Volevo chiedervi, l'avete riconosciuto? Volevo chiedervi, l'avete riconosciuto? E' successo così quando eravamo in barca e non si era pescato niente. Poi la mattina sulla riva è comparso un personaggio, era lui, ma non lo abbiamo riconosciuto. E lui, vi ricordate, ci ha un po' sfidato. Figlioli, avete qualche cosa da mangiare? No, non ho preso niente. La mia vita è stata una notte senza pesce. Dice, provate a stare là, trovate, troverete. Reti piene. E' stato a quel punto che quello di noi, che è un po' il cocchino del Signore, guardando bene, si ha detto, è il Signore. Allora Pietro era con noi sulla barca, era nudo, si è vestito e poi si è buttato in acqua. Strana cosa quello di vestirsi per buttarsi in acqua, vero? Di solito ci si spoglia, semmai. Ma in realtà lui aveva perso forse un po' l'abito battesimale, quello che lo faceva anche lui figlio di Dio. Allora si è rimesso quell'abito. Tra l'altro ho visto che c'è la piccolina, no? Questa mattina. Lei se l'è messo l'abito, speriamo che non gliel'abbiano tolto. Insomma, quanto sta che quando poi avranno arriva, il Vangelo dice che nessuno ha il coraggio di chiedergli chi sei. Perché tutti sanno che è il Signore. E voi siete qui e noi siamo qui perché l'abbiamo riconosciuto. Chi nel suo bambino, chi nella sua mamma, chi lo ha perdonato. In chi umilmente lo serve. In chi con la sua malattia gli ricorda sempre la croce di Gesù. In chi anche con poche parole sa far trasparire la dolcezza e la potenza del Vangelo. Hai riconosciuto? Sì, l'ho riconosciuto. Per questo sono qui. Ma la scommessa è alta. E' alta. Perché come vi dicevo all'inizio della Messa, i segni della violenza cominciano dal nostro stesso cuore. I segni della violenza si traducono in noi stessi, in parole, in gesti, in fughe. Disastro. La scommessa è altissima. E quindi, come se non c'era, la prima volta che lui si è fatto vedere, domenica scorsa, perso sera, è venuto. Allora noi gliel'abbiamo detto, è venuto. Non si sa dove fosse andato, poveretto. Che disastro. Avrei andato a controllare i risultati delle partite. Non so, ha perso il colpo, chissà. E però, appunto, dice, ma dai, ma come si fa? Settimana disastrosa, no? Disastro. Io ho fatto ritiro di preghiere e ho letto pochi giornali, ma però un rapido ascolto del giornale radio alla mattina è... Ma quanti guai, quanti guai. Ma che Pasqua è? Oggi il Vescovo Matteo ha detto di fare una preghiera, non so se l'abbiamo ricordato con i ministri, insomma, per tutte queste stragi anche, no? Di gente che viene macchillata. Per puro fanatismo non religioso, bisogna dire. Per finto fanatismo religioso. Per impazzita follia religiosa, non so. Non so. E quindi... E quindi Tommaso vacina, dice, senti, è troppo difficile la partita. Sarà anche. Però se io non vedo quel segno dei chiodi, se non metto il mio dito lì, se non metto la mia mano dove c'era quella ferita, vi ricordate del soldato, no? Perché quando sono venuti verso sera a tirar giù i corpi dalla croce, lui era già morto, e non hanno fatto come gli altri che gli hanno spezzato le ossa per finirli. E però un soldato lì, che ha trafitto il costato, e dice, io voglio mettere la mano dentro lì. Se no, non ci credo che è lui. Tutto sembra un po' un fantasma, no? Basta che vada a casa dalla messa, e poi vedo per strada quella persona con la quale non sono capace di fare pace. Ed è inevitabile che mi venga in mente, ma forse tutto quello che ho sentito e detto, forse è una storia. In realtà la vicenda è più severa, più triste, più violenta, più dura. È comprensibile, capite, che non si evita. Però invece questo è il dono e l'insistenza di questa domenica. Ti prego, prova a capirlo anche tu. E c'è la meraviglia di questo ritorno, fatto per tutti, no? Ma fatto in modo speciale per me. È la mia domenica, o vuoi che sia la tua? La chiamano la domenica di Tommaso. Mettici pure il tuo nome. È la messa per me, per la fragilità della