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III DomenicaAvvento-omelia-Giovanni_Nicolini-2013121526.mp3

Data: 15/12/2013

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Testo dell'Omelia

Volevo aggiustare un momento, perlomeno un punto del testo italiano del Vangelo dice che in quel tempo Giovanni che era in carcere sente parlare delle opere del Cristo la frase di per sé nel testo originale è costruita diversamente e quindi accentua con l'affermare che Giovanni sente parlare delle opere di Cristo quando è in carcere e quindi sottolinea in qualche modo la disomogeneità, ecco lo strappo, lo stacco tra il carcere dove lui si trova e le belle notizie che sente di questo Gesù lo dico perché questa è un po' la tonalità di questa domenica che come vi dicevo vuole essere la domenica di avvicinamento al Natale l'antica tizione latina chiama questa domenica gaudete godete, siate contenti perché ormai il Natale è vicino il Signore sta nascendo in mezzo a noi e però nello stesso tempo questa domenica ci dà una immagine di quella che peraltro è la nostra situazione di sempre e quindi cerca di descriverla e quindi adesso proviamo a entrare un momento nei testi di oggi soprattutto attraverso due immagini una è questa, il carcere l'altra è quella del deserto il testo di Isaia è tutto cantato nel deserto sono due condizioni quindi difficili della storia parto dal carcere perché ieri pomeriggio ci sono stato e sono stato per una circostanza singolare per ascoltare un concerto il concerto di un coro e questo coro che fa parte anche dell'orchestra più illustre della città e quindi c'erano alcuni anche orchestrali di questa orchestra però cantavano e tra di loro c'erano anche 20 persone detenute nel carcere in vero così abbiamo saputo che a lunedì mattina una parte di questo coro della città va in carcere e si trova con il gruppo maschile e col gruppo femminile dei carcerati e poi appunto anche loro quindi cantano quando il coro si riunisce e ieri era spettacolo di questo con molti ospiti c'era anche il ministro della giustizia e per me è stato bello anche perché una donna che è il direttore del carcere ha fatto un bellissimo intervento di presentazione parlando della bellezza e di com'era importante e di com'è importante che anche in un posto difficile come il carcere entri la bellezza e quindi il carcere è vero come quello di cui si parla nel Vangelo per Giovanni Battista il carcere era in festa c'è stata una bella festa nel carcere e il profeta Isaia dice che nel deserto devono scorrere dei fiumi la rigidità del deserto deve essere interrotta e che ci saranno cose straordinarie perché si sta avvicinando un tempo in cui tutte le profezie saranno adempiute il piccolo popolo dei pastori ebrei avrà portato a pienezza la sua missione presso tutti i popoli della terra e la grande preparazione che questo piccolo popolo ha fatto perché il Salvatore venisse nel mondo ecco si compie e noi la celebriamo nella festa del Natale quando la parola di Dio è stata donata ai padri ebrei parola per la quale tutto il mondo è stato creato e misteriosamente tutta la storia se ne è condotta quella parola come ricordavamo dall'Evangelista Giovanni si fa carne è un'espressione per dire che diventa una persona quella parola è una persona quel bambino che si aspetta è Dio è Dio preparatelo prima il presepio perdonate ma invecchiano sempre la mania di queste tradizioni da custodire preparatelo un po' prima il presepio non troppo sotto il Natale e disponete tutto nel presepio lasciando evidentemente vuoto il posto dove dovrete collocare l'immagine del bambino e fate in modo che tutto il presepio e tutte le persone che sono nel presepio in qualche modo guardino verso questo posto vuoto eh fatelo così con questa intenzione perché il presepio è la rappresentazione di tutto il mondo ed è la rappresentazione di un'attesa perché al di là delle feti delle religioni delle ideologie delle culture delle etnie tutti aspettiamo qualche cosa chi spera di guarire chi aspetta un figliolo che se ne è andato troppo lontano chi aspetta la consolazione perché è nella stanchezza della sua disperazione chi aspetta la persona amata e tutti aspettano i cuori della storia sono tesi chi lo sa e chi non lo sa questo piccolo che nasce è di fatto il dono di Dio a tutte queste attese allora metterete poi l'immagine e la statuetta del piccolo bambino perché lui è l'atteso delle genti ecco questo è il senso profondo che questa domenica vuole