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IV DomenicaTO-Giovanni_Nicolini-20100131.mp3

Data: 31/01/2010

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

No, ma va bene se restano qua, perché quello che abbiamo ascoltato oggi ci accosta molto a un ragazzino. Quando mi capita di tornare a Nazareth e di andare a vedere quel posto che tradizionalmente si considera la sinagoga di Nazareth, lo vedo, insomma, questo ragazzino seduto lì, che ascolta, da quando ha compiuto dodici anni in quella famosa festa di Pasqua a Gerusalemme, dove è scappato dalla famiglia, ritornato a Nazareth, ha preso l'abitudine di essere tra quegli adulti ebrei che nel giorno di sabato proclamano le scritture in sinagoga. Infatti di lui qualche tratto del Vangelo, quando lo ritrova già persona matura che ancora va nella sinagoga, appunto dice che era sua consuetudine. E osservo questo ragazzino che cresce ascoltando la parola di Dio. E fino a un punto, che è il punto decisivo anche per noi. Perché il punto decisivo del nostro rapporto con la parola di Dio, con il Vangelo, è quando come all'improvviso ti riconosci. E finalmente comprendi che la parola di Dio non solamente parla a te, ma parla di te. Quando cogli che devi dire un sono io che non prevedevi. Fino allora è stata più lontana, è stata esterna da te. Magari un racconto anche affascinante, per certi aspetti invece arido, difficile, ma improvvisamente con dolcezza e insieme prepotenza ti invade e tu dici ma quello sono io. Parla di me. Quell'uomo della parabola che scendeva da Gerusalemme a Gerico si incontra con i briganti, resta mezzo morto sul ciglio della strada. Chi passa prosegue, non si ferma. Poi invece a un certo punto uno sguardo si posa su di lui, è uno sguardo di compassione, di cura, di affetto. E improvvisamente quella mattina, nella sinagoga di Dio, nell'assemblea, tu capisci che sei tu quella persona. E che sei tu quel ragazzo che se ne è andato portando via da casa e il patrimonio che gli spettava e ha tutto sciupato, ma poi rientra in sé stesso e dice no ma io bisogna che torni a casa. E sei tu come altre volte ci siamo detti, quella pecora pazza del greggio che se ne è andata sola, ma il pastore ha lasciato tutte le altre per venire a cercare te. e tu questa mattina ti riconosci in quella pecora cercata, ritrovata, portata a casa con gioia. Perché ci sia festa per lui, più che per 99 giusti che non hanno bisogno di penitenza né di festa. Sei tu. Quando la parola di Dio ti dice sei tu, ecco allora ci sei entrato. E il ragazzino di Nazareth ci entra a un certo punto. E quindi capisce di essere lui quello di cui la parola parla. La scommessa di questa mattina è la dilatazione di questa comprensione a noi. Perché siccome siamo di Cristo, siamo cristiani, quella parola detta a lui è detta a noi. È detta a te. Oggi. Oggi. proviamo ad ascoltarla, a riascoltarla, detta a noi. Ciascuno detta a sé. E dice così. Prendo da questo vecchio profeta, Geremia, è quello che assomiglia di più a Gesù non tanto forse per le parole che te dice, ma per la vita che è costretto a fare. Ricorderete che a un certo punto decide di smetterla, basta, non ne parlo più. però poi Dio gli accende un fuoco dentro nel petto e lo costringe a ricominciare a parlare e quindi a esporsi. Bene, dunque questa parola che cosa dice a te? Dice prima di formarti nel grembo materno ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce ti ho consacrato, ti ho stabilito profeta delle nazioni. Sei tu. Sei tu. Sono anch'io. Con tutti i miei limiti e i miei peccati sono anch'io. Ognuno lo è. Questa parola è irrimediabilmente affidata a te, alla tua storia. Qualunque essa sia. Una vita bella, una vita sbagliata, una vita visitata in questo momento dalla tristezza, una vita ferita da una memoria negativa che non se ne vuole andare, una vita disturbata da un episodio di nemicizia, di separazione, così com'è la tua vita, così com'è ti ha affidata la parola. Perché? Perché l'unico motivo per cui noi siamo al mondo è precisamente quello di essere il segno, la risonanza, l'eco di questa parola. Noi siamo qui per il Vangelo e siamo qui per l'immenso amore che Dio ha nei confronti di tutti i Suoi figli, qualunque sia la loro stirpe, la loro razza, la loro cultura, la loro religione, il loro ateismo, la loro interpretazione morale o immorale della vita. Tutti vivi amatissimi e quindi tu mandato là dove sei, nel buco dove vivi, nella vita piccola, povera, che fai? Certo. E questo è il segno che anche l'angolo puio e povero e mediocre dove tu vivi per lui è importantissimo. E