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IIDomenicaDopoNatale_omelia_GiovanniNicolini_Dozza-20160103(20).mp3

Data: 03/01/2016

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Ho avuto molte esitazioni su questi giorni, proprio su questi testi, sono anche un po' arrabbiato per come li hanno tagliati, insomma, vabbè, alla fine ho pensato che possiamo approfittare per fargli un po' una festa del Vangelo. Un libro bellino che è appena uscito, qui è andato come titolo L'umanità di Dio, e mi sembra bello, un titolo vero. Natale vuol dire conseggiare l'umanità di Dio. I nostri padri hanno custodito la parola in modo mirabile, i nostri padri ebrei, ma nella pienezza dei tempi, come abbiamo ascoltato, il verbo si è fatto cadere. E quindi quella parola di Dio mirabile, dalla quale tutto è stato fatto. Sapete la prima realtà che è stata creata è la luce, no? Secondo il racconto biblico, proprio ai primissimi versetti della Bibbia, Dio visse sia la luce. E già su questo ci sarebbe moltissimo da dire, insomma, ma tutto è stato fatto dalla parola di Dio. Poi la parola di Dio è stata depositata in questo piccolo popolo di pastori della penisola del Sinai, che aveva trovato una sua sede fissa, di quella che noi chiamiamo la Terra Santa, la Terra di Israele, che nella pienezza dei tempi, appunto, è con Natale. Quella parola attraverso la quale tutto è stato creato, quella parola che nella legge mosaica è stata custodita con passione dai padri ebrei, quella parola nella pienezza dei tempi, si è fatta cadere. È Gesù. Gesù è la parola di Dio in mezzo a noi. Però non basta dire in mezzo a noi. Perché quando diciamo che si è fatta carne, questa piccola frase prende subito contatto con la tua carne, con la tua realtà, con la tua storia. Si è fatta carne, vuol dire, capite, che lui è uno di noi. Quel bambino che giace nella mangiatoia è Dio. Come mi dicono i miei amiciati, gli appunti, Dio è uno di noi. Non è più nella lontananza del cielo. Adesso se lo vuoi ascoltare, se lo vuoi trovare, se lo vuoi abbracciare, il gioco non si fa qui. il cielo è caduto sulla terra ed è andato a penù. Perché tutta la terra è diventata celestiana. so che mentre noi siamo qui a celebrare la liturgia, un mondo intorno a noi, in tutti i suoi dranni, i suoi feriti, però sapete, Dio è tanto qui con noi quanto là, dentro a tutte le ferite, dentro a tutte le povertà, dentro a tutte le violenze, e dentro a tutte le miserie della storia. Da quel bambino in poi, Dio è dentro alla nostra storia in modo assoluto. E quindi quella persona di cui ho avuto compassione, o quella persona di cui non ho avuto compassione, è sede di Dio. Tutto è enormemente prezioso. Questo bambino è portato qui, dai suoi dimicoli. Dio è parteciato alla tua madre. E vive questo, in questo gioco. Nella tua vita di famiglia, nel tuo lavoro, nella tua malattia, negli incontri che hai con i tuoi amici, nelle difficoltà che tu hai con quel tuo figlio, il ferito, che ti fa dannare, nella nostalgia proposta, di quella persona che non è più accanto a te. È Dio sempre. Sempre. In Gesù. Tutta la tua vita è una grande liturgia. Come vi salutate voi alla mattina, e alla sera? E come vi sedete a casa? E come spezzate in parte? Tutto. Tutto. Tutto. Tutto. E tutto diventerà in modo sempre più evidente. Una liturgia. fare bene le cose. Fare bene le cose. Dal pianto al sorriso, all'incontro nutriale, al tremore della carne. vedete, vedete, in quel bambino Dio ci ha invasi. E però facendo così, diventando lui umanità, l'umanità di Dio, ha fatto nuovi noi. e non noi perché siamo i batteggiati. No. Noi siamo batteggiati, il piccolo gruppetto è sparuto, perché abbiamo il compito di comunicare a tutti gli altri e tutti sono figli di Dio. E la loro vita è una meraviglia. E bisogna celebrarla bellissima. Bellissima. Perché il nostro volerci bene è Dio. Per il fatto che oggi ci sono venuti a trovare