avere per dire allora c'è questa cosa vero? il deserto è il deserto il carcere è il carcere la mia vita è la mia vita di più la mia persona è la mia povera persona però qualche cosa è capitato è successo qualche cosa ed è molto bella l'immagine di quel contadino di cui parla Giacomo e la sua lettera e si fa vedere questa strana immagine del contadino che sta lì a guardare la terra il suo terreno e perché sta lì a guardarlo? è perché aspetta e cosa aspetta? aspetta che finalmente nasca quello che è stato seminato e quindi è lì e dice ma cosa guardi? della terra? eh no eh no non è proprio solo la terra c'è dentro qualche cosa ecco vedete è un modo nuovo di ripensare la storia perché ormai è stato seminato qualche cosa e quindi è tutto nuovo e quindi e ci sarebbe da fare un'altra piccola correzione del testo del Vangelo succede adesso che ci sono dei ciechi che ci vedono dei sordi che odono ci sono dei muti che hanno la parola addirittura ci sono dei morti che risorgono e la frase va presa proprio alla lettera sul serio perché questi qui secondo anche la costruzione grammaticale del testo non sono delle persone che erano cieche e adesso non lo sono più non è che erano muti e adesso sono usciti dal mutismo e chiacchierano no sono dei ciechi che vedono sono dei muti che hanno la parola sono dei sordi che odono capite che cosa è successo è successo che nella storia del mondo è entrato uno sguardo nuovo per cui io sono secco e se le cose le vedo con i miei occhi non le vedo o le vedo male e se cedo a vedere tutto vedo sempre le cose distorte e non so cogliere le cose belle che sono in genere più sottili più segrete più preziose meno clamorose il mio occhio molto difettoso ma ci viene regalato uno sguardo nuovo ci sono dei ciechi che vedono noi fratefi noi cari siamo dei ciechi che vedono avete già inteso no? che cosa vuol dire il deserto sarà poi sempre quel deserto che è con tutte le sue asprezze le sue aridità le sue difficoltà le sue inimicizie ma adesso ci scorre un ruscello d'acqua è bellissimo è nel deserto ogni tanto capita quando si cammina nel deserto è un'immagine che sempre mi sorprende mi commuove quando ho la fortuna di poter fare una passeggiatina perché bastano poche gocce e fiorisce quella terra è così arida e assetata che però contemporaneamente è come pronta a fiorire nel desiderio di fiorire proprio come un malato che desidera guarire o una persona sola che desidera una carezza o chi è nel dolore e aspetta una consolazione e appena una goccia sola di consolazione viene subito tutto è diverso è vero che ci sarà nel deserto ma è già tutto diverso perché tutto è adesso visitato da questa novità è terra cosa stai lì a guardare la terra contadino e sei che l'ha morto perché dentro c'è un segreto meraviglioso è fiorina ecco questa è in qualche modo l'immagine che oggi però è importante portarsi via capite? perché? perché il Signore ci ha messo in questa condizione noi non siamo persone speciali siamo come tutte le altre e peggio anche di tutte le altre però è stato assimilato chissà perché non lo si sa chissà perché il Signore ti ha voluto bene che cosa hai tu di speciale? niente e però oh mi hai preso e però non ti ha preso perché tu ti chiudi in te stesso è vero a goderti il tuo sguardo la tua luce la tua parola no ti hai incaricato questo era quello che tentavo di dire all'inizio della messa un promotore di feste dunque anche tu promuovi festa ieri appunto c'è stato questo bel discorso del direttore del carcere e mi ha impressionato ma mi ha preso anche perché? è perché è una donna perché è una donna io sono convinto che questo è il compito del femminile poi può darsi che è meglio che anche noi maschietti abbiamo un po' di femminile è vero perché se no nel carcere è molto più organizzato tutto il sistema di sicurezza costa un sacco di quattrini ed è poco organizzata la festa del cantare insieme dell'ascoltare insieme del conversare insieme poco poco su più di mille detenuti ci sono quattro operatori culturali che sarebbero quelli che promuovono queste iniziative ci sono le donne che secondo la grande rivelazione ebraico-cristiana hanno il primato della cosa più importante che c'è che è la comunione è la comunione d'amore bisogna che riesca bisogna che ce la cambiamo bisogna promuovere un incontro buono vi ricordate Cana e qui abbiamo due sposi oggi qui con noi che si fanno 25 anni di matrimonio non sono molti ma sono già parecchi eh io ricordo sempre la mia cugina Manuela