IV DomenicaAvvento-omelia-GiovanniNicolini 20181223-Sammartini(19).mp3
Data: 23/12/2018
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Testo dell'Omelia
A me manca di preparare bene il presempio, quello fuori ormai è già combinato, il presempio del cuore è un po' più delicato. Per grazia di Dio c'è questa domenica e qualche ora ancora, però domani notte siamo già a dover mettere la statuetta del bambino. Di questo misterioso bambino. Chiediamo al Signore la grazia appunto di una liturgia della domenica che possa portarci già ad aprire le braccia al Signore che viene. Desideriamo accoglierlo con affetto, perché sia affetto e un'accoglienza bisogna che sia umile. Ma quello che chiediamo è sia anche gioioso. Soprattutto per chi portasse in questo momento qualche costrizione di tristezza, di prigionia, di esclusione, di paura. Vediamo che tutti, ciascuno e tutti, prendendoci fortemente per mano, possiamo riunirci intorno a Lui e chiedere da Lui il perdono e la pace. Allora per questo presepio c'è anche un problema di geografia, in quale posto è meglio che nasca questo bambino del Natale. E viene scartata l'ipotesi che venga da un posto grande e importante. Dice, piglia il villaggio più piccolo di tutta la Galilea, è già previsto dai profeti, è il posto adatto. Una specie di San Martini della Galilea, meglio lì che Bologna, meglio che Roma, meglio che Pechino, meglio che New York, meglio. San Martini, Bethlehem. E questa nascita nel piccolo ha una motivazione, perché dalle realtà più grosse del mondo esce facilmente violenza, potere, conquista, buona fama. Invece bisogna scegliere un posto piccolo. Perché? Perché Dio, nella festa nella quale stiamo entrando in questi giorni, ha deciso di farsi piccolo. Lo aveva in certo modo sempre fatto. Diversamente dagli altri dei, che sono molti in giro, che sostanzialmente non dicono niente. Stanno muti e ci sono vicino dei sacerdoti che dietro il compenso, è vero, riferiscono qualche cosa, ma poca roba. Invece questo Dio del Medio Oriente, Dio Medio Orientale, di questo strano popolo di pastori, lui ha la mania di parlare, parla sempre. Addirittura si potrebbe dire che lui e la sua parola sono la stessa cosa. Perché lui nella sua parola si fa conoscere, non solo, ma anche nella sua parola si fa invitare, dicendoti che viene volentieri da te. E qui in termini sempre più profondi, questa parola di Dio passa dall'esterno all'interno e Dio ti parla nel cuore. E molte volte ti capita di dire, ho pensato questo, mi è venuto questo. E ti accorgi che la potenza di Dio ti ha visitato e da dentro ti ha parlato. Quindi scelta del posto, delicata, piccolo quindi, per queste scelte che Dio ha fatto. Appena Maria si è presa il trauma di Nazareth, con tutti questi angeli, gli annunci che l'hanno sconvolta, insomma poi lei alla fine boccheggiante ha detto che volentieri ubbidiva, tanto sta che appena l'angelo se ne va, il versetto dopo, lei prende su una valigina di roba, questo lo aggiungo io, e in fretta, dice il Vangelo che abbiamo ascoltato, corre da Elisabetta. Elisabetta è vecchia e se ne intende. Rappresenta tutta la pasta migliore dell'antico popolo dei pastori di Dio e si è saputo che adesso anche lei è incinta, è incinta, ma vecchia com'è, sì, è incinta dell'ultimo profeta. Ha generato i profeti di Israele che nei tempi hanno accompagnato questa storia, ma adesso c'è proprio l'ultimo. Giustamente Maria dice vado subito da lei. E lì succede questo fatto strano che abbiamo sentito adesso, che come Maria entra in casa e saluta Elisabetta, il Vangelo non ci dice come l'ha salutato, con quale saluto, forse quello stesso che l'angelo aveva fatto a lei, si può pensare. Fatto sta che appena c'è questo saluto che Maria rivolge a Elisabetta, il bambino che è nella pancia di Elisabetta fa un salto. E questo però spiega tutto alla vecchia profetessa, alla vecchia mamma. E che cosa le spiega? Spiega quello che sta succedendo. E che cosa sta succedendo? che dal grembo della giovane Maria sta nascendo il figlio di Dio. Questa è la cosa grossa. Questa faccenda deve tutto cambiare. Oggi se avete un pochino di tempo, prendete una lettura che si guarda mai. La seconda lettura della Messa di oggi. Prendete un momentino. Oggi serve un po'. Perché ci fa capire che cos'è il cambio che è avvenuto, che sta avvenendo con questo bambino che è nella pancia della vecchia profetessa e