amici, che essendo entrati con tutte le loro porte, con tutta la loro mano, con tutto il loro cuore, nel mistero di Gesù e dello studentore della sua persona, proprio per questo senza timore hanno potuto portare Gesù alle moltitudini. Proprio perché non hanno portato niente di sé. Proprio perché si sono sfogliati della loro vita, della loro ricchezza, in certo modo della loro cultura. Ci sono rassegnati ad abbandonare la loro gente del loro terra. Proprio perché appassionati, innamorati da questo meraviglioso Signore. Sono entrati totalmente nel suo mistero, proprio per questo hanno permesso questa dilatazione in divina. Non pensate che il Vangelo di oggi ci sia dato per dire di andare in paradiso le nuove. Piuttosto potrebbe darsi un rischio che pensavo di segnalare la lirizia della presa. Un rischio abominente. E ciò è che noi, non sforzandoci di entrare per una porta stretta che è Gesù, irrimediabilmente sostituissimo alla meravigliosa persona di Gesù, alla misura straordinaria della sua misericordia, alla sua capacità di infinita, di infascino, nei confronti di Gesù, quelli che sono voltati per i poveri, disperati, sostituissimo le nostre leggi e le nostre regole. Ma il cristianesimo non è una regola. È stato un grande dibattito del principio dell'Evangelio. È stata una grande lotta, sostenuta soprattutto da un grande amico di Gesù. L'Apostolo Paolo, quello di dire sì, in ogni caso però un passaggio ormai c'è stato. Questo fatto che Dio ha preso la carne e che quindi si accosta in certifica ad ogni carne, alla persona più lontana, non è più possibile pensare che la via di comunicazione di Dio sia la legge. La regola è stata santa, ci avevamo tutti i contenuti del pensiero della volontà di Dio, ma adesso bisogna cambiare completamente. Alla legge bisogna sostituire il Vangelo. La notizia può. Proprio in questi giorni, il motivo di un testo della scrittura per me molto sollecitato, mi sono chiesto, prevenendo che le cose da lontano si guardano sempre con superficialità, da acqua, forse con giusto. Ma qualche volta vi capita di notare che forse si verifica quello che il lezionario della messa di domani proporrà alle celebrazioni di tutte le chiesse. Gesù è piena. Mentre la gente, sapendolo o non sapendo, aspetta la buona notizia di Gesù. E l'aspetta perché è prigioniera, perché è prigioniera di pensieri sbagliati, di tradizioni sbagliate, di paure sbagliate. E quindi, i gemi aspettando il Vangelo del Signore, si va là con delle menti. E la vita della gente diventa più buba. E' in galera che gli si dice, e adesso in galera degli anni fa così, e cosa? Eh no, eh no. Prima di tutto bisogna aprire la porta della galera. Questo è il Vangelo. Bisogna liberare dal peccato e dalla paura. Bisogna liberare dalla paura. Bisogna liberare dalla solitudine. E dopo, certo, si insegnerà passo a passo come custodire la bellezza del Vangelo. Soprattutto perdonato. E soprattutto con quella sintesi del perdono cristiano, che è il voler bene a Dio e alla gente con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Ma prima bisogna liberare. Altrimenti si portano del regolo di cuore, che non salvano. E quindi, che non salvano. Capite? Questa, questa, questa, questa intenzione va posterita anche dentro delle nostre case. Se qualcuno oggi cambiasse un po' la domanda e dicesse, ma i miei, i miei, si salveranno. Pronta la risposta di Gesù è dire, tu storti di rientrare nella porta stessa. Perché nella misura in cui hai il tuo compito, e ce l'hai evidentemente, di significare, di comunicare, di trasmettere, di far risonare. La bellezza del mistero sta a te. E non puoi trasmettere il falso da gente che stessa. Entra per la porta stretta, perché devi comunicare solo lui. E' trattata a porta stretta perché devi essere totalmente preso e affascinato dalla sua parola e dal suo spirito. Solo chi è affascinato dalla verità, sa comunicare. Viviamo in un tempo dove l'esasperazione della visita, della comunicazione è tale che ormai ci siamo più preoccupati del modo di trasmettere che di quel che si trasmette. No? Ci sono modi sempre più rapidanti per arrivare dappertutto, ma poi non si deve più da dieci. E facilmente abbiamo da dieci delle camminate. Invece quando uno ha delle ruote, una notizia buona che non brucia, non puoi non comunicare. Può parlare in dialetto che vuole, avere la struttura che vuole, ma la comunica. Non avevano momenti di comunicazione rapidanti, i padri e i amici di quegli anni fa. Ma l'Evangelio si è in realità, fino a lì, come hanno fatto. E' la passione della verità che ti brucia nel cuore. Questa passione che per loro, essendo amore di Dio nel suo Cristo, diventava immediatamente amore e desiderio per ogni creato umano. E' una specie, ed è anche oggi una specie di grande confezione, su questo bambino che oggi ha portato in una chiesa. E' una specie di grande confezione che non è più difficile. Che cosa posso desiderare? Il suo romanzo, il mio passaggio, il mio passaggio, il mio salve. Che famiglia la vita. Stamattina un mio fratello monaco mi protestava perché stiamo leggendo tutte le regole monaci e le loro bimbe. Ossianici, talmente feroci che lui diceva quando è possibile