I DomenicaAvvento-omelia-GiovanniNicolini-Dozza-20151129(22).mp3
Data: 29/11/2015
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Testo dell'Omelia
Per quello che riguarda la mia del mondo allontaniamo due ipotesi. Non sarà un tutto sistemato, anzi i segni sono piuttosto delicati. Tra l'altro questo è un problema anche molto grave perché non spolegare che ci siano anche dei progressi. Però c'è un meccanismo insomma, no? In interno alla storia del mondo per cui i progressi rischiano sempre di moltiplicare i progressi. E quindi presento appunto queste distanze sempre più grandi tra zone di altissimo sviluppo e addirittura invece di ritorno indietro. In ordine differente tra persone ricchissime e problemi addirittura di sopravvivenza. E più noi andiamo avanti più siamo perplessi. Qualche volta io devo dirvi lo sto anche un po' all'ospedale ho questo problema perché per esempio adesso molte volte la passione delle persone dura molto tempo. Il signore ha battito la passione, no? Però insomma, settimane, settimane. Insomma, tutto è molto delicato. E quindi è opportuno e prudente non pensare a un mondo sistemato. Non sembra essere questa la prospettiva che pone il Vangelo. D'altra parte è necessario allontanare la connessione che noi istintivamente facciamo tra i termini dell'Apocalisse e l'Apocalittico e dei guai spavettosi. No? Solo un gran bacetto. E per quando si dice l'Apocalisse significa che è un disastro assoluto. Non è così. Quindi la prospettiva non è né del tutto male né del tutto male. È un'altra prospettiva. È quella tra la quale concretamente stamattina in alcuni ci siamo fatti gli auguri di buon anno perché inizia di nuovo anno riducido. Abbiamo ascoltato un tratto del Vangelo di Luca. Sarà soprattutto il Vangelo secondo Luca che accompagnerà buona parte delle nostre domeniche. Può servire per dire. Se hai un po' di tempo, dagli un'occhiata a questo Vangelo. Può esserti perzioso ereditarlo in maniera di ritrovarlo più facilmente la strada e la liturgia conti. Il grande interrogativo è dunque cosa dobbiamo fare? Come dobbiamo muoverci? E mi pare che in questo la scrittura di oggi, di vigilina, ma anche molto chiara. Primo testo, professione di Gerenia, il Signore ha una promessa di bene un po' di secoli prima di Gesù, sicuramente la addendita. Gli ebrei hanno custodito, qualcuno dice che hanno inventato, certamente hanno custodito il segno della speranza. Altre culture, anche molto forti e molto potenti, dicono che il tempo non combina niente perché continua a girare su se stesso, come le stagioni che si ripetono, no? E quindi in realtà si va avanti ma si torna sempre allo stesso punto e nel profondo non si va mai avanti. Il tempo è un cerchio chiuso. Gli ebrei fanno un'altra proposta. O meglio sarebbe Dio che gliela fa. E certo il tempo non è un cerchio chiuso ma una strada. E quindi si cammina in questa strada verso qualche cosa che arriva. E qualche cosa che arriva viene, viene, viene, viene, non ti sperare. Continua a sperare. Sei santo, fermati pure un momento, ma non smette di avere questa trepidazione di un avvenimento che si deve costruire. Una promessa di bene. Per la fede cristiana la promessa di bene che si è di impiuta è Gesù. Chi ha la gran fortuna, un gran regalo, di leggere un po' la Bibbia, questa cosa la vede in termini molto chiari, proprio perché tutta la parola di Dio che è stata affidata ai padri ebrei è una parola di preparazione e di attesa e peraltro anche la consapevolezza che le cose non possono continuare ad andare avanti così e poi infine Gesù. Gesù di Nazareth, Gesù dell'Immacolata Concezione, Gesù del Presenzio che tra un po' qualcuno comincia a preparare. è venuto in mezzo a noi. Le cose non sono più come prezzi. Le cose sono proprio cambiate. Perché? E questo è il punto delicatissimo, è il punto delicatissimo del nostro privilegio. Un po' perché ho la pressione alta, ma quando ripenso alla mia vita mi giro la testa. è vero. Perché? Perché da una parte sono esplaciato da come il Signore è stato buono con me attraverso tutte le persone, le circostanze, persino attraverso le stupidate che ho combinato. È una cosa faccia, la mia è proprio una storia della salvezza. Io ho