IV DomenicaAvvento-omelia_GiovanniNicolini-casa_Nicolini_MN 20191222.mp3
Data: 22/12/2019
🗣️ Lettura Vocale Testo:
Testo dell'Omelia
Io desidero dirvi che quando mi incontro con questo brano del Vangelo e con questa persona che si chiama Giuseppe e che è lo sposo di Maria, penso sempre a mio padre per una particolarità della sua persona e della sua vita che in questo brano del Vangelo è particolarmente presente. La vicenda l'abbiamo ascoltata, Maria è rimasta incinta, forse la traduzione italiana che dice si trovò incinta e un po' vaga, di fatto si è verificata una situazione insomma, una situazione delicata, imbarazzante, che noi sappiamo essere santissima perché conosciamo molto bene anche il Vangelo dell'Annunciazione, ma certamente molto molto delicata. Giuseppe, che è un uomo giusto, come era mio padre, sta alla legge e quindi ritiene che bisogna stare alla legge e che la legge è importante e tuttavia volentieri obbedisce all'Angelo che gli aggiusta i pensieri e gli dice che quella donna che lui penserebbe di licenziare segretamente, in modo riservato, invece è portatrice del dono di Dio e che quindi deve essere accolta. E una delle cose più importanti che io ricordo di mio papà, del vostro nonno e di questo vostro antenato è appunto la sua capacità straordinaria di accogliere. Per cui anche le vicende che potevano sembrare più difficili, più irte, più spinose e più complesse, in lui trovavano sempre posto. Non l'ho mai sentito condannare nel suo giudizio e sono sempre stato affascinato da come lui, che io potevo pensare, essendo evidentemente più anziano di me, anche più legato a giudizi, a forme di severità, eccetera, è una persona che mi ha sempre aperto la finestra della vita e mi ha fatto sempre vedere che c'era luce e che dunque si poteva sperare, accogliere, andare. E' successo questo fatto singolare che io che ero il figlio maggiore, verso la fine dell'università, mi fu indicato di andare a studiare un po' di teologia a Roma e fui mandato a Roma in un collegio romano e mandato a scuola dai gesuiti. Però geograficamente va ricordato che questo posto dove io abitavo a Roma, facendolo studente di teologia, era proprio attaccato, separato solo da una stradina molto stretta, da questo ufficio nazionale dei notai, dove lui una volta al mese veniva, doveva venire, aveva un compito delicato a livello nazionale, e quindi ci incontravamo sempre. Così io ero contento di uscire a mangiare qualche cosa di meglio di questo terribile, vero collegio angusto, e intanto si chiacchierava. E devo dire che questi primi due anni in cui mi sono trovato in questa situazione sono stati per me importantissimi proprio per capire che non avevo forse del tutto sbagliato a prendere questa strada. E fu lui in realtà ad aprirmela. E me l'ha aperta in un modo molto interessante. Non mi ricordo se a qualcuno l'ho spiegato, l'ho raccontato. perché lui non mi ha fatto vedere che era una cosa molto importante dal punto di vista di Dio, ma mi ha fatto vedere che era una cosa molto importante rispetto alla vita umana, a come interpretare la vita umana, a come era necessario a questo punto buttare un po' in là le vecchie regole e aprirsi di più a una umanità nuova capace di accogliere. Tutta questa vicenda è coincisa con il fatto che ci fu un nuovo Papa a Roma che questa cosa la aprì in modo grandissimo. e quindi è come se io avessi celebrato in modo forte quel brano del Vangelo che adesso abbiamo celebrato, abbiamo ascoltato, dove l'Angelo del Signore dice a Giuseppe, che si chiamava come il mio papà, prendi pure in casa questa situazione perché questa situazione è roba di Dio ed è buona ed è dono di Dio e credo che queste cenette in fuori che facevamo soprattutto a Trastevere perché lui doveva lavorare, io dovevo stare in collegio, però verso sera lui finiva e andavamo appunto in queste trattorie bellissime. Ricordo una particolarmente proprio in piazza di Santa Maria in Trastevere, un posto bellissimo dove si mangiava anche molto bene ma dove c'era proprio tutta la bellezza di un'aroma meno ufficiale e però artisticamente meravigliosa, si stava bene lì. e io la ricordo ancora con affetto questa piazza e anche il fatto che si cenava alla Terpi in buona stagione, è vero, e dove lui mi comunicò questo annuncio del positivo della vita e quindi mi mise in testa il fatto che non non facevo questa strada per diventare un condannatore dei peccatori ma facevo questa strada per diventare un'accogliente delle vicende umane cogliendo in tutte la mano di Dio e quindi certo sono contentissimo di essere con voi questa sera e la mia speranza è che anche ai più giovani ai nipoti di questa vicenda questa occasione possa portare un segno di fiducia di speranza sulla bellezza e la bontà della vita e sul fatto che non c'è niente che debba essere lasciato fuori e a Giuseppe quello del Vangelo viene detto questa sera prendi prendi prendi prendi in casa perché è tutta roba buona viene tutta da Dio prendila prendila credo allora che questa sera sia bello per noi rinnovare questa fiducia nella speranza e nella possibilità di portare in casa se per caso ci fosse qualche cosa o qualcuno che questa sera terremo fuori diremo tu non puoi questo è sbagliato questo non invece ci fosse concesso di guardare con attenzione per trovare un posto davvero per tutti e per tutto la tua vita è grande è preziosa c'è posto nel tuo cuore fagli posto fagli posto è vero e quindi anche il violinista per dire no pensa la potenza che ha lo splendore di come lui suona il violino chissà quanta gente si tirerà dietro vero e tutti noi siamo mandati in questo mondo non per selezionare ed escludere ma per accorgerci che anche un accordo che sembrava un posto natino c'è un posto molto bello e molto prezioso nella grande sinfonia dell'amore di Dio ecco adesso andiamo avanti grazie grazie grazie grazie grazie