Il mistero è l'Eucaristia del Cristo, nella quale è tutto, tutta la creazione, tutto l'uomo, tutta la storia, tutta la grazia e la redenzione, tutto Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Per Gesù, Dio e uomo, nell'atto operante in noi della sua morte di croce, della sua risurrezione ed ascensione alla destra del Padre e del suo glorioso ritorno. Il tratto della regola che abbiamo ascoltato è la più forte ed efficace introduzione alla nostra celebrazione di questa sera. Perché è vero, nell'Eucaristia c'è dentro tutta la nostra vita e tutta la vita e la vita di tutti. E quindi l'occasione che il Signore ci offre, ancora una volta preziosissima, è certamente il nostro ritrovarci insieme, è la vita di tutti i suoi regali, è la vita di tutti i suoi regali e il modo evidentemente privilegiato, del regalo di Dio che mi lega a questo luogo e quindi alla nostra storia. Ed è interessante quello che la scrittura oggi ci dice, perché se dovessimo qualificare la nostra storia, se io dovessi dire quella mia storia, dovrei dire che è una storia piena di doni fatti a un peccatore. E' quello che la scrittura oggi ci dice. I due termini non possono essere scostati l'uno dall'altro, in modo che il dono si presenta sempre più come grande dono, immeritato e inaspettato, che ci trova evidentemente inadeguati, implacabilmente incapaci di accoglierlo, così esposti a tradirlo. Ed è questa la condizione del discepolo di Gesù, questa è la condizione dei cristiani. Come cristiani peccatori, dunque, entriamo nella divina liturgia, affidando e consegnando ogni nostra povertà alla misericordia del Signore. In ogni modo ci ascoltiamo, no? Sono venuto qui a posto. Recentemente abbiamo ascoltato un intervento molto importante di don Giuseppe nel monastero di Camaldoli, in un momento in cui fra le due comunità c'era un po' di tensione. E lui, appunto, fra le bellissime cose che ha detto, ha anche spiegato come secondo lui fosse essenziale questa conversazione fra tutti della parola di Dio, come sia una indicazione importantissima per crescere nella parola e perché la parola cresca in noi e fra di noi, perché quello che la parola dice a te non è quello che dice a me. E in questa vecchia Bibbia, che è ancora la vecchia traduzione, c'è anche un'introduzione di Marco C. Patriarca, perché aveva fatto un anno della Bibbia, insomma, e appunto scriveva La Bibbia non è un libro, è sempre presenza del Signore, e se è come sacramento della sua parola, mediante essa egli si rivolge a noi, ora parla al nostro cuore, perché la parola di Dio è sempre oggi. Molto letto, anche appunto sia, come dice di se stessa la Bibbia, antica e nuova, e poi è una parola per sé e diventa la parola di sé. Io per il viaggio, io sto fermando su di un particolare, uno, un particolare, uno era versetto 20, perché anche oggi sentiamo questo, questa cosa che tutti questi ultimi giorni abbiamo ascoltato molte volte dal Signore, quindi per voi, per lui, se avrebbe una cosa essenziale, quindi anche per voi, cioè, in quel giorno chiederete il mio nome, e non vi dico che pregherò il Padre per voi, il Padre stesso, e il Padre stesso, e il Padre stesso, e il Padre chiede. Ora, ci siamo già fermati un pochino, questa cosa qui, anche, vedo un po', può essere un'infici importante, perché, il Signore dice chiaramente, perché lo chiediamo, il Padre ce lo dà, sicuramente. Allora, semplicemente, io, oggi, accosterei queste parole, al fatto che, pensandoci, questo momento qui, è questo momento, cioè, nel senso che, tutta la preghiera e peristica, ogni preghiera e peristica, di fatto, è, insieme, con la presentazione, le sacchetture di Gesù, questa richiesta, tante richieste, per noi, per i nostri cari, per il mondo. E qui, noi, in un certo senso, la certezza, poi, la Cidio Focus, che, ovviamente, noi, possiamo chiedere, perché, siamo certi, che, la ricorsa del Padre, c'è, per la sua vita. La seconda cosa, è questa, io non sono solo, perché il Padre