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III DomenicaAvvento_Gaudete-omelia-GiovanniNicolini-Dozza-20151213(24).mp3

Data: 13/12/2015

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Quando tempo fa vi dicevo di come potevamo entrare in questo anno della misericordia, con la testa sballinata che mi ritrovo ho fissato una data non ricordandomi che io non sarei stato a casa e che l'8 di dicembre non ero a Bologna. E così lo facciamo oggi. Voi ve lo ricordate qual era il patto di ingresso in quest'anno della misericordia? Era l'accordo per il quale nella messa di questa mattina noi perdoniamo tutti. Perdoniamo tutti. Bene? Anche se c'è qualcuno che facciamo fatica a perdonare. Oppure se c'è qualcuno con il quale non avremo la possibilità poi di dargli un colpo di cellulare per dirgli lo sai ti ho perdonato perché non sempre si possono avere delle reazioni positive. Però per quello che ci riguarda, per quello che ci riguarda. Quindi capite questa mattina, da questa nostra messa, esce una potenza enorme, inaspettata. perché molte volte non ci si pensa neanche, no? Resta un muro di separazione, resta un sentimento negativo, magari si cerca di non pensarci perché è fastidioso quando siamo assaliti da pensieri fatti così. però noi possiamo fare un passo di più questa mattina. Proviamo a fare insieme questo passo. Mettiamoci d'accordo che quando noi daremo alla piccola gioia il segno della sua figliolanza di Dio, in quel momento noi riconosceremo in ogni persona un figlio di Dio. E quindi, in quello che è il motivo per cui il Signore ci ha regalato un po' di fede, è questo. Fare del bene intanto in questa maniera. Abbattere i muri di separazione. e mettere su dei ponti. Chissà se li barcheremo anche. Intanto stamattina mettiamo i ponti. Bene? Mettiamo i ponti. Chiediamo al Signore di poterli inaugurare anche alla sferpa. Come vi dicevo, infatti questa domenica è particolarmente segnata dal tema della gioia. E siccome magari qualcuno di noi non ha la possibilità, dal punto di vista del suo sentimento, di essere lui nella gioia, sapete che cosa fa il Signore? E fa delle robe da matti. E stamattina avete ascoltato, ma adesso lo riascoltiamo insieme, un pensetto della Bibbia, due righe della Bibbia, che sono la descrizione più grande della gioia di Dio. Intanto notiamo una cosa, che alla gioia di Dio pensiamo poco. E ci sembrerebbe anche un po' strano dire, ma Dio è contento, cosa vuoi che sia, è Dio, buono, no? Invece no, è proprio contento. Ma adesso però, ve lo leggo, è la prima lettura, quella del profeta Sofonia, è l'ultimo versetto, l'ultima riga del testo che abbiamo ascoltato. Dice prima, il Signore tuo Dio in mezzo a te è un Salvatore potente, gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia, grida di gioia. E pensate che c'è addirittura anche un altro modo per dire queste parole, che direbbe che addirittura fa dei saltoni di gioia, però vada, ma no, danzerà di gioia per te, capisci? Non è contento perché è bravo, non contento perché ci sono gli angeli, non che grida di gioia per San Francesco d'Assisto, ma per te, per me, per te, grida di gioia, non solamente per la gioia, è che motivi di protesta per stamattina ne ha pochi ancora, il buon Dio, è vero, ma invece anche per te. E come fa a gridare di gioia per te? come trova la ragionevolezza e la forza? Perché dice a te ci penso io, a te ci penso io. Vi ricordate quando nella vostra vita qualche volta è risuonata questa notizia, questa rassicurazione? non preoccuparsi, a te ci penso io. E qualcuno ci ha preso per mano e ci ha consolato, anche magari per cose piccole, eh, per esempio, io patisco un po' di vertigini e tre giorni fa sono andato a fare una passeggiata nel deserto che ho fatto altre volte e so che lì ci sono dei punti dove sotto sai vedi il vuoto, no? Perché quelli che hanno le vertigini stanno male per quel problema lì, no? Che se anche ripidissi, ma non importa niente, ma se, o cane, eh? E allora però cosa succedeva? Che c'era davanti a me un altro e sapeva che quando succedeva così se io gli appoggio una mano sulla stalla, guardo verso il monte e si va un po', eh, senza troppo stralea il panorama che non è il momento, buona. E però quella spalla lì, in quel momento lì, eh, è bellissimo quando qualcuno