Volevo dirvi poi una cosa molto piccola, insomma, molto semplice, che però in una persona come quella di Sant'Antonio mi colpisce molto. E' la strada che il padre ha scelto per farsi conoscere e per comunicarsi, per venire in mezzo a noi, per vivere con noi la nostra vita. Come ha fatto? E' una cosa un po' strana. Cioè, ha fatto così, ha mandato suo figlio. Quindi non è venuto lui. Questo è stato un atto d'amore come solo lui sa fare. Perché invece di continuare a mandarci i comandamenti, come ha fatto per molti secoli con i nostri fratelli ebrei, che hanno custodito nella loro fede, nella loro memoria e nella loro preghiera, tutto quello che Dio aveva fatto conoscere di sé. E anche quello che bisognava fare per essere intorno a questo Dio. Ma quando proprio ha deciso di farsi conoscere come nostro padre, allora a quel punto ha mandato il figlio. E il figlio così è venuto in mezzo a noi per farci vedere come è bene essere figli di Dio. In un certo senso anche come è facile. Anche perché tutto questo che Gesù è venuto a fare per noi e con noi parte da una affermazione fondamentale, di inizio, che vale sempre e per tutti. E cioè che il padre ci ama. Il padre ci vuole bene. Il padre ci fa esistere perché ci ama e ci accompagna per tutta la nostra vita terrena perché possiamo poi ritornare da lui. E' questo che è venuto a far vedere Gesù. E questo amore del padre precede tutto. Noi questo lo conosciamo perché noi vogliamo bene ai nostri figli. e li vogliamo bene quando funzionano e li vogliamo bene con più intensità quando non funzionano. e anche noi abbiamo scoperto nella nostra vita questo. E' un po' di tempo che salta fuori che nel commento della scrittura santa stiamo sottolineando anche un certo vantaggio dei nostri peccati. C'è un certo vantaggio dei nostri peccati. Sì c'è. Perché? Perché i nostri peccati sono il momento più forte nel quale il Signore ci fa vedere come ci vuole bene. E' lì è la cosa grandissima. Perché se noi avessimo il sospetto che lui ci ama perché funzioniamo e solo perché funzioniamo questo ci metterebbe molte apprezzioni e anche molti dubbi. E anche la vita tra di noi sarebbe più difficile. E qualche volta anche noi cristiani siamo riusciti a renderla un pochino più difficile. Perché abbiamo fatto pensare, è vero, con i nostri atteggiamenti, con i nostri modi che se uno poi è bravo Dio vuole più bene a lui che a quell'altro che non è bravo. Ci siamo arrivati perfino a pensare che se uno è bravo infatti finisce con un bel premio. e che se uno non è bravo finisce male. Ma questo non è vero. Questo non è vero. Tutti noi sappiamo che più che altro non abbiamo fatto granché bene ma continuiamo a sapere e ad avere prove che lui ci ama. E dunque è avvenuto Gesù. E in questo capitolo quinto del Vangelo secondo Giovanni da dove partiamo oggi e per il resto delle parole di questo capitolo il desiderio di Gesù è quello di farci capire questa cosa. E come ce la vuol far capire? Facendo vedere se stesso. Facendo vedere com'è bello essere figlio di Dio. E quindi Gesù in mezzo a noi è il segno, l'incoraggiamento, la consolazione, la preoccupazione, la ricerca che lui fa perché tutti possano entrare in questa esperienza dei figli di Dio. Ma allora sono figlio anche io, sì anche tu, anche tu. Certe volte fa impressione, eh? Troppo fa impressione. Perché ti dà l'impressione che uno per l'avventura della sua vita Dio mio ma com'è lontano, com'è lontano. E poi se appena stai un po' attento ti accorgi di come il Signore lo stia avvicinando. E lo avvicina proprio attraverso Gesù, attraverso le parole di Gesù, le parabole di Gesù, il sacrificio d'amore di Gesù. Se impariamo un po' a osservare la vita intorno a noi scopriamo molto fortemente questa cosa. Forse bisogna diventare un po' vecchi per scoprire questa cosa. Quando si è giovani c'è un po' il rischio di pensare istintivamente di più a