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II DomenicaTO-Giovanni_Nicolini-20100117.mp3

Data: 17/01/2010

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Non cominciamo neanche a commentare i testi di oggi che sono straordinariamente vasti e ricchi. Ci fermeremo un po' di più sul testo evangelico. Nella messa di prima abbiamo considerato maggiormente il testo profetico e la lettera di Paolo, per i quali è necessario un momentino passare rapidamente, perché sono due premesse necessarie. Il testo di Isaia sostanzialmente che cosa vuole comunicare? Vuole comunicare l'amore ansioso di Dio nei confronti di ciascuno di noi. Anche stamattina mi chiedevo cosa abbiamo combinato per esserci ridotti a tutta una vicenda così fredda e spesso così aspra. Forse è un po' colpa di noi preti, penso. Che l'abbiamo reso tutto malinconico, severo, puntiglioso. Invece che cosa sta intorno a noi e alla nostra vita? Un amore appassionato. La versione greca, in termini anche più precisi, attribuisce tutto il testo di Isaia a Dio stesso. Sarebbe lui che dice, e dice, io non tacerò e non mi concederò riposo, finché non sorga come aurora la giustizia di Gerusalemme e la sua salvezza non risplenda. E in questo amore di Dio per Gerusalemme c'è tutta la profezia che questa mattina è data anche a tutte le chiese, a ciascuna delle nostre famiglie, a tutte le nazioni del mondo, a ciascuno di noi. Cioè è necessario ricuperare la consapevolezza di questo amore potente e prepotente di Dio che ci vuole un bene infinito. E come sapete con quella qualità dell'amore di Dio che mai abbastanza ricordiamo. Perché l'amore nostro molto spesso è un amore avaro. Ti voglio bene perché e soprattutto ti voglio bene se. Mentre invece l'amore di Dio non ha dei perché e dei se. E quando Israele interroga il suo Signore dicendo ma perché mi vuoi bene, lui gli risponde ti voglio bene perché ti voglio bene. E Dio ci vuole bene così. E quindi sento sempre di più la preoccupazione di dire a me stesso prima di tutto e poi a tutti che così come sei Dio ti ama. Non è che comincerà a volerti bene quando migliori perché se no non riesce più a volerti bene. Invece così come sei ti vuole bene. E per lui sei importantissimo. E queste non sono storie né teorie. Perché l'importanza di ciascuno di noi per il cuore di nostro padre è il sangue del figlio. Come a Cana tra l'altro si dice con chiarezza. Quindi partiamo da questo. Il punto di partenza che ci precede in modo assoluto è che Dio ci vuole bene. Poi dopo noi vecchi possiamo pensare a tutti i guai che abbiamo combinato. Questo può anche toglierci l'allegrezza e la pace. Ma l'amore di Dio resta. Anzi, credo che si chieni con più compassione evidentemente quando ci sono delle ferite. La seconda premessa che viene dall'Apostolo è quella di dirci che il suo incontro con la nostra umanità fa fiorire l'umanità. Non rimaniamo più uguali. E quando lui ci visita si accampa nella nostra persona e nella nostra storia. Fa strada con noi. Si esprime dentro di noi. La nostra vita diventa bella. E allora la seconda premessa è che per entrare a Cana bisogna che adesso facciate uno sforzo di considerazione e di memoria nei confronti di tutte le persone belle che conoscete. Le persone del vostro amore, del vostro affetto, della vostra nostalgia, del presente e del passato. Che sono qui a questo mondo o che sono già nel giardino di Dio. Voi avete conosciuto la bellezza di molte persone. Non potete conoscere la vostra bellezza. Perché Dio opportunamente su quello mette un velo. Lo vedranno gli altri. Noi non possiamo vederlo. Però possiamo vedere la bellezza degli altri. E quell'elenco che l'Apostolo fa per dire che Dio fa tanti regali. E