è con me, che, mi ha ricordato il fatto, che lui, questa cosa qui, la dice anche di noi, quando dice, non vi lascerò, il Padre, vengo a voi. Quindi, questa cosa, questa fede, che Gesù ha, sul fatto che, non è da solo, non si rompe mai, in ogni momento, c'è questa comune con il Padre, però, poi, viene anche promessa per noi, anche noi, in una situazione, appunto, possiamo, in un certo senso, attraverso di lui, con lui, forse con la sua fede, entrare in queste parole, in queste parole, e, queste parole, poi, mi sembrava, che potessero essere, il motivo, di quelle che seguono, quando anche dice, abbiate fiducia, io ho vinto il mondo, mi sono un po', mi sono un po', domandato, come è il suo modo, di vivere nel mondo, perché, certo, la Pasqua, però, forse anche questo, il fatto che, nella Pasqua, fino alla Pasqua, anche, le morte, eccetera, lui, cioè, la comunione col Padre, resiste, cioè, non è solo, quindi, quello che è, la caratteristica del mondo, la solitudine, il fatto che il mondo, è chiudo in sé stesso, ecco, è vinta, questa comunione, che, che resiste, fino alla fine, io, sono stata presa, dalle parole, dei discepoli, che dopo, Gesù dice, che, non parlerà più, un parabole, che dirà, affettamente, del Padre, e, e loro, cominciano a dire, ecco, ora parli, affettamente, non più, in modo velato, ora sappiamo, che tu sai tutto, e non hai bisogno, che qualcuno, ti intervi, per questo, crediamo, che sei un cittadino, allora, questi giorni, insomma, a me è sembrato, che Gesù, ripetendo anche, le cose, sempre fondamentali, facesse sempre, di più, questa rivelazione, dell'amore, suo, dell'amore del Padre, dell'unione, tra noi e lui, dell'unione, tra noi e il Padre, insomma, delle cose, bellissime, che, mi prendevano molto, ma, proprio, si rimbrando, sempre, dei doni, di ogni giorno, che ci viene detto, allora, loro dicono così, e, e mi sembrava, appunto, che uno, ci si ritrova, anche dentro, per dire, oh, ma veramente, queste parole, oggi, dicono molto, questa cosa, in più, loro si sono, tante volte, interrogati, o l'hanno interrogato, perché non capivano, perché non afferavano, nel senso delle cose, però, Gesù dice subito, adesso, credete, ecco, viene l'ora, anzi, è già venuta, in cui vi dispenderete, ciascuno, per conto suo, che, da un lato, non mi sembrava, proprio, un ripropio, no, ma, il dire, poi, con lei, perché ancora, mi sembra, non c'è, questo volo, dello Spirito Santo, di cui lui, ha continuato a parlare, in questo ultimo tempo, e, e che darà, appunto, risolto, poi Giovanni, lo dà subito, e, quindi, mi sembrava, che ci rimettesse, nella dimensione, così, che poi, quotidiana, per noi, è sempre, capiamo, e non capiamo, siamo tutti, di gioia, e poi, magari, di nuovo, in questo concorso, ma, è vero, che poi, mi dice, fatti di coraggio, insomma, allora, mi sembrava, che poi, la situazione, così questa, che ogni giorno, ci può illuminare, certe volte, la parola, certe volte, magari, personalmente, a me no, a un altro sì, ed è così, insomma, che il tuo travaglio, dei giorni, e della nostra vita, e poi, in quel momento, appunto, ancora, il dono dello spirito, non c'era, ma, anche noi, sperimentiamo, la luce, e, poi, anche, camminare, così, nella nostra, corretta, piccolezza, l'interno, io, senza voler, fare, queste impressioni, fatta la stagia, mi ha fatto capire, questo, adesso, credete, questa domanda, perché, io, ho interpretato, un po', non l'impo, ma, con un, prende l'atto, di decisione, se lo siamo fatti, quindi, sa che, abbiamo, la possibilità, di, di incontrare, difficoltà, quindi, alla fine, che, facciamolo solo, e, ho pensato, poi, alle loro, alla vita, che, si, posso capitare, poi, le dire, gli altri, tanti discorsi, sentiamo, le prove, gli ospedali, le prove, che, hanno, le difficoltà, andavanti, insomma, sembrava, non volessi mettere, di, di, di, di fronte, alla realtà, e, quella lì, che, appunto, siamo salvati, adesso è lui, e lui, e con di me, suona, tra me, suona, il