che ha fatto un salto quando c'è stato questo saluto e la mamma che lo aspetta, avete visto, no? Interpreta questo salto. Perché il Vangelo ci ha detto che aveva fatto un salto. Ma lei dice, ha fatto un salto di gioia per il bambino che c'è nel grembo dell'altra. Ma chi è che sta nascendo? Sta nascendo il figlio di Dio. Tutto deve cambiare. Ecco, lettera agli ebrei appunto. Quando era lontano, Dio mio, vi ricordate quanti sacrifici gli abbiamo offerto? E sto tempio, è vero? Mi capita qualche volta che quando vado a Serusalemme e sento dire che ci sono degli ebrei che vorrebbero rifare il tempio di una volta e ricominciare, ma come si fa? Una graticola immensa con su tutte queste povere bestie e avevano sacrificate, insomma, era un Dio lontano. Adesso Dio viene vicino. E quindi? E quindi adesso cambia tutto. E non si devono più offrire vittime per fare i sacrifici, per ottenere il perdono, eccetera, eccetera. Ma viene lui e lui si offre, al posto di tutte le vittime, di fare della sua vita un grande regalo, una grande offerta a Dio perché tutti siano perdonati, riconosciuti anche i loro figli di Dio, tutti raccolti nella stessa famiglia. Tutto cambia. Tutto cambia perché il bambino che, come sapete, nascerà domani notte e vero sarà poi quel Gesù che si farà condurre mitemente fino alla croce e nello breve spazio della sua breve vita farà di tutta la sua vita una grande offerta al Padre. La parola sacrificio cambia adesso. Si può dire quella mamma lì per i suoi figli si è proprio sacrificata. Bellissimo, no? E quindi sono importantissime queste due future mamme che oggi visitano la nostra domenica perché ci fanno capire la cosa che importa. Adesso la cosa delicatissima deve spostarsi dal Tempio di Gerusalemme alla capanna di Betlemme dove deve nascere quel bambino. Il bambino che ha saltato di gioia è l'ultimo dei profeti e adesso comincia una cosa nuova che in questi giorni ci è capitato già di dire perché questo Vangelo l'abbiamo già incontrato quello che oggi ascoltiamo come Vangelo Domenicale è finita la nascita dei figli di Adamo è finita. Con quel bambino lì l'ultimo dei profeti e quindi di questo popolo strano che era già lì in mezzo è vero? Gli ebrei senza gli ebrei non ci sarebbe Gesù e senza Gesù non ci saremmo noi quindi sono importantissimi e lui però ha saltato di gioia perché adesso sta cominciando una cosa nuova non nascono più nel mondo figli di Adamo tutti quelli che nascono nel mondo d'accordo eh? nel mondo anche in Vietnam anche a Buenos Aires beh è nato il padre va bene nel mondo tutti i bambini che nascono sono tutti figli di Dio è finita la generazione dei figli di Adamo con Natale incomincia un'umanità nuova lei scusi chi è sono il figlio di Dio è tutti figli di Dio e quel poverino che è lì è figlio di Dio e quello che in questo momento ti sta facendo del male è figlio di Dio quel viaggio tremendo che abbiamo fatto in Germania è bellissimo al vedere i campi dello sterminio ebraico è lì noi abbiamo colto l'ultimo balzo dei figli di Israele non deve succedere più questa roba adesso l'unico sacrificato l'unico che offre la vita è lui il profeta ci ha detto sarà la pace lui è la pace adesso basta e basta tutti questi sacrifici perché adesso il Dio l'ha mandato qui con il nostro corpo in un corpo anche Gesù ha gli occhi ha gli orecchi il naso anche lui ha fame anche lui ha paura delle tentazioni anche lui è un po' preoccupato di morire anche se può proforire la sua vita è proprio uno di noi e quindi è lui che diventa il tramite del rapporto con Dio basta i sacrifici e adesso si offre la vita questo bambino nasce domani sera qui a San Martini per offrire la sua vita per noi e noi siamo rimasti affascinati da questa offerta della vita perché l'offerta della vita non è un sacrificio di una bestiolina ma è il far della propria vita un regalo cosa te ne fai della vita? cosa te ne fai della vita? ne faccio un regalo e stamattina pensavo per esempio così un po' distraendomi perché il parco mi aveva detto che avrei preseduto pensavo un po' dire ma cosa vado a dire e mi veniva in mente anche mia mamma e mio papà è vero e come può venire in mente a tutti ovviamente nessuna persona speciale e pensavo a loro dicendo proprio mi hanno dato la vita mi hanno generato certamente ma poi io ho avvertito che la loro vita si riversava continuamente su di me e tutto il poco bene che io sono è