che quindi fa le persone ricchissime e diverse le une delle altre. E che ognuno nella sua particolarità è preziosissimo per sé e per tutti gli altri. E ancora di più per questo è caro al Signore. È di fatto il frutto di questo incontro nuziale che Lui ha con ognuno. Dei Suoi figlioli. Dal giorno del battesimo fino a questa mattina. Il Signore ha fatto tenda in te. È venuto ad abitare nella tua tenda. E dunque certo è un rapporto molto dialettico. Fatto anche di contrasti, di dimenticanze, di violenza, di errori. Ma più potente di tutto il Signore non ti ha abbandonato. E la tua vita è bellissima. È preziosa. È per quello che il Signore ha stabilito fra di noi anche delle relazioni importanti. Di sangue, di affetto, di conoscenza, di lavoro, di stima. È proprio perché Lui vuole che ciascuno possa godere di questa preziosità dell'altro. Ebbene, le persone hanno tutte più o meno palese una loro bellezza e una loro straordinaria, insostituibile importanza perché Dio le ha incontrate. Ecco, questa è un po' in qualche modo la premessa di questo mistero di nuzialità che accompagna tutta la storia della salvezza e che è quella più capace di descrivere qual è il rapporto che Dio intesse con noi. L'antica immagine dei profeti era quella appunto di questa camminata di Dio nel deserto, ma camminando nel deserto Dio trova una bambina nel deserto, abbandonata, nuda, ferita. E il Signore si schietosisce per lei. E quindi si ferma e la cura. La lava, le rimargina le ferite. Però poi la adorna anche di vesti splendide. Se ne innamora. La copre con l'embo del suo mantello e la fa sua sposa. E Israele vive in questa immagine con stupore la relazione che Dio ha stretto con lui. L'elezione d'amore. Ma perché mi hai preso, Rola, piccola, nel deserto? Non c'è spiegazione. Perché Dio ha amato. Dunque le nozze, queste nozze d'amore, queste strane nozze d'amore, queste sproporzionate nozze d'amore. C'è un bellissimo testo di San Giovanni Crisostomo che lui rivolge alle persone che hanno appena ricevuto il battesimo, che probabilmente erano anche bruttine fisicamente, e dice ma guarda che strano che è Dio. Perché di solito le persone qui sulla terra, soprattutto se sono delle persone, dei principi, si innamorano delle donne più belle del regno. E invece Dio si è innamorato di voi, ma ci sa come mai. E vuole dare a loro la consapevolezza di queste nozze strane. Quindi da una parte impetuose e affettuosissime e dall'altra un po' inspiegabili. Ed è il mistero dell'amore di Dio nella nostra vita. Ecco. E noi siamo qui questa mattina. E siamo qui un po' per questo. Forse è per questo che in qualche modo o decidiamo o qualcuno ci spinge ad approdare anche a questa liturgia domenicale. Perché? Perché abbiamo bisogno di queste nozze. Perché da soli non ci se la cava. Perché ognuno di noi ha dei problemi più grossi di sé. Della sua storia, del suo presente, si guarda al domani. Siamo tutti molto piccoli, molto fragili. La povertà, secondo le scritture, segna intimamente la nostra vita. Uno può travestirsi, coprirla, far finta di niente, andare in giro con la Maserati. Ma resta un poveretto. Siamo tutti dei poveretti. E siamo qui per questo. Dunque adesso andiamo a casa. a questa meravigliosa canna. Dove c'è una festa di nozze. E subito viene detta una cosa. Che c'è lei, la madre di Dio. Tenete presente questo che è molto importante. Soprattutto per entrare appena un poco nel mistero del femminile e della sua potenza. Semplicemente c'è lei. Lui, Gesù, viene invitato. Sopraggiunge, capite? Sopraggiunge. Viene dopo, in certo senso. Arriva lì con i suoi discepoli. E lei gli dice Non hanno vino. Questo è importantissimo. C'è una madre Che a nome mio, a nome