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IVDomenicaDiPasqua-omelia_Giovanni_Nicolini-20130421.mp3

Data: 21/04/2013

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Si chiama come la mia nonna. La mia nonna era argentina, come il padre. Si, volevo un momento riprendere quello che ho detto all'inizio. Perché tra l'amore di Dio e noi abbiamo messo troppa distanza e abbiamo messo troppe condizioni. Sì, sono già due domeniche che questo problema salta fuori, però domenica scorsa c'è stata la possibilità di fermarsi su quello. Ma se avete un po' di tempo vi accorgete facilmente che i primi due testi, cioè gli apri degli apostoli e l'apocalisse, giocano in tensione fra di loro. Anche domenica scorsa era così. Per l'apocalisse nel paradiso di Dio ci sono miliardi di persone, non c'è calcolatore ormai che possa funzionare. Mi fa saltare tutti. È un numero incalcolabile. Amati da Lui, riconosciuti da Lui come figli e accolti. Il testo degli atti è tutto più stretto. È una gelosia religiosa quella di cui parlano gli atti degli apostoli. Anche noi cattolici l'abbiamo fatto, anche noi cristiani l'abbiamo fatto. Piano piano se non si sta attenti si costruisce una religione. Una religione è un sistema di regole, leggi, gesti, norme e diventano la condizione per te. Sei un cristiano se sei dentro tutta questa roba. E la tentazione del giudaismo con l'esplosione del cristianesimo è stata fortissima. loro consideravano i cristiani una setta eretica, solo che questi qua prepotenti andavano avanti. L'episodio che viene raccontato oggi nel testo degli atti è piuttosto interessante perché dice che Paolo e il suo collega arrivano in questa città e raccontano di Gesù. E' successo questo in questi ultimi anni. A Gerusalemme è venuto fuori questo tipo, ha detto questo e questo, è andato a finire così. E loro, questo gruppo di giudei, ci salta dentro la notizia. Dice, va bene, bene. E però cosa succede? Che la notizia si sparge, va fuori dallo spazio giudaico, investe questa città che è di fatto quasi tutta invece non giudea, appartenente ad altre religioni, e la gente in massa, dice, quasi tutta la città va a ascoltarli. E quando Paolo annuncia Gesù, loro sono contentissimi, e dicono, ma benissimo, allora anche noi. E questo però provoca la gelosia degli altri, la rabbia, cominciano a inveire contro l'Apostolo Paolo, lui d'altra parte tiene ferma la posizione e dice, sentite, bisognava per primo dirla a voi, se voi avete delle storie, allora noi decisamente andiamo dagli altri. E da lì la parola di Dio comincia a viaggiare fuori dall'antico spazio della legge di Mosè. Viaggia. E viaggia perché? Perché Gesù viene a dare questo annuncio finale, non essere lui il Messia degli ebrei e basta, essere il Messia vuol dire uno mandato, essere lui stato mandato a tutto il mondo per dire che tutti sono della famiglia di Dio. e dice, ma che regole ci sono? Nessuna. Questo è il punto delicato, eh? Nessuna. Ma allora come fai a dirlo? C'è solo un motivo. Vedi? Tu sei qui questa mattina e io sono qui questa mattina semplicemente per un motivo, e cioè che Dio ci vuole bene. non c'è altro. Non c'è altro. E quindi non è che tu devi essere così, non devi essere così, e poi devi fare questo, se no, no. No. No. Noi siamo cristiani semplicemente perché Dio ci ha amati. di questo amore di Dio abbiamo fatto un'esperienza reale, molto seria, nel senso che nella nostra vita sono comparsi dei volti, delle vicende, che ci hanno preso per mano, che ci hanno condotto, che ci hanno portato fin qui questa mattina. E quindi noi conosciamo il mistero di Dio attraverso il mistero dell'amore. e sono venuto a trovare un gruppo di mamme qua, che fanno anche le catechiste, così volevano chiedermi delle robe, non so, per chi far chiacchia. E raccontandomi di loro, hanno detto, ah, noi abbiamo fatto tutto un lavoro perché abbiamo voluto parlare del peccato. E dice, mi abbiamo dovuto fare tre riunioni per parlare del peccato. Stavo a ascoltarlo e ho detto, ma, ci devi fare tre riunioni, tantissimo. Eh, ma sai, è una cosa molto complicata. Ma, ti vuole. Non mi sembra, perché di peccati ce ne fa uno solo. Perché di regola ce n'è una sola. Un peccato è quando non ci vogliamo bene e l'unica regola che esiste è che ci vogliamo bene. La famiglia di Dio è una famiglia fatta così. è famiglia e anche noi stamattina siamo riuniti qui, non per caso, non per caso, ma