mia fede. Per la povertà, la pochezza della mia fede. Allora bene, adesso sei anche tu. Venne il Signore. Allora Tommaso, adesso vieni qui e ragioniamo un po'. Metti la mano, metti il dito. No, no. Qui c'è un piccolo dibattito. Perché ti pensai il testo evangelico non dice che lui ha obbedito al Signore mettendo la mano. Ma lui ha risposto al Signore che diceva metti la mano dicendo Signore mio, Dio mio. Probabilmente non ha avuto bisogno, no? Anche se tutta l'iconografia ci fa vedere sempre questo povero Tommaso tremante con la mano messa nella piaga del Signore. No, no. E quindi anch'io e anche tu coraggio. Accogliamolo. Con meraviglia. Con la scommessa che dicevo all'inizio della messa. E cioè che anche nell'angoscia che questa mattina ti accompagna mentre vieni a messa. perché c'è quella persona, no? Che non va, che non va. Con quella paura che ti occupa perché non ce la fai. Non ce la capi. Con quel dubbio che ti lia. Perché ti sembra impossibile. E' possibile. Ecco, noi che siamo venuti a messa con tutte le nostre impossibilità della resurrezione siamo chiamati a un cedimento d'amore. E' stato bellissimo, no? Quando è successo una settimana fa. Perché lui è entrato e allora cosa ha fatto? Ha preso lui l'iniziativa. Ha fatto vedere subito le ferite e poi ha detto pace a voi. E loro sono entrati nella pace. Roba da matti. E' per quello che dico che anche tu l'hai già incontrato. L'hai riconosciuto? Oppure se vuoi devi correre a casa subito perché l'hai riconosciuto adesso. Va bene, bene. Quando torni a casa la vai riconosciuta. Perché dice che loro gioirono. perché hanno visto il Signore. Dunque che cosa hanno visto? Eh? Cosa hanno visto? Hanno visto le ferite. Sì, ma che cosa sono le ferite? Sono le ferite dell'amore. Sono questa straordinaria, singolare congiunzione tra l'amore e il sacrificio. L'amore che va fino alla morte. La morte che non è più la morte ma che è amore che ha dato la vita. Hai presente tua mamma? Dice in paradiso da un sacco di anni. È presente? Sì, molto. Molto. Vedo sempre il suo sguardo. E vedi quell'altra persona? Sì, vedo anche quella. E dunque l'hai riconosciuto? Sì, l'ho riconosciuto. Ho riconosciuto che tutto è diventato possibilità di contenere e di trasmettere l'amore. Molte volte la scommessa è altissima. è altissima. Proprio ho attraversato una vicenda che vi ho anche un po' raccontata. Proprio di una disperazione. Una disperazione fino a dire basta, Dio, basta. E mi diceva che non è che diceva così per dirmi con un ateismo intellettuale ed educato che non c'è. ma come sono atei gli ebrei. L'ebreo non è ateo perché dice che non c'è Dio ma perché dice che non c'è interesse né di Dio per lui né di lui per Dio. È una specie di rapporto spezzato. Sì, per me non c'è più perché non c'è ma perché non c'è legato. è venuto fuori perché è così perché sono arrabbiatissimo. ricordate no perché era arrabbiatissimo perché era dieci anni che si era sposato ed era dieci anni che desideravano un figlio e questo figlio non veniva. allora tutti gli hanno dato i buoni consigli fai l'adozione fai la roba internazionale qui sono abbastanza bravi a fare i bambini anche con qualche provvedimento tecnico diciamo insomma con un po' di spesa dice sia dieci no, no me lo deve dare lui e però si è talmente incavolato che alla fine ha detto basta adesso basta l'ha fatto in modo molto ufficiale ha scritto suo padre e sua madre una lettera suo padre ha riscritto una lettera a tutti i figli sono parecchi loro dicendo questo ci tradisce tradisce allora il figlio più sciagurato degli altri che ovviamente non è tutto a posto non è niente a posto ha scritto una lettera a tutti gli altri per fargli per dirgli secondo me lui è l'unico a posto perché per lui Dio vuol dire qualche cosa beh era venuto a trovare perché ci vogliamo molto bene e ormai parecchi anni fa io l'ho batteggiato e però piano piano è venuto fuori una cosa grossa che