Il mio desiderio di oggi sarebbe appunto come, diciamo, all'inizio della Messa di una festa al Signore, grazie a tutti per questa santità e approfittavo anche per cercare di provare a trovare fuori qualche cosa per noi, circa la stradetta di questa santità. Cioè bisogna, posso dire subito che questa via di santità scelta dal Padre di Gesù è indicata anche per noi, è difficile per voi, è difficile per continuare a lasciarvi rispetto a quello che si penserebbe, per cui non dobbiamo scoprirci se da una parte l'anima dei nostri padri ebrei e poi anche la nostra è continuamente tentata di mettere in piedi un'altra immagine della santità, perché è difficile questa santità di noi. Molto. Perché è difficile? Perché di per sé la santità, e tutto quello che è legato a questa parola, in tutte le culture, in tutte le religioni, e quindi una cosa santa, una persona santa, o un fatto di sé, separato. Perché tutto il resto è un po' la statica, è un po' comune, c'è dentro un grande gioco, una portadina, un pezzo di conti, un pezzo di santo, è separato. Questo è inevitabile, come cercheremo di vedere, che sia separato è inevitabile. Qual è però il problema delicatissimo che si trova Dio per risolvere fin dal principio? Dio è che la diversità prepotente della sua santità rispetto a quella degli altri è che di per sé la sua è una santità di vicinato. Adesso provo un po' a spiegare. Un santo, come lo sentite, sulle nuvole, separato, sì, ma quindi subito anche lontano, separato, quindi subito in alto, perché siamo tutti così istintivamente, no? E se uno dice, mi voglio far santo, su cui lo pensa un paio di alluce, o uno smagrimento, o andare in su. E quindi la santità è sempre una cosa sostanzialmente separata, quindi alta, e quindi lontana. Noi siamo poveretti qui, tutti i soldi, facciamo le nostre cose. Invece il santo. E bisogna accettare con tranquillità, con una certa umiltà della testa. In genere quando si può profusionare la testa bene fino in poco, bisogna essere umili. Bisogna accettare una certa umiltà del pensiero che le cose non combinano tanto. È un po' difficile. E tutta la vicenda dei nostri padri nel deserto è stata sempre tutta, in qualche modo, in questa discussione, in questo confronto, tra la santità di Dio e la sua vicinanza. Il santo dei santo, di non si può entrare. E d'altra parte, tutta una storia costruita per venire vicino. Perché questa è la caratteristica del padre di Cristo. Ma è già la caratteristica del padre degli ebrei, che è lo stesso padre di Cristo. Perché se voi ci pensate, tutta questa storia che è stata costruita, va tutta in senso rovesciato rispetto agli dei. Sia quelli che si pensano sulle nuvole, che probabilmente non ci sono. Dico probabilmente perché non sono sicurissimo che non ci siano degli dei. Forse ci sono, ma insomma adesso è un discorso complicato. E poi diversissimo anche da tutte quelle cattive copie degli dei, che sono gli imperatori, i presidenti, è vero, i generali, gli arcivespui quando vogliono fare i pomposi. È vero? Ecco, è chiaro che noi avvertiamo che c'è una storia tutta diversa. Con il Dio di Israele, con il Dio di Cristo, incomincia una vicenda di un Dio opposto agli altri, che invece di manifestare la sua santità perché è lontano, è perfetto nella lontananza ed è perfettamente lontano, di fatto manifesta la sua santità perché viene, perché si piega, perché scende, perché interviene. Questo porta una conseguenza colossale, di cui sono tutti contenti questi pastori del deserto, e cioè che mentre la caratteristica degli dei è una segretetta, la caratteristica del loro Dio è la riferazione. Mentre un Dio è un Dio importantissimo, è proprio veramente Dio, è quello che lo distingue da noi, perché fate le robe, fate le robe che nessuno di noi sa e sa fare, invece il Dio di Israele è un Dio che si diverte e che anche dice che proprio la sua sostanza, il suo desiderio, la voglia eterna del suo cuore è quello di comunicare. Un dato che agli ebrei fa sapere una cosa molto strana, molto interessante, che persino la creazione, le piante, il sole, il colore giallo dell'autunno, è vero, il tuo naso e il fatto che siamo qui, tutto c'è per questa specie di insaziabile desiderio che lui ha di comunicare. Comunicando, dice delle belle robe, siccome le robe che lui dice non sono delle idee, ma diventano subito