tuo, a nome di tutti Dice Non hanno vino. È una denuncia di povertà. È una provocazione. È un'urgenza. Ci sono delle nozze ma non riescono Perché non c'è questo vino. Non ce l'hanno. E lo sollecita. E lui le risponde male. Ed è molto interessante la risposta che lui le dà. Le dice Ma che cosa c'è fra me e te, donna? O è sua mamma, eh? Le chiama donna. Ma perché la chiami donna? È perché c'è un problema. Perché? Perché che le nozze non riescano. È una cosa che dura da molto. Perché le cose erano cominciate bene. E quando lui aveva fatto quello marino di terra E gli aveva soffiato dentro la sua vita Quello marino aveva pestato i piedi E non era stato convinto né contento Finché lui non gli aveva regalato la sposa. Dio aveva tentato di distrarlo. Dice Ti regalo i fiumi, i mari, le pianche I topolini I cavalli I cieli Ti regalo tutto E gli ha regalato tutto, eh? Gli ha detto Dai il nome tuo a tutte le cose E nella Bibbia se uno dà il nome è suo L'altro niente Appunto perché Aspettava un'altra cosa E allora Dio Gli regala la sposa E quando lui si risveglia da quel sonno È tutto contento Perché finalmente Quella è la sua vita Perché da soli non si può Ma tutto questo Per un padre della chiesa Un africano Che si chiama Agostino È tutta profezia Immagine E preparazione Di un altro sonno Che non è quello di Adamo Ma è quello di Gesù E il padre fa scendere su Gesù Il breve sonno Di una breve morte E da quella morte Trae la sposa E quando Gesù si risveglia Nella sua resurrezione È tutto contento Perché si trova finalmente davanti Questa sposa amata Perduta Per tutta la storia del mondo È una grande tribolazione nuziale Quella all'inizio Se ricordate Si spacca subito Va subito a macello Il serpente L'inganno Tutta una serie di storie E poi un disastro Ricordate che L'immediato colloquio Dopo il dramma Quando Dio dice Ma che cavolo è successo Che si è rovinato tutto Lui tranquillissimo Un verme Le dice Gli dice a Dio La donna che mi hai dato C'è ragazzi Ti ha dato un sacco di storie Per averle Adesso è colpa di Dio La donna che mi hai dato Quindi lui non ha fatto niente Sto sciagurato Capito? La colpa è della donna E di Dio che gliel'ha data Macello E da lì E da lì Parte la storia di Dio Perché Dio non sta bene Perché ci ha persi Però quando Gesù le dice Madonna Che c'è fra me Lui Le ricorda con questo Che il problema È che sono delle nozze spezzate Non è la roba Va in botella Il problema è gravissimo Non è il problema Mettiti a posto Sono centinaia di anni Che sti ebrei vanno avanti Col metiti a posto Delle leggi Ma Non c'è niente da fare E lui Il figlio Che è arrivato Ospita le nozze Lo sa che cosa deve succedere Ed è per quello Che le dice Madonna Cosa vuoi Ma non è mica ancora Arrivata la mia ora Sarà mica Pasqua Abbiamo appena fatto Natale Oggi da chiesa Ci fa leggere Cana Perché siamo all'inizio No Solo che il Vangelo Termina oggi Dicendo che questo È stato il primo Dei segni Perché l'ultimo E l'ultimo Sarà un altro vino Sarà il suo sangue E quindi c'è di mezzo Tutto questo problema Ma lui è venuto Per questo Però non dimenticata Dalla bellezza Di questa donna Perché È l'interpretazione Suprema Del genito materno Di una persona Che guarda Su tutta l'umanità E invece di accusare Di arrabbiarsi Secondo me Sarà bello Che tutti Non accusassimo mai Ma Lo splendore massimo È quando una donna Non accusa Ma è sempre madre È sempre roba sua Perché la maternità Non è Il fatto che te sei mamma Perché c'è Pierino E Luigi La maternità È uno sguardo È un modo di vedere E sai come sono le madri? Le madri Le figlie Danno anche delle sgridate Ma fuori Tua mamma Ti difende sempre Sempre Perché le madri Sono così Non gli importa Di come sono