quello che di bene loro hanno riversato nella mia vita adesso è cominciata questa cosa meravigliosa perché anche noi abbiamo un corpo anzi lui ha preso un corpo come noi per poter capire che cosa farcene di sto corpo eh adesso io sopporto poco quando mi fanno troppe domande anche perché non so rispondere e come sarà dopo assomiglia come sarà dopo ma adesso mi sembra importante sapere come è adesso eh tu che cosa ne fai del tuo corpo della tua persona della tua storia della tua intelligenza del tuo sorriso della tua malattia che cosa ne fai tu lo regalo l'invito di oggi è questo con la nascita di domani con la statua più importante del presempio tutto cambia perché perché incomincia un regime meraviglioso dove invece di conquistare le robe dando la morte si fanno fiorire le cose offrendo la vita eh questo piccolo bambino che nasce domani sera a Betlemme e a San Martini è qui per fare la grande scuola nuova per far questo ci regalerà addirittura il suo spirito per farci capire che adesso è incominciata questa meraviglia la tua vita bellissima preziosissima è per essere offerta è quel momento lì che mi è venuto in mente dopo mio papà e mia mamma mi è venuto in mente Massimino mi è venuto in mente Chisito quel bambino africano che è stato per un po' di settimane qui con noi anche quest'anno e dice ma ha un poco da dire a quelli lì eh Massimino ma hai detto anche la parola quando l'abbiamo preso in casa 40 anni fa siamo andati dappertutto per cercare di capire poi abbiamo capito che dovevamo noi imparare il suo linguaggio perché lui parla del silenzio e la sua vita è tutta offerta e tutti quindi possiamo offrire la nostra vita anche la mia e scalcagnato prete posso offrirla anche io e quando ci troviamo a messa alla offerta che lui fa della sua vita noi uniamo la nostra il Natale quest'anno è una grande occasione per riprendere con attenzione con affetto con commozione con riconoscenza l'ultima statuina è decisiva tutta la storia cambia adesso bene non si tratta di conquistare di capire di comprare di meritare di vincere si tratta di offrire offrire vuol dire come si spende la giornata con chi oggi ti trovi a pranzo che cosa pensi di fare di dire e tutto è delicatissimo è vero? ci si chiede con continuamente scusa ieri sera ho fatto una stupidata dando un rimprovero tecnico che non capisco niente al suonatore della pianola e lui giustamente mi ha segato e poi stamattina è venuto a chiedermi scusa solo che dovevo essere io a chiedergli scusa e beh è bellissimo è bellissimo scusatemi scusatemi fare della propria vita non un'ingombrante presenza ma fare in modo che possa essere un bel regalo un bel regalo che ci facciamo tra di noi perché prima di tutto invece di tenerci la roba e noi stessi la mettiamo a disposizione di Dio invece dell'agnellino del capretto come nel vecchio tempio io mi metto qui e tu dove abiti e tu con chi abiti e tu quanti anni hai e tu sei sano o malato e vedete la bellezza è che in qualunque condizione della vita la messa continuamente ci conferma che l'offerta è gradita e feconda e quindi domani sera capite in qualche modo nella capanna di Betlemme San Martini tutti siamo chiamati a rinascere cioè a ritrovare il senso profondo della nostra vita le ragioni le prospettive i desideri Natale è bellissimo perché fra l'altro come vi dicevo poi chiudiamo è il modo di guardare acutamente in giro tutti intorno è sempre quella mia preoccupazione che ripeto anche oggi perché è delicatissima se hai messo nel presepio la statuina di tua cognata no quella non ce la metti no metticela mi raccomando anche la cognata deve essere nel presepio perché tutta l'umanità nella quale vivi è diventata un grande presepio di Dio siamo tutti salvati da quel piccolo che nasce a Betlemme e che sarà il più piccolo in modo assoluto sulla croce dell'amore in questa vita meravigliosa dove appunto come sapete è proibito morire è proibito uccidere ma è proibito anche morire stai attento non morire offri la vita per sicurezza la offriamo anche in questa messa ecco perché dopo se sbatto contro un palo faccio neanche in tempo a fare un pesiero invece adesso noi ultima statuina del presepio ci mettiamo noi stessi oltre la cognata col desiderio di fare anche noi della nostra vita un'offerta a Dio per il bene nostro di tutti i nostri cari ma anche dell'ultimo dei cinesi o dei sudamericani per la salvezza di tutti che