una realtà, anche tu ci sei, perché lui ti dice, Dio disse sia l'angelo, e Dio disse sia Luciano, e Luciano è lui. Eh? Ah, chi sei col cappello? Lo prendiamo lo stesso. Tutto quello che c'è, c'è perché c'è questo desiderio di esprimersi da parte del Signore. E una volta che ha fatto tutte le cose, però ci subito voglia di raccontare a qualcuno le meraviglie. Si potrebbe dire che la parola è la sua grande passione, tanto che tutte le mattine ha fatto a posto una creatura per poter scendere in giardino e parlare, e dire, e comunicare. E quindi intende continuamente per fare della sua vita un dono comunicandosi. E quindi fa avanzare la storia di questo piccolino, di questo piccolo popolo che sceglie in mezzo a tutti gli altri popoli grossi, e la caratteristica di questo popolo è che questo popolo vive nell'ascolto del suo Signore e vive della sua parola. Della sua parola lo nutre, lo disseta, con la sua parola lo difende. E continuamente lui si fa vicino, vicino, sempre più vicino. Per un ebreo, il segno meraviglioso della santità di Dio è il grande galore che Dio gli ha fatto e che non ha fatto nessun altro, la sua parola. Cioè, almeno da una parte di egiziani che si doveva fare piramidi, coltivavano benissimo la terra, è vero, di là gli altri che erano dei bravissimi medici, dei matematici superi, loro niente scompiantavano di quelli là, ma la loro testa fina, la genialità della loro vita, arrivava solo da un fatto, che a loro Dio aveva regalato la parola. non gli aveva regalato le altre robe, ma la parola è sì, parola, parola. è sempre stata la certezza, è attualmente la certezza, di questo piccolo popolo che ancora cammina, piccolissimo, in mezzo agli altri popoli. Però a lui ha regalato la parola. E quindi, non solo non gli importava niente, se erano santi, quando funzionavano bene, non solo non gli importava niente che non erano brati in guerra, che non sapevano fare delle grandi raffigurazioni artistiche, ma in un certo senso erano contentissimi. Perché? Perché in tutto quello in cui era buoni da niente, in qualche modo, se loro Dio era costretto a esprimersi ancora di più. Tanto che Gesù Cristo, quando osserverà l'opera del Padre fin dal principio, ha mai smesso di operare, per forza. Perché non sappiamo camminare, non sappiamo parlare, non sappiamo essere bravi, non sappiamo vincere i nemici, e lui continuamente è Dio. E quindi Israele, addirittura, imparato ad amare la sua debolezza, perché la sua debolezza portava Dio ancora di più a manifestare, a far conoscere, a donare di sé, a rivelare, a consegnare. Tutta questa storia è andata avanti parecchio, capite? Opposta, opposta a quella degli altri dei. tante volte, però, qui in chiesa, la domenica, ci siamo spiegati perché poi, in fondo, Israele non sempre era contento di questo Dio che si comunicava. Perché non era contento? Perché Dio, comunicandosi, diceva il suo pensiero, il suo carattere, la sua volontà, la sua indole. E però, per questo motivo, diventava diverso da tutti gli altri dei, perché era imprendibile, che altri dei erano prendibili. Perché erano prendibili? È perché, da una parte, non dicevano niente, però, siccome, i dei volano essere onorati, adorati, che diceva i sacrifici, avevano inventato, tra loro e la gente, quella figura intermedia che sono i preti, e i preti erano quelli che sapevano il perfetto del segreto di Dio e dicevano, volete vincere la guerra, dovete fare questo. Allora, la gente faceva il tuo sacrificio lì, il prete gli diceva, pagava il prete, pagava Dio e diceva, la guerra. Il Dio di Israele, cioè, gli aveva fatto, interessati, lui non pensava di essere un Dio che serviva per barandare bene le cose, cioè, il Dio tampino di coniglio. Lui non voleva essere il Dio tampino di coniglio, voleva essere l'amico, il frattempo, il padre della sua gente. Secondo lui, Dio, era vivere insieme, voluti bene da lui che metteva la sua tenda in mezzo alle tende del popolo, in maniera che abbiamo visto qualche domenica parte quando c'era, è vero, cos'era? Achimel, e capisci, chi è che era? La malecita, la malecita, e tutte le mattine gli dava delle bastonate e ci pensava lui, è vero, Mosè stava là con le braci alzate che vincevano. Era un vivere insieme in modo nuovo, quale modo? Divino, divino. E questo piccolo popolo di passori per questo grande amico che era