E' bellissimo questo testo del Vangelo, famiglia in crisi, famiglia speciale ma in crisi, e anzi crisi notevolissima. Tra l'altro su questo testo c'è un commento bellissimo di Carlo Maria Martini che lui tenne qui da noi in piazza Maggiore nel 97 durante il congresso eucaristico nazionale, era il giorno in cui doveva arrivare il Papa e alla mattina lui ha fatto il commento di questo di Luca, molto bello. Tra l'altro se c'è qualcuno disponibile a fare delle fotocopie lo posso dare, se desidera qualcuno averlo, volentieri. Va bene, ci arriviamo facendo un piccolo passaggio anche per gli altri testi. E' importante il testo di quella donna che ha chiesto al Signore un bambino, il Signore gliel'ha regalato e lei glielo restituisce. Può darsi che appartenga a un costume che ci mette un po' in imbarazzo, questo è un bambino piccolissimo, non si capisce, sarebbe come se ci portassero qui un bambino, come faremmo a tenerlo noi? Diremmo alla mamma, dirlo tu. Però simbolicamente invece il gesto è importante, no? Perché lei sa che avendolo ricevuto da Dio non se lo può tenere per sé e quindi glielo deve restituire. È un principio molto sano, tra l'altro è un principio molto laico sul quale mi permetterei di incoraggiarvi perché ci sono spesso delle possessività che non sempre funzionano bene nei confronti dei figli, del genere delle persone. È molto meglio considerare le persone del Signore e non nostre. Anche perché questo poi costringe a dilattare questa considerazione, no? Perché voi sapete che per la nostra fede cristiana, per la fede di Gesù, che è il figlio di Dio e si è fatto carne, ogni persona evidentemente condividendo con lui il fatto della carne, cioè della natura umana. Ogni umano è proprio per questo in Gesù un figlio di Dio. Su questo credo che non ci siano dubbi. Purtroppo non sempre poi noi cristiani ci muoviamo in modo coerente con questo, è vero? E anche adesso certamente tante cose dovremmo osservarle, ma non ho dubbi sul fatto che ne siamo tutti consapevoli, insomma, no? Noi dormiamo al caldo, qualcuno dorme al freddo, noi abbiamo troppo da mangiare, qualcuno non ce l'ha. E poi la cosa diventa in un certo senso ancora più dolorosa quando all'interno di relazioni anche molto profonde, molto forti, molto impegnative, ci muoviamo male. E certo, si capisce lì, allora avvertiamo in modo gravissimo, no? Ecco, e quindi come sia importante questo avvertimento che il testo di Samuele ci dà. È vero? Sono tutti figli di Dio, tutti, buoni e cattivi, sani e malati, religiosi e atei, tutti sono figli di Dio. E quindi sono figli di Dio prima che figli nostri eventualmente. E in ogni modo tutti sono figli di Dio. Capite che questo cambia proprio le cose. Noi abbiamo ancora una visione così stretta ancora della famiglia, che rischiamo addirittura di creare delle inimicizie attraverso proprio il primato di questo vincolo familiare. Certamente è prezioso, perché lì noi celebriamo in modo diretto la paternità e la maternità di Dio e la figliolanza. Però è chiaro che se la chiudiamo con dei recinti, si fa presto proprio a costruire delle inimicizie. Questo voglio tenerne conto. Quindi questo mi sembra raccomandabilissimo. Fra pochi giorni, per il primo di gennaio, da qualche anno si fa anche questa giornata della pace. Bisognerebbe che facessimo qualche pensiero un po' più maturo in questa direzione, perché secondo me la categoria del nemico e delle inimicizie ancora è molto forte, insomma, è molto potente. E per noi con una difficoltà di linguaggio, insomma, no, proprio veramente, perché lui non ha esistato a entrare completamente in gioco, in questo gioco. Cioè, non c'è nessuno che noi possiamo pensare che non sia nostro fratello perché non è figlio di Dio. Non esiste questo. Quindi cerco questo molto impegnativo. Il secondo testo, meraviglioso, che è questo inizio del capoterzo della lettera di Giovanni. Oggi, tra l'altro, San