questi amici che sono qui con noi a messa. Ecco. Lo vediamo poi in massa, perché siamo superficiali, perché siamo sbadati. Ma anche la liturgia è disperazione, no? Non va bene la liturgia, eh? Ma, ma, ma. Se hai un inizio quotidiano, ti rompe l'anima, perché ma questo non va bene, ma questo non si fa. Stamattina, ti lei in fondo, io vado là, di solito mi fa trovare la scola, mi metto la scola. Allora, no. Ah. E dopo un po' mi accorgo, è uno dei preti che sta con Senebano, alla scola che doveva venire io. Ah, ma è andato Roberto, adesso porta lui nella scola, porta la scola. Questa scola l'ho rubata, Firenze l'ha messa per parte. se ne era talmente tante, mi doveva l'alto, mi portino un problema. Eh. Eh. La mattina è un tante. che se noi abbiamo quella sapienza dell'unità che ci porta nell'attenzione per le cose che si trova, siamo pieni di scopone, veramente. Perché tutto in realtà è come meraviglioso. Certo si capisce che quando c'è questo prologo di Giovanni da leggere davanti a 15 amici del reparto penale, ma ma o come stanno a pensare queste cose? No? No? No? No? No? No? No? No? No? No? Vabbè, poi però è andata poi bene. Però no, i pensieri, i modi, i sguardi, capite? Una messa al penale è una roba grossa. Ma perché non è grossa che il giorno che tu fai a casa adesso quando poi vai via? No? Non so, io prima di venire a me so che è messo su là. Se lei è messo su, non so che è messo su là. E ti avrai a tavola per te. Ecco, per dirti, il verbo si è fatto tanto ed è venuto ad abietà. Invece la... Il testo degli effesimi è cambiato male, è cambiato sbagliato, per cui perdi il ragionamento che San Paolo fa di dire che alla fine sta parola è diventato Cristo in mezzo a noi. Solo che quello che dice con noi lo dice da ebreo e c'è la frase dopo che dice così anche voi sono quei voi. Tutti gli altri, tutti gli altri, così anche voi. Adesso sono i tuoi visitati da te. Perché il verbo non si è fatto ebreo, è stato custodito e meravigliosamente dai papi ebreo, ma non si è ebreo, si è fatto tanto. La casa è più diversa, più strana, più lontana, capite? l'umanità, più imparazzata, si è fatta tanto. Per cui pensavo di farvi accenno a questa rivoluzione culturale che sta mettendo insieme il Vescovo di Roma, ma deve essere prudentissimo e dedicatissimo. noi abbiamo ricevuto l'aiuto di tutti i tuoi che arrivano e sono molto aiutati, perché il gioco è molto tante. Perché noi siamo tutti legati ancora invece a tutta una divisione e una distinzione. Ma lui non si è fatto carne nella carne giusta, si è fatto carne nella carne, nella carne così com'è, nelle persone così come sono. ma diceva qual è l'arma è contro natura, ma è carne. Ma è carne. E dico una roca e spero che non tutti capiscono. Hanno chiesto a Carlo Maria Martini ma è che prima che morisse. dei problemi di rapporti carnali anti-natura. Ci siamo già capiti. E la sua risposta è certa. Certo che dove c'è grande affettività la sessualità è molto importante. non passa. Non passa. Non passa. Perché Dio ama i giusti quelli che sono a posto. Ma se tu non sei a posto tu sei fuori gioco. ma in qualche meso fa erano fuori gioco. Poi sto sinio in un modo o nell'altro e si è dovuti andare a dire no guarda che sei fuori eh. Anzi ma guarda che adesso ti vuol vedere non ti interessa molto. non c'è tra opinioni no c'è c'è c'è c'è e quelli che erano fuori adesso sono considerati fratelli eh. Fratelli che bisogna cercare in un modo speciale andare a prendere più attenzioni più affetti con più speranza no. Senti quella tua figlia con quella sua vicenda ah ah ah pensa no no pensa no perché tu sei andato continuamente a cercarla. Perché? Perché quello che ti interessa è lei. dice ma che cazzo che è una rivoluzione ma c'è due mila anni e lì e lì e lì e lì e lì e lì e lì sì ma è tutto da fare. Perché mi interessa quella persona perché è quella persona. anche che c'è due mila anni per dire