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19981108 - Dom XXXII TO, anno C.mp3

Data: 08/11/1998

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. perché non semplicemente viviamo, capite? Ma addirittura riusciamo, in qualche modo se si può dire così, a prendere la vita e a dargli nata. Capita che qualche volta magari anche si dica, no? Com'è bella la vita. Magari anche in mezzo a tanti guai, ma noi comprendiamo, è vero? E quindi quasi anche stamattina Gesù ci dice che Dio innanzitutto è l'identità e poi è Dio dei figli. Sì, noi avvertiamo che è proprio così, anche perché magari qualcuno di noi ha avuto degli strani collegamenti per catechismi depravati che gli hanno messo un po' invece in modo accostatissimo Dio e la morte, no? Tant'è che molto spesso capita che tu sei lì che dovresti portare la parola della vita, ma hai la percezione, il timore che l'altro ti pensi come una vita di morte, ma perché in realtà scappo via a gambe alle dalle. Perché di fatto il nostro Signore, il Padre di Gesù Cristo, è la radicale opposizione alla morte. Tant'è che tutta la sua pedagogia, quella che lui ha cominciato con Abramo, è vero? E ha sviluppato dei padri ebrei e ha portato a pienezza a Cristo, è quello di dire, ragazzi, da sta facendo bisogna avere il sogno di tutti, altrimenti non c'è verso, non c'è cultura, non c'è filosofia, non c'è benessere, tutte cose buonissime, intendiamoci. Che ci cambia fuori da questa forza? Fissato che questo è il dramma dell'esistenza, la morte, è appunto l'antipatica favoletta dei saducei, no? C'è la notazione iniziale che dice che i saducei non credono nella risurrezione. Questa loro antipatica favoletta è per dire, e lo vedi come si va a finire, poi si muore tutti, il discorso, chi avrà la voglia di là, andiamo, dette queste cose, è vero, è ironia, è uno scherzo, è una vulgarità, ma questa favoletta mi ha fatto appunto venire in mente una tentazione terribile che questa Santa Teresina, come noi la chiamiamo, subiva nella sua vita, perché voi sapete che lei ha sempre avuto la fede della non-fede, voi sapete questo, cioè voi sapete che lei ha sempre avuto un rapporto straordinario, fortissimo con il Signore, lei veramente si è consacrata al Signore sul serio, ma non percependo, ma niente, ma con un'aggressione dell'incredulità, che fa dei suoi scritti documenti in questa prospettiva impressionante. sono ritrovato quella fase in cui per esempio lei dice, appunto di una voce interna negativa, che lei avverte, dice ma te mi vedi nell'enternità, nella vita interna, ti dici che c'è la vita interna? Sì, continua pure a pensare a questa cosa, ti senti, cos'è la vita interna? Un più grande niente, ti aspetta solo l'amore, e al di là di quello, il lui, o così, una ragazza, poco più che nel tempo. Quindi un'esperienza drammaticissima, di questo elemento invalidabile della vita, dove come sapete, anche perché su questo la Bibbia non scherda, anche ama proprio sfoderare il livello massimo anche nel suo ciclismo, oltre a quella roba lì si batte tutto, l'esperanza, i progetti, i grandi sentimenti. Se c'è quello, lì no, al fatto che alcuni testi della scrittura portano questo cinismo a regola della vita, dicono, se è così, facciamo tutto quello che possiamo adesso, questi anni lì, a un'occutazione di questo, quello è chiaro che nella disperazione di un'ora brevissima, ognuno di noi non può che cercare di accumulare tutto quello che può. Ecco, tanto tutto deve essere un po' in città. Ed è qui che con un artista incredibile, giustamente stamattina il diacono che ho sentito nell'Omelia delle Nove, ricordava, per esempio, che loro stessi, in parli ebrei, sono arrivati solo molto lentamente a pensare a qualche cosa di positivo, altrimenti nessuno di