Giovanni, no, sapete che è il mio nomastico, anche ecco, va bene, passa sotto perché c'è la Sacra Famiglia, ma c'è anche quello. Questo esordio, no, del testo di oggi, con quel vedete, bellissimo, no, carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre. E' importante questo. Bisogna riaprire gli occhi. E l'avvertimento è importantissimo. Tanto che ci coglie in un certo stupore quasi di imbarazzo. Vedete, ma cosa c'è da vedere? C'è da vedere. C'è da vedere. E che cosa ci ha dato? Questo grande amore. E questo è l'apice di tutta la creazione, di tutta la storia, di tutto il senso della nostra vita. Questo regalo che ci ha fatto. L'amore. Un regalo immesso, no? Che abbiamo perché abbiamo ampiamente ricevuto. Storia della nostra vita come la storia di persone amate. Quale grande amore ci ha dato il Padre. Per cui la nostra condizione filiale, capite, non è qualcosa di naturalistico. È dentro la nostra storia. È dentro la nostra esperienza. È dentro anche alle nostre esperienze negative. Quando questo amore per qualche motivo ci è stato negato. Per qualche motivo noi stessi l'abbiamo negato. E sono le cose più grandi e più importanti. Tanto nessuno lo può distruggere, l'amore. E quindi anche le vicende meno felici diventano importantissime. Per questo. Quale grande amore c'è da fil padre. E sapete quello che mi affascina sempre di più? E quindi la singolarità meravigliosa di ogni storia. Sempre più avrei desiderio di avere delle lunghe serate per ascoltare tante storie, per raccontare anche le mie e per ascoltarne tante. Perché la vita di ogni persona è meravigliosa, è meravigliosa. È vero? Mi dicono, ah, qui due in casa hanno un po' litigato. Ma perché hanno un po' litigato? Me lo raccontano. Eh, e io che un po' conosco l'uno e l'altro. Eh, certo. Non mi stupisco del loro litigio, però mi sento subito portato dentro nella bellezza e nella singolarità di una storia. Capisci? Irritettibile. Per cui, non solo abbiamo una grande storia d'amore, ma abbiamo anche una grande relazione d'amore e continuo a mettere le nostre storie in relazione, no? Cos'era per me da piccolo la storia d'amore di mia madre e la storia d'amore di mio padre. Certo, la loro storia insieme. Ma la loro storia insieme mi affascinava per la diversità delle loro storie e quindi delle loro persone, della loro vicenda. È vero? E mi sembrava una storia d'avventura, no? Come si erano trovate le vicende che avevano avuto. È vero? Un litigio stranissimo che avevano fatto ancora prima di sposarsi. È vero? E affascinato ero da questa storia d'amore e lo so ancora. Eh, e lo so ancora. Penso che molto del bene che mi sembra la vita mi abbia regalato, un buon Dio, perché in realtà mi abbia regalato, ma dico anche la vita mi abbia regalato. Nasce molto da questo incontro, no? E quando una persona diventa amica, sapete che nel linguaggio della Bibbia la parola amico, dal punto di vista affettivo, vale di più che la parola fratello. È stranissimo questo, è vero? Però è meno strano, perché? Perché se pensate che nella paternità di Dio siamo tutti fratelli, anche Mao Zedonga, mio fratello, bona, non ha problemi, neanche, non so, Obama, bene, mio fratello, bene, però la signora Carolina, l'involta, bene, allora invece amico, che cosa vuol dire? Anche per la cultura classica, eh, ma soprattutto per la cultura biblica, amico vuol dire invece l'intimità, la relazione diretta. È vero? Quello che stingeva Virgilio e il suo amico, mecenate, no? E lo racconta lui. Diceva, i momenti più belli era quando facevamo la passeggiata in carrozza, o di te metterlo nel cucchiere, quindi non doveva neanche tenere le redini, e facevano questa passeggiata per non dirsi niente. È vero? E per gustare semplicemente la bellezza, e la profondità e la ricchezza della loro amicizia, che era fatta di niente in quel momento. Non c'erano segni, né parole, né problemi, né regali. Ecco, allora in