il mila anni che è un mila anni c'è due mila anni Nell'interesse e nell'amore. Perché un Dio che ama i giusti è insopportati. Non è Dio. Non è Dio. È una divinità, è un Dio. Per cui la misura, guarda, che non è la natura. La misura è l'amore. Io ti vuol bene perché ti vuol bene. E ti vuol bene come sei. E ti vuol bene come sei. Proprio del resto come anche te. E come sempre ci ripetiamo, i tuoi figli li mandi giù tutti, anche se qualcuno ogni tanto lo sbatteresse di stupe. Ma poi invece no. Ma poi invece ce l'hai in caro. Perché poi assolutamente è quello che desideri di più e senti di più. Perché? Perché lo ami. Perché lo ami. Allora questo verbo che è l'amore di Dio, capite? Si è fatto caro ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Adesso quel tuo figlio è affidato a te. Dobbiamo riprendere un po' il vino quindi. E come se la mattina di Natale c'era lo stesso Vangelo. E in Italia non è che lo facciamo. È vero? C'è questo Dio che non può fare da solo. Per fortuna ci sei tu. Dove abiti? Tu hai... Ma sai quel bambino lì? Eh, questo è il bambino lì. Ma che fortunato è quel bambino che ha. Perché questo è il gioco di Dio. Qui siamo invitati, no? Se è vero che Dio è l'amore, che dobbiamo fare? Dobbiamo esprimere l'amore di Dio sulle persone che il Signore ci ha seguito tutta la fisica e la mia città. Dice, ma perché Dio mi ha dato un figlio così? E risposta, sicura, e a chi lo doveva dare? Ha trovato niente di mezzo a te? Ma io cosa posso fare? Ti devi voler bene con me. Di questo noi abbiamo un'esperienza grandissima. Perché siamo un'assemblea di peccatori. Sì, Bergamaschi sono meno peccatori, forse di noi. Vabbè, in ogni modo, così come siamo. Lui ci ama, lui ci ama. Appunto perché il mistero, il miracolo di Dio, capite? È ormai depositato da lui. Quindi è depositato nella mia miseria. E io ti chiedo di accogli. Perché se tu non mi accogli, sono perduto. E l'amore di Dio è collocato anche in mezzo. che desidero molto voler bene. Un voler bene senza condizioni. Un voler bene che prende tutto. Bene. Allora, ripetiamo adesso ancora una volta le tre domande sull'inferno di Pombatasar e poi dobbiamo batteggiare qui la più. Ah, vi ricordate? La prima domanda fatta da questo grande teologo protestante del secolo scorso. E secondo te c'è l'inferno? E lui risponde, sì, penso che ci sia. E la seconda domanda com'è? Dice, ma secondo te chi c'è all'inferno? E lui risponde, penso che ci sia nessuno. Allora la terza domanda, un po' con le spalle al muro, scusami, allora perché l'ha fatto? Risposta. Penso sia stato preparato per me. E questa è una risposta che sembra troppo strana. È assolutamente meravigliosa. Perché è quella che fa risplendere che l'andare in paradiso è solo un regalo. perché altrimenti per me cosa sarebbe preparato? L'inferno? Cos'hai combinato? Un tubo? Cos'hai giocato bene? Niente. Porco cane. Ho sbagliato il gioco. Sono pregato. No. Perché lui ti vuole più. E quindi l'inferno è preparato per te. Ma risperà vuoto. Anche tu. Perché il Signore ti vuole bene. Ultima cosa che ricordiamo, poi ricordiamo dalla bambina a battesare. Dice, ma... si vuole bene perché diventi buono. No. Forse un po'. Un pochino. Diventi buono. Per il grande bene che ti vuole bene. E anche quel tuo figlio che non funziona. Alla fine ti vorrà bene. Per il bene che ti vuole bene. E lui pensierà di non aver combinato niente di bene. E tu, cosa ti salta in me? Hai combinato bene il fatto che io ti voglio un grande bene. Certo. Il bene è un principio. Non è una conseguenza. L'amore è quello che ha creato il mondo. E che ha creato anche noi. Tutto sempre è come in salita. Pensate che in questo momento in paradiso si trovano persino belli. Ma anche belli che sono quelli lì della cosa. E perché lo dicono? Disastro. Perché si hanno. Perché si hanno. E allora si vedono anche belli. Allora proviamo a battesare. Grazie. Grazie. Grazie.