dici ma porco cane, ma come mai sono finito in questo buco d'ospedale in mezzo a questa povera gente e io peggio di loro. Perché poi? Perché non aveva nessun altro da mandare. E quindi manda a te. Perché vuole che anche là ci sia. Perché se tu non ci fossi là dove vivi, dove sarebbe il tono del Vangelo, l'offerta del Vangelo? Non c'è. E non ci cade neanche. Non importa niente. Avete visto, non chiede nessun permesso, eh? Nessun permesso. Ci sono venuti in mente i metodi di arruolamento delle navi nel porto di Londra, sul Tamici, no? Li portavano a bere questi sciagurati e poi quando erano del tutto sbronzi gli tagliavano le bretelle delle braghe. E così quando si risvegliavano non potevano più scappare. E poi li infilavano nelle navi, e via. Facevano bella la regina di Ghilter negli imperi lontani. È un arruolamento. Qualche volta la parola di Dio è una seduzione. Qualche volta è un arruolamento. Te lo trovi lì. Non c'è niente da fare. persino la tua negazione del Vangelo persino quella fa parte di questa ambasceria, di questa testimonianza. Tutto. Sei requisito per quello. Ecco. Vedete quello che è successo nella sinagoga di Nazareth quel giorno? È questo. Lui si è reso conto di essere lui. ci è cresciuto dentro, l'ha assimilata, e poi ci sei cascato. Questa mattina noi celebriamo precisamente questo coinvolgimento nel Vangelo del Signore. Tutti. Tutti. Poi la Chiesa nei suoi tempi si è molto gerarchizzata, quindi, o beh, attribuisce diritti e doveri di insegnamento all'una parte e all'altra, ma vabbè, vabbè, non è poi così importante. Perché tanto nel buco dove ci sei tu, l'altro non c'è. O te non sei né un santo, né un professore di teologia, né un arcivesco, ma ci sei tu. e mi piace dirti che lì non aveva nessuno meglio di te. Da me. Fantasia sua, ci penserà lui poi, perché il progetto poi è suo. Io so che nel breve spazio che mi è dato di questo pellegrinaggio, io, no, se ne ho un minimo di coscienza, non posso non desiderare di comunicare, perché questo è il punto, la meraviglia che mi è stata data. E vedete, per essere più convincente, è stata furbissima questa mattina la nostra madre, che è la Chiesa, ci ha cacciato dentro la poesia dell'amore, quella di Paolo, del Capotredici dei Corinti. Mi ricordavo, e me ne sono ricordato qualche mese fa, forse l'avete in mente, che una volta Lorenzo Maria fu mandato a fare un po' di supplenza all'ora di religione. Credo al liceo scientifico lì a Persiceto, e tutti i ragazzini scatenati, voglia di fare religione neanche per, non se ne parla neanche, lui poi, questo fringuello che arriva lì a fare il supplenza, cosa vuole? Eh, lui va dentro in classe e dice, ho una proposta da fare, proviamo a fare una gara di poesia, proviamo a fare una gara di poesia d'amore, poi, eh, insomma, la classe si rende più attenta, se avete in mente una cosa fatta da voi, bene, se volete copiare un'altra poesia, bene, allora ci mettiamo tutti, è un concorso, è un concorso, è una gara, beh, tutti scrivono, lui copia il canto di Paolo, poi nessuno può dire di essere l'autore di quel foglietto più di quello vince a lui, ma che meraviglia, ma una poesia d'amore, così, ma dove l'hai trovata? C'è la Bibbia, beh, me lo sono ricordato in autunno scorso, perché ci hanno voluto chiederci se qui alla dozza facevamo un passaggio di lettura, no? In città c'erano dei punti dove si leggevano libri, e anche io dovevo leggere, oh, mi è venuto in mente quella roba lì, ho preso un pezzo del Cantico dei Cantici, e quando è toccato a me, l'autore è un poeta anonimo, antico, e ho letto un pezzo del Cantico, oh, alla fine, Catteri, ma che bella roba, no, un pochino pornografico, ma forte, eh, e cos'è? Eh, Bibbia, Bibbia, ma vai, ma sai che voglio andare a vedere questa Bibbia, cos'è? Beh, una roba così, e via. Sì, perché, perché non c'è niente di più bello del Vangelo, e allora vedete lo scherzo che ci ha fatto questa mattina Malre Chiesa, che cos'è? È stata di mettere insieme la responsabilità del Vangelo e il fascino dell'amore. Perché? Perché la cosa è interessante, insomma, no, che cos'è? È che lo sguardo di Gesù, come lui vede le cose, le vede meravigliose, no? Perché le vede tutte in questa direzione amante. Quindi il Vangelo e l'amore sono la stessa cosa, eh? il Vangelo che cos'è? È l'annuncio, la rivelazione, il grido, il canto, la poesia dell'amorevolenza di Dio distesa su tutta la creazione e presente in tutta la storia. Al punto che quindi anche alla rovescia chiunque ama sarà buttistato, il Vangelo non sa neanche, ma in quel momento quello che lui fa è l'azione