Sì, ho fatto qualche giorno di preghiera, un po' per prepararmi alla Pasqua e vi ho tenuti presenti, perché mi sembra di volervi molto bene. Purtroppo nelle vicende del mondo sono giorni pieni di sangue e quindi certo il Signore celebra il suo sacrificio d'amore dentro a una storia drammatica, una violenza che rischieremo di non più saper controllare e quindi non sapremo come le cose potranno procedere. Il mio rispetto e il mio affetto per la fede islamica, insieme alla conoscenza di molti cari amici che appartengono a quella tradizione e a quella fede, mi ha messo in questi giorni in una condizione di preghiera particolare proprio per loro. E poi tutto pian piano si è allargato. La mia proposta questa sera è che celebriamo la Pasqua come un grande assoluto avvenimento di amore. Celebriamo una Pasqua piena di amore, senza esclusione. I nostri fratelli ebrei che abbiamo incontrato nell'ascoltare la parola antica del libro dell'Esodo, la loro Pasqua, quell'agnello, quella notte, quella fuga. Lo riprenderemo ancora anche nella notte di Pasqua, il passaggio del Mar Rosso, l'avvio nel deserto, il cammino. Paolo che ci ricorda la cena, quella che stiamo celebrando, come lui ha disposto bene il dono di sé. Questa vicenda enorme dell'amore di Dio. E quindi è questo Dio che viene in mezzo a noi a morire. Viene in mezzo a noi a morire d'amore. E questo suo morire d'amore per noi che dà una tessera di ingresso a questa assemblea assolutamente per tutti. La persona che mi ha fatto più compagnia nella preparazione della liturgia di questa sera è stata Giuda. Avete sentito? È nominato due volte. Nel brano del Vangelo è stato celebrato. Lui c'è. Il Signore lava i piedi anche a lui. Per questo ho chiesto al Ministro che si occupava di questo passaggio della liturgia di questa sera, su chi questa sera sarà per la lavanda dei piedi. che però alla fine ho chiesto di mettere anche me in lista stasera. Perché voglio essere sicuro che il posto di Giuda sia occupato. Perché il Signore vuole bene a Giuda. Tutto il Vangelo intorno a lui è inquieto. Se ne parla continuamente. Non riesce il Vangelo a non parlarne. Perché continuamente si chiede se c'è. Ed è importantissimo che ci sia. Ci è stata raccomandata una Pasqua quindi piena di amore, dove la misericordia di Dio non esclude nessuno. Il Vescovo di Roma ha detto una cosa non prevista dall'insegnamento scolastico. E quindi ha dato ordine a noi preti che non ci sia nessuno che venga al sacramento della confessione e per qualche motivo non riceva la soluzione. Di per sé le regole metterebbero parecchie condizioni e parecchi limiti. Ma in questa occasione non si può. Bisogna assolvere tutti. Noi poi teniamo presente postomani, il giorno di sabato, chi anche non si confessa per qualche motivo e desidera ricevere un segno di perdono. Venga. Venga. Perché Dio è morto d'amore per noi. Non è possibile mettere dei limiti alla potenza della sua misericordia. Celebriamo questa sera quindi con particolare intensità la cena che ci riunisce poi ogni domenica e per chi lo desidera ogni giorno anche. La celebriamo con un atto enorme di riconoscenza. Più invecchio e mi rimbacucco meno capisco di cosa sia. E quindi sempre di più per me l'Eucaristia è l'abbraccio e il bacio di mia madre. Un mistero d'amore che mi ha accolto nell'esistenza come spero abbia accolto anche voi. L'amore è un grande mistero. Non si può capirlo. Si può solo accoglierlo. Non si può capirlo. Non si può solo vivere. E quando siamo noi chiamati ad amare sempre con il senso di una specie di perdutezza perché siamo incapaci ed è più grande di noi quello che riempie il nostro cuore e che governa sentimenti, gesti, sguardi, pensieri, sorrisi, lacrime perché quando siamo nell'amore siamo nel cuore del mistero di Dio perché Dio è amore e anzi appunto è misericordia e quindi un amore sconfinato che non accetta limiti che non pretende risposta che non riconosce situazioni particolari di merito ma che vuole semplicemente darsi, esprimersi. Tanto che in fondo che si celebri l'amore in questo giorno fatto di tre giorni, no? sapete, eh? è un giorno fatto di tre giorni questa sera domani la croce e nella notte tra il sabato e la domenica il sepolcro vuoto gli angeli, le donne il risorto eh? c'è tutto il mistero della nostra vita che cosa possiamo fare di più bello della nostra vita se non porla offrirla vedete in questi giorni che dicevo particolarmente violenti e di sangue il Signore si accosta per mettere il suo sangue dentro al sangue versato lui è partecipe non è un Dio estraneo alla storia ci si butta dentro anche il gesto di questa sera no? una liturgia sottilmente imbarazzata e imbarazzante inconsueta è importantissimo perché quello che Dio fa è una specie di degrado per rivelarsi pienamente chi sei tu? e lui si china e lava i piedi del mio fratello e lava i miei piedi e perdona i miei peccati e dà un posto anche a me tra voi a me peccatore tra voi in questa assemblea è la meraviglia dell'amore che noi celebriamo è importantissimo e ci vogliamo molto bene è importantissimo che questa sera ci sia riconciliazione piena e ognuno di noi sa in quale direzione questa