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EpifaniaDelSignore-omelia-GiovanniNicolini-Dozza-20160106(15-incompleta).mp3

Data: 06/01/2016

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Testo dell'Omelia

Nella mia vita ormai molto lunga, devo dire che sono stato sempre accolto e quindi ho in mente svolti, vicende, tempi, circostanze. Senza quelle persone e quegli avvenimenti non sarei mai arrivato, non sono arrivato neanche adesso. Anche adesso mi sembra di dover ancora cercare e trovare, molto. E appunto senza le persone che il Signore mi ha regalato sarei prigioniero di me stesso. Capisco peraltro che ormai ho anche una grande responsabilità nei confronti di tutti coloro che cercano. E a proposito di questa ricerca vorrei dire, non è che in modo esplicito si sa bene che cosa si sta cercando. E anzi, per quelli che sono gli elementi fondamentali, diciamo, della dottrina cristiana, non ho mai scattato niente, perché è stato detto adesso le cose stanno così, bisogna fare questo e questo. E vabbè, è stato detto che sono venuto su in una famiglia cristiana, cattolica, ma non è questo che io cercavo. cercavo molto la bellezza, ho molto cercato l'amore e ho molto cercato la gioia e anche adesso cerco, cerco questo. E noi che cosa sentriamo in questo? Eh, sentriamo molto, perché noi questi grandi tesori li abbiamo ricordi. Prova a dirvi dove si raccoglie però questo tesoro. Beh, è questa persona, è questa persona che si chiama Gesù ed è questo libro che parla di lui. Il grande tesoro è questo. e però quello che noi celebriamo questa sera è appunto soprattutto questa ricerca. Si dice che viene una stella. Le stelle della mia vita sono state soprattutto alcune persone, decisive, che mi hanno preso per mano. Adesso ho un particolare affetto per lui, certamente. Lui per me è una grande stella. e tante altre persone, in mezzo alle quali ho il grande dono di vivere. Ho qualche persona importante. Per me il Vescovo di Roma, questo qui, non necessariamente tutti, questo qui, per me è stato molto importante. Mi sento accorto da lui. Non gli ho mai parlato insieme, non mi scanto. Ma sì, è come se lui mi accompagnasse continuamente la mia ricerca. Da alcuni giorni sono molto impressionato per questo Vescovo tutto questo Vescovo di Roma. Tutto questo mi ha aiutato a tenere in gran conto il fatto che la vita umana è questo. È una grande ricerca. ricerca. Noi non siamo limitata. Noi non siamo limitati dentro a un istituto che può essere anche bellissimo, importantissimo, ma ti definisce. e quindi in qualche modo anche chiude. Noi non possiamo chiudere mai. I magi sono un grande segno di tutta l'umanità. E questa sera San Paolo ci dice che questo Gesù è il regalo di Dio per tutta l'umanità, non per una religione. ci si arriva da molte strade. Non è detto che prenda subito questo nome. Non è detto assolutamente. Non lo si può identificare con una pratica, con un dovere morale. Stasera non ho compito che si dovesse stare in cappella, almeno c'è più caldo di che bastava la cappella. Poi invece si è troppi qui, ci vediamo qui. Però non è che qui si esaurisce la ricerca di Dio. Sono contento che siete venuti e vi ringrazio. voglio accogliervi meglio di come la città di Gerusalemme, pessima, ha accolto quei diritti che venivano da lontano. Però conosco tantissima gente che cerca. E la cosa che li affascina è che li scoprono sempre che c'è anche qualcuno che la conduce. E quindi non dobbiamo identificare il gioco della fede con delle regole. Certo, quello che noi stiamo celebrando, la messa, è certamente un grande capolavoro. Però anche la messa non è detto che sia quello che si deve trovare. Quello che devi trovare è quello che la tua stessa ricerca in qualche modo ti suggeriscono. Come qualcosa che ti manca, come qualcosa che ti esiste. E poi sempre di più mi sembra che la fede sia prima di tutto, come mi capitava in questi giorni anche di notare, poi anche di dire, è un innamoramento. L'innamoramento è una realtà