questo senso, no? La preziosità dell'amicizia, che è la conoscenza della storia d'amore dell'altro. Mi permetto di insistere un po' su questa cosa, anche perché, qui faccio un piccolo riprovero, ma non ha una direzione, non pensare che lo dica di sé, non lo so, raccontano, si raccontano troppo poco le proprie storie d'amore. Certi volte vedo dei figli patalucchi, non sanno niente dei loro genitori. Mi dobbiamo raccontare moltissimo la propria storia, la propria storia per un figlio sempre importantissima, quando lui aveva la vostra stasetà, è vero, non so se Giuseppe aveva da raccontare qualche cosa di lui dodicenne, a questo dodicenne. Però, insomma, non so, forse non gliel'aveva raccontata del tutto bene. È importantissimo questo. E anche invece di dare delle regole, capisci? Si danno troppe regole, ma poche notizie, poche notizie buone, in ogni caso, poche notizie. Regalagli la notizia tua, invece che dargli la regola. dagli la storia tua, magari per dire che a quelle regole te le sei intippate, non ci sei stato dentro, ma raccontagliela. È molto più efficace così. La storia, Dio è stato furbissimo, ha scelto la storia come se n'era letterario, no? La Bibbia è un libro di storia, è un libro di tante storie, ogni persona è una storia importantissima, però sotto alla Bibbia ci sono dei tranelli importantissimi, perché? Perché visto Abramo, te ti chiedi, è sto Isacco? Da dove viene sto Isacco? È suo figlio. È vero? Cerchi di cogliere il rapporto tra Abramo e Isacco, poi alla fine addirittura con Gesù, storie che si confrontano fra di loro. Questo è importantissimo per capire il mistero della vita. Meno teorie, meno regole, più storia. Abbiate fiducia in questo, anche della vostra bellissima storia. L'avete raccontato da poco, quindi oggi si mettiamo d'accordo che la dovete raccontare di più. È vero? Meno prediche, meno prediche, più storie della vostra vita. Ma poi arriviamo a Gesù. Questo dodicenne è la famiglia che va in crisi. Una crisi notevole, se ci pensate, perché, poco intanto, la bella tradizione è che tutti gli anni andiamo a Gerusalemme. Lui, fino agli undici a Gerusalemme, c'è andato in un certo modo e adesso ci va in un altro modo, no? Cosa che si capisce, non so se avete notato qualche cosa. Il Natale di quest'anno è stato un po' diverso dal Natale dell'anno scorso per Pierino, per Luisa. È vero? È certo. Certo, perché la loro vita va avanti. Bellissima l'abitudine di andarci tutti gli anni, ma quest'anno l'è diversa. È vero? Loro, invece, sono dei conservatori. È vero? Noi genitori siamo sempre dei conservatori. È vero? Per cui a un certo punto, quando si torna a casa, pazzi, pazzi, neanche lo cercano. Dice, no, ma l'è colasia, l'è col suo amico Tommy. È vero? Adesso decine. E per un giorno intero cammiano senza cercarlo. Poi coscienti, è vero? Alla sera non c'è. Lo cercano. È anche lì è quasi ironico il testo. Tra i parenti e i conoscenti. No, è certo. Dove vuoi che sia? Sarà lì? Non c'è. È bellissimo, no? Un particolare di una preziosità straordinaria. non è con quelli con cui dovrebbe essere. Non è in quella situazione in cui io l'ho sempre conosciuto. Tornano di filata a Gerusalemme, hanno fatto già un giorno di cammino, e per tre giorni lo cercano senza trovarlo, capite? Roba da matti. Roba da diventare matti. Perché non c'è. e alla fine lo trovano. Lo trovano in un posto stranissimo. È vero? Lui, il dodicenne, è nel Tempio ed è lì che chiacchiera con i capi dei sacerdoti. Alcuni saranno quelli che poi lo faranno fuori pochi anni dopo. È vero? E tutti sono meravigliatissimi per questo qui, dodicenne. È vero? Cosa dice di lui? Erano tutti stupiti per la sua intelligenza, cioè per come cattiva, e le sue risposte. Eh, capite? Roba enorme. Bene, davanti a questa roba enorme la mamma resta incagnata. Notate la finezza, è la Madonna, eh? Non si può mica parlare male della Madonna. È vero? Però lei resta arrabbiata. