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IDomenicaQuaresima-omelia_GiovanniNicolini-Dozza-20160214(20).mp3

Data: 14/02/2016

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Va bene, allora a parte la mia voce, che spero possa arrivare a figlio della Messa, ci è stato dato il senso di questa quaresima. Rileggetemi un po' quando potete la parola del Deuteronomio che abbiamo ascoltato per primo. Si tratta di procurarsi una cesta, ognuno deve procurarsi una cesta e in questi 40 giorni stare attento alle cose preziose, alle primizie, alle cose belle che fioriscono nell'orto e nel giardino della sua vita e si mettono nel cesto. In maniera che la sera di Pasqua tutti possiamo venire qui, ognuno con la sua cesta, a ringraziare il Signore. Che ci dona una terra bellissima, la nostra vita, dalla quale raccogliamo ogni giorno frutti meravigliosi e gli portiamo le primizie di tutte le meraviglie che Lui ha preparato. I 40 giorni della quaresima quest'anno li prepariamo così. Un cammino che vuole ricordare i 40 anni del deserto dei nostri padri ebrei, portati in avanti con le nuvole di giorno e col fuoco nella notte, nutriti ogni giorno perché piove il pane dal cielo, disettati perché l'acqua scaturisce dalla roccia. Cammino della vita nella sua povertà e nello stesso tempo nella ricchezza dei suoi doni. In ogni caso, certamente recuperando il senso della vita come questo cammino verso casa. Andiamo verso casa. Tutta la vita è questo grande ritorno. Mi capitava ieri mattici all'inizio delle marche a fare delle chiacchiere e si guardava la parabola del prodigo. Ed è interessante, per esempio, perché questa parabola ha moltissime interpretazioni. In una bellissima icona che Giovanni Paolo ha di tinto e mi ha regalato, che rappresenta la scena del prodigo, se ci si avvicina bene si scopre che questo prodigo ha quattro buchini, uno per mano e uno per piede, perché è quel prodigo che ritorna in realtà è Gesù. Una spiegazione straordinaria e piuttosto scandalosa, d'altra parte molto controllata dal testo, quando per esempio dice che quel figlio che se ne va dalla casa del padre sperpera tutto. È quello che Gesù ha fatto. È vero, se credevano di tenere dei paletti gli angeli del cielo per avere una zona riservata, hanno dovuto cedere perché lui è venuto a regalare tutto, ha speso tutto. Tanto che è tornato su talmente messo male, pieno di buchi, lacero, quasi nudo, che nella festa dell'ascensione ci sono dei dubbi, si canta un salmo per dire ma chi è questo qui? È vero che sta tornando. L'abbiamo mandato via tutto per bene e ritorna così. Se questa è un'interpretazione, l'altra interpretazione è che la vita e il senso della storia è il povero Adamo. È vero che è stato cacciato fuori perché aveva fatto l'asino, è vero che però ritorna. Quello che è certo, ecco, in tutte le scritture è che il padre si aspetta il ritorno di tutti. Quindi ci sono delle soste, ci sono piccole deviazioni, però piano piano ci raccogliamo tutti, è vero perché lui ci aspetta tutti. Allora intanto procuratevi il cesto, poi metteteci dentro le prime cose, e allora vedremo come allargare la chiesa la sera di Pasqua per farci stare dentro le meraviglie che ognuno porterà. Perché questa è la vita, potera ma ricca. Perché tutto questo? Perché la strada la si fa con lui. Questo è il punto delicato. Sono andato completamente in crisi con le preghiere del Messiale, non so più come farò, in modo, sono a fine corsa, quindi sono un po' preoccupato. Però sono tutte fuori, fuori da questo primato della misericordia, che non può essere considerato una gentilezza laterale. È il modo di essere di lui. Lui è fatto così. Lui ama. E ama sempre di sua iniziativa, di sua idea, in qualunque modo, ama. Ricordate sempre quel Salmo 136, no? È tutto fatto da versetti dove la seconda parte del versetto è sempre uguale. Lo dice in italiano, perché è eterna la sua misericordia. Solo che è eterna la