ti dice non preoccuparsi, ci penso io. Ed è bellissimo che nella messa di oggi questo qualcuno sia Dio. Perché Dio tiene per te. e perché lui grida di gioia per te? Perché ci sei? Perché ti ha fatto lui? Perché lui ti ha nutrito, perché lui ti ha seguito fino ad oggi, ti ha affidato a qualcuno. Certo, ti ha esposto anche a dei pericoli, anche a dei passaggi difficili della tua vita, vero? però, sono passaggi della tua vita difficili che adesso tu ricordi per dire Dio, ma ce l'abbiamo fatta, beh. Eh, sì. E più ti allontani da quel momento e ci ripensi, più ti risulta evidente che ce l'hai cavata per una specie di miracolino, perché se era per te ribelle che fritto. E invece no, è andata bene, è andata bene. e questo grida di gioia di Dio per te come diventa addirittura anche più intenso, più profondo quando lo stai verificando in una persona importante per te che tu ami. E sapete, quando si ama una persona in modo particolare, speciale, la nostra vita è come trascinata verso quella persona. e non viviamo più per noi stessi ma viviamo per. E allora quando si vive per, Dio mio, ma adesso dove sarà? Ma e che cosa farà? E come facciamo a ritrovarci? Dio, quante domande difficili, è vero? E invece no, perché ci pensa lui. È bellissimo essere voluto bene. e questa mattina la cosa che proprio devo dirvi e voglio dirvi è che il Signore vi vuole molto bene. So benissimo che io non posso far partire questo da una conoscenza profonda di te, ma so che devo dirvelo e so che devo invitarti a considerare la tua vita in modo più vero e più profondo. e capisco bene che ci sono state delle difficoltà e che ci sono delle difficoltà anche questa mattina nel tuo corpo, nella tua mente, nella tua storia, nelle tue relazioni. Certo, so che ci sono. Ma il mio compito è dirti questa mattina avanti, coraggio, riscopri quanto sei voluto bene. dice, ma tu mi dici che Dio mi vuole bene, ma devo dirvi che io sono qui, non so perché sono un amico del papà di gioia, io sono qui per quello, se no non sarei assolutamente qui, me ne starei a letto a riposare un po', sarei al bar a farmi un grappino, ma non sarei qui, ovvero alla messa della dozza, sono contento di esserci perché sì, è vero, è vero tutto questo, ma anche il battesimo di gioia, vedi, è un piccolo tassellino, è un biglietto affettuoso che Dio ti ha scritto e te l'ha messo nella mente e nel cuore, per cui invece di stare a dormire e invece di andare a farti un grappino, hai detto, ma va là, stamattina vado al battesimo della gioia, vedi, ho visto, è perché il Signore è bravissimo, no? Non ti sei mai commosso davanti a un tramonto, non sei rimasto pieno di stupore davanti allo splendore dell'alba, ma in modo più profondo, non hai sentito un tremito dentro di te quando un tuo fratello commosso ti ha raccontato qualche cosa di importante e di prezioso, ma certo. e se noi guardiamo in questa prospettiva, sapete, possiamo fare un cammino senza fine, un cammino senza fine nella grande scoperta che è la cosa più importante che c'è ed è l'amare ed essere amati non finisce mai, non finisce mai. Allora, questa è la meraviglia della nostra vita. allora adesso si può tornare anche con tranquillità per dire ma io però chi sono? Disastro! Disastro! Questa qui l'ho stancata, quella l'ho sbagliata, io ho creato un guaio. Mi sono anche un po' rovinato, orto che ha? Ma come facciamo? E allora per quelli come facciamo? Oggi ci è stato regalato il Vangelo e c'è quella domanda lì, bellissima, eh? dice le folle interrogavano Giovanni mica me no, no, dice che cosa dobbiamo fare? Eh, bellissima quella domanda lì, no? Che potrebbero, avrebbero potuto dire ma come faremo? E invece è più gentile la domanda così, eh? Che cosa dobbiamo fare? E tu che sei esperto di felicità e di pace, dimmi che cosa devo fare io? Ed è meraviglioso, capite? Che per incoraggiarci lui ci faccia capire che anch'io, che magari ho cambiato tanti quelli, forse qualche cosa di buono lo posso fare, anch'io posso fare qualcosa di buono, sì, sì, benissimo, per fortuna che ci sei, anche tu puoi fare, anche tu puoi fare. E questo è importantissimo, capite? perché è il contrario di quando uno pensa che non ci sia più niente da fare. E questo è proprio sbagliato. Questo contraddice il cuore di Dio, contraddice la mente