i figli Li difendono sempre E quindi è solo Una supplica Femminile materna Che può Inaugurare La salvezza del mondo Quindi Se poteva dire Sono cattivi Si accoppano Vedi che disgraziati Guarda qui cosa combinano Tutti i nostri guai Potevano metterci nudi Non è niente Non hanno il figlio Non hanno il figlio Questo è il problema Questo è il problema Non hanno il figlio Lui neanche le risponde Lo tengo Lei è come caratterino È vero Lei Va avanti Lo stesso Si rivolge A tutti noi E dice una cosa Molto interessante Dice Sentite bene Quello che vi dite Quello che quelli vi dite Vi dite Fate È importantissimo Però Perché Perché il testo del Vangelo Ha detto chi siamo Dei serbi Di sei serbi Noi È vero Siamo tutti un po' dei serbi Però sapete più avanti Nel Vangelo di Giovanni Gesù stesso dirà Non vi chiamo più serbi Vi chiamo amici Perché vi ho dato E voi avete preso Si tratta di smetterla Di fare i serbi Per diventare discepoli Discepoli E allora Loro lo fanno Ecco E poi c'è il miracolo E poi Portatelo al maestro di tavola Quel che governa Questo qui Figura simpaticissimo Giovanni Lo fa sempre ricomparire Questo qui Con dei nomi diversi Sapete chi è il maestro di tavola No? E il maestro di tavola E l'ebraismo Sono gli ebrei E l'ebreo puro E l'ebreo fedele E l'ebreo che aspetta E l'ebreo che Ha Ha del naso Per capire chi è Dio Sapete gli ebrei Ha tutto quel naso Ha del naso Per capire chi è Dio E quindi assaggia il vino Eh È bellissimo Questo Assaggia il vino Dice ma porco caro Non lo dice Buonissimo Fa chiamare lo sposo Che deve essere un tipo pallidissimo Insomma Proprio una cosa Assolutamente angosciante E gli dice Ma cosa hai combinato? Ma non si fa così Per il vino Si fa in questa maniera All'inizio Buonissimo Quando sono sbronzi Quel da un euro No? Perché tanto ormai Eh va tutto Non importa Tu invece Hai messo da parte Hai custodito Conservato Quello buono Per la fine Perché ha capovolto La La La distribuzione del vino Perché ha fatto questo errore Eh Di enologia Perché la storia è cambiata Perché è vero Che di solito Succede sempre così All'inizio super E poi Sempre peggio Sai quando avevi vent'anni Vino super Poi dopo Nella sbronza Dei nostri settanta Eh sì Figurati Che robaccia Tanto ormai Si deve tutto Perché la vita Che cos'è? È che da su Si va in giù Perché Si va dalla vita Alla morte No? Dal benissimo Come sono innamorato Di te E dopo Si sta insieme Si va dritta Tutto cala Insopportabile Solo che invece adesso Il gioco si è capovolto Perché non si va più Dalla vita Alla morte Adesso si va Dalla morte Alla vita Adesso Si va Dall'essere soli All'essere insieme Si va Dalla tristezza Alla consolazione Dal conflitto Alla pace Dal male Dal male al bene Da come siamo A come il Signore Vuole Che siamo Con un regalo Ancora Un regalo Le nozze È venuto Per queste nozze È venuto Perché si capovolga Tutta la faccenda Non è ancora giunta La mia ora Sarà Pasqua E quando avrà Celebrato del tutto Le nozze d'amore Con noi Cioè avrà dato La vita per noi La nostra vita Sarà trasformata Tutto quello Che ci dirà E farà In queste domeniche È tutto Per prepararci E per farci vedere Questa Pasqua Che lui vorrà regalare Capovolgere Non vi vogliete bene Ma Vi riconcilierà Bene Chiudiamo Gli ultimi tre giorni Prima della domenica Continuamente Ho avuto in testa Una domanda Che non riuscì A cacciarvi Lo dicevo ieri sera E gli altri Ma che cosa è sto vino? Perché ho visto Delle spiegazioni Le più diverse Poi me ne sono data Una io Che credo Non sia Lottadissima Dalla verità Però è un po' Volgarota Nel senso Che a me sembra Che questo vino Detto nei suoi termini Più essenziali È che io Ho bisogno Di che cosa Ho bisogno? Ho bisogno Che lui Mi voglia