con l'intenzione profonda di nostro padre di raccogliere, di raccogliere insieme. E ci raccogli insieme, non perché siamo brava gente, non perché stiamo alle regole, non perché ci sono dei riti più costo che degli altri, ma semplicemente siamo qui in ragione dell'amore di Dio. solo quello. Solo quello. E quindi la cosa che ci chiede è una sola. Tre riunioni un po' troppo. Se ne chiede una sola, di voler bene. Sapete come ha detto Gesù, no? Perché la legge di Mosè, come altre volte ci siamo ripetuti, è colossal, ha più di 600 precetti, la legge mosaica. Gesù ha detto, sì, però, tutti questi precetti qui, che sono interessanti e importanti, si riuniscono in uno solo. Voler bene. Voler bene a Dio, che ti ha voluto bene. Voler bene alla gente, riconoscendo che sei stato molto voluto bene, se no, come spesso ci ripetiamo, non saresti qui. Tu sei qui, e hai pazienza anche di stare alla mia predica, semplicemente perché sei stato molto amato. E allora uno può anche pazientare a una predica. Ma questa è l'unica cosa che noi abbiamo. Cosa succede? Che se non si sta attenti, vi dicevo, si costruisce pian piano una religione. E quindi si costruiscono pian piano delle regole, dire, però devi far questo, però non devi far questo, però qui facciamo l'errore. Perché? Perché la vita cristiana non è fatta di regole. La vita cristiana è fatta di bellezze. La vita cristiana è fatta di Vangelo, che è una parola che vuol dire buona notizia. La vita cristiana non è toverosa, è bellissima. Per esempio, lui è venuto a dirci che è molto meglio perdonarsi che venditarsi. E voi che ne fate esperienza, e che ne avete fatto esperienza, sapete che è bello così. È vero? E però molte volte ci capita che invece di perdonarci, ci vendichiamo, e poi ci stiamo male però. Perché dici, ma porco cane, ma avevo trovato una perla e l'ho buttata via. Ma che sciocco che sono stato. Anche sul sacramento della confessione, io sono sempre più in imbarazzo da nessuna roba. Bisogna un po' ripensarci a questa cosa. Perché non è un tribunale dove io vado a dire ho fatto di male questo e questo, e lui ti dice allora per punizione fai questo e questo e poi ti perdono. È una cosa diversa la confessione. Il sacramento della riconciliazione è in qualche modo l'abbraccio che il padre mi dà prendendomi così come sono, un povero peccatore. Ma questo è il senso profondo. Non è che devo mettere a posto i conti, tanto bisogna dire i conti non li mettiamo a posto. Tutto quello che è successo, misteriosissimo, è appunto il mistero dell'amore. Questo è quello che è capitato. Non bisogna costruire la religione. Bisogna tenere libero il Vangelo. E quindi, come abbiamo ricevuto nella nostra vita tante bellissime notizie, le abbiamo conservate come potevamo. Molte cose, tante volte, le abbiamo un po' rovinate. È vero? Regali bellissimi, li abbiamo un po' suffati. Però siamo qui questa mattina. Questo è quello che conta. e quindi, lui ancora una volta, questa mattina, chiede che ci riconosciamo un l'altro come fratelli, che se ci sono stati degli sapori, mettiamoci a posto, ci diamo uno sguardo, una stretta di mano, ci scambieremo il segno della pace con più apetosità. come vi dicevo, in una messa come quella di stamattina, è importantissimo invitare un sacco di gente che è la gente della nostra vita, del nostro passato, del nostro presente, trattate un po' male, giudicate, tirate fuori, è peccato, abbiamo sciupato dei doni. Siccome però, l'affetto e la preghiera sono molto importanti, chiamiamoli qui questa mattina. Perché? Perché bisogna ritornare alla bellezza della nostra vita. non bisogna lasciarsi un prigionare, è vero e irretire. Perché tutto quello che è avvenuto è solo questo. E quindi, è questo che ci ha dato la notizia fondamentale del grande bene che ci vuole il Signore. Punto. Se il Signore non ci avesse voluto bene alla nostra vita, sarebbe stata più brutta. Invece è stata bellissima. Solo che siccome noi vuole bene a tutti, noi abbiamo la richiesta da parte sua di trasferire sugli altri il bene che lui ci vuole. Cosa vuol dire essere cristiani? Vuol dire questo. Essere anche noi portatori di una buona notizia. Ma lo sai che c'è uno che non pretende niente da te? Lo sai che la tua vita non gioca tra inferno e paradiso? E questo ce lo diciamo, stamattina, non andatelo troppo a dire in giro. Adesso, c'è l'alternativa inferno e paradiso? Eh sì che c'è. Perché