In questi giorni, per il po' di preghiera che ho potuto fare, sono stato requisito progressivamente, sempre di più, dal testo della lettera di Paolo ai Corinti, di questa grande poesia dell'amore, e quindi tante altre cose molto preziose non sono in grado di comunicarle. Volevo prendere inizio da una parola inconsueta per la lingua italiana, quindi riprendiamo un momento, perché invece è molto importante. Il testo oggi inizia dicendo, fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. Questa parola carismi si usa un po' qualche volta in italiano, al carisma, insomma, in modo da una parola della lingua greca che vuol dire regalo, dono. Il carisma non si può né comprare, né meritare, né conquistare, né studiare, è un regalo. Questa parola è molto importante, perché in realtà guida tutto il rapporto che Dio ha con noi, che noi abbiamo con Lui, e tutto quello che possiamo vivere tra di noi. Perché le regole e le leggi, anche la legge santa di Dio, chiedono degli attempimenti e poi fissano quindi alla fine una sanzione o un riconoscimento del tuo comportamento. No? È abbastanza normale, insomma. Se vuoi passare l'esame di analisi matematica, devi studiare molto, sennò resti sempre al primo anno di ingegneria. Le regole sono fatte così, ma non il Vangelo di Gesù. Questo era già presente nella grande profezia di Israele, ma con Gesù questo è stato chiarito definitivamente. E le cose con Gesù vanno invece in questo modo. che Gesù ci chiede conto solo di quello che ci ha regalato. Questo è il senso della parola carissima, che avvolge tutta la vita. Noi istintivamente, anche nelle religioni, forse massimamente nelle religioni, continuiamo a pensare al criterio del merito. Io ho fatto bene, quindi merito, oppure non ho fatto bene, non merito, come se si trattasse sempre di conseguire un premio. Invece il Vangelo suppone il cammino rovesciato. Non si tratta di raggiungere un premio. Si tratta di accogliere un dono, di custodirlo e di parteciparlo. Questo ha una conseguenza enorme nella vita, di cui si tiene troppo poco conto e molto spesso nessun conto. perché anche nella nostra assemblea di questa mattina, al di là delle nostre consapevolezze, è chiaro che ci sono delle grandissime differenze. Probabilmente questa bambina ha ricevuto dei regali immensi che tu non hai ricevuto. A lei è chiesto molto di più. Ricordate la parabola, no? Quel servo è a chi è stato affidato molto sarà chiesto molto, e a chi è affidato ancora di più sarà chiesto anche di più. Il che vuol dire, però, che chi ha ricevuto dal Signore una piccola luce per cominciare magari un cammino, di quella luce deve rispondere. Non è vero che la legge è uguale per tutti. Sono uguali per tutte e sono le leggi che stanno fuori dalla storia, pretendono di essere eterne e esigono di valere per tutti allo stesso modo. Ma siccome tante volte qui ci impegniamo a ricordare che il Signore parla solamente dentro alla storia e dentro alla storia di ciascuno, ognuno risponderà a seconda del dono ricevuto. Certo sono convinto che tutti noi in questo momento per onestà anche intellettuale e spirituale dobbiamo dire di avere ricevuto grandi regali. Certo che è così. Certo che noi quando abbiamo l'onore e il piacere di riprendere quel canto della Madonna che dice che il Signore ha guardato a lei e le ha fatto dei grandi regali e tutti la chiameranno beata, certo lei si espone moltissimo alla responsabilità del dono che ha ricevuto. E fra l'altro è molto interessante perché lei mette in relazione l'immensità dei regali con la povertà della sua persona. Ha guardato alla miseria della sua serva e ha fatto in me meraviglia. Capite? E però questo bisogna tenerlo fermo. Tenerlo fermo. Perché altrimenti il rischio gravissimo oggi segnalato dalle scritture è quello di uscire dal Vangelo del Signore. Rischieremo di far diventare il Vangelo una delle tante regole umane mondane che pretendono di essere appunto perfette regole della razionalità ma nessuno di noi ha fatto questa esperienza. Tutti noi abbiamo fatto un'esperienza per la quale quello che per te era giusto dieci anni fa oggi non va più. Perché? Perché il dono di Dio è andato avanti. Perché il Signore ti ha riempito di regali nuovi e oggi necessariamente la tua vita è più è più posta davanti a delle responsabilità a delle esigenze non puoi non accorgerti di questo e di quello. E quindi sempre questa è la delicatezza di Dio. Tutto questo è per salvaguardare quello che poi è il cuore di tutta la fede. Il cuore di tutta la fede è volersi bene. Per questo sono stato seduto e requisito dal canto