riconciliazione deve trovare strada e farsi avanti là dove la parola è più difficile dove la relazione può sembrare chiusa dove l'incontro suscita sentimenti di fuga è proprio là questa sera bisogna accostarsi perché lui fa così con noi capito? lui fa così con noi lui questa sera si china davanti a noi e si degrada per rivelarsi è il crocifisso la gloria di Dio è questo che si sta preparando è questo che noi stiamo venendo a raccogliere mi sembra di capire ci sia un'indicazione precisa in questo momento soprattutto noi anziani abbiamo fatto percorsi dove Dio ci è apparso soprattutto come il Dio della legge delle regole ecco è importantissimo fare un passo per trovare il Dio dell'amore è per questo vedete che Giuda è così importante perché non si riesce a capire no? come si fa a capire? vuoi avere il segno di uno che proprio no? è lui eppure non si può evitare è a cena con noi questa sera e credo che in fondo sia anche in certo modo forse escluso lui ognuno di noi ognuno di noi è in qualche modo anche questo ognuno di noi è qui e non merita e non è pronto e non può accedere ma viene invitato adesso facciamo questo gesto come potete fatelo anche a casa vostra innanzitutto la cena ho pensato di dovervi raccomandare la cena a casa vostra ci deve essere una cena dove c'è posto per tutti e magari un posto già pronto per essere occupato da un ospite improvviso la mamma il papà i figli i nonni gli estrane gli amici questa mattina ero alla messa Crismali in cattedrale il vescovo prima di dire la messa mi ha detto bisogno di chiederti una cosa dopo è stato bello perché doveva affidarmi una persona uno che per molti anni è davanti alla chiesa di Roma dove lui ha fatto il parroco e dove adesso faceva il vescovo a fare l'elemosina uno nato non tanto lontano da qui che quando lui è venuto qui su a fare il vescovo è venuto anche lui dice adesso dobbiamo trovare una buona casa però prima il vescovo prima però deve andare a casa da suo padre perché sono 30 anni e non vede suo padre abita qui in cucina lo deve andare a salutare a baciare e poi vediamo come anche a voi il Signore affida le persone preziose della sua vita in modo particolare magari quel figliolo che non funziona tanto quella nonna molto impegnativa per la sua età la sua fragilità la sua malattia quella preziosa compagnia della vostra vita nuziale che ha portato con sé però anche delle prove delle ferite degli errori dei peccati tutti tutti contro il sangue versato da Caino noi oggi celebriamo il sangue versato dal Signore e come c'è la cena provate a fare un po' anche la lavanda dei piedi cercate anche quel gesto dell'affetto che potrebbe essere imbarazzante e se tu lo farai un tuo figlio troppo grande ancora troppo piccolo ti dirà ma ma che cosa fai e voi gli dire è perché ti voglio più è perché ti voglio più e quindi la liturgia di questa sera che fa festa alla grande invenzione di Dio e per la festa dell'amore desidera proseguire nella tua casa intorno alla tua tavola con le persone della tua vita perché tu la vi chiedi anche a loro quindi sera preziosa dove fugge ogni rischio di rivalità e di non amore dove entra tutto lo splendore splendore di gesti di doni di affetti che ci consentano di celebrare il mistero di Dio nella nostra casa la Pasqua la Pasqua degli ebrei ha secondo me una bellezza che noi non conosciamo noi celebriamo la Pasqua così vedete tutti insieme loro hanno questa festa che è la più importante come per noi che è assolutamente di tutti come per noi e però è celebrata in casa intorno alla tua tavola e nella celebrazione della Pasqua ebraica il primo che ha la parola è il più piccolo di casa che deve dire ma che cosa c'è in questa sera di speciale che vedo che la tavola è diversa e ci sono sopra delle cose che di solito non ci sono e chi gli deve rispondere il più vecchio e deve dirgli vedi è che questa sera è una sera speciale perché si fa la memoria e via e gli racconta la Pasqua a me sembra molto bello questa festa in casa questa festa di tutti ma in casa lo dico perché mi piacerebbe pensare che anche voi possiate celebrata la festa qui celebrare la festa anche in casa con quella invenzione liturgica sapete che è importantissima perché deve poterlo capire chi crede e chi non crede chi è in pace e chi non lo è chi è nell'esuberanza della vita e nella sua stanchezza chi è nella salute e chi è nella malattia ma tu sai provare la parola il gesto perché anche a casa tua sia Pasqua è l'augurio che mi permetto di fare a ciascuno di voi e che chiedo a voi di fare a me compiamo questo gesto celebriamo la liturgia e poi riponiamo il corpo del Signore perché domani la liturgia non è la messa non si consacra nella liturgia di domani e quindi si potrà fare la comunione con la particola consacrata che noi custodiamo questa sera perché domani è talmente irruente la croce di Cristo che anche la cena si ferma assorta a meditare tra il pianto e il sorriso tra il dolore e la speranza perché perché in questi tre giorni deve entrare tutta la storia e nella storia deve entrare anche la croce come vedremo perché la croce non è uno strumento di morte è un grembo fecordo come vedremo se Dio vorrà grazie