e lei e lei ne ha ormai più di 40 e però ogni tanto mi telefona e mi dice ma non bastano e no non bastano continuare e ci sono continuati è vero e il femminile ha nella Bibbia fin dalle prime pagine questo compito specialissimo perché Adamo fatto per conto suo va in una cicca ed è persino malinconico ed è contento solo quando lei gli regala lui Dio gli regala la donna la sposa la sua piani e vi ricordate dell'altra donna appunto quella di Cana che appena vede che anche suo figlio è arrivato alla pesta va subito di là per dirgli oh ma non è mica il vino quasi e dice allora che c'entro io non è mica l'ornia oh lui è un pietto lei niente fate bene quello che vi dice perché perché il vino occorre perché se no non si può fare con la liturgia delle nozze ci vuole il vino ci vuole il vino perché bisogna fare le nozze è una fatica questo so che è una fatica è vero ci hanno chiesto se possiamo ospattare qualche persona adesso che fa troppo freddo addorbire un po' qua sotto e lo facciamo da un po' di anni però giustamente l'anno scorso uno dei miei ministri ha protestato ha brontolato con me e mi ha detto ma non si può mica ricevere le persone così è proprio un ricordo certo è caldo fuori c'è freddo e vabbè quindi c'è qualche cosa c'è un bagno c'è qualche cosa però come si fa ad accogliere così? è giusto bisogna accogliere bene bisogna che anche questo sia un po' di festa è il deserto del troppo freddo viene un riparo però bisogna che sia un atto gentile bisogna che sia adornato e allora adesso abbiamo chiesto un po' se le donne le mamme ci danno un po' una mano perché la nostra ospitalità sarebbe un po' troppo burbe quali che hanno diritto adesso è tardi come è che si è arrivato adesso e magari i servizi possono anche servire ma certo se non c'è l'altro non vale la pena è meglio che si arrangino quelli del comune a trovare un altro posto perché noi della dozza non siamo capaci di accogliere come una festa ecco bisogna costruire la festa sempre mancava pochi minuti alla messa mi ha telefonato dall'ospedale una signora eh sono qui neomatologia al primo piano eh mi faccio portare la comunione eh no voglio anche parlare con qualcuno io parlare con qualcuno io adesso sono qua devo dire la messa eh cerca qualcuno c'è qualcuno che può andare a trovare sta vecchina la pneumatologia falle un po' festa falle un po' festa certo la festa ed è la festa del Signore capite ed è la festa che deriva dal fatto che siccome il Signore ti ha dato un occhio nuovo ti ha dato una parola nuova e Lui è dentro di te nel dono del suo spirito a suggerire gesti parole silenzi sorrisi latini sei uno straordinario organizzatore di feste e quindi è il Signore che bisogna possa diventare festa anche se non lo nomini eh anche se tutto si riduce a un bicchier d'acqua che porti a un sorriso che fai è vero a un saluto su quello davanti dello stesso fianerotto che gli siete mai guardati in ghiglia ma un giorno Lui è tutto sorpreso perché dice a sua moglie beh ma mi ha salutato beh ma come che mi ha salutato perché nel deserto ci si stupisce se c'è una goccia d'acqua beh e anche in un condominio ci si stupisce se c'è un saluto sul pianerotto c'è tanta gente che è stata portata perché era vecchio lì al Giovanni XXIII ma mi diceva chi guida un po' questa cosa che ci sono persone che sono due anni che vedono nessuno nessuno sono state depositate c'è il deserto e c'è il deserto bisogna mettergli delle correnti fresche bisogna farlo fiorire questo deserto vedete il rapporto nostro con la storia è questo qua è questo qua si sbaglia quando si dice siccome noi abbiamo il Vangelo conviene che siamo noi a fare le leggi che siamo noi a regolare le scuole che siamo noi a fare lo Stato così tutto diventa cristiano e tutto funziona sbagliato il Sacro Romano Impero avrà fatto anche qualche cosa di buono ma ha combinato un sacco di guai perché se tu entri poi nelle regole del deserto eh ci caschi dentro e dopo si fanno le crociate si va dietro la pena di morte si bruciano le streghe ma che mi chiamano i cristiani non possono bruciare anche le Signore qualunque sia l'età non possono dire gli bruciamo il corpo per salvargli l'anima questo non corrisponde al Vangelo di Gesù allora chi sono i cristiani? i cristiani sono gli incaricati di portare dentro ogni cuore perché tutti sono cari a Dio e sono figli di Dio tutti e non c'è nessuno che sia troppo di alta religione o di nessuna religione o di troppa cattiveria o di troppi guai che combina che