combinato niente, ma lui è stato super bravo. E d'altra parte però tutto questo mi fa stare un po' male perché mi dà il senso della responsabilità. E io ho. Ecco, allora vi permetto di estenderla a tutti voi. Oggi l'invito è quello di prendere atto di questa grande responsabilità che abbiamo. Avessimo ricevuto niente, siamo niente, siamo dei poveretti. Prendeteci, mangiateci. Il Signore è stato alto e profondo nel suo dobbio. E se ci siamo lamentati e ci abbiamo brontolato, ne facciamo oggetto di scuse, dicendo, Signora, di compassione. Perché invece di lodarti, ho protestato. Invece di archiorire il talento che mi avevi donato, l'ho lasciato soffocato, l'ho messo sotto terra, l'ho dimenticato. Quindi moltissimo del bene che lui mi ha fatto, io l'ho sbarrito, ma ugualmente la misura del mio confronto con la storia resta altissima. che l'altro ieri è stata in un posto tremendo, tremendo, una delle massime povertà del mondo, in un villaggio spaventoso. Tranquillo, no? Diceva, io mi sento proprio a casa. Fa pensare, no? Fa pensare. I doni che abbiamo ricevuto, capiteci, collocano in una situazione della quale evidentemente la nostra risposta dovrebbe essere altissima. Allora, ecco, la realtà del tempo, il tempo che abbiamo avanti, si misura in questo. E cioè che la storia è quella che è. Che le violenze, le perplessità, sono quelle che sono. Ma noi, certamente, abbiamo una responsabilità in mezzo. E notate bene, più l'Apocalisse, diciamo, i tempi che corrono avanti sono drammatici, più questa responsabilità in noi cresce. La preoccupazione di San Paolo è che cresciamo nell'amore e che non ci lasciamo assoprire, addirittura soffoccare dalle situazioni per rassegnarci anche noi, no? È vero? C'è questo model, diciamo, di definizioni che dice che la peggiore malattia adesso è il cancro di differenza e effettivamente, devo dire, che ogni tanto scopre delle fasi, anche in persone che non penserebbero così sicuramente, magari sempre, anche se ha tutto possibilità di studio, di preparazione, che arriva una certa analisi negativa che dice, ma, tanto non ci sia da fare. E quindi, e quindi, prendiamo tutto quello che c'è da prendere, tanto non si risolve. E che quindi, capite, c'è il rischio di un allontanamento di responsabilità, perché tanto, cosa c'è? Se voi avete qualche oretta da regalare, per esempio, per dare un po' di ripasso di matematica, di inglese, perché invece noi prendiamo, prendiamo, prendiamo, noi teniamo che sia bene evitare un ragazzo a finire, ad andare avanti nelle sue scuole, e che sia nostro governo dando un po' di tempo se ce l'ha detto. E questo, però, capite, come unica riflesso del tema fondamentale, che è il Vangelo del Signore. E Paolo, scrivendo in Tessaloncesi, questa responsabilità la colpisce a centro, dicendo, c'è una responsabilità, no, del Vangelo, principalissima, e cos'è? Voleste che? Bisogna che vi vogliate bene, assolutamente, un grande amore di unico agli altri. C'è una bellissima espressione di Gesù che ricorda il quarto evangelista, che dice, per questo riconosceranno che siete dei scendoli. Non se ne fate questo, se ne fate quello, eh? Ah? Se li amate. Se vi volete bene, loro dicono, ah, ma quelli lì devono essere allora, quelli che vanno dietro, quello l'altro. Eh? Si vogliono bene, capite? È il segno che contraddistingue. E poi ha una giunta. E a tutti. Non solo alla vita, eh? Non solo alla tua mente, a tutti. non si può aspettare l'amore. Non è più amore. Se di fatto invece è elezione ed è allo stesso tempo esclusione, violenza, giudizio, diventa partigianeria, diventa, alla fine, secca, diventa fondamentalismo, no? E si fa presto arrivare alla cronica dell'antinieri dell'antinieri. di questo è tutto. È il nostro volerci bene. L'amore bellissimo che regna intorno alla mensa di casa tua, capisci? È un principio, però. È un principio. È il supremo maestramento. Infatti, tutti, dove abbiamo imparato? Tutti, spero, soprattutto, tutti, non proprio tutti, eh, ho in mente qualche storia che non è così, ma dove abbiamo imparato? Abbiamo imparato da come siamo stati amati. Abbiamo imparato l'amore, lo conosci, lo conosco, ah, altro che se lo conosco. Ma non è che lo conosco perché io amo, ma