sua misericordia quando crea il cielo e la terra. Cosa c'entra la misericordia? Invece c'entra. Perché è sempre la sua misericordia quella che crea, che cerca, che raccoglie, che perdona, che festeggia, che danza. È sempre la sua misericordia. Tutto quello che Dio dice e fa esprime misericordia. La misericordia ha il vantaggio sull'amore che non si aspetta proprio niente. programmaticamente è più aggressiva dell'amore la misericordia. Perché quando tu dici amore, insomma, ti viene subito da dindolarti un po', ti aspetta una risposta, chissà se ci daremo almeno un bacino, è buona. È vero? Invece la misericordia è spietata perché non si aspetta niente da te. Non è particolarmente sedotto dalle belle cose che fai. È semplicemente la sua determinazione che in ogni modo ti vuole voler bene. Questa cosa è quella che guida tutto questo anno e che provoca parecchie perplessità in molti. È vero? Sapete, noi siamo dentro a questa fatica, non è che possiamo sfuggire. Perché sempre ci viene in mente che la misericordia, per esempio, è il perdono. No? Perché no? È ovvio che sia così. Solo che è molto di più. Non è il perdono e basta. Reccede il perdono. È più alta del perdono. Per cui in realtà quando tu fai una stupidata, io le faccio tre mila al giorno, è vero, però lui subito viene a riconfermare che la comunione tra noi e lui è piena. Noi l'abbiamo svuotata, ma lui non la svuota mai. E fa al rovescio. Per cui più noi siamo lontani da lui, più lui impetuosamente ci cerca e ci prende. Questo bisogna cominciare proprio veramente a metterselo, è vero, nella testa e nel cuore. Dio è fatto così. Ma c'è il diavolo, dice il Vangelo. C'è il diavolo. Allora permettetemi di dire subito una cosa che si dice nel linguaggio popolare. Povero diavolo, no? Non per prenderlo in giro, non per sminuirlo, ma neanche perché lo si deve poi troppo ingigantire. Stiamo pregando nei giorni feriali sul libro della sapienza e il libro della sapienza dice perché poi lui è fatto così. Perché si comporta così? Steccaronia. Lo fa per invidia. Per invidia. Sì. È invidioso di noi. Per l'invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo, dice quel versetto dell'Iro della sapienza. E che cosa invidia in noi? Invidia il bene che Dio ci vuole. Suoi figli non sono gli angeli, per carità rispettabilissimi, un po' per malosetti, è vero ma sono gli angeli, quindi da trattare bene. Ma i veri figli siamo noi. Quelli per i quali Dio ha dato la vita e dà la vita, siamo noi. Quando si è trattato di dire adesso vai a raccogliere il raccolto, è vero cosa ha fatto il figlio? È diventato carne, è diventato uno di noi. Perché siamo noi la famiglia, non gli angeli. E neanche gli elementi bellissimi altri della creazione sono addirittura tutto l'ornamento di questa bellissima cosa. Dal cantico dei tre fanciulli nella Bibbia, al cantico di San Francesco, è vero, il cielo, la terra, il sole, l'erba, i fiori, è vero. Tutto è per adornare questa vita di famiglia. Tutta la creazione bisogna tenerla assolutamente bene. Papa ha addirittura un'enciclica per sgriggiare un po' perché la teniamo troppo male, la inquiniamo troppo, la stiamo rovinando. Perché invece come si fa senza la creazione? Fa parte di quell'unico progetto per il quale lui per mettere su casa ha preparato la meraviglia di questa vita. Quanto ci ha impiegato? Quanto ci ha impiegato? Mi viene sempre in mente quel cervo. Quel cervo lì vicino alla nostra casa di milleggiatura, diciamo così, hanno scavato un terremoto, ha scavato molto profondo. E lì va sempre quelli dell'Università di Milano a studiare tutti gli strati. Oh, alla fine ha trovato un cervo fossile, non so come si... Che ha 800.000 anni, 800.000 anni. Quindi è come se Gesù fosse stato stamattina. Una preparazione enorme, enorme. Tutto è prezioso, tutto è bellissimo, tutto è importante, tutto è stato fatto per questa famiglia amata. L'umanità. Attraversa vicende varie, insomma, loro