loro si sognava di essere positivo. Mi pare che noi, al martedì mattino, a presto, leggiamo un salmo, proclamiamo un salmo, che diceva, ma cosa ti serve? Cosa serve un morto? Un morto, forse, ti fa le preghie, lasciati in vita, perché un morto non vuole niente. Quindi, strada lunghissima. Per arrivare a questa donna e ai suoi sette figli, uh, gli ebrei hanno fatto tanta di quella cosa. Pensate che questo testo dei Maccabelli è pochissimo tempo prima di Gesù Cristo, eh? Se no, parliamo di stesceo, perché non c'è niente, non c'è l'autore di Dio, non c'è il conto con gli altri, non c'è preghiera. Poi, disastro, come sarebbe una specie di grigio ore, un tempri, quindi delle cose. Tant'è che il primo ragazzo a fargli farla la pelle è molto interessante nella sua motivazione, molto importante, ma non ci ammettere più quattro e più da roma. Perché il primo ragazzo, guarda, piuttosto che rinunciare a uno dei comandamenti di Dio, preferisce che devi farci la pelle. Interessante questo? Ed è proprio tipico. Cioè, è tipico di chi ha conosciuto una cosa così bella, così bella, che se tu gliela faccia bene, ti preferisce che fai. Molte volte non si parte con una persona amata. mi potresti perdere. La persona della nostra vita ci fa preferire un po' di voi. A me è finito molto sovente di fare dei contratti con il padre Dio per dire, oh, d'accordo, eh, mi giocava via io prima, perché? Che vita è? Se viene a mancare. Io non voglio più vivere, se non è la mia. No, capita. E quindi non è la resurrezione, il paradiso, però è già il sito che è qui. Ha messo già qualche cosa di così bella, di così grande. E se questo non c'è, è meglio morire. E poi via via in questa strada, certo, si arriva alla fielenza della rivelazione. Per cui effettivamente, stima a tabella, poi tutto su Cristo, la cosa, va in fielenza, è vero? Si ha tutte quelle notizie bellissime che noi cerchiamo di darci il giorno di Pasqua e che poi distribuiamo anche per il resto dell'anno. È vero? Per cui ognuno di noi, appunto, ha continuamente detto di sé la verviglia e anche se ci ha un sacco di conferme, per la verità, che non stiamo camminando semplicemente verso la morte, ma che stiamo tutti aggando verso la casa del nostro papà. Verso casa nostra, che stiamo facendo. Va bene? Va bene. Figliamola così. Figliamola così, ma adesso però c'è da chi verci dentro. Questo è il punto. Adesso voglio non viverci dentro. E vivendoci dentro cosa succede? Che ogni giorno il mio spirito è aggredito dalla morte. Le mie mani sono aggredite dalla morte. La mia psichia è continuamente aggredita dalla morte. O come rassignazione, o come follia. E saltano fuori anche le grandi soluzioni disperate. Per esempio una soluzione che adesso sta facendo grandi passi. E io sento il dovere di fare una grande praticazione contro questa soluzione della vita. Che è ogni forma che si avvicina al suicidio. è abbobbilevole il suicidio, eh? Mettiamoci la cosa. Poi, se suicidate, io mi faccio lo stesso di più il funerale in chiesa. Perché sono pronto a testicogliare con bifiche e si sono diventati male. Però è spagliatissimo. E sapete cos'è il suicidio, no? Il suicidio è la suprema ribellione contro la morte e deve sostanzialmente dire alla morte, no, non comandi tu. Comando io. E quindi non vieni tu quanto vuoi. Il suicidio è la morte. Questo è quello che sta sotto. Troppo certo, c'è le disperazioni, troppo dolore, eccetera, eccetera. Ma se voi volete avere la radice spirituale del suicidio, quello è una ribellione di spagliato contro la morte. Non è il nostro caso. Ma non come si è. E già notate che il suicidio rappresenta una forma raffinatissima di rapporto con la morte. So, per arrivare con le cose lì, mi imparavamo scopo, no? E in tutta la classicità antica