tutte le volte che non ci vogliamo bene è un inferno. E tutte le volte che invece di dilattarci nella carità ci chiudiamo, vuoi nell'egoismo, vuoi nella vendetta, vuoi nella violenza, è un inferno. è mica da pensare all'inferno là in fondo. Non è da pensare paradiso, inferno, chissà cosa scegliamo. È diversa la scelta. È che il Signore regalandoci l'amore ci ha regalato il paradiso. Cos'è il paradiso? Volersi bene. Tanti salvi della Bibbia lo dicono, no? È bellissimo e soave che i fratelli vivano insieme, che si vogliano bene. È bellissimo. E però, certe volte, i paradisi li rovigliamo. È vero? È. Bisogna venire fuori dal nostro inferno. Non ce l'abbiamo davanti come pericolo. L'inferno è una cosa alle spalle da buttare indietro continuamente. È vero? Perché siccome siamo molto fragili e molto gracili, rischiamo sempre di scivolare indietro. Buttiamolo via l'inferno. Buttiamolo via. E quando si dice, oh ma il posto dove lavora è diventato un inferno, eh certo, può diventare. Può diventare. E quindi il Signore ci confronta anche con delle situazioni molto difficili, no? Qualche volta ci sono due nostri figli che proprio non puntano giù il muro di separazione fra di loro. Ci fanno crepare perché non si mettono d'accordo, perché non si vogliono bene. Ma come facciamo però a fare così? Dicevo che ieri, siccome volevo spido chiaro negli orrori della politica italiana, continuavo, avevo fatto un sacco di chilometri in macchina, continuavo a sentire il giornale radio. Cosa è successo? Che tutte le volte nel giornale di radio di ieri, tutte le volte hanno detto di quelle due persone, di quelle due donne che hanno ucciso un'altra donna, giovane, e quando ieri sono state condannate all'ergastolo e quando il presidente ha pronunciato la condanna, tutti hanno applaudito, il presidente si è molto arrabbiato, ma questi sono inferni. Questi sono inferni. Bisogna liberare, liberarsi e liberare da ogni inferno del non volersi bene, soprattutto da quel non volersi bene che avessimo in qualche modo giustificato, capite? Lui ha avuto un bel dire, guardate che questa qui è la roba principale, beh, io vi posso dire, siccome sono un po' fuori squadra anch'io, c'è parecchi fuori squadra che vengono a confessarsi, ma adesso è poca la gente che si confessa, ma qualche pazzo c'è ancora. Beh, devo dirvi che sono pochissime le persone che vengono a confessarsi sul peccato dell'amore, facendo non ho voluto bene a quella persona, le trevisi è l'unica cosa, sapete che Sant'Agostino che era un po' pazzo ha avuto il coraggio di dire quella famosa frasetta ama e fa quel che vuoi, ama e poi fai quel che vuoi, sicurissimo lui, e se tu vuoi bene, capisci? Certo una persona non la copia, certo tua mamma non la abbandoni, certo non lasci appunto un muro di separazione lì come se fosse ovvio o inevitabile, se tu vuoi bene, e se tu vuoi bene, sei anche liberissimo, muoviti come vuoi allora, è bellissimo, no? Ora, questa è la notizia di questa domenica, capite? Tutto quello che è successo a Pasqua fino alla croce di Gesù, che cos'è? È l'amore di Dio per noi, e qui prima la Virginia quando è entrata in chiesa, però si è fermata per dirmi che lei ha visto un film e che questo film era su Gesù, gli ho chiesto se era a colorio in bianco e nero, era in bianco e nero, e poi mi ha detto ma poi l'hanno messo proprio così, eh? L'hanno messo proprio così, è vero? E gli ho detto sì, questo era il supplizio della legislazione romana, per il peggio li mettevano sulla croce, è vero? E però sapete con quel gesto lì aperto, vedete? aperto, sono braccia aperte, c'è posto anche per me tra quelle braccia, c'è posto anche per te, quelle braccia sono aperte per sempre, perché vogliono accogliere assolutamente tutti, e allora Gesù vedete cosa dice nel Vangelo di oggi? Io do loro la vita eterna, e non andranno perdute in eterno, e nessuno le strapperà dalla mia mano, e poi sentite quel che dice dopo, il padre mio che me le ha date è più grande di tutti, e nessuno può strapparle dalla mano del padre mio, io e il padre siamo una cosa sola, però forse la traduzione di questo testo è difficile qui, strano perché Giovanni di solito ha un testo facilissimo, ma qui c'è un problema, e quindi potrebbe dire non che il padre è più grande di tutti, ma potrebbe voler dire che la cosa più grande che il padre ha me la dà, è Gesù che parla, e quindi nessuno può strapparle più dalla mano