dell'amore del capitolo tredicesimo della prima lettera ai Corinti. Una grande poesia d'amore un grande inno all'amore. Quando arriveremo alla fine cosa resterà? L'amore. Dice che finirà anche la fede che finiranno anche tante cose bellissime che ci sono adesso nella vita delle persone e rimarrà una sola cosa un solo grande amore. La fine della storia è questa. La fine del mondo che è il fine del mondo la fine della tua vita che è il grande progetto e il grande obiettivo della tua vita è uno solo è l'amore. Questa è la grande scommessa che Dio ha giocato con l'umanità e che gioca con ogni singola esistenza. ne abbiamo già parlato quando se vi ricordate abbiamo detto che secondo noi è proibito morire vi ricordate? Non si deve morire guai a te se muori non si deve morire allora certo non si deve morire perché bisogna dare la vita perché nella sua accezione più forte quella che Dio ci ha fatto conoscere in Gesù il senso profondo della vita è dare la vita noi ricordiamo con affetto con nostalgia struggente con profondissima simpatia persone che per noi hanno dato la vita che a me hanno dato la vita dalla mia mamma che mi ha generato in buona collaborazione con mio padre per continuare poi per tutta la mia vita continuamente persone si sono piegate su di me che mi hanno regalato gemme preziose della loro vita perché l'amore è appunto questo e Gesù nella sinagoga del suo paese si incontra con delle difficoltà precisamente perché proprio quell'ambiente l'ambiente quindi religioso nel quale lui si trova non riesce a entrare in questa faccetta perché per noi Dio è sempre una cosa grande straordinaria forte e bisogna dirlo anche un po' tremendo che fa un po' paura allora questo qua che prende la parola in modo così grande che ci stupisce anche per le cose bellissime che dice ma oh però è il figlio di Giuseppe questo qua e Gesù questa cosa la sa bene e reagisce in un modo molto interessante perché dice adesso voi avete dei pensieri dentro di voi quei prodigi che ci han detto che hai fatto giù là sul lago a Caparnao eh famli anche qui per noi perché abbiamo un'idea sempre capite di grandezza di miracolismo eh di cose eccezionali forse mi spunteranno delle ali e volerò forse passerò l'esame di analisi matematica senza studiare insomma robe da chiodi solo che invece tutto l'impegno di Dio come sempre cerchiamo di ricordare non è quello di chiamarci a cose eccezionali ma di scendere lui nel volto comune della nostra vita perché Dio è venuto in mezzo a noi no? noi cerchiamo questa cosa di ricordare tutte le volte che ci vediamo che Dio è con noi che ha preso la nostra carne che ieri nella festa di ieri è stato presentato al Tempio come deve essere per tutti i primogeniti degli ebrei e quindi è stato a tutte le regole ci diceva ieri sera proprio la lettera agli ebrei e quindi è dentro a tutta questa vita nuova che lui è venuto a proporre capite? ma scendendo nella nostra storia parlando a ciascuno di noi conducendo tutte le vicende piccole e grandi in una direzione che è la direzione dell'amore e questa destinazione dell'amore è per tutti le religioni hanno un bel da dire io sono qui e gli altri sono là Gesù Gesù no Gesù scandalizzando del tutto i suoi correligionari della sinagoga di Nazareth dice ma ve lo ricordate quando c'è stata la fame è vero che c'erano bisogno di miracoli non ha andato Dio non ha fatto miracoli per nessuna di queste vedove ebree tutte devote eccetera è andato da una vedova pagana è vero e là le ha dato da mangiare è vero e quando c'era molta diffusione della peste è vero qui nel nostro paese nessuno dei nostri correligionari è stato sanato se non uno un po' anche un figuro un po' strano che era uno che aveva fatto carriera politica nel suo paese è vero una ragazzina gli aveva detto che qui c'era un uomo di Dio è venuto e a lui l'ha fatto in Iran certo perché? perché il mistero di Dio non ha i confini e quindi come si posa delicatamente e profondamente nella storia di ciascuno altrettanto però non conosce limiti e confidi e quindi il compiacimento di Dio è quello di regalarsi nella sua suprema libertà segue qualche criterio difficile dire però per esempio per essere tutti sicuri che lui il regalo lo vuole fare a tutti in genere che cosa fa? comincia dai più fuori gioco comincia dalle prostitute comincia dai lebrosi è vero comincia dagli stranieri comincia dai pecatori dice ma come non tocca a noi? no è che tocca a tutti e quindi mentre le religioni le culture le ideologie gli stati implacabilmente mettono dei confini questo qui viaggia dentro nella storia e di fatto