che Gesù abbia fatto la vita così. Un monaco diceva colonna. Ma concordi, concordi. Gesù è una figura di servizio. E' colui che tutti noi vorremmo essere. Alle parole che tutti noi vorremmo avere. Ai sentimenti di cui noi continuamente abbiamo nostalgia. Noi non obbediamo a una legge. Noi viviamo davanti alla sua persona. E ha dentro questa passione di verità e di amore. La comunica. Si chiede bene il Vangelo della porta stretta. E' in realtà il Vangelo della porta larga. Solo Dio, sapete, è misericordioso. Solo lui sa capire la gente. Solo lui sa chiamare i lontani. Per cui essere in più, è vero, sfrontato anche a lui. Ma in fondo la tua legge è più stretta. Che è solo la legge dell'amore. Solo la paternità di Dio sa veramente amare e chiamare tutti i suoi figli. Ecco perché non possiamo confidarci di questa porta stretta che è. E' questa porta stretta che è. E' questa. E' questa. E' questa. E' questa porta stretta che è. Per appena. Per appena. Per moltitudini. Per moltitudini. Per moltitudini. Le porte di Dio. Bisogna passare a questa porta stretta. Gesù di Dante. Gesù di Dante. Nato da Maria. Procidisso sotto l'olto di lato. Come adesso. Direi con l'Italia. Ma lui. Questa ferma preziosa che abbiamo trovato. E' un principio di salvezza. E' un problema. Può darsi anche che questo rapporto con il Cristo. non potrà essere con un tuo fratello, con un figlio, con un'altra cultura. Espresso in maniera tale che deve cambiare il tuo chieno. E' anche lì c'è un problema. Santo cielo. Questa chiesa che si è mossa a portare il Vangelo in latino. Non poteva pensare di portarlo in latino. Certo. E' molto di che di così. Probabilmente cioè. La ricezione del Vangelo di Cristo. La sua comunicazione della sua sabienza. Sarà diversi qui e all'Equatore. Diversi qui dal Poco. Diversi qui dal continente dell'Oceano. Diversi per te e per il tuo figlio. Ma sarà sempre lo stesso visto. L'importante è che tutti gli stori di entrare per la porta stretta. Perché altrimenti tradiresti per tutti. Che ha bisogno. Che tutti gli porti. Inversi. Che tutti. Allora vedete. Non guardate. Dice il Vangelo dell'ultima parte. Dio. Ma però. Diamo fatto questo. Diamo fatto questo. Diamo fatto questo. Diamo fatto questo. Diamo fatto questo. E lui dice. Ma io non vi conosco. Non vi riconosco. Sapete cosa vuol dire che vuol dire? E cioè. Come tante volte ci siamo detto. Se uno si innamora. Assomiglia alla persona che ama. Viene assomigliare. Se più di più la persona che ama. Dio. policc 낫 o pens thati chi maimerà il segno che sta in Meu��. E ci sono pensati che quando la03 di fatto il mio amore, la completed, il mio� llevà è per divanciata es Must Steamlli 자 destroyer il Guad deriva col에는 Stein Briana, il Gottdum e il can��ium dan teasport. Allora quando mi dice, ma io mi conosco, bravo a gente, il caffè di buon e il cuore, belle leggi, e gli si, gli si, ma se abbiamo chiesto tutto il momento, no, non mi conosco. E' certo, perché quello che contiene, se venire a messa la domenica serve per fare un passo di conoscenza e l'affetto per noi, e dicono se gli a lui non è bene. Ma alla lunga, se è un precetto di gesto devolto, questo parlo, e anche i vostri figli si stanno, anche venire a messa, deve essere un altro credito per riconoscenza della vita. Deve essere la risposta al genito del nostro spirito, che d'anno per sempre e che desidera essere liberato e salvato. Se uscite da lui in questo modo, sarete capaci di spostare anche le montagne, che sono nel cuore di quel vostro fratello, che vi sembra così lontano dalla pace, e che invece stare, che lui aspettate, che voi nel nome di Dio lo chiamate fuori dal suo sepolto, perché anche lui possa allegramente vivere con voi la vita nuova in Gesù. Una strada, che è quella del Vangelo, ricordato a tutte le età, a tutti i cuori, a tutte le case. Ricordate che anche recentemente abbiamo rinnovato la nostra intenzione di dilattare questa presenza del Vangelo nella nostra vita quotidiana. Questo custodisce un segreto e anche una scommessa, e cioè che questa porta stretta che è Gesù Cristo, a motivo della Divina bellezza del suo Vangelo, è porta davanti al quale possono mettersi e cercare di entrare anche tutti coloro che per altri aspetti della vita cristiana o della vita in generale si trovano in vita. Oggi, per esempio, c'è un gran problema in ordine a una sentenza di scomunico che è combinata intorno a tutti i drammi legati al sacramento del matrimonio, al divorzio, eccetera. Quindi molte persone che si sentono prigili di ogni comitato. È molto importante incoraggiare, il più che possiamo, portarci a questo grande ringresso del Vangelo tra le mani e le case della gente, perché questo non ha limitazioni o proibizioni. Anche se tu sei l'ultimo di Pasquale, il Signore è contento di parlare con te, anzi, vuole parlare solo con te. E quindi abbiamo la possibilità di celebrare questa immagine della porta stretta e della moltitudine iniziale proprio a partire dalla nostra vita quotidiana. vi consiglierei di provare a custodire nei giorni di questa settimana, questa provocazione, questo messo. Il Signore sia con voi. E con voi. Vi benedica, Dio, di potere. Padre. Mia Sique