la più grande conoscenza, quella essenziale dell'amore, è che lo conosco per come sono stato amato, perché come sono amato. Siccome so che teppa sono, so che cosa vuol dire, essere amato, che cosa che mi ha cambiato di più? Mi ha cambiato molto di più la persona che, malgrado quello che sono, mi ha amato che l'altra, che dato quel che sono, me l'ha fatta anche pagare. Adesso, però, non si può così. Chi rompe, paga. Filosofia del carcere della doccia e di tutte le carceri, ma qualche volta anche filosofia, purtroppo, delle relazioni immediate tra le persone. E quanto del male, ci si fa. Invece, capite questo Gesù? Prima di pagare, no, adesso, siccome fai male, ti voglio bene, ti rifiuti. E se anche tu non mi vuoi, io ti voglio tanto, che vado a finire sulla frutta per te. Ti voglio bene da morire. Questo è Dio. Che dopo il cristianesimo, abbia un po' ricostruito tutti dei tribunali, delle regole, delle norme, delle liturgie, per cui, adesso, la cosa sembra un pochino più complicata, però non è così, non è così il Vangelo. Abbiamo bisogno di ritrovare il Vangelo nella sua purezza, nella sua potenza, nella sua immediatezza. Dio vuole portare tutti a casa sua. Questo è detto esplicitamente. Il padre non vuole che nessuno dei suoi figli, a partire dai tutti i suoi. Vada a questo. Ti vuole tutti a casa. anche quello che io non vorrei, lui lo vuole. Anche quel mio prossimo, rispetto al quale non sono capace di abbattere il muro di separazione, che può essere un muro di giudizio, un muro di silenzio, un muro di accettazione della differenza, anzi, di sopravvalutazione della mia superiorità. Il padre non è così. Queste categorie non gli vanno bene. Il tribunale non gli va bene così. la sua è una giustizia per la salvezza, capisci? Non è per farli a calcolare se tu sei a posto o non sei a posto. È per in ogni modo venirti a giambiare e prenderti fermato e portarti a casa. Questa è la responsabilità del Vangelo ed è la responsabilità dell'amore. E quindi si speria e quindi fa una terza cosa. Paolo qui per se lo dicesi dice oh poi intendiamoci bene, eh? C'è molto da crescere. bisogna crescere molto. È bellissimo ancora, no? È bellissimo. Anche per un vecchio, no? Come è bello. Ma se ancora da crescere, ma uno ti si fa in pensione, non lo scherzo. Tutto da fatto. Il voler bene non finisce mai. Anzi, voi tutti, no? Credo che abbiate fatto questa esperienza. che se a questo punto si crema, si autodefinisce l'amore. Finisce. L'amore per essere ha bisogno di continuare a crescere. È vero? Ha bisogno di questa vivacità, di questa vita. Il termine passione che può sembrare anche un termine negativo, però in sé è un termine positivo. A parte che è la passione di Gesù, eh? fino all'atroce. Per dire che non è sopportabile che l'amore si autodefinisce, si fissa in un contratto, è buono. No, è impossibile. L'amore non può ricordermi sempre nella crisi. E il Signore pone continuamente la crisi nella nostra coscienza, nella nostra vita. È vero? Perché passi vicino a una situazione che è una domanda, è una sfiga, è una provocazione. Non puoi dire eh, beh, mi spiace, alla fine è... No. L'amore è esigentissimo in questo senso. E quindi non preoccupiamoci se ci sentiamo giù dal verso rispetto all'amore. È una sua caratteristica. L'importante è che sia l'argomento. L'argomento. Adesso comincia l'anno liturgico. E se cosa dobbiamo fare? Quello lì. Quello lì. In qualunque cosa farai e se sarai sano o se sarai malato, o se sei giovane o se sei vecchio, o se ti piace quel quelino o ti troppo fa una fatiglia, l'importante è che sia scritto a me. Un'offensione. Via. È bene questo. È semplice. È meraviglioso che non ci siano tante ricette, ma che ci sia invece una strada che per fortuna la si può dire, accogliere, esplicitare in tutto quello che facciamo. Per poi se ne trovi il soffritto allo scrivere la tesi di laurea, è vero, al fare un esame, che è la settima volta che lo facciamo, intanto fa sempre male per sapermi, è vero, è che qualunque cosa ti fai è impreditato del lavoro, è una possibilità del lavoro. Allora, questo mi pare che voglia dire la fine dei testi. Abbiamo già parlato, no? Dei tortellini della sede lina. C'è questa fortuna? Perché