in realtà pur essendo ancora tutto così a un certo punto mi ha detto ma sai però allora aspettiamo un bambino come? sì tagli in esame dobbiamo controllare meglio è così come si fa riconoscere come si fa riconoscere come entra nella bufera come visita tutti per cui è lo stesso Dio ma è la tua storia con Lui è la tua storia con Lui è la mia storia di prete peccatore con Lui l'ultima cosa bellissima che mi ha commosso moltissimo di questo Papa Strabo che sta a Roma che insistevano per dirgli ma ma lei come persona come si definisce ah dice guarda la cosa più semplice la più vera per me è questa io sono un peccatore mi ricordo che quando un giornale aveva usato dire che il Papa aveva fatto dei peccati ha fatto un'intervista solenne per dire che mai ce n'era stato bisogno che lui non aveva bisogno di dire niente che era sempre stato come San Luigi Gonzalo sono quindi tutto a posto questo qua io sono un peccatore che storia ricca quella del peccatore che storia visitata quasi perseguitata la vicenda del peccatore come è delicata ogni esistenza come è importante rispettare in ogni vita il cammino che Dio sta facendo in ogni vita perché la fede non è la roba nostra la fede è il cammino di Dio allora per gli altri dieci era andata per non è quella sera lì Dio mio è proprio lui e a vedere le piaghe sono andati tutti a dare delle grandi abbracciatori ed è stata la loro storia la storia di un altro perché sono undici il mancante è Giuda è una storia complicatissima Dio è molto inquieto per questa storia e per Tommaso e per Tommaso è questa visita speciale è per questa visita speciale che è per me e per te e per lui così perché ancora ne abbiamo bisogno sì se uno ci dice a bruciapelo hai la fede no non parliamone neanche se no mi metti subito in difficoltà mi succedono delle robe ecco mi succedono delle robe è così è così bene così Dio è dentro quelle robe lì che ti succedono la pazienza di Dio che deve essere la pazienza tua per Tommaso una settimana e poi è venuto quando sarà per me per te non lo sappiamo e per ricercarlo e per ricercarlo la strada è questa il venire a sapere che per chi ci crede è sempre da perfetto in un bambino che piange come in un bambino che succhia al seno della sua mamma come una giornata difficile all'ospedale come il fatto che oggi mi sento molto solo tutta la storia è diventata storia della salvezza capisci? è quella vicenda delicata difficile bella brutta che Dio percorre perché ti vuole perché vuole anche te in Tommaso c'è dentro ogni uomo e ogni donna della terra capite? non ne perde una non ne perde una e questo quindi è questo tempo meraviglioso delle rifiorite solita domanda all'ospedale ascoltata no? che mi dicono ma che cosa ho fatto di male per finire così? e la risposta che bisognerebbe dare poi non sempre si può dare e però è una e c'è che il buon Dio avrà sbagliato scelta ma non ho trovato niente di meglio che mandarci te è certo e mandarci te che sei Padre nostro oh che hai un ricordo della tua vita come un grande regalo di Dio che è quello che adesso ti fa scandalizzare e mi dice ma porco che hai e adesso cosa ho combinato che mi sbatte così? è la strada del Cristo che tutti percorriamo e tutti percorriamo sono un po' arrabbiato con l'ospedale perché si hanno ragione loro perché ci sta litigando no? ci sta litigando con qualche persona molto dotata e anche qualcuno credente in modo profondo tra i capi mi dice ma cosa fate voi i prezi ma cosa dite alla gente che noi troviamo continuamente che la gente è sbalordita perché si deve morire ma chi gli dite qualche cosa non gli dite niente dico guarda si vede che noi non gli diciamo niente ho sbagliato quindi vengono da voi sono passati dai prezi ai dottori ma ma non va bene non va bene non va bene non va bene perché non sono più strade di verità e di pace bisogna che siano strade di verità e di pace anche dal punto di vista dell'umiltà scientifica anche dal