sanno che fino al 1700, cioè fino al XVIII secolo, suonato e quasi finito, l'umanità è stata sempre percorsa sottilmente da un terrore. E il terrore è quello dell'estinzione. Avevano paura che si finisce. Tra le guerre, le epidemie, è vero, è sempre così, la vita che durava poco. E c'era il pericolo che non ci sia. Qualche malizioso dice che è per quello che i cattolici hanno avuto l'ordine di fare molti figli. Non mi pare che si possa arrivare a questo eccesso. Certo, adesso sembra che il problema non ci sia più. È vero? Sembra che semmai il problema sia un altro, e cioè che siamo troppi. È vero? Ma però con quell'indicazione interessante di Ivan Illich che dice che non è vero che siamo troppi. Cosa dice Illich? Dice che abbiamo disimparato a spezzare il pane. Siccome abbiamo disimparato a spezzare, un sacco lo roviniamo. L'altro sacco dobbiamo poi farla dieta perché maniamo troppo. E dall'altra parte del mondo crepano dalla lacrime di fame. Bisogna imparare, riequilibrare, radunare, raccogliere tutto. Però secondo il Papa, state attenti perché persino delle zanzare bisogna avere pazienza. È vero? Lui ha detto semplicemente che ha paura. Quando gli ha detto se aveva paura di andare in Africa, che era un po' vivacetta in quel momento, lui ha detto no, mi fanno paura le zanzare. Però anche le zanzare bisogna tenerle perché fanno parte di questa casa bellissima. È per quello che c'è la faccenda della cesta, capite? Perché? Perché là dove sei, dove è la tua vita, dove è il tuo affetto e il tuo dolore, dove è la tua pace e il tuo turbamento, dove è la tua salute e la tua malattia. Là è terra che Dio ti ha regalato perché tu gli porti il frutto. Dici, la terra più che essere una geografia è una storia. È la tua meravigliosa storia che aspetta da te il segno di riconoscenza dei suoi frutti. È vero? Ringraziamo oggi tutti il Signore, ognuno col suo cestino. Com'è bello, no? Tutto questo. E il diavolo allora? È il diavolo, invidioso per questo. Arrabbiato. È pieno di fumo. Per questo cosa fa? Vuole dividirci. Diavolo è una parola che un po' vuol dire anche dividere. È vero? Accusare, dividere, creare una frattura. E il diavolo ti fa riuso perché gli fa una rabbia enorme. Che Dio si sia innamorato di te. Mi fa rabbia. E quindi cosa fa? Tenta di dividerti. Se si prendono le tre sensazioni, si vede che è quello lì il suo problema. Lui cerca di fregarti facendoti vedere che puoi fare a meno di Dio. Ma questa la conosciamo già, caro diavolo. Perché? Perché alla terza pagina della Bibbia c'era già quel problema lì. Ve lo ricordate? Quando lui ha fregato la donna dicendole Oh, che morirete, no? Che morirete. Perché lui sa bene ora che se te mangi quel frutto diventi simile a lui. A quel punto lei c'è cascata, lui le ha andato dietro, fregati. Però capite cos'è stato il peccato delle origini secondo la rivelazione ebraica, no? E cioè è stato il tentativo di diventare Dio. È stata la demoniaca tentazione di dire Ma non c'è bisogno di lui. Sono capace di far tutto io. Sono io tutto. E di fare a meno. Così come sei. Sei già super. Non preoccuparti. È vero. Anzi Dio ha paura. Ha paura. È per quello che ha creato le religioni, ha messo degli rizi. Perché altrimenti a un certo punto tu lo freghi. Perché piano piano capisci che sei sempre sano, sempre in vita, sempre capace di tutto, sempre felice. E quindi non c'è bisogno di Dio. Non c'è bisogno di Dio. Allora anche le tre tentazioni. C'errebbero, secondo me, tre tentativi per tirarsi fuori. E dice, ma hai fame. Il problema della fame è un problema delicato, no? Va bene. Trasforma queste pietre in pane. Se sei figlio di Dio dico, già caverai, no? Ecco. E vedete, no? Che ci sono queste cose. Queste capacità, no? Che abbiamo. Di trasformazione. Adesso pietre in pane non l'ho ancora sentita. Però la potenza, è vero, è molto grande. Sapete che adesso c'è questa preoccupazione. Che siamo così potenti dal punto di vista