vuole per tutti per cui cosa succede? succede che questo testo della lettera ai corinti quando avrete un po' di influenza la potete rileggere a letto con più comodo è vero e di fatto crea moltissime difficoltà perché se la si va a vedere bene si vede che noi siamo proprio dall'altra parte e cioè che noi continuamente in realtà attribuiamo diritti permessi permessi di giudicare permessi di escludere in nome della verità della competenza è vero delle ragioni se ho ragione noi continuamente facciamo così noi continuamente tagliamo noi continuamente tagliamo nella chiesa della doccia si entra abbastanza facilmente nel carcere della doccia non si può andare se non si va dentro per essere imprigionato se no non ci si può andare sono mondi separati e noi diciamo ah no questo è il posto e là no là bisogna dire quattro messe alla domenica per riuscire a dirla a tutti perché non è solo chiuso dentro è anche diviso a fette là per cui questi non possono incontrare gli altri eh certo la divisione è il contrario dell'amore il signore è venuto ad affermare che in ogni caso la cosa più importante è quella lì non è la fede non è la preghiera non è neanche il dar da mangiare ai poveri non è neanche quello è semplicemente il voler bene assoluto capite quindi il problema è molto grosso perché perché la presenza di questo testo nella liturgia di oggi fa capire fino in fondo perché alla fine lui non può stare dentro in quella banda dei suoi correligionari e loro peraltro dicono adesso lo portiamo fuori qui c'è un burroncino in fondo a Nazareth lo buttiamo giù arriva addirittura quello lui guizza via anguilla è vero e la scampa e perché? perché c'è lotta c'è ressa c'è rissa anche nella comunità ecclesiale si fa rissa adesso non voglio mica farle ma mi capita di vedere sui giornali sti giorni no che ci sono tutti sti temi delle legislazioni sulle unioni le i matrimoni eccetera così eh io sono un po' spaventato perché no il nome della verità diciamo no così no così non è no così non è senti però devi farmi capire che cosa succede nelle persone che sentono dirsi una roba così perché quando mia madre non era d'accordo con me e io sapevo benissimo che lei non era d'accordo con me lei con me era piena d'affetto di tenerezza e in fondo era sempre inteso che se anche su quella cosa non eravamo per niente d'accordo la cosa importante era che ci volevamo molto bene e c'è stato precisamente questo volersi molto bene che ha consentito poi di trovare dei punti di incontro là dove c'erano delle distanze oggi secondo me il rischio è che molta gente si sente buttata fuori si sente buttata fuori e questo però non va mica bene perché il senso della chiesa il motivo per cui la comunità cristiana c'è nel mondo è per essere un elemento assolutamente unificante io mi ricordo ho conosciuto uno adesso che poi insomma abbiamo fatto incendere delle robe lui era un grande capo io un gregario però pur essendo di posizioni diverse abbiamo anche lavorato molto ma lui oh diceva no la massima carità che tu puoi fare a uno è dirgli la verità eh invece io sono d'accordo con San Francesco che quando nel 1200 si è accordo che in nome della verità si facevano le crociate si scomunicava la roba si bruciavano gli eretici le ragazze dovevano essere attenti perché sennò passavano per streghe lui ha cominciato a dire ascolta un po' la verità va bene se ha come finalità il bene l'amore se no no eh e quindi non è vero che la massima carità è la verità è vero il contrario e cioè che la massima verità è l'amore e molte volte questo esige che tante cose restino delicate sanguinanti fra di noi non risolte fra di noi certo certo perché quello che ci unisce che è appunto l'amore di Dio che Gesù ci ha rivelato è infinitamente superiore a quello che ci divide questa mattina saremo in parecchi qui non so se tutti ma parecchi certo a fare la comunione la comunione al corpo e al sangue di Cristo in quali condizioni ognuno nella sua storia ognuno nel suo cammino ognuno certo con la delicatezza e talvolta la ferita della sua coscienza ma per strada no? per strada perché tutta la tua vita è stata una grande strada della misericordia del Signore fino a questa mattina regali rifiuti fughe incomprensioni ritrovamenti è una grande strada dove lui non ci ha mai mollato è vero c'è un bellissimo versetto in un salmo che dice se cado non mi preoccupo perché lui mi tiene per mano e mi viene sempre in mente di quando vedo un bambino che ancora non sa tanto bene camminare è vero però lo fanno sgambettare ma suo padre lo tiene per mano e lui ogni tanto è là con le gambe