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IIDomenicaQuaresima-omelia_GiovanniNicolini-Dozza-20160221(15-incompleta).mp3

Data: 21/02/2016

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

E voi lo sapete che le stelle non si possono contare, sono troppissime. Dire che sono miliardi, miliardi, e amici scelziati si ridono di lui. Non si può dire quanto sono. E Dio dice ad Abramo, guarda in cielo e conta le stelle se riesci a contare, e soggiunzi, tale sarà la tua discendia. Siamo noi questa discendia. Questo mi pare un po' che sia il motivo di questa domenica. Fare una specie di conta di tutti, una conta attesa, tenendo conto di una cosa. Delle stelle non si possono contare perché sono troppe. Ma che il padre non vuole che nessuno dei suoi figli vada per lui. Questo va a fissare in questa domenica. E viene pisato in modo un po' strano, no? Con questo diacolo splendido, quasi gioco. Dove percogliano bene lui, il nostro Signore. Non lo dobbiamo adesso mettere sulla torse. Mancano un po' di domenica per arrivare alla Settimana Santa e alla Pasqua. Oggi lo dobbiamo considerare in un altro modo. Uno qualsiasi. Uno degli infiniti. Uno degli moltissimi. Che non si possono contare. Quante persone umane hanno attraversato in tre anni. Non lo sappiamo. È impossibile sapere. E lui? E lui è uno piccolino in mezzo all'ora. È questo il posto che lui desidera. Che non lo si possa neanche distinguere tra tutti gli altri. E poi c'è la faceta del monte. E lì su quel monte lo deve sentire. Mentre pregava il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida, svolgorata. Due uomini parlavano con lui, Mosè e Elia, che parlavano del viaggio che stava per fare che doveva compiersi a Gerusalemme, la croce. Sì. Allora, dopo essersi messo proprio dentro, in mezzo a noi, il riconoscibile, lì viene illuminato dalla luce del Padre. Questo è il figlio mio, l'elecchio. Ascoltatelo. Vorrebbe essere l'ultimo di noi. Capite? Capite perché, no? Vuole essere l'ultimo di noi perché non ci deve essere nessuno più in basso di noi. e dice, no, quello lì è troppo giù, no. E quindi, volendo essere più piccolo, allora per questo il Padre lo illumina e dice, beh, lui, lui. Non è un modello umano alto. Il gioco del Padre deve essere che per tutti è aperta la porta. che anche io sono voluto bene dal Padre, anche tu. Mi capita qualche volta nel caso e anche all'ospedale di trovarmi proprio davanti a questa necessità di sempre. Se mi dovrei far capire quanto il Padre mi vuole bene, quanto è prezioso per il Padre. Lui che non è più neanche prezioso per se stesso. Lui che mi fa pensieri di morte, ma non sai che sei carissimo a Dio. è il compito di questa domenica, capisci? Di maniera che tra qualche domenica quando sia Pasqua noi siamo certi che non c'è nessuno fuori da questa potenza d'amore che salva tutta l'umanità. però è bellissimo che non lo si fa in modo genetico, no? Com'è? Vabbè, no, ma che si specifici in quella piccolezza e in quella povertà. Ed è per quello che la maternità della Chiesa ha portato dentro anche alla parola che abbiamo ascoltato e proclamato è come sacrificio di Abramo. Un po' strano, un po' contestato, un po' culo, un po' nella noccia, un po' assalito da animali rapaci, accompagnato in lui anche da una grande angoscia, da una grande paura. È bellissimo. Dicevano l'altro ieri Lorenzo e Andres passavano per la porta di Damasco e quando è arrivato quel solito ragazzo immolato con il suo coltello ha ferito uno e poi è stato massacrato si dicevano che il massacro è continuato in maniera che il corpo che era imperferrato si è proprio strassiato a testo. Ecco, bisogna arrivare lì per capire gli intendimenti di Dio. prima ho fatto tardi perché sono nudo andare a parlare della visita ai malattri e della visita ai carcerati perché adesso la vado la misericordia a fare delle piacche su queste cose si bisogna arrivare a Dio perché Dio vuole salvo anche quello che è quello stesso che noi condanniamo Lui lo può salvare. Questo è il silenzio con questo anno della misericordia perché è stata aperta questa porta