di solito, se no, la fine del mondo, l'Apocalisse, o il subito dire degli guai in mano. Invece, siccome se questa Apocalisse è positiva, perché Gesù è l'Apocalisse, capito? Gesù è l'Apocalisse perché più avanti di lui non si può andare, non si può andare. I tempi che vengono sono sempre indietro. Incessantemente la Chiesa cosa deve fare? Deve convertirsi e mica posto. E mica posto. anche l'Argentino è stato un bello schermo. Per qualcuno è brutto schermo. Per esempio, porco cane, ma c'è tutto da ripare, che si fa tutto il messaggio. Eh sì, eh, è com'è finta. Che bello, che bello, è vero. Allora, dato questo, hai capito anche che cosa vuol dire? Vuol dire i tortellini della Chiesa Lina. Ma tu li hai assaggiati i tortellini della Chiesa Lina? No, io no. Vieni assaggiati, sono la fine del mondo. Eh, la fine del mondo. È vero? E c'è una bellezza che è la fine del mondo, una bontà che è la fine del mondo, un gusto che è la fine del mondo. Per cui, bisognerete capire che tutto vive in termini apocalittici, no? In termini apocalittici. E poi, dopo devo fare la pasta per tutti, io. Non penso che vi sape, la pasta così è la fine del mondo. e non perché vi ammelena ma perché dovete far fin perché sia buonissima. E questo è molto importante. Tra l'altro è molto importante che ci siano anche degli canzoni della fine del mondo. Perché? Perché bisogna che ci sia bella, ciao, bella, ciao. non che solo sia bella ma che anche qualcuno la canti bella. Una canzone di 400 anni fa per la mia giovinezza che me ne importa a me se non sono bella che ho l'amante mio che fa il scrittore e mi difingerà come una stella. Io la so anche cantare ancora. Che cosa importa a me se non sono bella? È bellissimo, no? È bellissimo. Perché lei è quella che è ma siccome è alta, l'amante mio siccome è alta è bellissimo. È vero? È vero se o no che le persone alle quali vogliamo bere migliorano moltissimi le stelle. È incredibile? Un brutto postificiato amante per voi è rinforzo. Vabbè, è vero? E quando ho girato così, ho girato da di posto e ho girato così, mi viene sempre in mente prima la campagna e l'altra della base poi da periferire i bologni. E cos'è sta cosa? E invece ha fatto proprio così, mi ha mandato sempre in posti orribili perché piano piano io li vedessi bellissimi. Troppo bellissimi. Quando io sono qui davanti al suo prato mi vergogna perché dico ma un prato così alle periferie, no? Vivo bene. Prima di settimane mi portava niente. Ho solo litigato con Edith che voleva fare un capo per la pastorale che non si parla neanche erba e buona ma invece diventa sempre più bello sempre più bello e anche le persone del nostro amore hanno una bellezza sempre più profonda sempre più bello. Ecco, allora la fine del mondo è così, capisci? È buttare Vangelo e leggere Vangelo intorno a noi, è il nostro foco in maniera che si possa dire a una persona che vi ascia che c'è una via di consolazione e che lei si può consolare e fino in fondo questa cosa c'è perché il Vangelo accompagna tutta la vita, tutta l'esistenza, tutta la realtà, tutta la creazione, tutto è meraviglioso. Allora bisogna chiedere al Signore questa grazia come andrà questo anno di tutti così noi faremo bene tutte le cose. Per fortuna è lui sapete che le fa bene. Lui che cosa fa? Cambia il nostro cuore, cambia il nostro guardo e noi abbiamo il luce di dire ma che bellezza mi piace anche mia sua mi ha appogliato al cuore perché però a mi facesse tanto questo è il presenio ve lo ricordate che nel presenio bisogna mettere tutte le statuine anche quella lignosa è la mia quindi anche qui la statunità è lignosa e all'ultimo momento magari in un angolo non c'è bisogno che la mettiate là vicino alla culla però metteteci perché il presenio è la creazione della storia è un'invenzione molto importante molto interessante allora bisogna che ci sia posto per tutti veramente questo allora dal presenio che prepareremo al presenio del nostro cuore questo è quello che il Signore ci domanda in questa storia difficile che lui assume nella sua croce e trasforma nella sua resurrezione questo è il compito che abbiamo spirituale culturale che fanno le canzoni del tuo sorriso del tuo pianto della tua pace grazie