il suicidio è assolutamente, è vero, esaltato. In tutta la spiritualità ambientale, giapponese, eccetera, assolutamente esaltato. In tutte le forme islamiche del terrorismo, Hamas, è una parola che vuol dire violenza, esaltato, in questi giorni, no? Con poco risultato. Suicidio. Il suicidio, però, pensate che culturalmente è una forma già avvantatissima rispetto a quello che invece, secondo la liberazione ebraica, anche qui assolutamente proposta, anche se non ci si crede, che è invece l'omicidio. Sapete che il primo modo di reagire alla paura della morte è un ciclo. Il proverbietto che la tua morte è la mia vita, non sa idea di quanto sia profondo il problema. Va bene, ma insomma, lasciamo andare. Per dire, insomma, c'è modo di saltare sto posto, di abbattere questo muro? C'è modo o no? State attenti, perché adesso questo diventa il ricordo che tutti rigorosamente abbiamo, nei confronti di tutti gli altri, di chi ci sta vicino, a partire dai nostri figli, dalle persone più piccole, da quelle che in ogni caso in qualche modo Dio ha collegato al nostro affetto. Bisogna indicarli la strada. Come si fa? Come si fa la vicenda della morte? Qual è la proposta di Gesù Cristo? La proposta di Gesù Cristo è questa. Per vincere la morte bisogna offrire la vita. La piccola ragazza francese del Carmelo Tocentesto questa cosa a un certo punto l'ha assolutamente afferrata. Ma non previate a cose nobili, eh? Bisognerebbe che voi riuscisse in questo momento a riturre a realtà la nostra assemblea, siamo qui un po' di vestiti della festa, un po' di maschere, che ognuno deve mettersi qui dalla mattina, insomma. Uso un'espressione che lei usa, per esempio, questa è una mensa di peccatori. Questa è un'assemblea di nuova ragione. assolutamente imprigionata dai suoi guai e da tutti i suoi pensieri e opere di morte. Che decisione prendiamo, cari sorelle e cari fratelli, questa mattina, ancora una volta. Aiutiamoci a prendere una decisione. Permettetemi di dire l'unica cosa che possiamo fare e che è anche il nostro tempo che appare così stretto nella stessa vita, così cambiato nella stessa vita. Ha un grande desiderio che fa tant'è che continuamente il popolo di espressioni sbagliate, perché in tutto il padre si deve sempre leggere questa cosa, che è banale, secondo me. Adesso io vi dico una cosa banale. Come siamo sbagliati? Mettiamoci nelle mani di Dio. Mettiamoci nelle mani di Dio. Non abbiamo altra strada che metterci in modo semplice e forte nelle mani di Dio. Signore, sono nelle tue mani. Mi hanno detto che ho un cancherone che non ne leggo fuori. Signore, mi metto nelle tue mani. Sono rimasto solo, perché tutti mi hanno abbandonato. Mi metto nelle tue mani. Sono brutto e cattivo e non ho nessuno che mi vuole bene. E sono disperato, perché è disperazione per non essere confidato. Io mi metto nelle tue mani. Ho fatto un matrimonio ed è tutto uguale. Io mi metto nelle tue mani. Non è fatalistico questo. Santa Teresa ci spiega quello che le scritture oggi vogliono dirci. E cioè in che cosa consiste in mettersi nelle sue mani. Vuol dire, se sono nienti, quelli che sono te lo metto lì, a disposizione. Ne abbiamo parlato un po' per la festa dei sani. I nostri chiesoni di paesi di Campania hanno quella scritta fuori in di Tato, là in Labino, per dire di Katum. Dice che cos'è di Katum in Chiesone è dedicato a Sant'Ambrogino Papa e a sua via capita. Ah! Ma prima c'è scritto a Dio. È dedicato a Dio e a Santa Catumita. A che cosa sei dedicato? A chi sei dedicato? La tua vita a che cosa è dedicato? È qui che emerge il grande mistero mistero dell'amore. Dunque, Signore, siamo una messa di peccatori. Ci mettiamo nelle Tue mani. Per metterci nelle Tue mani ti dedichiamo la nostra piccola