una gara. Invece quando si invecchia si avverte molto una cosa. E cioè che bisogna rimettere tutto insieme. E bisogna rimettersi tutti insieme. E se anche ci sono stati dei motivi, delle vicende, che hanno giustificato che non siamo più stati insieme, che non ci siamo più intesi, che non ci siamo più voluti bene, questo Dio non lo interrompe mai, ma magari qualcuno ha interrotto l'avere un qualche interesse con Dio. Ma Dio alla fine lo vuole recuperare. E quindi questo che ha fatto Gesù è quello di dirci prima di tutto che il Padre ci ama. La seconda cosa, di farci vedere in Lui che è bellissimo essere figli di Dio e poi e poi di farci vedere che ci sono tante strade per diventare figli di Dio. Di questo lui si è molto preoccupato. Che per esempio anche proprio quelli che non hanno mai conosciuto Dio e quindi non possono aver creduto in Lui, anche loro però, sono aspettati. C'è un Vangelo molto famoso nel Vangelo di Matteo, c'è un brano del Vangelo molto importante, dove appunto Lui spiega questa cosa per dire sicché se avete uno zio è vero che non crede neanche nei radici, ecco adesso avete il modo di dare anche Lui delle buonissime notizie. Ed è quando dice che alla fine dei tempi Lui che riunisce certamente tutte le chiese, tutta la chiesa, però a un certo punto riunisce tutto il mondo. Il padre fa così e poi lo mette in mano a Gesù e gli dice pensaci tu adesso. E Gesù fa quel discorso famoso che tutti conoscete benissimo, no? Di quando di quando Gesù dice beh, ho avuto fame ma mi hai dato da mangiare, beh, ho avuto sete ma mi hai dato da bere, ero nudo ma mi hai rivestito, ero in carcere e all'ospedale e sei venuto a trovarmi, ma guarda, ben che bello, che belle robe che hai fatto. E quelli lì gli diranno, no, lo dici tu poi, ma noi quando è che ti abbiamo mai visto affamato, setato, nudo, abbiamo fatto qualcosa per te, ma, e lui risponderà così, no? E quando tu hai fatto questa cosa a uno dei più piccolini dei miei fratelli, l'hai fatto a me. Bellissimo, bellissimo. Per cui c'è tantissima gente che si sta guadagnando il paradiso senza conoscere neanche Dio. Perché lui ha messo dentro alla vita umana questo gioco che noi chiamiamo l'amore, chiamiamo la carità, chiamiamo la commozione, è vero? E allora, è vero, la gente senza incontrare Dio può addirittura incontrare Dio in questa maniera. E oggi questa beatrice mi ha fatto proprio impressione, proprio consumata, consumata, e non aveva, non aveva fatto la comunione, non aveva mai fatto la prima comunione, pensate. quindi abbiamo fatto lì nel suo letto, eh, la prima comunione. E invece, andavo a dire, mi ha detto, mi fai anche la cresima, Dio mio, mi costa, la cresima è un pochino più complicata. Adesso, vediamo, eh, siccome però il vescovo viene a dire una messa in, in ospedale, gli chiederemo, se la beatrice ci sarà ancora, eh, perché come vi dicevo, mi è venuto un po' da domandare al Signore, Signore, Signore, che passione lunga che ha fatto, vero la beatrice, Signore? Eh, io non so che vita abbia fatto, certo, però, la passione si deve, sembra proprio un povero Cristo. allora, ecco, la bellezza, eh, la bellezza del disegno di Dio è quello di spiegare Dio e regalare Dio a tutti. Siccome Sant'Antonio è uno che fa dei miracoli strabilianti, vi consiglio un piccolo miracolo da chiedere, eh, se conosce uno, magari è addirittura uno che abita in casa vostra, che è proprio un senza Dio, proprio un mascalzò, proprio non combina niente di buono, provate a fare quella scommessa lì con Dio e chiedetela a Sant'Antonio che è specialista nei, eh, nei miracoli impossibili. Eh, sapete che Sant'Antonio è il più, è il santo più venerato, eh, nella Chiesa, più di San Francesco, San Francesco è troppo evangelico, fa un po' impressione San Francesco, è vero? Invece Sant'Antonio c'è una confidenza, è vero? La sua gran fama è che si ritrovano le cose perdute e