punto di vista dei limiti noi per una malattia non grave spendiamo cifre spaventose rispetto a una malattia in un paese del terzo e del quarto mondo la disuguaglianza sanitaria è uno dei segni più violenti di tutte le disuguaglianze e le ingiustizie che ci sono fra il nostro mondo e quel mondo non si può non farne conto per cui a forza di stufare sono dentro al comitato etico e allora adesso il 10% di quello che viene dato al comitato perché uno vuol fare un esperimento se vuol fare un esperimento glielo facciamo pagare carissimo dal punto di vista e il quattro lo mandiamo giù nel terzo mondo un mare bisogna stare attenti perché non bisogna che alla fine si disumanizi e allora si perdono i contorni della realtà perché se invece è umano sicuramente c'è dentro lui se diventa disumano violento aggressivo è pericoloso abbiamo bisogno che tutti possano riconoscere il Signore che ha dato la vita per noi e che continua a darla oggi è qui a farsi riconoscere da noi però con quella cosa tremenda che il testo dice che spero sia anche un errore di traduzione devo dire perché insomma non mi convince il Signore risorto appare poi gli dà una soffiatina e poi gli dice ricevete lo Spirito Santo a coloro a cui perdonerete i peccati saranno perdonati a coloro a cui non perdonerete non saranno perdonati io non sono d'accordo su questa seconda parte dice una cosa molto più impegnativa proprio a tradurre bene da prendere almeno sei più ingretti a coloro per i quali li tratterrete resteranno trattenuti quindi hai una responsabilità tremenda perché quelli che tu perdoni lui li perdona se tu stai fermo a non perdonare lui sta fermo ma dico ma le magie le magie le magie no è che a casa tua ci sei te cosa trattieni cosa trattieni e la carezza di Dio attraverso chi passa se non attraverso te andrà a cercare un'aria va bene ma chi chiudi te è chiamato ad essere il segno della infinita misericordia ma scherziamo quindi c'è un compito di perdono capite immensa immensa perché questa potenza dell'amore che ha portato il figlio di Dio a dare la vita per noi spingete ovviamente a dare la vita per i tuoi figli e su quattro così vicini comincia ad essere un po' impegnativo ogni modo vedete voi va bene però tutti in ogni caso anche il capufficio lo scatese anche il parro chi lo salva se no se tu non lo perdoni e quindi questa frase è bellissima ma va corretto lo diremo qui a Matteo il nostro vescovo che è una persona che capisce le cose perché perché questo è il grande compito di tutti noi capite noi siamo fatti cristiani cioè siamo di Cristo pessimi ma siamo di Cristo con un compito di fare quello che lui vuole fare con tutti capisci? però in via della dozza 5 barra 2 lui ha mandato eh eh eh eh ecco e perché mi ha mandato lì? e perché ha sbattuto quello là dentro a quella corsia d'ospedale? eh e perché? e perché? e perché? se non ci fosse stata quella persona nella tua vita se non ci fosse stata quella vicenda nella tua vita se non ci fosse stato questo immenso fiume d'amore che ha sempre avvolto la mia vita tutte le volte che mi lamento il buon Dio fa così non mi dice niente eh ma mi guarda con ironia eh ti senti scherzi a lamentarti per un bagaglino così ecco allora capite questo ritorno della domenica è una cosa bellissima ma un po' da fregatura perché adesso lo devi far te eh adesso lo devi far te adesso devi dare anche a questa persona a questa situazione la possibilità di riconoscerti e di riconoscere e siccome è messa molto male è l'impresa è chiaramente delicata c'è sempre quel solito vantaggio dei vecchi come me che hanno la spianzina e questo è un grande vantaggio perché molte volte non saprei che cosa dire però siccome mi viene la spianzina e lui piange e lei piange piango anch'io eh è vero non le trovo non le dico che è solo un difetto della vecchia la prenda un po' come partecipazione però o a ridere o a piangere il nostro compito è riconoscere e benedire