bene Ho bisogno Che lui Mi voglia bene Dice Ma lo sai Ma lo sai Che ti vuole bene Porca vacca Ti ha fatto di tutto Cos'hai da lamentarmi? No No Da lamentarmi Però come sono qui Questa mattina Con un bisogno Tremendo Che lui Mi voglia bene Intendiamoci Qualche pronto latina La vorrei Tre anche fare Perché Senta Nella settimanella Che te la raccomando Però So benissimo Che Non potrei lamentarmi E che siamo tutti Come delegati Innamorati No Per cui Abbiamo continuamente Bisogno Di dire Dimmi che mi vuoi bene Te l'ho già detto Dimmelo un'altra volta No Perché Perché Questa è la nostra Grande sette Noi abbiamo bisogno Di essere amati Mi sembra egoistico? Non abbiate ne paura Non lo è Perché Perché lui Per volerci bene Cosa fa? Ci regala il suo amore Dopo però Ce l'hai dentro Ce l'hai dentro anche tu Capisci? Allora Se lui ti vuol bene Poi tu Diventi anche tu Capace di voler bene Non devi aver paura Di essere egoista Per questo Mi riduco A un vinello Proprio Essenziale Subito Frizzante Che vada giù E gli dici Ma sì Ho bisogno Che tu mi voglia bene Perché intanto Penso a tutte le ragioni Per cui lui potrebbe Non volermi Bene Tant'è che Senza di lui Le nozze non vanno No? Non vanno Non vanno E però sempre Per fortuna È arrivato lui Con il vino Sapete Ha fatto anche di più Perché poi Alla fine È gentilissimo Quindi Non è venuto Solamente col vino Ma è stato Talmente delicato E raffinato Che è venuto Anche con la sete Certo Mi ha portato del vino Però ve lo ricordate L'ha seduto Sull'orlo del pozzo Con quella signora Di San Maria E la sua brocca Un po' ridicola Così sicura di sé E lui Eh lui le ha detto Dammi da bere E l'ultima parola Che dirà Prima di crepare Sulla croce Sarà Ho sete E Giovanni Commenta questo Dicendo L'Evangelista Giovanni Commenta Dicendo Che disse questo Per addendire A tutte le scritture Pensate Perché Perché tutte le scritture Dio ce le ha dette Per dirci Che ha sete di noi E per insegnarci Ad avere sete di lui E a dire Ma sì Ho bisogno di essere Voluto bene E questo Capite Cambia tutto Se questo diventa Il linguaggio Della nostra vita Perché Chiunque tu sia Chiunque tu sia Io ho sete Non è che mi puoi dare da bere Cosa mi importa Chi sei Tu per me sei Semplicemente Quello che mi può dare da bere Cioè tu mi puoi voler bere Finché noi Non rientriamo In questa sapienza Della mendicità Per cui io sono Mendicante di tutto Cosa vuoi che possa dire di te Sei quel che vuoi Io so però Che tu sei uno Che puoi Darmi da bere Vuol dire proprio Essere all'ultimo posto Vero? Però abbiamo imparato Ad avere sete Dei nostri bambini Abbiamo avuto Abbiamo imparato Ad avere sete Delle persone Che non abbiamo più vicino Abbiamo imparato Un po' Bisogna aumentare In questo Perché la volta Che avremo tutti sete L'uno dell'altro Sarà la pace Perché anche Perché anche Nell'ultima persona Del mondo Avremo scoperto Una fonte di pene C'è ancora Una piccola fonte Se si va a piedi Per delle scarpinate Abbastanza notevoli Si può andare A Laverna Con un villaggio Con un sentiero Molto interessante Da Chitignano Mi sembra E a un certo punto Si passa vicino A una fonte Che lui ha fatto Sgorgare Per un cottadino Che aveva sete San Francesco Passato di lì Gli ha regalato la fonte È una fonte a gocce Per cui bisogna andare sotto Con una foglia lunga E quella ti riempie Il palmo della mano Piano piano Ci sono fonti piccolissime E l'acqua lì È la più buona Ecco Allora Oggi noi siamo qui A rinnovare La nostra sete C'è qui la mamma del Signore A dire per noi Non hanno da bere Le nozze non possono riuscire Il cammino fino a Pasqua È arduo Fino alla Pasqua Di ciascuno di noi È arduo E allora Allora rinnova le nozze Rinnova per noi Le nozze d'amore