il creatore e padre che viveva in mezzo a loro, si sentiva il popolo predilevo, il primo dei popoli della terra. Quando sono entrati nella terra la faccenda è stata molto meno semplice perché vi ricordate che la mattina il re si accorge che entrati nella terra hanno fatto le battaglie, sconfitto i nemici, si sono messi a porta e lui si è costruito quella famosa villa di legni di centro. Allora dice un figlio, io l'abbiamo lasciato nella terra e gli viene in mente di fargli il tempio e Dio che soffre di claustropia dice ma aspetta un momento, come mi fate la casa? È vero? E bisogna dire che nel tempio ci entra un po' le calcitrance paura, è paura di Dio a far di me perché è un po' sì, perché? Non sarà che dopo mi scappino con gli altri e con i loro tempi l'acqua? Paura di essere isolato? Beh, diciamolo così per capirci, insomma. Non gradisce molto il tempio come proposta. Dopo l'ombraio o un segno diventa fuori perché Dio è bravissimo a recuperare tutti i guai, no? Come le nostre mamme che anche delle buoiate che facciano sapevano trasformare in cose che poi passiva là va bene, è vero? Lui è bravissimo a recuperare i resti, gli spanchi, i guai, eccetera. Poi riporta tutto in casa e tutto in grande sinfonica. Ma di per sé non gli piace tutto quello che rischia di riputarlo di là, di isolarlo là. Tanto che, sempre per questa media commenti che ci stiamo raccontando stamattina, dal titolo la santità di Dio, a un certo punto si verifica una specie di presa di coscienza da parte di Dio che persino la cosa migliore che gli ha dato, la parola, gli hanno detto, no? Che cosa gli ha dato? La parola. Può diventare un certo rischio perché la parola poi è ovviamente una legge, diventa una norma e come tale però ristabilisce la distanza. Lui ha fatto conoscere la sua bontà, la sua santità, la sua porta e gli altri sono dei verdi e davanti a quelle parole lì che dicono la sua santità loro capiscono di essere dei verdi ma immediatamente sentono che Dio è lontano come si fa. ed è lì che avviene l'ultima grande decisione che è quella che in questa settimana abbiamo perdito con tanta forza fino alla parola del nostro amico pubblicano che era l'ultima grande sfida di Dio per vincere la lontananza che con l'avanzo Dio ha assunto la carne e la storia del pecatore. È l'ultimo atto della sua vicinanza un bambino un bambino profumo è vero ho fatto anche il profumo in Egitto un bambino immigrato perché torna dall'Egitto il bambino fa legname e via via tutte le robe lì e poi e poi alla fine questo uomo che cresce vuono vince e che viene ucciso e che quindi percorre tutta la vicenda umana ed esprime che cosa? l'avvicinanza di Dio in Gesù cioè il colossale tentativo di Dio per far vedere il mondo nuovo e reale di Dio tutti gli altri sono falsi e capiti perché ci hanno fatto pensare che la santità fosse lontanata mentre invece la santità è vicinata e allora Dio si preoccupa di allontanare gli ostacoli quelli che noi viviamo ma addirittura si preoccupa di allontanare gli ostacoli quelli che inevitabilmente anche lui metterebbe per avvicinarsi questa è la grande storia della santità perché noi abbiamo prescoltato un sacco di cose per esempio una piccola conseguenza della pagina guardate che normalmente i santi che non siano il santo di Gesù Cristo papà di Gesù sono per niente buoni sono per niente buoni perché sono tutti occupati anche dei pervermi loro ma si preoccupano per niente di noi non importa niente ci schiaccia quindi non è mica così ovvio che sia buono dico eh non è così ovvio qualche volta anche nei confronti del Padre di Gesù Cristo glielo si chiede ma sei buono sono mica sicuro che sei buono ma perché ha fatto questo c'è un'indagine non credo che sia sbagliato dovete essere rassicurati è buono è proprio buono e dammi il segno della sua volontà è questo che invece di andarsene lontano nella sua perfezione e sulle sue armi viene vicino e questo è il punto mi vuole bene questo è il punto la salività di Dio come l'abbiamo conosciuto perché ci ha voluto bene perché ci ha voluto bene per noi la salività e il voler bene sono la stessa cosa questo guardate che è unico assolutamente più è santo perché è solidale è santo perché si mette qui in piatto è santo perché si ferma con un pinco è santo perché si lascia ferire delle nostre ferite è santo perché piange davanti