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DomenicaSSCorpoSangueDiCristo-omelia-GiovanniNicolini-Dozza-20160529(9).mp3

Data: 29/05/2016

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Ecco come vi dicevo siamo qui in obbedienza al Signore, siamo in meno di 5.000 che era il caso che si verificava quel giorno di cui abbiamo sentito adesso parlare. Allora loro tentavano di dire ma ormai lasciamo che vadano così si procurano bene il loro pranzo, è vero? E chissà che buon pranzo è stato pensato e preparato per oggi. Ma lui prima dice no ma aspetta però prima vediamoci qui un momento e vuole a tutti i costi fare questa cosa, fare questa cena. La ragione per cui vuole che facciamo questa cena è che vuol farci vedere che lui ha fatto in maniera che ci sia per ciascuno e per tutti quello che occorre. E nessuno deve rimanere senza. E sapete come si fa no? Quando deve bastare. Quando deve bastare per tutti bisogna un po' di più spezzare. State attenti perché lo dovrò fare anch'io. E poi vedrete che io a un certo punto comincerò a spezzare in maniera che tutti possano avere. Ce ne deve essere per tutti. Ma la cosa ancora più grossa è che non solo ce ne sarà per tutti ma che anche avanzerà. Questo miracolo lo si chiama sempre la moltiplicazione dei pani. E aveva cinque pani per cinquemila avrà moltiplicato per cinquemila. Ma questa parola moltiplicare nel Vangelo non c'è. Dice che lui semplicemente ha benedetto e poi ha spezzato e poi tutti hanno mangiato e poi ne sono rimaste dodici ceste. E perché dodici? Perché erano dodici quegli amici di lui, del Signore, che sono gli apostoli. Ma era che ognuno ha dato via così. In qualche modo è come se il Vangelo volesse dirci che anche noi questa mattina siamo qui a mangiare ancora i resti, capite, di quelle dodici ceste. E questa è una cosa molto importante. Perché? Perché dice che se si spezza ce ne è per tutti. Ce l'hanno molto insegnato le nostre mamme. Anche i nostri papà. Ma più direttamente un po' le nostre mamme. Che certe volte proprio si spezzano perché ce ne sia per tutti. Hai del tempo? Si ne ho. Hai una parola buona? Si ne ho. Anche per me e anche per te. Mi puoi dare un po' di posto nel tuo cuore? Si te lo posso dare. Quanto posto c'è nel cuore. E le mamme sono specialisti per questo. C'è sempre posto secondo loro. Conosco delle mamme che hanno il posto e non sopportano che sia vuoto. E allora escono di sera qui a Bologna e vanno a cercare i loro figli. E loro sanno che non li troveranno. Ma vanno a cercarli lo stesso. Perché hanno quel posto per loro che aspetta. E c'è una mamma che abita qui vicino. E sono tre anni che il suo figlio se n'è andato e lei non sa più dov'è. E però mezzogiorno e sera lei sempre prepara il posto. Allora i fratelli del ragazzo gli hanno detto senti, quando torna gli facciamo una gran festa. Adesso è inutile che prepari sempre. No, no. No, no. Lui deve avere sempre il posto preparato. Che è il posto che ha nel cuore di questa donna. E quindi deve averlo anche a tavola. Ecco. Allora il Signore oggi ci ha riuniti qui insieme per dire che Lui ha la possibilità di dar da mangiare alla nostra vita in maniera che ognuno possa crescere. Eh? Ha tirato dal giorno del loro battesimo fino a qui. Eh? Adesso bisogna che un po' la loro vita sia più nutrita. Diventa un pochino più delicata la loro vita. Un pochino più difficile. È vero? Non solamente a scuola. Anche a casa. Anche con loro stessi. Anche con gli amici. Anche con il mondo. È vero? E la loro vita diventa un po' difficile. È vero? Ho una preoccupazione che oggi però non mi sento di dirvi. Però è una preoccupazione non piccola per questi nostri figli che crescono. E