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo. E la sua relazione con lui è superiore a quello che vede. Tutti ne parlano bene. Ma che figlio avete? Ma si è mai visto che da Nazareth arrivassi qualcosa di buono? Ma roba eccezionale, lei. Non è per niente commossa. Perché? Perché il primato è ancora la sua relazione con lui, no? Ma porco cane, ma cos'hai combinato? Sono tre giorni qui. Oh! C'è un'altra impazzia. Il Vangelo mi sembra che forse voglia anche attenuare probabilmente una scenata imbarazzante per la storia della salvezza. E però lui non c'è. E perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del padre mio? Ma essi non compresero ciò che aveva detto lui. Io mi voglio fermare un po' su questo. Perché? Perché adesso tu mi tagli la strada e mi dici Ese, il Tempio. Ti dico io in che Tempio l'ho trovato quello lì. E che cosa faceva? E che cosa diceva? E dov'è adesso che neanche lo so dov'è? Eh, ma no. Bisogna che abbiamo il coraggio di fermarci. Perché? Perché è figlio di Dio. Ed è cresciuto. E quindi in certo senso è meno tuo. E perché sia più tuo lo devi in qualche modo di più riconsegnare. Ma non semplicemente da se stesso come giustamente ti può dare un suggerimento di buon senso anche una piccola norma psicologica ma ma di più se hai un briciolo di fede è di Dio mica tuo eh è mica tuo rischio tremendo no? Dello stampino rischio dello stampino no? No ma figurati se lo voglio su come sono io no no no hai fatto un altro stampino che ti tiene in tasca e però le quelli deve essere così ma no chi te l'ha detto? E' questa diversità è importantissima è importantissima diversità importantissima è meglio pensare che non sono capaci né di capirlo né di sopportarlo né di tenerlo eh piuttosto che capite? Eh certo eh certo cioè non è che voglio fare una difesa di tuo figlio anche perché anch'io ne ho patite insomma e ne patisco avrò molte colpe sicuramente però insomma non è che la mia vita sia proprio così semplice è vero in una cena di Natale di due anni fa sono venuti i miei fratelli implacabilmente a parlare di me insomma dicendo una parola molto offensiva nei confronti dei fratelli e sorelle della mia famiglia non posso ripensare questa parola perché siamo a messa e uno dei miei fratelli di sangue mi ha detto ma per quei 25 e 30 e poi ha detto quella parolaccia ti sei rovinato la vita che mi sono anche un po' arrabbiato però stavamo a cena di Natale perché dice una cosa così mi dispiace dopo infinite scuse mi ha regalato una bella cintura di pelle insomma per carità tutto se riesce stato è vero però cocane e però quella roba lì che mi ha detto ogni tanto mi viene in mente ogni tanto mi viene in mente perché sono una carogna capisci o fronto a me evidentemente la Madonna è una mamma buonissima accoglientissima larga di carattere di cultura eccetera però insomma è molto importante questo testo qua quindi se volete saperlo commentato meglio leggete quel testo del Cardinal Martini però appunto vengono in mente tante cose secondo me anche a voi e quindi per esempio che i nostri figli siano un mistero questo è importantissimo ricordarlo e che non sono nostri e che sono nelle mani di Dio questo è importantissimo abbiamo dei criteri morali che li tengono come su dei binari troppo stretti troppo stretti io approfitto del fatto che oggi di figli pochi per dire oh però tuo padre e io addolorati ti cercavamo questo fa parte questo fa parte se noi oggi vogliamo in qualche modo ritrovare nella sua profondità il mistero e la bellezza della realtà famigliare e capite è universale quindi non ci si può giocare sopra se non è la famiglia c'è il dramma di una spaventosa solitudine non ci sono passaggi in mezzo io ho conosciuto nella mia vita molte possibilità di metter su famiglie strane mi permetto di dire che io sono un difensore di famiglie strane perché perché dove c'è una potenza d'amore che genera che genera