vita. Lei, Teresina, aveva l'idea di avere una vita che era paragonabile a un fior del campo. E dice, ma com'è piccola la tua vita? Non sono né un apostolo, un grande eroe, sono niente, sono un bagaglio. E dice, ma meglio così, perché un fior del campo basta una goccia riempiata per riempirlo. Fai presto per riempirti del tuo amore. Se te lo vuoi regalare, fai presto in un momento è già tutta riempita la mia vita perché sono una nama da niente. Io te la offro la mia vita. Riconosco che queste parole dell'Evangelo sono la tua carezza d'amore per me e io ti rispondo. Vi ricordate cosa anticipavo la domenica scorsa? Quale grande amore ci ha dato a Dio? E il Vangelo ti rispondeva, beati i poveri in spirito. Ecco, perché si lasciano invadere e investire dalla bellezza della gestualità del Vangelo. Puoi provare anche te a indicare la tua vita a Dio? In che maniera? Consacrandola secondo il Vangelo. Prova a dire come si fa. Fai della tua povera vita un banchetto di perdono, di accogliente, di festa. Mettiti lì a far sorridere un pinto. Mettiti lì a consolare un pinto. Mettiti lì a non perdere tempo ma a dire quelle parole bellissime che ci ha insegnate in tutta la Bibbia per dirle a lui e per gli altri. Passa una vita nuova così. Passa una nuova vita. Passa all'altra vita. Passa all'altra vita. Passa all'altra vita. Si entra già nella vita nuova. Per abbattere la morte, noi abbiamo capito di offrire gli altri. Infatti la vostra vita, voi lo sapete fratelli e sorelle carissime, è stata consacrata dal giorno che lo ha portato in quell'antale della chiesa dove c'era il bascone e vi hanno battendato. Voi sapete che tutti voi siete consacrati a Dio, siete consacrati alla morte di Dio. Voi sapete che esistete ma il senso della vostra esistenza è questo. Il senso della vostra esistenza non è più quello che difendete dalla morte. Il senso della vostra esistenza è quello di dare la vostra vita. E voi siete contenti tutte le volte che avete l'intento di dare la vostra vita. Se il Signore vi ha fatto conoscere una persona meravigliosa e vi siete innamorati, voi sapete che il progetto che Dio ha preparato è quello che voi a quella persona regaliamo la vostra vita. Voi sapete che se Dio vi ha messo qualche cosa in tasca o intorno voi sapete che il senso di queste cose che va dato è proprio perché diventino gioia e passi in comune. Se avete due benarielli una casa un po' più grande un po' di intelligenza un po' di forma fisica un po' di buon carattere un po' di capacità di cantare bene le canzoni o di far ridere tutto quello che avete vuole voi sapete. che Dio ve l'ha dato per dare nuovi contenuti e linguaggi per offrire la vostra vita nella carezza. Voi sapete perché ce lo diciamo sempre che il senso di tutta l'azione dello Spirito Santo nei nostri cuori e nella povera affaticata esistenza che condiciamo è quello di una lenta pazienza pedagogia dell'amore da parte di Dio qualche volta una terapia adorentica e più delle volte un bel regalo mortissime volte qualcuno che ci viene a trovare come angelo di Dio e ci dice una cosa vera o una cosa buona quanto ci è di proprio perché noi possiamo imparare a offrire quella mamma dei Magabelli appunto che bella l'immagine della Chiesa se avete dei bambini state mica di troppo tempo a insegnarvi che bisogna andare in chiesa a dire le preghiere e far tante belle robe andate alla radice della messa insegnatevi a offrire l'amore insegnatevi questo con grande coraggio come la mamma dei Maccabelli mica c'è bisogno di arrivare a queste robe cruenti capite non c'è mica bisogno se ci si arriverà certo vedremo perché perché se ti amicchiate stai tirando le cuoie a cosa devi providarti a cosa a offrirla la tua vita prima di arrivare a quel punto là però c'è la tua intelligenza