per aria è vero che se non ci fosse quella mano batterebbe la testa no? ma invece no è vero non si preoccupa perché suo padre lo tiene per mano noi siamo stata gente che il Signore ha tenuto sempre per mano se non saremmo mica qua questo è il grande primato dell'amore perché anche tutte le leggi e le regole esistenti vanno bene se sono regole dell'amore se no non vanno bene se di fatto una regola provoca una divisione provoca una condanna bisogna fermarsi bisogna fermarsi perché anche lui anche lei sono figli di Dio questa è la potenza del Vangelo che oggi noi riceviamo allora si capisce che Geremia non ha nessuna voglia quando Dio gli dice adesso io ti do la mia parola te valla a dire ma neanche per sogno è vero lì ha saltato dei versetti dove lui cerca di trovare delle scuse ma sono troppo giovane ma non sono capace di parlare no no no te va e non avere paura eh certo eh certo e questo però cari fratelli e care sorelle è il nostro compito eh questo fra l'altro è quello che fa meravigliosamente preziosa la vita di ciascuno di noi perché là dove si vive con l'età che si ha con la salute con la salute e la non salute che si ha con le scuole che abbiamo fatto e quelle che non abbiamo fatto con le cose che sono andate bene e molte non sono andate bene la nostra vita è preziosissima perché? perché ha ricevuto un grande tesoro l'amore ed è chiamata a comunicare un grande tesoro l'amore e se c'è un problema di non capirsi eh diventa un problema interessante perché non possiamo non chiederci allora come facciamo? non si tirano sui muri si gettano i ponti si cerca di conoscere i propri reciproci linguaggi di assumere i propri reciproci sentimenti perché la ragione non è di uno la ragione sta nella comunione noi abbiamo molto valorizzato un documento anche importante che la cultura perlomeno la cultura diciamo del mondo occidentale ha saputo partorire insomma in questi decenni ultimi che è questa dichiarazione dei diritti dell'uomo e anche io l'ho apprezzata molto e l'apprezzo insomma però bisogna stare in guardia perché c'è un problema e c'è che quasi sempre le dichiarazioni le singole dichiarazioni cominciano dicendo l'individuo eh ma è pericoloso è pericoloso perché? perché il protagonista non è l'individuo è la relazione adesso si potrebbe andare con il discorso complicarlo troppo in là per dire che Dio stesso è tutta relazione è tutto un volersi bene Dio che cos'è? è un volersi bene del padre e del figlio l'adrello spirito è vero e hanno fatto tutto volendosi bene è stata fecondità del loro amore la creazione per molti padri della chiesa antica e quindi l'individuo eh bisogna stare attenti bisogna stare attenti sono importantissimi ma di fatto il fine di ogni esistenza è la persona e la persona è sempre relazione cioè vuol dire sempre che senza di te io non ce la capo che se non ci mettiamo d'accordo io mi sento subito povero e che se qualche volta ho fatto valere le mie singole ragioni questa mattina io ti chiedo scusa se non ho costruito fra me e te la nostra comunione fraterna io ho sbagliato e ti supplico di perdonarmi e certamente abbiamo sempre moltissimo da farci perdonare certo certo allora è importantissimo per noi questa mattina ereditare capite il cuore il fuoco centrale di tutto questo gioco Gesù è venuto per donare l'amore e quindi per rinnovare rigenerare nell'amore il senso dell'esistenza noi lo ringraziamo e che cosa possiamo portare via beh poco però spero invece un pochino più che poco perché io forse non sono riuscito a spiegartelo perché alla fine la scommessa della tua vita sei tu sei tu anche la mattina che tu scoprirai una malattia della tua vita sei dentro nella scommessa della tua vita lo sei perché sei in buona salute certo ma quella mattina no abbiamo raccontato altre volte che Santa Teresina nella sua cella se è svegliata e ha guardato e tutto il cuscino su cui aveva dormito era rosso di sangue era la malattia di quel secolo no è vero e e quindi immediatamente visto quel cuscino ha detto con se stessa è la morte e poi ha riguardato il cuscino e ha detto è lo sposo perché è tutto quello che succede indene e indifficile è tutto una grande occasione del nostro volerci bene è tutto una grande occasione del trovare in termini più profondi e sempre più profondi che Dio non è rimasto isolato nei cieli ma è sceso in mezzo a noi e si comunica a tutti noi e continuamente ci ricrea ci rinnova e questo fa sì che la tua vita non sia solamente una grande scommessa ma che semplicemente sia bellissima la tua vita è bellissima a questo forse dobbiamo un po' convertirci