po' e il dottore, di sempre, quella, di attrazione, di, questo suo, a base piccolo, e questa strada. A proposito, di, di, di, di, di, di, di, di, di, di, di, di, di, di, del, del Signore, oppure, in, in, di, di, aperto, aperto, eh, pensavo, che, forse, eh, con, veramente, quello che, può pensare, di, ma, di, di, forse, è la, è la, è la, stessa passione, qui, eminente, il momento, in cui, il Signore, si parla, del Padre, in modo, parla col Padre, anche, in modo, più aperto, perché, il Signore, glorificato, poi, il Signore, glorificato, crocifisso, crocifisso, glorificato. Forse, anche, l'esperienza, dell'abbandono, da parte, di, di, di, di, del Signore, e, rientra, in questa, loro partecipazione, allo scandalo, d'altro voce, quindi, mi prepara, veramente, quello che si può pensare, a una, più piena liberazione, eh, del Signore. Ah, versetto 32, mi, mi ha preso un po', perché, Gesù, sembra quasi, girare il, contello nella, nella piaga, perché, dopo aver detto, che, sarete dispersi, e quindi, non vi disperberete, ecco, sembrerebbe quasi, non, non subirla, questa dispersione, comunque, insomma, dice, che mi lascerete solo, che è una conseguenza, inevitabile, quindi, dovrebbe dire, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, una, estrema, che mette in evidenza, il fatto, che quello che hanno appena detto, i discepoli, non sta in piedi, cioè, adesso, credete, ecco, però, quella è la situazione, dell'uomo, e a me, è piaciuto molto, che, dopo Gesù, dice, ma io, però, vi ho detto queste cose, perché abbiate pace in me, cioè, in una situazione, di dispersione, e di abbandono, da parte nostra, verso il Signore, il Signore, ci dice, guardate che però, queste cose, le ho dette, e quindi ci sono, perché abbiate pace in me, cioè, non pace, in altre cose, nelle vostre cose, come sarebbe proprio, da perdure, ma in me, per cui, quando dice, di là, sia una pace, vi do la mia pace, non come la dà il mondo, io la do a voi, e quindi, una situazione diversa, a me è sembrato molto bello, ecco, perché, non esiste una situazione, di dispersione, e, di, anche, abbandono, della fede, senza che ci sia, questa, ecco, questa pace, che Gesù dice, che, che c'è, ecco, che dobbiamo avere, in Lui, ecco, perché, lui, lui ci dice, che, dopo, nel mondo, avete tribolazioni, che c'è da soffrire, non è, non è una passeggiata, ecco, però, questa pace, che è diversa, da quella che dà il mondo, permette, di andare avanti, anche, in una situazione, di dispersione, mi sembra, una parola, alla fine, di incoraggiamento, sono tutti questi, travanti, anche di dispersione, però, al fine, di ci fatti di coraggio, io ho vinto il mondo, e, queste sono, proprio, le ultime, parole, che Gesù dice, sui discepoli, perché, dopo, da domani, abbiamo, la preghiera, di Gesù al Padre, e poi, la passione, questa è la parola, conclusiva, a un grande, di, che, alla fine, nonostante, i dubbi della fede, i travanni, i tradimenti, i negamenti, eh, però, fatevi coraggio, perché, io ho vinto il mondo, io penso, che dobbiamo, tenere, lo stesso, la stessa prevalenza, la stessa proporzione, che, nelle parole, il Signore, usa per noi, anche nel nostro animo, che dobbiamo, stare a questo. Io tenderei a concludere, dicendo, che, anche la condizione, del peccatore, fa parte, del dono di Dio, è buona cosa, il peccato, non è buona cosa, ma l'essere peccatore, è buona cosa, vi ricordate, la distinzione, che Papa Giovanni, fa, quando dice, che, bisogna, odiare, il peccato, e amare, il peccatore, ecco, a me sembra, che questo amore, per il peccatore, proprio a questo punto, del Maggio di Giovanni, arrivi al suo, apice, c'è una cosa, certissima, e cioè, che il Signore, ti vuole bene, e dice, ma non bene, qualsiasi, eh, perché, è continuamente, tornato Gesù, sul discorso, per dire, il rapporto, che c'è tra me, e mio papà, è il rapporto, che mio papà, ha con te, e quindi, lui, è venuto, a rivelare, e a regalare, il suo rapporto, con il