di Dio, ma contraddice anche la mente e il cuore di quelli che ti vogliono bene, che non accettano in questa casa. Non l'accetta. Non c'è più niente da fare. Allora, facciamoci tutti la domanda, bene? Allora, questa mattina ci facciamo tutti la domanda, che cosa dobbiamo fare? Risposta, chi ha due tuniche, le dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto. E ho fatto una scoperta che ci sono le carne, eh? E siccome, anche vecchi ormai, ma c'ho tanti di quei golf, che via via, uno dice, cosa regaliamo al prete? Beh, regaliamogli un golf, e giù golf, eh? Beh, prendo le tarme, eh? No, altro che ho, gli ho lasciato prendere le tarme, altro che due ne ho. Eh? Però, questo due, se ne avete due, è una cosa ancora più importante, sai? Se c'hai un minuto in più per lui, se c'hai uno sguardo in più, una carezza in più, un sorriso in più, dai, daglielo. E sono i momenti in cui scopriamo che in saccoccia ne abbiamo, è vero, che ne abbiamo, che ne abbiamo, che si può fare. E quindi, partito così, avete visto cosa fa il Vangelo? va a pescare nelle situazioni più difficili, eh? Perché dice, vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e chiesero, maestro, che cosa dobbiamo fare? Perché quelli lì, oh, quelli lì sono dei pochi di buono, beh, perché sono i pubblicani che sono, sapete, sono quelli che sono incaricati di ritirare le tasse. I romani, che sono i colonizzatori stranieri, lo fanno parla della gente di lì, che te li conosci, parlate la stessa lingua, io voglio che te mi vedi, però, facevano fare, e gli altri, per far fare, si fanno corrompere, una cosa che ai nostri tempi, per fortuna, non esiste più, perché non c'è più niente di questa roba, roba del passato, e così qui dicevano, ma, e noi che cosa vogliamo fare? E lui dice, ma sentite, non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato, buona, che ha scritto quelle, quelle, eh, eh, però mi occorrerebbe un urologino, però, la vacanza in Svizzera l'è bella, e via, no, no, no, c'è quella roba lì, boh, eh, non è mica un gran sacrificio, prendere semplicemente quello che ci è dovuto, allora prendo il coraggio degli altri, te, sono dei soldati, ma, ma noi, che cosa dobbiamo fare? E qui un po' li prende in giro, avete visto che un po' li prende in giro, dice, noi, allora, siamo dei soldati, cosa dobbiamo fare? Dice, non moltratrate nessuno, eh, eh, non moltratrate, eh, come si fa? Speriamo che gli dia un po' di fantasia, è vero, e accontentatevi delle vostre paghe, che spesso sono un po' magre, quelle del soldato semplice, le altre no, ma insomma, va bene, è vero, e questo, perché si è scritto nel Vangelo? Per dire che anche tu, oggi puoi farti, puoi fare quella domanda, e io che cosa posso fare? E io che cosa posso fare? E quindi mi permetto di dirgli una cosa, che un po' deriva da fare, come mestiere il prete, una risposta bisogna darla, eh, e che cosa dobbiamo fare? Fai in modo di avere una risposta, fai in modo di avere, tu la domanda da fare, bene, ma però di avere anche una risposta, se uno te la domanda, è vero? E io che cosa posso fare? Andiamo insieme al cinema, dai, mi fai in cinema, eh, diamo tutti la possibilità, di raccogliere un fiore, anche dalla nostra vita, un pochino arida, un pochino fredda, un pochino chiusa, eh, no, permettegli di fare qualche cosa per te, tu fai qualche cosa per lui, vero? E vedete, pian piano tutto si muove, perché ormai, manca poco a Natale, manca poco a Natale, quella statuina lì di quel cancherone, ma la mettiamo dentro nel presepio, ma non è possibile, dice, beh, vai a trovare tua zia Evelina, eh, sopportarla, quella lì, allora, anche il cattino, una volta da, e sarà anche lui nel presepio, bisogna andarci tutti nel presepio, e mettere tutti nel presepio, perché il presepio è una raffigurazione del mondo, cioè di tutta la creazione e di tutta la storia, è vero? Tanto che, appunto, ci mettono delle robe, certe volte nei presepi, è vero? Mamma mia, ci sono dei presepi napoletani, che arrivano proprio a delle sconcesse, che non si possono mica far vedere, mi dice, ma lui, poveretto, allora non ci deve venersi, un pochino dietro una piantina, ci vediamo anche lui, è vero? Perché? Perché tutti hanno bisogno, di questo avvenimento, perché tutti hanno bisogno di venire a qualcuno, a