anche fisicamente che non genera anche fisicamente non mi pare che sia molto importante è lì se c'è quella roba vedete quale grande amore ah oh c'è c'è è vero io non sono parenti di nessuno dei miei figli insomma si lontano parenti di nessuno ma insomma non sono parenti di nessuno e però sono proprio i miei figli e io certamente voglio regalare a loro la mia vita e non è che trovo in questo un ostacolo per fare poi il prete di tutti no loro protestano un po' perché sono sempre in giro a vendere gli ombrelli ma io non ho difficoltà in questo anzi anzi è proprio la relazione profonda con loro che mi costituisce in una tensione di affetto e di amore è importante perché perché non sono un funzionario eh nessuno di noi lo è e quindi è anche la qualificazione più importante anche della nostra vita di adulti che si sposi o non si sposi una donna un ragazzo una ragazza hanno nella paternità e nella maternità la loro maturità piena per cui noi sentiamo come i nostri figli nove bambini che sono stati uccisi eccetera sono i nostri figli ed è così che noi interpretiamo nel modo più profondo quella vicenda di guerra di cui abbiamo anche parlato no? per cui la notte di Natale sul fronte franco tedesco con le mitragliatrici spianate in quella notte li ha messo giù le armi e hanno celebrato insieme la natività è una cosa grossa allora mi pare che noi dalla festa di oggi capite possiamo trarre cose molto molto preziosi finaletto andaluso no? scese dunque con loro e venne a Nazare e stava loro sottomesso sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore e Gesù cresceva in sapienza edà e grazie davanti a Dio e agli uomini è bellissimo no? è una conclusione meravigliosa di questo testo perché sembra di cogliere una specie di grande silenzio in fondo le cose più importanti non è che tutti i giorni le diciamo le viviamo e molto spesso no? le viviamo in quel silenzio che è fatto delle parole del quotidiano dei gesti del quotidiano delle vicende del quotidiano ma dentro e dietro che meraviglia c'è vero? che meraviglia c'è cioè come è piena di commozione la nostra vita come è ricca di tutto questo come siamo stupefatti di quale grande amore Dio ci ha dato perché io capisco quando parlo di Lui che è il padre di tutta l'umanità e capisco che ha fatto questa meraviglia è vero sapete che per che per gli ebrei salmo 135 136 anche la creazione è stata fatta per amore è vero creò il cielo e la terra perché grande è il suo amore per noi perché grande è la sua misericordia cioè ha fatto tutto bene per amore di noi è una meraviglia è vero ed è una meraviglia che Lui ci ha regalato e voi tutti siete contentissimi di questo mi permetto di dire che persino la vita morale che se non avesse come sua guida come suo governo questa realtà profonda dell'essere figli e madri capite padri figlioli e fratelli se non avesse questo non potrebbe funzionare non potrebbe funzionare anche l'antica gloriosa legge ebraica ha dovuto cedere perché perché il Sina in fondo era troppo poco ci voleva qualche cosa di più forte ci voleva qualcuno che dicesse che siamo di qualcuno e che abbiamo qualcuno come nostro eh certo questa è la bellezza di quello che stiamo celebrando e quindi se la mattina di Natale abbiamo detto che nasceva il Vangelo quel giorno lì è vero la notte era nato il bambino vi ricordate la mattina nasceva il Vangelo come nostro amore da custodire e da farci custodire e oggi questo si dilata nella meraviglia della nostra famiglia famiglia anche questa famiglia tutta l'umanità famiglia quella che aspetta a casa famiglia quella che magari a metà che continui a aspettare a casa perché sono sempre come dei manti fuori e non li hai mai vero? eh sì famiglia meravigliosa con le sue vicende si è ringraziato Dio eh? è vero? siete disponibili a ringraziare il Signore per questo eh? ringraziamo il Signore per la meraviglia che ci ha dato volendoci Dei grazie a tutti