alla nostra morte per questo è santo basta con questi santo che non c'è niente che li scuola che sono sempre al di sopra di tutti che non possono occuparsi di niente perché devono essere un simbolo quelli non santo che non santo che non siano è meglio essere anche è meglio essere anche interrogate qualche volta qualche persona dell'ebraismo profondo ve lo farà capire subito è meglio è meglio non cedere a idoli è meglio star solo Giova non aveva nessuna voglia di obbedire al suo Dio e scappava via e questo c'è quante volte scappiamo via ma non mi metto nelle mani di un altro Dio il problema dell'idolatria è un problema per ridere che assegna anche la nostra vita di oggi se non c'è quel Dio lì meglio che non ce ne sia nessun altro cantala come puoi aiutiamoci fra di noi che bisogno c'è di andarsi a inventare un Dio lasciamolo perdere questo Dio che ha fatto le cose e poi ci ha guardato lì ma cosa serve? no? questi qui del 1700 insomma che pensavano che sì sì avrà fatto tutto e poi basta e poi basta no ma poi ha fatto le leggi della natura ma ci manca altro nessuno si scalda nessuno si consola con le leggi della natura ci interessa niente allora arrangiamoci usiamo le leggi della natura vendiamoci in buona volta diamoci delle manche arrellate in testa quando ancora è ma tanto dobbiamo arrangiarci non c'è nessuno che si interessa di noi i nostri padri ci hanno insegnato che Dio esiste dal momento in cui di noi si interessa dice prima non c'era no mi si è sempre interessato tutto è stato fatto ma adesso non possiamo dire quanto siamo preziosi per il cuore tanto perché non siamo capace poi perché se non vincessimo moriremo e poi perché non abbiamo più invece mi sembrava molto importante adesso missare bene l'attenzione del cuore della festa di oggi il cuore della festa di oggi è quello che scrive San Giovanni che San Giovanni scrive così cari amici vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati i figli di noi e lo siamo reali chi sono i stati? chi sono? sono delle persone amate da tutti chi sono i stati? voi siete amati da Dio vedete quale grande amore ci ha dato il principio della santità è l'amore il principio della santità delle persone è l'essere volute bene come sempre tentiamo di riconfermare nei nostri padri non è vero per esempio che il principio della santità è l'avventura e in certo senso non è vero che il principio della santità è l'amore perché uno diventa santo perché ama l'amore non è vero non è il principio è la vita il principio è questo lo vedete quale grande amore ci ha dato il Padre questo è questo e questo mi interessa molto dirvelo perché? perché quando voi volete bene a una persona voi promuovete la santità e cioè che cosa promuovete? il fatto che a sua volta a sua volta vuol dire cioè l'amore è il grande principio della santità è l'essere voluti bene il grande principio ecco perché San Paolo dice alla sua gente voi chissà perché? è perché sono stati riempiti della santità di Dio e cioè il Signore gli ha voluto un bene straordinario di cui l'attroce di Cristo è il segno l'ha mandato su per strapparli via dalla morte come ci ha voluto i tempi il Padre questo è il principio però siccome oggi è la festa non solo della santità di Dio ma anche e soprattutto dei santi uno potrebbe dire va bene mi ha voluto un gran bene allora voglio straccio anch'io in questo gioco della santità di Dio come si fa? allora devi prendere l'inizio del Vangelo di oggi ci sono quella roba che chiamano le beatitudini devi prendere la più importante io su Sant'Agostino mi perdono perché stamattina ho l'impressione che dice se erano me insomma sa me di Dio pure sempre un po' tutto rivestato insomma a me mi è venuto così che la più importante è la prima cosa dice la prima? cosa dice per prima roba Gesù quando vede la gente la gente beati i poveri gli spiriti perché di essi il regno Vincenzo e questa è la più importante dopo aver detto che da parte di Dio la cosa più importante è che ci voglia bene da parte nostra se vogliamo dire buona sono contenti e volete essere cordiali nei confronti di questa affettuosità di Dio per voi qual è la cosa da ricercare da desiderare quella di cui essere contenti quando Dio ve la regala la povertà è gli spiriti non c'è nessuna cosa più importante che cos'è la povertà? è quella che ha voglia di dirsi non c'è