forse può darsi che a un certo punto vi chieda a voi, i grandi, a voi papà e mamma, di vederci un momento perché è sempre il bisogno che ci aiutiamo. Perché ci sono cose delicate nella vita. E noi vogliamo difendere i nostri figli. E vogliamo che possano crescere nella pace, nella sapienza, nell'amore, nella gioia. Allora facciamo di tutto per questo. Capite? Ecco, oggi è la festa di questa sovrabbondanza d'amore. Di questa sovrabbondanza d'amore. E per questo dico adesso una cosa per noi adulti. Mi sono permesso anche di dire che appunto quindi se oggi uno anche desidera accanto a questi piccoli anche lui prendere il corpo e il sangue del Signore. Lo faccia. Me ne assumo io la responsabilità davanti a Dio. Davanti agli uomini magari non metto fuori dei cartelli, però davanti a Dio me la piglio. La responsabilità. Perché a loro può far piacere vedere che anche tu, sì, anch'io ho fame, oggi anch'io. Anch'io oggi ho fame. Bene. E in ogni caso un aiuto. Che cosa sia, è vero? Loro hanno un po' imparato che quel pezzettino di pane è il segno del Vangelo di Gesù. Che è il più grande nutrimento che c'è. Se non passiamo avanti col Vangelo ce ne sarebbe per tutti. Sul Mediterraneo ci piacerebbe tranquilli. Uno vecchio come me non avrebbe paura di rimanere da solo. Uno piccolo come i nostri piccoli non sarebbe nel rischio di doversi arrangiare. Eh? Ci sarebbe pane per tutti. Un pane buono. Eh? Pane buono. Pane che è una parola, che è un sorriso, magari anche un pezzo di pane. È una carezza, è un aiuto. Bene. Siamo qui per questo. Non possiamo stancare troppo né noi né questi piccoli. Adesso tiriamo avanti. Tiriamo avanti. Voi però continuate con loro questa giornata. Ve lo chiedo anche da parte dell'Orietta, che è la loro catechista. Insieme a una mia sorella, la Celina. L'Orietta, per lei è stato un bello scherzo questa faccenda della comunione. L'è successo un incidente mica piccolo, eh? Perché lei è una mamma che aveva la sua bambina per la comunione. Oh! Aveva la sua bambina per la comunione. Oh! Cos'è successo? Che a un certo punto, questa comunione della sua bambina è diventata importante per lei. E quindi adesso è qui che fa la catechista. Perché? È perché si è cascata dentro. Quindi anche lei adesso deve spezzare questo pane del Vangelo per qualcun altro. Noi siamo anche a ringraziare per lei e per la Celina per la strada che ci ha fatto fare. È vero? E quindi sarebbe nostra intenzione anche proseguirla. Se per caso vi viene in mente che c'è qualcuno che non abita lontano da casa vostra e che oggi ha meno feste in casa, se avete fatto un dolce, mandategli un pezzettino. Se avete un goccio di vino un po' speciale, mandatelo a quel barco che forse ha bisogno di rallegrarsi un po'. Siamo in un momento molto difficile della storia di noi grandi, non di loro. Loro devono trovare un mondo diverso da quello che noi stiamo vivendo in questo momento dove siamo come un po' assaliti da gente che scappa via, che ha paura, che eccetera. E noi non sappiamo come fare, non sappiamo come accoglierli, non sapremo come risolvere questo problema. È vero? E io mi sto un po' dedicando a questo. Loro mi hanno detto che stamattina mi ha dato una sgridata perché dice che un prezzo non deve interessarsi di queste cose. Ma mi sembra che anche loro siano figli di Dio. E io vorrei che tutti avessero un pezzettino di pane e una carezza. Cominciamo da ognuna delle nostre case, aprire anche la porta di casa. Il Signore che apprezza moltissimo, come avete saputo amare fino ad oggi questi figli, mi approfitterebbe per affidarvi ancora a qualcun altro, qualche cosa d'altro, che possa ricevere il grande bene del vostro grande cuore. Grazie.