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GiovediSanto_Introduzione_Giovanni_Nicolini-Dozza-20130328.mp3

Data: 28/03/2013

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Ho avuto il regalo in questi giorni di qualche ora di preghiera per poter in qualche modo preparare la mia povera persona di poca fede alla grande celebrazione della Pasqua, cominciando questa sera dalla memoria della cena del Signore. Devo dirvi subito in confidenza che ho passato queste ore anche con una certa tensione di comunione nei confronti del nuovo Vescovo di Roma e ho pensato fosse per me arricchimento del dono anche seguire la traccia delle sue parole e dei suoi gesti proprio verso la celebrazione della Pasqua. Avete visto che ho portato all'altare gli oli che questa mattina l'Arcivescovo ha benedetto nella cattedrale, l'olio per la consacrazione dei batteggiati e dei cresimati e gli ali oli della fortezza della vita, l'olio dei catecumeni, l'olio degli infermi. E' la potenza di Dio che viene a visitarci nella nostra parrocchia qui, nel nostro territorio di periferia della città, un luogo che per noi è segnato dagli avvenimenti della salvezza del Signore. Avete visto anche che sono entrati insieme ai ministri questa sera anche le dodici persone per le quali si celebrerà il rito della lavanda dei piedi. Abbiamo voluto rendere in qualche modo più sottolineata la loro presenza come segno di tutti noi e quindi della bontà del Signore che viene a visitare la nostra povera vita, ci ama e ci ama anche in questo segno supremo del suo amore per noi. Si fa nostro servo nelle grandi prospettive della sua croce e quindi del dono della sua vita per noi. Accogliamo il Signore molto volentieri, con grande affetto, con un certo tremore, perché si ha sempre la consapevolezza che la tenda della nostra vita è molto povera, è molto lacerata, è molto dimessa, e potrà il Signore del Cielo e della Terra trovare presso di noi una dimora che gli è gradita, ma è certamente così, è certamente così. Lui è venuto questa sera con noi perché ci vuole bene. Chiunque noi siamo, qualunque sia il volto della nostra vita, la nostra storia e il nostro presente, in ogni modo ciò che è assolutamente dominante è che il Signore ci vuole assolutamente bene. Ed è per questo che ci ha convocati, noi gli affidiamo le nostre vite, le vite dei nostri cari, tutta la nostra storia, e là dove anche in questo momento il nostro pensiero e il nostro cuore scappano via per recuperare quella presenza, per rimpiangere quell'incontro, per la nostalgia di quella persona, e poi per la preoccupazione, l'ansia, la trepidazione, per persone e vicende che affollano il nostro cuore. Consegniamo tutto alla misericordia del Signore.