di Dio. Siamo passati per la festa di San Tommaso in questi giorni, no? San Tommaso d'Aquino, bellissimo professore dell'università qua di lettere, un grande professore, come ultima lo domanda a una scolara super brava, le dice che cosa mi direte lei di questo grande ateo che è stato San Tommaso d'Aquino? Perché è stato veramente un grande ateo forse, perché è stato quello che ha aperto una porta inevitabile poi per tutto il mondo occidentale, perché ha pensato che l'unica cosa importante da dire è che Dio è uno che ragiona bene e quindi se tu ragioni bene ragioni come Dio ed è stato un pensiero pericoloso insomma, che ha creato molti guai secondo me. Però in quella scia lì ha detto una cosa super bella e cioè a proposito delle cose di questa mattina e cioè Vangelo e amore lui ha detto che quando uno ama anche nel breve passaggio in cui finalmente ama può essere un mascalzone o un farabutto per cattive intenzioni ma nel momento in cui ama quella è qualità di Dio in lui e azione di Dio quello che lui esprime è Dio non mi importa niente chi sei e quindi la connessione tra Vangelo e amore è così forte che se tu ami fai Vangelo e se tu dici il Vangelo è carezza quello che tu dici è amore e questa mi pare che sia la responsabilità di questa mattina il Signore insieme questa mattina ci riconsegna direttamente il Vangelo e l'amore e quindi il voler bene e la bellezza quella che dicono la verità e la luce che consola che chiama che convoca a tavola il Vangelo ed è bellissimo che sia di ognuno di ognuno mi ricordo una mia amica che è una monaca adesso è una monaca e che vinse appena laureata una cattedra di lettore di italiano all'Università di Pechino e siccome voleva fare la comunione il suo zio che era un prese monaco le viene dietro una grande scatolona di particole consacrate che lei si teneva sempre addosso e tutte le mattine faceva la comunione prima di andare a leggere in italiano ai cinesi però la domenica andava a messa si faceva una quarantina di chilometri giro per Pechino a grande per andare a messa e il suo stupore era quella che ci potesse essere quell'angolo in fondo a Pechino dove c'era una messa un'unica un'unica un'unica messa erano i tempi proprio del libretto rosso di Mao i tempi anche più nevralgici della loro storia ultima e però c'era una messa nascosta a Pechino c'era una messa e questo mi fece ricordare che un mio compagno d'università che era un gesuita era cinese ottenne improvvisamente il permesso di andare a salutare i suoi vecchi genitori dei contadini della campagna allora lui arriva ma ve l'ho già raccontato ve lo racconto ancora e loro gli dicono ma non dici la messa oggi ma ormai è sera no ma va bene dilla stasera e lo spingono i suoi genitori a preparare un po' una tavolina e cominciare a dirla dai comincia però mi raccomando vai molto chiaro oh mi dice questi qua poveretti e allora lui comincia la messa e gli dico più piano più piano più forte e di più piano ancora e lui dice sta messa lunghissima e poi alla fine scopre una cosa che siccome sapevano che tornava questo questo fraticello si erano messi d'accordo e hanno fatto per tutta la sera un passavoce ha detto il Signore sia con voi e passavano e passavano e ha scoperto che c'erano due o trecento persone che sparse per la campagna in fila avevano preso messa passandosi la parola ecco a me sembra che la meraviglia di questa storia che stamattina si raccoglie qui è il passaparola è una parola che io non ho inventato e che non saprei assolutamente cavare da me né dalla mia esperienza né dalla mia voglia però questa mattina mi sono ricordato che mio papà me l'ha passata e adesso volentieri te la passo e penso che tu abbia degli indirizzi preziosi a cui desideri passarla si voglio proprio andartelo a dire perché quando si ama una persona si desidera moltissimo dirla e quando si ha una bellissima parola d'amore si desidera a tutti i costi poterla comunicare in fondo tutto il gioco si raccoglie qui dentro fino a letto andaluso ci sono delle scomodità si capivano già eh perché quando ho fatto tutto sto regalo a Geremia e quindi a noi questa mattina nella seconda parte le cose sono meno ed ecco oggi io faccio di te come una città fortificata una colonna di ferro un muro di bronzo contro tutto il paese contro i regi giudici e i suoi capi contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese e anche il ragazzo che è nella sinagoga di Nazareth il problema se lo trova perché come lui dice è così ragazzi mi è capitato sta roba qui devo dirvi che sono io ma che cavolo ma è il figlio del palegnano ma chi