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FestaDellaVisitazione-omelia-Giovanni_e_Francesco-Bottazzo-20160602(12).mp3

Data: 02/06/2016

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Oggi pensavo di chiedere ai quattro santi della nostra regola un favore speciale legato alla preghiera che ho potuto fare su questa meravigliosa parola di Dio che oggi celebriamo. Cioè il tema della gioia. Molto spesso lo consideriamo un accident, che se c'è va bene, ma se non c'è. Non credo che sia così, tutti conoscete anche passaggi delle lettere dell'Apostolo dove in modo molto chiaro, molto diretto, la gioia è un comando. E questo appunto ho chiesto nella mia poi povera preghiera di oggi, possa essere il regalo per ciascuno di noi e per tutti. Il dono della gioia e l'accoglienza di questi doni. Per questo mi sembra importante consegnare alla misericordia di Dio tutte le nostre giustificazioni per la tristezza. E tutte le ragioni di cui carichiamo la nostra tristezza. Ragioni che poi possono diventare molto facilmente un giudizio e un'accusa nei confronti di quel fratello, di quella sorella, di quella vicenda. Credo sia necessario pensare che occorre un passo più forte. Da chiedere evidentemente al Signore perché noi non ne siamo capaci, ma disponendosi ad accogliere il dono della gioia con grande umiltà e grande cordialità. Per questo ci affidiamo in questo momento alla misericordia del Signore. Vorrei fare un'osservazione su quella espressione della prima lettura che dice Ti rinnoverà con il suo amore. In cui la traduzione italiana sceglie solo per un momento di seguire la versione dei settanti. Perché è un'espressione che fa molto pensare intorno alla capacità che ha l'amore di rinnovare. Quindi di cambiare la situazione delle persone. Forse è l'unica vera causa di rinnovamento. Tante volte speriamo un rinnovamento che può venire dalle leggi, dai cambiamenti di tipo sociale, giuridico, sia nella società sia nella Chiesa. Mentre invece poi se non c'è questo rinnovamento che è causato dall'amore è molto difficile che anche i cambiamenti strutturali possano avere un effetto. Un effetto più o meno reale, profondo. Ed è quello che si vede nell'episodio della visitazione. In cui questo gesto di amore dell'una verso l'altra e dell'altra verso la prima diventa principio di una trasformazione nell'altra. Ciascuna con questo gesto di amore, con il suo saluto, con il suo giallo, con le parole che vengono detti, i sentimenti che vengono comunicati. Cambia l'animo dell'altra persona e lo rinnova. Lo fa andare a un livello superiore di pace, di gioia, di fede. Mi chiedevo se non si può cercare di spingere un po' in là questa ipotesi della gioia. E quindi in qualche modo anche organizzare. Per esempio una individuazione dei miei amici. Quelli che poi sperimentano io. E' il grande nemico alla televisione. Soprattutto perché qualcuno la guarda e gli altri no. Questo spettacolo che viene doppiato. E non è... Rappresenta in qualche modo questo istinto di potere che io sono cose che tu non sei. E questo un po' avvolge tutto. Cioè... Vegliare su questo. Perché se uno, per esempio, sa tutto, non gioisce di niente. Perché manca alla sua gioia lo stupore. La commozione. Perché è un avvenimento più grande di te. Né se hai letto molti libri, né se sei molto intelligente. Però un po' in qualche modo umigli la cosa. Se la devi dare come una cosa già fatta. Mettici prima. Che bello. Almeno così. Però penso che curare una certa liturgia della gioia sia molto molto importante. La cosa... La sto sperimentando un po' come un gruppo di persone, di gestori, diciamo. Con i figli, con i nostri primari. E quindi... Il rischio, no? È che quando si va finalmente a tavola rischia di essere che in quel momento incomincia una gran predica. Non si fa perché non si va. D'altra parte c'è magari anche la giustificazione che non ci sono molte occasioni per avviare un discorso. Allora, mentre si è a tavola. Però, insomma, provando a rifletterci e facendo qualche cosa di questi tentativi abbiamo visto che invece si può fare un'alternativa. Per esempio, quando... Prima Renzo citava, mi pare, no? Quella cosa di piangere con chi piange. A voi sembra che ci sia una gioia più grande di questa? È una cosa immensa. Tu piangevi perché c'era un dramma, un problema. Ma una persona è venuta a piangere con te. È meraviglioso, capite? È meraviglioso. Perché non è che voglia dire semplicemente l'allegria. Perché avete visto che l'asse fondamentale dell'argomento è l'amore. È la comunione d'amore. E quindi, se uno è venuto a piangere con me mi dà un segno meraviglioso. Che oso dire, mi rallegra, perlomeno certo mi consola. Quindi c'è tutta anche questa delicatezza e raffinatezza della gestualità nei confronti della povertà di ciascuno di noi che bisognerebbe che riuscissimo a celebrarla sempre come una bella notizia e un gesto liturgico piuttosto interessante, profondo, sorprendente. Invece rischiamo sempre di sciuparlo. Insomma, di modo al di là di queste precisazioni ecco, la cosa che mi ha preso di più e che mi ha portato a grigli è effettivamente il testo di sofonia. Perché il par di vedere che non c'è un testo più forte di questo in tutta la vita. Quando lui grida di gioia l'altra versione, il signo che forse anche fa un balletto insomma, certo è una esuberanza straordinaria ecco che Dio ha. E credo che questo prendersi cura anche della gioia di Dio celebrandola, consentendola, unendosi sia un fatto profondo della nostra anima e della nostra vita. questo permette allora poi di avviarsi in strade delicate dove si vede che questa possibilità di portare sempre la buona notizia della salvezza e quindi la gioia della salvezza accetta tutte le sfide anche le cose più più gravi e quindi sono trovato in questi giorni con qualcuno che è andato giù proprio nei giorni scorsi insomma con con questi disastri no? delle barche terrorizzate mentre mi parlavano perché proprio lì è successo tutto e però vedevo che la cosa si stava depositando nella dolcezza di una mano di uno sguardo di una alla sera poi però accendere un po' di fuoco e stare un po' insieme e quindi vedevo che si affermava anche in una dramma di questa vastità insomma dove sono rimasti uccisi molti bambini effettivamente ma ma molti sono rimasti da soli piccoli piccoli quindi stiamo facendo un impertettivo di dire provate a segnalare qualche cosa provate a vedere però appunto tutto questo oggi lo sentivo molto dentro a questa vicenda e per noi che che oggi ricordiamo anche il nome della nostra famiglia e questo nome la protezione della madre di Dio e questa gioia potentissima penso che andare in casa dove ci sono Maria e Elisabetta ci si guadagna in San Diego perché sono provvissime quindi si fa bene quindi che proporrei non giustifichiamo non giustifichiamoci quando invece che questa notizia di gioia portiamo ventura è meglio chiedere scusa e aspettare lì la risposta è ma no ma hai detto quel che pensi sì va bene ma non va mica bene dire sempre quel che ci penso è meglio ripensarci e poi credo che sia appunto anche un'interpretazione della vita per noi molti importanti questo momento per noi molti importanti avverto che c'è una un'insidia c'è pronto un agguato di tristezza o d'angoscia certe volte proprio lì dietro la porta il santo d'osso è vero e quindi cercare in qualche modo di recuperare tutto di un'ampiezza di animo questo mi sembra adesso molto molto molto importante