del nostro intervento sulla creazione. Che possiamo anche danneggiarla parecchio. Capite? Anche qualcuno dice in modo irreparabile. Però abbiamo tutta la responsabilità invece di trattarla bene, insomma. Però il nostro potere è molto aumentato. Viene detto che adesso l'uomo è più forte della natura. E sempre di più riesce a dominarla. Per esempio, al Sant'Ossola è stata attenzia ad andarci dove io vado tutti i giorni, perché è un posto pericoloso, perché non ti lasciano morire, Sant'Ossola. Il che, oltre a certi limiti, è insopportabile. E' vero? Quindi, insomma, perché questa potenza? Fallo tu, no? Fallo tu. E lui risponde, ma non di solo fanno chi veniva l'uomo. E da dove l'ha trovata quella roba lì? Dalla Bibbia. Seconda tentazione, gli fa vedere tutti i domini del mondo. E dice, guarda, quelle lì sono incaricato io di distribuirli. E' vero? Pensate il casino che c'è in giro per i poteri del mondo. E' lui che governa questa guerra. E' vero che adesso, più che con le atomiche, è fatta con la finanza. Ma, insomma, cambia il nome, ma è sempre la gran guerra, è vero? Dove i poveretti proprio devono soccombere. E' benissimo. E questa guerra che c'è, quindi questa tensione di potere, il diavolo dice, se vuoi, ti faccio fare carriera. E' vero? E' vero. E' vero. Viene la mia parte, quindi è il partito, cioè lo sentito di Dio. Tu sei un Dio della guerra, sei un Dio del quadrino, sei un Dio della scienza, prendi il tuo potere. E lui dice, ma, ti piace, non so controllare. Tutte le volte, Gesù, quando dice che lui, deve stare insieme all'altro. E' una cosa che è questa, perché è il suo per me. E' il suo per me, forse, è il suo per me. Ma, anche questa sera, adesso, per me, dove, dove, vedi, ci potete fare. Si facevano le miserate. Allora, per me, per me, per me, per me, uscendo gli uomini. Bello, ecco. Allora, concludiamo. Per ghile, per derivare, che invece noi siamo persone contente, perché, appunto, andiamo da cestino, a raccoglierne il tempo della nostra vita. Cosa bellissima, bellissime che sono cresciute nella terra che non c'è al carattere. E quindi in questo momento, beh, è appena l'arco, ma noi vecchie ore possiamo ripresare la nostra antica storia e dire una cosa. Ci sono Marco la Puglia Spina che sono venuto qui con un cescone di Unimi perché è l'aniversario di un'altra cosa, se voglio montare tutto quello che hanno a colo, e ce ne voglio diceste. Ecco questo è il senso della vita, no? E cioè, quelli che dicevamo povera vita, no? Semmi di qualsiasi, ma gravidiose, vero? La tua vita è gravidosa. Oso dirvi, ogni vita è vera. Mi capita per ragioni, diciamo, di mestiere, di amicinare, di grandi, no? Potete pensare, no? Mi capita molte volte di piangere davanti a lui in perloputo. Sembra che quel problema si spiega, siete dei vecchi, però soffri. E però, anche nelle cose più gravitte, tu puoi avventurarti per scoprire che ci sono delle gravità. che c'è una parola preziosa che ha preparato, che c'è qualche cosa di stupendo, che in questo momento rischierebbe di essere soffocato dalla tua rispetta, ma è meraviglioso. È un dono spettico. L'umanità sarebbe peggiore, se non ci fosse. C'è qualcuno che ci sei. E' quel proprio tra l'altro dispato, per esempio. Ecco, allora, ringraziamo il Signore e dediciamo la quaresima a questo, riempire il cestino. In maniera, facciamo una Pasqua pescosissima di grande ringraziamento, perché la vita è più forte della morte, la comunione e l'amore si porta della solitudine. Il peccato non vale una città davanti alla misericordia del Dio. Bene, così? E siamo si racconti in questa settimana. In questa settimana, questa è una cosa. Forse, forse, potremmo farmi qualche bambino per il capitegno, non so se qualcuno se lo regalerebbe la loro vita, la loro vita, la loro vita. E quindi anche questa possibilità aiuta a pensare a una nascita di un po' di questi, per me sia una nascita di un po' di questi. Grazie. Grazie a tutti.