crede di essere prima obiezione secondo obiezione e poi questo qui fai furbo perché quando arriva al lago là a Caparnao città di confine tutti si danno una gran giaggia là fai i miracoli e qui cosa fai? perché siamo di montagna perché siamo dei pastori qui non fai niente fai questo qui nella tua patria sarà vero talmente con questo palegnano che fai furbo e si crede chissà che lo cacciano via poi lo portano su una roba che fanno vedere anche oggi a Nazareth davvero un burroncino e tentano di dargli uno spintino e lui scappa via sì perché questa parola proprio perché è meravigliosa è chiaro che è anche scomoda è chiaro che innanzitutto ci viene distinto che uno per dirlo bisogna che sia una brava persona dai se no cosa vi inviene a dire? te vi ricordate no? quella mattina che lei poveretta si incontra con Gesù Cristo appena risorto è vero lei si chiama Maddalena lui ha cacciato dal via da lei sette diavoli dice vallo a dire a casa lei va a casa sono là tutti pomposi e dolenti gli undici è vero con tutti gli altri lei dice oh ma sapete cosa mi è successo? ho incontrato quello lì il bagello di Marco eh dice ma visto che era stato visto da lei non vollero credere figurati l'indiavolata sarà proprio da lei che va a dirlo andrà meglio dal migliore del paese no? come quella volta che via va giù passa per Gerico ma lei era a casa del piume a scalzone ma scherziamo? e allora quelli dell'azione cattolica e l'opus Dei come che non vieni da me? beh è andato tutto tangentofoli questo è una difficoltà quindi bisogna essere grandi per questo Vangelo no? se vuoi dire una cosa vera eh deve essere un monumento e poi e poi il Vangelo lo sapete come l'abbiamo trattato no? l'abbiamo fatto diventare una spada un elemento di conquista un privilegio e in nome di Cristo abbiamo fatto le crociate siamo andati a fare le colonie abbiamo bruciato le streghe è vero? perché siamo diventati un potere e abbiamo trasformato l'amitezza dell'Evangelo in una potenza mondiale violenta spietata e la cosa più attuale è che fissato il viaggio del Vangelo Gesù rispettosissimo ricorda che in realtà al Signore più che i devoti cristiani della dozza gli piacciono gli chiamurati è vero a nessuno manda il profeta Elia ma invece lo manda a quella là che non c'entra niente che è un'oca una specie di Cinzia che cosa ti salta in mente a portarla insomma andato là a nessuno andato se non a quella vedova di Saretta lei è andato là e poi c'è un sacco di immigrazione beh se non fa nessun miracolo con nessuno nessun lebroso è stato guarito arriva lì questo qui viene dalla Siria Naaman guarisce lui in tecumela ma perché è così dispettoso è perché questa parola te la dà ma non può diventare possesso tuo gelosia tua grandezza tua vanto tuo eh questo complica le cose dice ma come ma la Santa Sede non ha il suo corno diplomatico bisogna che abbia anche lei no anzi anche le automobili con la targa diversa dalle altre così i carabinieri non la fermano invece l'ultima volta l'ha fatto l'ha fatto l'ha beccato 20 vescovi davvero con la scusa che era tardi facevano quella superstrada tremenda quella di orte dove si beccano tante di quelle multe loro tutti a 180 perché c'era la fretta dell'assemblea tutti fermi tutta multa dice ma c'è un corpo di blovare eh ci piace anche lei bisogna che trovi letto multa a tutti però se il rischio no di fare del Vangelo una superiorità intellettuale culturale morale politica diritti di violenza di guerra pericolosa è troppo bello e si va all'aspetta a farne un idolo ecco la domenica di oggi mi pare che abbia forse un po' questo senso però serve per una cosa bellissima no e cioè serve per scoprire che ognuno di noi ha una vita meravigliosa sia per come è messo lui sia per il posto dove abita sia per la sua storia sia per la sua salute o non salute sia per il suo bel carattere caratteraggio cioè tutta questa faccenda illumina la vita di ciascuno di noi perché? perché diventa una gentile confermarsi da parte di Dio che la tua vita così com'è gli è molto utile gli è molto preziosa per cui noi siamo qui questa mattina a ringraziare il Padre perché ci ha dato Gesù e noi siamo qui a ringraziare Gesù perché ha fatto bella la nostra vita c'è qualche ultimo passo da fare perché stai stancherando per una roba per un altro per una roba che non va allora prima di uscire da qui riconciliati con la tua bellissima vita che è bellissima perché è tutta occupata dalla potenza della misericordia di Dio la tua vita gli è carissima in fondo la tua vita ti aspetta il suo sorriso e la sua benedizione grazie a tutti grazie a tutti