portare pace a tutti, non bisogna mettere nessuno, eh, nella culla lì, nella paglia in mezzo, nessuno lì, eh, se volete far bene, per esempio, fate in maniera che tutte le statuine, in qualche modo, guardino verso quel punto lì, che è vuoto, eh, perché? Perché tutti aspettano qualche cosa, anche se sono costretti a guardare a un vuoto, capite? Non c'è nessuno che non abbia speranza, che non abbia bisogno, allora, orientiamoli tutti verso quel vuoto, forse anche un vuoto, non credo neanche nei radici, buona, guarda più radici, in maniera che quando voi, in quella notte lì, appoggiate la statuina, di lui, ecco, tutti, possono vedere, il mistero dell'amore di Dio, che è un Dio, che per essere nelle nostre mani, viene in mezzo a noi, come un bambino, ecco, tutti possiamo fare qualche cosa, per far bello il presepio? sì, tutti possiamo fare qualche cosa, che bel presepio prepareranno, per la loro piccola bambina, il papà e la mamma, di questa bambina, che adesso battezziamo, quante belle cose, in tanti hanno preparato, in maniera che tu hai sempre trovato, qualche cosa, che non avevi neanche il coraggio, di aspettare e di sperare, e l'hai trovata, e permettimi di dirti, che come è preziosa la tua vita, che sai preparare così bene, un pensiero, una parola, un sorriso, un piatto di tortellini, una carezza, un sottobraccio, per dire dai, andiamo, sei bravissimo, a preparare il presepio, e sei in mezzo a gente, bravissima a prepararlo, se proprio hai nessuno, dopo la messa divina, un momento a trovare, io ho degli ottimi indirizzi, bene, allora capite, perché questa domenica, è la domenica della gioia, è vero, ed è capito, quindi un po' una sfida, perché in realtà, sono preso per il collo, per tante robe, ed è la sì, sì, coraggio, cerca anche tu, la gioia, di questo giorno, cercala anche tu, ci ha riuniti per questo, il Signore, questa mattina, ed è con questi sentimenti, che il Signore, ci ha mandato questo vescovo, questo vescovo, è un regalo, anche se a te, non ti importa niente, della chiesa, ma la sua persona, è un regalo, eh, quando è arrivato lì, all'ospedale, ieri, questi sciagurati, poveretti, che devono regolare, la regia delle robe, mi ha detto, guarda, ci sarebbe un quarto d'ora, di tempo, facciamo venti minuti, venticinque minuti, pensaci tu, e lui ha cominciato subito, a dire, tu sei il mio tiranno, eh, tu sei quello, che mi vuoi portare via, no, non ti vuoi portare via, vabbè, scende dall'automobile, e ci sono lì, due poliziotte, mano sulla spalla, ah, bene, e voi siete di Bologna, no, e di dove siete? Di Roma, di Roma, anch'io sono di Roma, di che quartiere sei, che parolio sei, e a tutti i ritori, e dopo via, portato su dai bambini, disasci, disasci, a giocare con il bambino, poi gli baciava gli piedi, poi, diciamo, bisogna dare, è un regalo, è un regalo, c'è tutti i suoi colleghi vescovi, no, lì, che lo aspetta, no, che lui deve rifare, è l'arcivesco, eccetera, così, e lui intanto continua a parlare con una signora piccolina, lì davanti a lui, e chissà, e chi sa, e lo smicolo, ma ci sono gli altri, è vero, è bellissimo, perché perde il tempo, perde lo spazio, per la gente, e se è così, non c'è niente di meglio, non c'è niente di meglio, è un grande regalo, poi stamattina ne ho trovato un altro, perché un altro, che è mio amico, faceva il parco lì, in Sicilia, o l'ha fatto arcivesco di Palermo, roba di cardiopalma, è venuto a trovarmi, dopo che aveva avuto, stenomini, disperatissimo, dammi delle benedizioni, ma sono i tre, che devi dare a me, insomma, ci siamo reciprocamente benedetti, ma come fa, su Palermo? Guarda, ha detto delle robe meravigliose, a quelli lì di Palermo, il Signore è bravo, il Signore è bravo, e noi siamo qui questa mattina, a dirgli che riconosciamo che è bravo, guarda sta mamma che aria si dà, per la sua, eh, eh, eh, dov'è che trovate una persona più contenta? Eh, certo, ringraziamo molto il Signore, per l'umile bellezza, del presedio della nostra vita, ringraziamolo, ringraziamolo, e siccome vogliamo farlo più bello, quest'anno, deve essere meglio di quello dell'anno scorso, beh, cosa possiamo fare? Hai due tuniche, eccetera, eccetera, per scoprire che tutti ancora, abbiamo tanti modi, per abbellire il nostro presente, e quello degli altri. che stanno facendo?