sospesa. Perché è tutto e nello stesso tempo è la mancanza di tutto. Perché quando sei innamorato sei riempito assolutamente della realtà, della persona, quindi sei innamorato. Ma nello stesso tempo è come se fosse tutta ancora da ricevere, da capire, da accogliere, da conquistare. Non è un possesso. L'innamoramento ti viene sempre sperato. Perché non sei mai al fatto. Ora, la festa di questa sera è per farci notare che questa è la situazione della gente. C'è sempre che c'è sempre che c'è sempre. Che c'è sempre. Che c'è sempre. Che c'è sempre una terra di viola. Che c'è sempre una posizione di vita migliore. Che c'è sempre. E' importantissimo che noi li accogliamo bene. Se noi non li accogliamo bene, noi neghiamo il mistero del Cristo. Che abbiamo ricevuto. Che è con noi. Che è tra noi. Il suo Vangelo. Tradiamo il Vangelo. Però, allo stesso modo, noi tradiamo il Vangelo. Se non cogliamo la ricerca di una persona che invece non sta cercando del cibo, poi non sta cercando una terra migliore, ma sta cercando la verità della sua vita, la bellezza della sua vita, la bontà della sua vita. E quindi, e quindi noi, è chiamati a questo. Il Cristo ha messo fine, in questo senso, alle distinzioni religiose. E' un errore che noi facciamo quando noi identifichiamo il cristianesimo e lo mettiamo vicino ad altre strade religiose. E' sbagliata. E' sbagliata. Perché tutto si è concentrato in questa persona di Gesù. E nelle cose che lui ha detto. E in questo libro che lui ci ha lasciato, che si può leggere, ma lo possono leggere tutti. Lo possono leggere tutti. Lo possono leggere tutti. Anche perché Gesù è Dio, però ha le mani, gli occhi, il naso, respira, mangia. E' una persona. Dice cosa bisogna fare con i bambini, con i poveri, con i malati, con i vecchi, con i nemici, con le donne. E quindi è una grande offerta di vita. A me interessa sempre se uno dice io non sono tutti io. E anche io. E anche io. Quello che invece mi sembra molto importante stasera è raccogliere la ricerca che tuo fratello, tuo figlio, cioè la persona amica, sta facendo. E magari tu puoi pensare che sta cercando cose non opportune, non importanti, non belle. Vai caldo. Vai caldo. Sii una stella per lui. Non un capenaccio. Non direi sbagliato. Non direi che cose non stanno così. Stai molto attento. Lascia che il Vangelo possa dirsi in tutta la sua immensità. Nella sua capacità di raccogliere le situazioni più lontane, le più diverse, le più strane. Accogli e te. Accogli e te. E non ti chiedi niente. Non ti chiedi niente. 8 volte su 10 quando una persona viene a confessarsi, mi sembra che mi dica delle cose che a me non sembra che siano poi partiti. Ma... Fanno parte di una ricerca. Certe volte molto problematiche. Certe volte molto singolari. Certe volte anche molto criticati. Certo. Ma è niente che in questo momento Dio gli va vicino. Siamo chiamati a una grandissima, grandissima cordialità nei confronti di tutte le stranze. Mettiamo troppo nei nostri giudizi le persone sul binario. Avere il coraggio della diversità è importantissimo. Tra l'altro questi figli non si sa niente di loro. Si dice che sono tre, ma il Vangelo non lo dice. Dice che ha portato tre regali e siccome ha portato tre regali viene ammesso uno ciascuno in mano e dicono che sono tre. Il Vangelo più vagamente dice alcuni. Poi non si capisce che sono solo dei magi, dei maghi, sono dei re magi. E' il tuo vicino di casa. E' una persona che ti libera. E quello che invece fa molta impressione è la cattiva accoglienza di Gerusalemme. Molto cattiva. Pessima, no. Perché? Perché loro hanno il libro. Dice, ma siamo venuti qui a cercare il bambino che è nato e... E se dov'è che deve nascere il Messia? Ma dice, c'è scritto qui che deve nascere a Dutlè. Lo sanno? E loro non ci vanno. Quella parola lei, quella che senta di Dio, non dice più niente. Pessima comunità di Dio, sono dei messi. E poi addirittura c'è anche la ragione politica del re che ha paura che il dici vuole il trono di soldo. è un riscopato.