il Signore dice quello lì non è più mio sono tutti i suoi e quindi lui ci tiene che la festa la organizzi dappertutto lì dove campi no? lì dove campi c'è qualcuno che deve prendere il viaggio andare lontano porti il Vangelo in mezzo alla steppa ma tu portala nella steppa di casa tua cominciata dalla steppa del tuo cuore magari no? cuore che si ne ridici facilmente davvero cuore che appunto un solito mio avvertimento non metterebbe la statuina della cognata nel presepio bisogna mettere anche lei nella presepia del tuo affetto ci deve essere un posto anche per lei bene e però in ogni caso dappertutto la festa la carezza di Dio che è Gesù il sorriso di Dio che è Gesù il pianto di Dio che è Gesù ma è tutto nuovo eh? allora vedete la bellezza di questa domenica è vero? è l'impegnativa di questa domenica perché adesso ci sono venute in mente tante robe che insomma che le abbiamo lasciate troppo lì è vero? sì abbiamo fatto il nostro dovere ma si può non è che far così ma ti sembra è vero? è domenica festiti bene festiti bene perché è domenica ma sono regole così? eh sono modi sono modi sono tutte le inventive è vero? dell'affetto della carità della commozione perché tutto sia più bello pensate quindi alla meraviglia di questo compito noi non siamo incaricati da Dio di cambiare il mondo né tantomeno di fare lo stato cristiano e neanche di fare le scuole cattoliche noi siamo incaricati anzi di andare in tutti i buchi sbagliati in tutti e allora a partire dai nostri e lì far vedere che anche lì c'è del buono non c'è solo la terra di quel contadino ormai ogni terra e ogni vicenda umana è un terreno seminato perché Dio è stato seminato e questa è l'ultima parte che lui manda a dire a Giovanni sai Giovanni adesso tu mi chiedi se è arrivato il Messia se c'è il Salvatore io ti mando a dire guarda qui ci sono adesso cechi che ci vedono zoppi che camminano e poi però giunge un'ultima roba e dice ed è beato chi non si scandalizza di me e com'è che dice così fa bene a dirlo fa bene a dirlo perché? perché l'ultima cosa che bisogna dire è che lui che vuole accendere le feste dappertutto non suona dei tromboni non ha delle antenne televisive non ha neanche un potere legislativo non è che viene avanti sfoderando imponendo una grande cultura e lui come fa allora a promuovere la festa dappertutto? muore d'amore vuole un bene da morire sapete che è questo che Gesù preavverte Giovanni non scandalizzarti del di me perché chissà cosa ti aspezzi che esce e sono su un'auto blu è vero? oppure sono tutto paludato con degli incesi e invece niente anzi sempre peggio e creperà in mezzo a due malfattori con suplizio romano più abominevole Nero quando faceva le croci a Roma dice che le faceva trecento per volta era una roba colossa però là in quel punto della Palestina c'è stata quella quella anticamera e allora perché ci si scandalizza perché per fare cose grandi bisogna essere grandi e per fare cose meravigliose bisogna essere potentissimi intelligentissimi dotatissimi per fare grandi cose ci vogliono grandi risorse va bene e qual è la risorsa più grande che tu hai? qual è? perché fino a un certo punto l'hai un po' viziato l'hai portato al mare gli hai comprato i vestiti firmati l'hai mandato a ripetizione di inglese da una prof super ma tutto è naufragato ma qual è la cosa più potente che hai? tira la fuori dice vieni qui che ti do un bacino perché la cosa più potente che tu hai è il voler bene e siccome appunto si dice ti voglio un bene da morire è andata a finire che Dio è morto d'amore e siamo alle solite e siamo anche oggi ancora a dire che si può pensare la festa per tutti se si vuol bene a tutti solo che a tutti bisognerebbe volergli un bene da morire lui è bravo ed è capace e noi così così c'è una pedagogia dell'amore che non ci abbandonerà mai fino alla fine fino alla fine avremo da confessare che non abbiamo voluto bene e chiedere e possiamo voler bene ancora e ancora di più è la preparazione che facciamo adesso ci manca un'altra domenica ancora e poi viene subito il Natale prepariamo il presente il presente lo prendiamo pensando un pochino alla galera di Giovanni Battista alla galera della Dossa al tanto dormire qui sotto perché c'è troppo freddo pensiamo al deserto della storia al deserto del profeta Isaia e disponiamoci a dire che niente è perduto perché tutto è amato e chi ama non lascia perdere niente e salva tutto portandolo dentro nel suo cuore seminandolo nel terreno del suo affetto grazie a tutti