c'è il tuo tempo c'è c'è tutto te stesso che invece di accumulare per paura può aprirsi per libertà nuova può aprirsi perché dice le pace può regalarsi perché finalmente ha capito che è bello così è per quello che Gesù Cristo ha inventato questi esseri costruosi che sono i monaci che se fanno sul serio il loro mestiere lo fanno bene cioè se vivono bene la loro vita sono una specie di spiglugno nello stomaco ma lui li ha inventati non perché siano degli esseri speciali ma perché siano capaci di spiegare a tutti gli altri che cos'è il senso delle cose per esempio il fatto che non abbiano donne o non abbiano uomo guardate che è per dirci quello che Gesù ci insegna a proposito della parabolina dei dei di San Gucerio dove apposta il traduttore poveretto è vero un po' fino non so che ha un po' cambiato perché ho paura di dire proprio quello che perché non si può mica più pensare che il matrimonio sia prendere una donna avete sentito ve l'ho citato all'inizio della messa apposta quindi vi continuo a dire prese prese ma cosa prese cosa il matrimonio non è mica più pensare o vogliono fare un intervento di sposi che non può resistire guardate che il matrimonio è offrire la propria vita infatti ragazzi che sono furbissimi adesso l'ha capito mica per voglio sposarsi mica per voglio ma no ma io le voglio bene le gradite la schiena ma basta oh me faccio delle carrettine ma tutto prende bisogna dire dopo bene insomma orca via tutto che che volete prende i morti sono più perditi sposarsi non vido a finire la vita vuole alzarsi qualche vecchia mamma qui a dirci come effettivamente l'ha offerta la vita vuole alzarsi qui un papà consumato nel lavoro nella passione per che i figli vengano su bene nella capacità di questo uomo e di questa donna di continuamente accogliersi e riaccogliersi in una perenne in una perenne novità che è il loro all'opera ma il matrimonio è questo e questi qui questi bonaci che se sono benedì a se stessi vanno sempre in giro a tasche uomo che io ho fatto in furbo che ho lasciato 200 milioni nel portofoglio così me ne ho impiegato te non lo imparano ma si capisce perché? perché non abbiamo niente più di questo ma niente in voce tutti perché quando un papà e una mamma all'inizio della tavola dicono adesso che diciamo il signore perché abbiamo la direzione di caldo l'intenzione profonda è di dire di ringrazia il signore di caldo e quando va da questo mio fratello lui i suoi figli gli fa ringraziare perché c'è un Dio prese ringraziamo e c'è un Dio di caldo perché non abbiamo niente di caldo perché tutto quello che abbiamo è tutto provvidenza del buon Dio tu non è mica bisogno di essere comunisti anche se è vero che il marxismo è una grande resi ebra e cristiana però la sostanza è una vita il fatto che il monaco debba andare a chiedere tutto figli e mutande è semplicemente la verità tra i monaci e infatti non avete mica bisogno di fare i monaci per sapere queste cose certo che avere un monacismo per bene di chiare ci serve e il fatto che tutta la vita sia un'obbedienza non è una roba da monaci è da tutto solo che conviene mettersi d'accordo che non è che dobbiamo poi obbedire è vero a Vito Palino o agli idoli della paura ma che dobbiamo obbedire solo al Signore i monaci ci ricordano questo mica fra l'altro i monaci sono per ricordarci che siamo che noi siamo disobbedienti magari lo possiamo meglio è che invece obbediamo a tante stupidate perché per tutti la vita è sotto questione è ovvio i monaci ci sono per anticipare già di qua capite? il no solo della vita perché se non ci fossero i monaci un po' esatto per favore i monaci si rimetterebbero a prendere le monaci cosa prendi? ma cosa prendi? credi che sia una cosa e credi che sia tua si resta dentro il regime