il cuore è quella specie di desiderio che nasce da una grande attesa da una grande povertà da una grande apertura del cuore è come quando sei affacciata nella tua vita quella mera vita per te e tu hai detto sì ed è sembrato di non avere niente e di non sapere niente e di non volere avere niente e di non volere sapere niente se non quella mera vita che è venuta avanti i poveri di spirito sono le donne e i uomini della povertà e del testo della totale apertura del cuore della totale accoglienza la virtù principale della te non è altro che niente ti viene in conto ti vuole vedere cosa fai? ti apri le braccia ti apri le braccia i poveri di spirito sono persone con le braccia aperte con le braccia aperte mostrano al Signore la loro povertà senza limiti e quindi il loro grande desiderio poterlo rincevere in casa i poveri di spirito sono gli unici che non hanno paura dei loro peccati un cristiano è veramente tante quando la smessa di avere paura dei suoi peccati e perché non ha paura dei suoi peccati? non per sfronta te non per violenza ma perché apri le braccia dice sono così? viene non ha paura più di questo e non ha più paura di nessuna povertà della sua ha sbagliato questo ha sbagliato quest'altro lì c'è quella ferita c'è quel pianto che costituisce una specie di accordo di fondo della sua esistenza perché lì proprio non è andata bene per non andare bene che ormai accorge tutto non importa anzi è parte costitutiva di questa povertà che diventa povertà nello spirito cosa vuol dire come andare lo spirito? che in testa del cuore non viene si esce dalla tenta e dall'accampamento alla mattina e si va a vedere quello che Dio ha fatto scendere dal cielo quale pari quale rimane in quale strada quale volo quale tempo il povertà di spirito è il principio di una reinterpretazione globale della storia degli avvenimenti umani come sapete che a motivo di questa povertà dello spirito vengono tutti rigorosamente ricevuti da Dio non da da Dio e quindi tutti nella direzione della positività e della speranza beati poveri misteri beati perché non ci sarà mai niente che dovranno ricettare niente che dovranno temere niente davanti al quale dovranno fare delle prediche indignate niente dovranno tutto osservare e accogliere con preziosità perché tutto viene da Dio quante volte abbiamo sbagliato perché abbiamo precipitato quante volte abbiamo sbagliato perché non siamo poveri siamo rinchi abbiamo le nostre idee le nostre tradizioni le nostre culture i nostri quadrini i nostri possessi abbiamo un'infinità di cose capiti che ci impediscono di essere poveri misteri e voi mi direte giustamente ma ce le ho però ce le ho e ma ce le è bene anche le cose più preziosi la bocca è vero ma il povero il dispito non usa mai il verbotico le riceve sempre da una persona che ti passa a casa e sorride al fatto stupefacente che sua moglie dopo 40 anni ancora lo sopporta riceve tutto con il suo corpo certe volte non capisce e si abbandona ed è cordiale lo stesso essendo poveri in spirito il suo vicino gli va sempre bene perché non ha termini con cui confrontarlo come aveva il nostro amico della parabola di domenica scorsa e ringrazio perché non sono come quello lato per esempio non ha interviene di confronto per giudicare per dividere per no no invece la poverità dello spirito mi ha dato un occhio nuovo per la potenza muore tutto la risposta alla voglia di Dio è la poverità il grande mondo che vedete là dietro voi state contemplando tutti i santi del paradiso io mei quante c'è è vero perché c'è che sono 12.000 per ognuna delle 12 tribune e poi da lì una moltitudine immensa che nessuno può portare ringrazio il Signore per i santi uomini in particolare per ricordare qui a messa che è di Zaini questa ebrea carmelitana gassata da un non c'è niente non c'è niente non c'è niente ci sono le ritorno tutti ascoltarsi una nuova possibilità c'era già prima c'era già prima ma adesso le ha detto beh quest'anno 1994 ti tieni così ti prendono l'assa martini e lei esattamente come mi fa a me ma tu mi accende questa ebrea di preghiera che è molto prima di diventare carmelitana ha offerto la sua vita per gli ebrei che roba poi mi hanno detto che è il carmelo poi a un certo punto c'è stata paura hanno trasferito di carmelo portato in Olanda un mese dopo in destra di un vaso con l'olanda e hanno peccato