del padre, se fosse così la traduzione che credo sia quella più giusta, vorrebbe dire che Dio non ha nessuna cosa a cui tiene di più di noi, siamo il suo tesoro e lui ha mandato suo figlio qui in mezzo a noi per parlarci di lui, per parlarci del rapporto tra lui e il padre, per parlarci dell'infinita misericordia del padre, perché? Per raccoglierci tutti, capite? Perché se uno poi fiuma nella tristezza, nel dubbio, nella violenza, è più esposto ad essere strappato via, mi raccomando, mi raccomando, non fatemi strappare via, come facciamo? Ecco, siate sempre sicuri, che il padre vi vuole bene, che siete la cosa più importante che ha. C'è quella mamma della nostra parrocchia, no? Che continua, eh? A prepararvi tutti i giorni, mezzogiorno e sera, riposto a tavola per un figliolo che ormai adesso sono quasi sei mesi che è via, non dice dov'è, fa sapere che è vivo, fa sapere che è arrabbiato, loro sono distrutti, però, gli ho detto, domenica però preghiamo per te e per voi, eh? Per te e per voi, e lo dico per questo, eh, però lei prepara il posto, e allora gli altri figli gli hanno detto, ma mamma, quando torna, se torna, preparerai, lascia fare, no, no, no, perché sono sicuro che lui sa che io l'aspetto sempre, e che il suo posto c'è sempre per lui, in questa casa, e qualunque cosa lui pensi, faccia, voglia fare, qui c'è il posto per lui, perché ci sono io, e questo, capite, è bellissimo, perché è divino, perché per quella mamma lì, il suo figlio, è la cosa più grande, lei vuole moltissimo bene a tutti i suoi figli, e a parecchio, ma quello lì adesso, più di tutti, più di tutti, ma dice, perché è proprio un mascalzone, ma invece proprio per quello, capisci, gli voglio un bene infinito, allora, questo è il grande segreto della storia del mondo, questa è la grande realtà che sta sotto, il Signore ci chiede di diventare persone cordiate, qualche volta la comunità cristiana è diventata troppo stretta, anche adesso ci siamo entrati nel solito problema, delle cresime, è vero, quelli che fanno i padrini dei cresimi, devono essere tutti a posto, ma chi è che è a posto? È vero, nessuno è a posto, allora dobbiamo stare attenti a tenere quell'unica regola lì, capisci? In casa tua, l'unica regola, e dici, ma però deve studiare la matematica, va bene, però fai di capire che studiando la matematica vuole bene a te, eh? Vuole bene a te studiando la matematica, è vero, io ho un mio amico che per esempio lui la matematica non la studia mai, vero? Ha tutti bellissimi voti, ma in matematica no, perché lui quella lì non la vuole studiare, però invece sicuramente la sua prova di matematica prenderebbe come un bel regalo il fatto che lui studiasse la matematica, tutte le regole, anche le più difficili, bisogna trasformarle in condizioni dell'amore. Bene? Allora capite qual è la forza di questa domenica, la bellezza di questa domenica, lo sguardo nuovo che questa domenica ci regala su tutto. Bene? C'è tanta gente che aspetta la buona notizia dell'essere voluta bene. La Chiesa deve spogliarsi di un eccesso di regole, di norme dove quasi sempre bisogna dire di no. Oh ma cavolo, è un bel guaio dover sempre dire di no. È vero, San Paolo ha detto che in Gesù Cristo e con Gesù Cristo tutto è diventato sì. E quindi anche nelle situazioni più imbrogliate e anche le vicende più difficili possono essere un'occasione perché fiorisca un fiore nuovo nel deserto della vita. Allora di tutto questo noi non siamo solamente i beneficiari siamo anche i responsabili. Allora vi raccomando primo siate più buoni di me ci vuol pochissimo e quindi essendo molto più buoni di me vogliatevi molto bene vogliatevi molto bene uscendo da qui vogliate bene a tutti. da qualunque posizione e condizione perché se volete bene siete subito in pienezza dentro alla famiglia di Dio in pienezza qualunque sia il vostro passato e la vostra condizione attuale. Qualche volta faccio fatica sapete no lo vedete a dire no questo qui te non puoi questo qui no. Poi se la disciplina non dipende solo da me qualche volta bisogna che anch'io stia alle regole anche se da che c'è questo vescovo nuovo a Roma mi sento in casa beh se no di solito mi sento sempre un po' fuori casa invece questo qui che è un bel dirbante anche lui mi fa sentire molto in casa è vero e quindi abbiate anche molta fantasia nel vostro amore molta fantasia nel vostro voler bene e il nostro padre ti deve dire verso