padre, perché, nessuno, sapeva, che Dio, era così, neanche, i padri ebrei, ne avevano, un'idea, così estrema, la sua paternità, si manifesta, nell'amore, e l'amore, di Dio, è, l'espressione, suprema, della sua paternità, non bisogna avere paura, del padre, perché ci vuole bene, in modo assoluto, allora, detto questo, però, capite che è importantissimo, che non ce lo meritiamo, pensate che cosa terribile, sarebbe, se nel mondo, ci fossero, da una parte, i peccatori, e dall'altra, i virtuosi, no, sarebbe, un disastro, e molte volte, il cristianesimo, ha rischiato, di costruire, questo disastro, in fondo, anche una certa, teologia razionale, una certa, speculazione, sull'inferno, la divina, commedia, didattica, è bellissima, ma, teologicamente, è certamente, sbagliata, è un guaio, è un guaio, non è così, se mai, è piuttosto vero, il quasi novescio, come succede, a ogni padre, a ogni madre di famiglia, e cioè, che se c'è qualcuno, più seguito, più pensato, più cercato, più accadenzato, per il quale, più si piace, si attende, si spera, è quello che funziona, meno, perché è la predilezione, perché, certo, il prediletto, è lui, ma, ci sono davvero, molte cose, per dire, su questo termine, prediletto, per dire, insomma, e quindi, è bellissimo, che lui, sia venuto a dirci, che il padre, ci ama, che noi, siamo così presi, oggi, da questo, da questo, ultimo annuncio, che ci ha già dato, molte volte, e gli ha detto, adesso però, abbiamo, capito, e adesso, crediamo in te, a quel punto, lui afferra, al balzo, il discorso, ci credete, e ci dice, che passerà, pochissimo tempo, e noi, saremmo nel peccato, però, vedete che, anche in circostanze, come questo, ho ricevuto un sacco, di biglietti, ovviamente, sul 44esimo anno, 44esimo anno, è molto di più, della metà della mia vita, quindi ormai, il prete, lo faccio, da ragazzo, sempre male, sempre male, in questi giorni, proprio malissimo, sono stato anche male, però, e però, vedete, è proprio questo, questo, questo, il peccatore, che sempre di più, resta, studiato, sorpreso, affascinato, quasi, in imbarazzo, no, vieni anche tu, stasera, vieni anche tu, diciamo, guardi in un centro, pensi, parole, sentimenti, tutto scassato, vieni, e quindi, io interpreterei, il discorso del Signore, e la tonalità del discorso, come un discorso, da una parte, severo, e dall'altra, gentilissimo, apertissimo, nessuno di noi, deve dubitare, e quindi, capite, la nostra condizione, di peccatore, che cosa fa risplendere, la meraviglia del dono, no, la meraviglia del dono, quindi, per esempio, io ho avuto il dono, questa sera, perché me lo sono andato, a chiedere, a prendere, per cui, 25 minuti, prima della messa, mi sono anche confessato, ed era, assolutamente necessario, poi, questi 44 anni, mi hanno rimbalzato, nella testa, tutto il giorno, e quindi, 44 anni, disastrosi, dove lui, ha sempre, con fedelità, rinnovato i doni, e l'ha ingrandito, e più, in qualche modo, lui, è stato lasciato, solo da me, in tanti modi, sempre di più, ho avvertito, la fedelità, della sua presenza, a me, nella mia vita, io sono, piuttosto, infedele, lui, è fedele, sapete, quella vicenda, che è successa, un po' di tempo fa, di questo vecchietto, che era molto malato, che era stato portato a Bologna, e portato a Santorso, a prendere cure estreme, che non sono serviti a niente, e alla fine, abbiamo capito, che era meglio andare a casa, se che è andato, tranquillamente, a morire, al suo paese, e questo vecchietto, era curato, in modo speciale, dal primo aiuto, del professore, di una signora, una dottoressa, molto brava, molto, che lo seguiva, con la, a pensione, e lui, si è apporto, della preoccupazione, di questo vecchio, e, allora, gli ha detto, un giorno, ma guardi, dottoressa, quello che conta, è che, abbiamo fede in Dio, anche, e ha reagito malissimo, dicendo, ma io, non ho fede in Dio, non sono credente, per me, è un discorso, che mi imbarazza, mi crea, una difficoltà, purtroppo, e lui, le ha