dentro nei monastri che merito questo segno indubitantilmente grande no del nostro secolo dei nostri tratti delle nostre ferite adesso però ha anche tante commozioni che hanno invenuto com'è vero e com'è vero che noi questa mattina possiamo vedere il mondo dei sacchi come questo mondo di poveri che qualunque fosse la loro condizione uno era lei l'altro era un coiazzo uno era un emigrante l'altro andava a raccogliere le noci erano tutti poveri missili com'è vero questo perché così possiamo anche noi tutti qualunque sia la nostra condizione è vero in questa sublime capacità del suo spirito di rinnovare una scommessa scommetti che succede anche lì scommettiamo e scommettiamo anche lì perché non c'è appunto l'uomo circostante la persona e la tua dove la santità non possa non c'è ormai ne hanno messo su una tal dubbia che proprio ci siamo convinti che tutti possono essere questi poveri che si che cordialissimi nei confronti di Dio che vi ha lo invitano a cena come direbbe in libro dell'Avvocatrice e lui è vincente con noi ecco questa è la festa per noi per il nostro coraggio per la nostra pace per la nostra nebbia oggi deve essere per voi un giorno di grande vita inalento alla luce alla fine della messa vincendo lì gli danno una lettera del padre ma subito lunga noioso se vi viene fluenta la legge inalento per far partire le nostre missioni abbiamo finalmente potuto far far caricare questa sogna è importante però che la facciamo oggi no? sarà perché sarà cosa volete che riusciamo a vedere in più ma come segno viviamolo bene oggi che cosa desideriamo desideriamo riconoscere la meravigliosa missione che il figlio di Dio ha organizzato a San Martini facendo del gran bene desideriamo ricordarci di questa messina è avvenuta molti secoli fa poi i nostri padri hanno costruita si è trasmessa attraverso le medie la tanzara la terra è riparta fino a noi questa mattina adesso desideriamo per qualche mese fare spesso appunto a questa santità di Dio che se con chi aggiunta disseminarsi nelle zone di questa terra quando hanno fatto questa chiesa l'hanno fatta perché inverno i contadini della politica che era stata fatta dai monaci di Donato non potevano andare a messa a prevalcore se noi in bar sapete che qui erano in bar infatti noi andiamo ancora via dei mari via porto giardino e tutto altro nella casa dove abita Peppe dove abita Giuseppino sotto c'hanno proprio il mogli c'hanno di affratti perché entravano dentro quei barconi e tutto il giardino c'hanno di affrontare il libro il picanto c'è un librino che si legge che dice che sono passati da Pito per andare da Canossa fino là all'arco sono passati di qui che già i monaci hanno fatto più infatti tutte le chiese qui sono tutte dedicate a monaci no vedete qui era San Martino una volta Martino loro là già non si hanno si investono quindi mi crevano i monaci tutti i monaci perché quando facevano un po' di succhiavano un po' d'acqua facevano un po' di terra ci facevano una cappellina e la dedicavano a un corone i santi qui l'ha un fatto perché se no sono in barca allora la gente è cominciata a venire a messa senza dover prendere la barca e dare a crever il coro la storia della santità di Chino nella nostra terra nelle nostre famiglie con la coda di domani la coda di domani che passa per i nostri cipolleri e per gli affetti importanti della nostra vita e per le memorie vive della nostra carciata ammigliata la storia della santità di Chino Dio mio quanto sei buono e bello di Dio quali grandi cose continui a fare per questi tuoi poveri figli noi che avvertiamo motivo dell'urgio di questa tua visita sempre di più le nostre ferite e avremo voglia di fuggire da te e tu che nella tua misericordia più potente delle nostre funghe sempre ci rialtri e ci rievi signore ma che cos'è questa creatura romana perché ti ricordi e pure questa creatura l'hai fatta solo per un po' inferiore al piatto e alla bellezza che tu le hai donato a questa povera creatura felice talta gente che stannò che non aveva più il letto per il tuo dio a Polonia che è un po' spirito che cos'è che vuoi tenermi conti piangono desiderano ardentemente e guardano appassionatamente verso questa diventare l'amore che circonda questa povera creatura a motivo della inspiegabile edizione d'amore che tu hai diversato sui da che tu d'amore di che tu ci ad ciao