molto e giacchia perché noi non riusciamo a non dividere il mondo in giusto e chi ha ragione e chi ha tolto e chi lo merita e chi non se lo merita e chi è buono e chi è cattivo però io faccio sempre appello appunto alle donne in modo particolare alle mamme sperando che siano sbagliate le mamme sono sbagliate disastri pensi si vedete a tutti perché per loro il fatto che siano loro è così importante che gli importa assai meno che funzionano che non funzionano che fanno ingegnere che vanno a fare i fattini che non vogliono fare un tubo che è disastri ma sono tuoi figli perché questo è il femminile di Dio Dio è padre essendo madre e quindi ama questi figli che ha generato di quell'umico figlio che ha generato e sono tutti suoi anche noi quattro gatti che veniamo qui ancora alla messa alla domenica e sapete che dobbiamo proprio portarsi tutti bisogna che sia affollatissima la liturgia di oggi tu quanto ne porti 250 e sei quanti sei quanti perché il nostro posto è quello di abbracciare tutta l'umanità per la salvezza noi dobbiamo voler bene a tutti e questo voler bene è più forte di ogni giudizio di ogni giustificazione separazione più forte di tutti e anzi siccome abbiamo paura di perdere qualcuno e di dimenticarcelo bisogna che cominciando dal sabato andiamo a caccia con il nostro pensiero e con il nostro affetto di quelli che possiamo pensare più lontano quello lì sul monte della trasfigurazione ci arriva a valo a prezzo valo a prezzo allora capite dio dice ma provato a contare le stelle ed è bellissimo perché dopo il problema delle stelle avete visto che c'è il problema della terra perché poi in realtà la terra che è promessa gliela daranno un sacco di tempo dopo ai suoi svilettosi un peccettino di terra questo peccettino di terra è il pezzo di terra sul quale noi in questo momento ci troviamo però da questo peccettino di terra piccolo si può vedere l'immensità del firmamento per convocar ecco l'avete fatto bisogna li convochiamo proprio tutti andate indietro anche nella nostra memoria riflessando le persone che non abbiamo perdonato e che non abbiamo amato e che non ci hanno amato ma noi le portiamo qui sul monte della persigurazione tutti intorno a questo ometto di naggiare a questo garzone di palegnano che è il salvatore del mondo è bellissimo è bellissimo perché perché dopo anche tu in un certo senso sei un garzone di palegnano eppure quale grande come che ti è assegnato e anch'io sono un prete peccatore ma quante persone il Signore affida il mio affetto mica il mio buon esempio che sono cadato ma il mio affetto non al fatto che tu lo sai tirare bene su un velo e il figlio ma al fatto che lo ami certo e che lo ami con la potenza dell'amore di Dio che non volete che siano gli uccelli rapaci che precipitano sulle vittime e Abramo li deve casar via sono gli impedimenti a parte che si faccia il sacrificio del Signore vogliono portarmi via il sacrificio o vogliono portarmi via la vittima del sacrificio non lo so ma tu sai che vogliono ostacolare questo sacrificio dal cuore non lasciati pregare in tutte le condizioni e Abramo poverino ha un sacco d'angosia e però Dio gli si adarà mentre il sole stava per tramontare un torpore cade su altri ed ecco un terrore e grande oscurità lo assaggiano è importantissimo questo è importantissimo capisci perché ti capita no? ecco sei attivo non parti per mare non parti per mare non parti per mare dal ragazzo con il tuo tempo non parti per mare da quelli che lo sbrano ma poi i colpi di vibraggio non parti per mare non puoi parti per mare da nessuno celebra il sacrificio dell'amore di Dio capisci siamo qui per questo la seconda domenica di quaresima è questa convocazione universale capisci della pasto e questo è meraviglioso è il piccolo palegname attraverso tutte le generazioni della storia per raccogliere anche quelli che ti porti capisci com'è preziosa la tua mediazione d'amore com'è necessaria io penso che ti possa venire in mente una persona che o la intune il cuore o c'è proprio da pensare che non sia nel cuore di nessuno e qui c'è anche il piatto di Paolo furioso