detto, no, ma guardi, che, non è una cosa importante, che lei crede in Dio, la cosa importante, è che Dio, crede in lei, altissima teologia, questa, perché, perché, Dio, si fida, e si affida, si consiglia, le nostre parole, i nostri sentimenti, i nostri tempi, è pazzo, ci dà anche, delle responsabilità enormi, è vero, anche tu, hai delle responsabilità enormi, hai delle persone, delle vite, che dipendono, moltissimo, da te, tu sai, che, il, l'atteggiamento, del tuo volto, il tono, del tuo tarolo, le cose, che questa sera, dirai, è tutto, è sempre, molto, molto, delicato, perché, lui, si è fidato enormemente, di te, e, non abbiamo niente, questo, consente, che, nella nostra, assemblea, qualunque persona, credo, che, in questi, molti anni, che viviamo insieme, sia ritenuto, ogni persona, credo, è stata accolta, quando, qualcuno, ha pensato, di non essere accolto, ed è, fuggito, e ci ha riempito, di preoccupazione, perché, non siamo riusciti, a rincontrarci, a portarci in volto, a dirci, che ci vogliamo bene, perché, Dio, è fatto così, allora, questa sera, si può fare, anche una certa note, non del peccato, ma del peccatore, che, appunto, una parte, che convince, tutti, della misericordia, di Dio, se, se, se, si è fidato di me, figurati, se non si fida di te, che cosa è, il timore, e anche, quando, tu saresti portato, a giudicare, il fratello, per il suo peccato, va bene, se vedi chiaro, il suo peccato, vedi anche, chiaro, che così, come è, è amato, e per farglielo capire, ama tu, quel fratello, sbagliato, in maniera, che si vede, che l'amore di Dio, non ha limiti, noi lo tradiremo, eh, e tra poche ore, lo lasceremo da solo, lui non è da solo, perché è con il padre, e lui è venuto, a regalarci, l'amore del padre, quindi, questa sera, propongo, che il ringraziamento, sia, nello stesso tempo, profondamente personale, e del tutto un'anima, eh, facciamo così, questa sera, non ci sia nessuno, di noi, che non ringrazia, il Signore, per come, ama me, e te, e peccatori, vero, e facciamolo, anche tutti insieme, questo è, di grande aiuto, quando possiamo, avere pace, che la nostra famiglia, o quella di casa, o quella di operistia, è, è, un gruppo di povera gente, per la quale il Signore, spezza i panni, da suo amore, tentiamo nella pace, siate in pace, siate in pace, non, neanche noi, eh, sfuggiamo, alla potenza, e alla bellezza, dell'amore di Dio, facciamo festa, a questo amore di Dio, anche questa sera, questa mattina, sono andato, alla messa, di porgedo, di una mia amica, molto amica, si chiama Sofia, venti giorni fa, ha avuto tutte le libri, e ci vede di macchina, e non c'è stato qui, dietro a farlo, in un, libro, libretto dei salmi, i suoi figli, in questi giorni, hanno, trovato delle scritte, la prima cosa, che aveva detto, è che, eh, non bisognava, per il suo funerale, parlare, del funerale, della Sofia, ma, messa, di ringraziamento, per la Sofia, e poi, aveva fissato, i testi vintici, da leggere, la messa, e perfino, il canto, e quindi, questa mattina, una grande assemblea, perché una persona, molto conosciuta, ha eseguito, meravigliosamente, allora, ricordatevi, questa cosa, che la nostra vita, è un capolavoro, dell'amore di Dio, e proprio la sera, in cui ti sentissi, troppo una scalzone, si incerto, che in quel momento, Dio esprime, l'artice, della sua sapienza buona, e della sua, e della sua, e della sua, da un po' di tempo, vedete, che quando, Massimo, è a messa, ci aiuta, moltissimo, per il modo, della sua, presenza, chiediamo al Signore, che non ci sia mai, nessuno, al quale, noi non diamo, posto, d'onore, nella nostra, assemblea, raggiungiamo, con la nostra, preghiera, in modo speciale, i fratelli, e le sorelle, i nostri cari, che non sono con noi, questa sera, e che sono con noi, con il loro affetto, tutti quelli che ci hanno fatto del bene, quanti, preghiamo, diciamo, ascoltaci Signore, allò, e allora, la sua fam muitos regnier, e loro, grazie, la sua fam것, eba, avere benediatà,