stamattina un po' mi scappava da ridere, un po' ero preoccupato, un po' volevo resistere alla tentazione, a un certo punto, facendo così, ho perso di vista la mia gentina. Se perdo la gentina mi bisogna che scompaia, perché disastro, disastro, non mi ricordo niente. quindi, allora, mi è venuta la tentazione di dire, oh, Sant'Antonio, chi? No, dai, fermati, però me l'ha fatto trovare, beh, ma che roba, me l'ha fatto trovare sul lavello, che roba, e poi un po' scrivi a macchina, un po' fai la cucina, un po', beh, sul lavello, c'è la gentina, ho dato a me dell'asino più che glorificare Sant'Antonio, ecco, però, credo che sia importante mettere insieme questa bellezza dell'essere figli di Dio, la bontà del Padre che ce lo vuole comunicare in pienezza di gioia, fino al punto che lo vuole comunicare anche a quelli che non hanno la fede, e che fanno una vita molto diversa, ecco, approfittiamo di questo con la mano larga dei miracoli di Sant'Antonio, per chiedere questi miracoli impossibili, chiedere questi miracoli impossibili, è vero, in queste ore io e la Celina che qui ha messo ci siamo comunicati il nostro grande dolore per un fatto che è capitato gravissimo, insomma, per persone alle quali noi teniamo molto, e, e, certo, la storia è piena di cose difficili, è vero, però, quando la Celina mi ha mandato un messaggino, io ho visto questi qui che andavano tutti in cielo, non perché li ho visti, eh, non è un miracolo di Sant'Antonio, è una cosa dentro al mio pensiero, dentro al mio cuore, ho visto che proprio nel giorno di Sant'Antonio loro, oggi pomeriggio, sono accolti tutti nel Regno dei Cieli, in grande gloria. Allora, eh, che la nostra chiesa sia dedicata a Sant'Antonio, eh, è una cosa bellissima, è vero, non bisogna rischiare troppo, e quindi sono già troppi anni che si rischia con questo parroco, meglio non andare avanti troppo a rischiare con questo parroco, quindi, il parroco bisognerà che si ritiri e ne venga uno più buono e più bravo, è vero? Però, ecco, è un posto questo dove si può chiedere veramente, con cuore aperto, tutto quello di cui abbiamo bisogno, sapendo una cosa, che in ogni caso la bontà di Dio è molto più grande sempre di quello che si pensa. È stato un po' il desiderio del Papa Francesco per questo anno della misericordia, che appunto si potrebbe capire l'anno della misericordia in questa maniera. Tu ne hai fatti più di Bertoldo e allora siccome ne hai fatti più di Bertoldo pensi porco cane mi sono fregato e quando sei proprio dentro quel pensiero lì c'è un angelo del Signore sulla porta che ti strizza l'occhio per farti capire che no, che anche se sei un mascalzone anche tu sei ancora dentro all'amore di Dio perché la sua misericordia è più grande di tutti i nostri peccati e il suo volerci bene è più forte e più potente di tutti i nostri guai errori distrazioni sciocchezze e via e via il suo amore è più grande è importantissimo che questo noi chiediamo il grande miracolo e la grande grazia di poterlo spiegare a tutti bisogna poterlo spiegare a tutti bisogna che non ci sia nessuno è vero che resti ingannato dal diavolo e dalla minaccia del diavolo l'amore di Dio è forte il diavolo non scherza a me couturamente mi frega però io so che Dio è più forte di me allora questo essere Dio più forte di ogni male e quindi essere lui nella preghiera del Padre Nostro capace di liberarci da ogni male ecco questo collochiamolo questa sera nel nostro cuore la fidiamo al nostro patrono vero e per questo facciamo un po' festa insieme ho detto prima che mettevano fuori la roba sul prato siete pazzi pioverà e invece uno dell'orchestrina mi ha guardato malissimo e ha detto ma lei cosa dice ma chi è ma non sa che io ho già fatto 20 feste di patrono quest'anno sempre con le nuvole ma è venuta su una cosa basta puntiamo sul miracolo anche per stasera organizzare Spre Berna Her값 con le nuvole in Tian