della morte se si continua a questo e fa che viene quando mi ha nessuna cosa e quando racconta lì sono sette i mariti che vanno da Stador poi muorono e però mi è venuto in mente il libro di Tobia perché di Saras dice che i sette mariti che avevano avuto prima erano tutti morti ma Tobia che è profettia di Cristo è l'ottavo come si dice con un'immagine figurata il nuovo testamento dice che c'è un ottavo giorno che però è il primo giorno della creazione nuova c'è un ricomincio capito? tutte le cose che invece che prendere ci offriamo c'è un reinito c'è un vago c'è un albidà la risurrezione non è una speculazione di testa è il cominciare adesso tant'è che l'apostolo dice che tutte le cose che a motivo dello Spirito Santo vogliamo bene facciamo quella famosa roba che non finisce ma perché voler bene è già paradiso voler bene è già superare tutte le contraddizioni tutte le barriere tutti i muri ma io ti voglio bene diciamo ma la pensiamo diversa ma mai dono di dischiarmi ma adesso tu deve pensare alla prima sua no ti voglio bene come ha fatto Dio a saltare il bosco lui come ha fatto dall'eternità a vendita e il tuo sabbatino ci ha voluto bene e noi come facciamo la sabbatina di andare nel suo paradiso per lo stesso modo volendoci bene volendoci bene rientri di bene la nostra vita e appunto secondo il suggerimento di Santo Teresimo facendere la nostra vita abbiamo questa grande barba dei macabelli dentro a noi cioè abbiamo una infinita richiesta inizia la lettera agli ebrei di persone che ci torna di confoglia presenti che troppano vicino a noi un po' del passato come Santo Teresimo un po' di mezzo tra le persone di Stato Teresimo e oggi tutta gente che ci viene voglia di Dio ma un po' di cambiare mi piace bene la mia cosa bene è possibile anche è comandato è raccomandato dal tuo battente anche tu piccolino povero peccatore puoi offrire la tua e ho grande speranza appunto che alla fine con il senatismo il marxismo questi guai che abbiamo combinato il macello di quelli di Tio secolo del colonialismo e tutte le violenze dei bambini insomma tutto perché si vuole alla fine bene tra due o tre cent'anni diamoci appuntamento in quella piazzetta del paradiso a vedere che i giudizi esprimere anche su questo senso penso appunto che questo secolo dell'incredulità forse contenga dei grandi segreti di sanità io nessuno può dire tant'è che se c'è una cosa ve lo dico proprio in amicizia se c'è una cosa che mi mette nei sospetti sono delle grandi riprese religiose se proprio devo dirvi la briga perché mi chiedo sempre in che direzione vanno tutte queste religiosità si confondono col fatto di tenere regolati i subigastrici e tenere fermo il pensiero eccetera e che sono una specie di prolungamento del metodo di base per far bene oppure che sicuramente le lì le gli altarini tutte le villette le seconde villette eccetera così diciamo ma facciamo l'altarino con la madonna che piaceva tanto all'allomina no benissimo forse con il tempo la madonna povera ha bisogno di un solo l'antempo ma non è che questo di sempre la grande ripresa della vita non mi parlo mentre invece mi sembra che la cosa che questo domenica ci domanda mi chiede è proprio questo fondo dell'esistenza lato dove uno è povero e grida aiuto lato che si incontra con questo fondamentale aiuto di Dio è il che ti vuole bene allora tu gli rispondi non lasciami perdere però e lui ti dice va bene adesso però fai fai così come aveva detto alla faccenda del samaritano e allora anche te per le strade della tua vita a dire sta attento non volarti tu perché ti voglio bene sta attento non puoi adesso così perché guarda che ti voglio bene e col vostro piccolo affetto basta una goccia per dire il giorno quanto potete liberare da una vita del piano qua