Sono un po' imparazzato per i catecumeni qua, perché oggi un po' di tempo bisogna che lo perdiamo per quello che ascoltiamo. Se loro si stufano voi li portate un po' a spasso, insomma non preoccupatevi. No, di te non lo dico, se sei più stufido, sei qua. E' una domenica questa molto importante secondo me, o perlomeno succede forse così nella vita, che tante volte passi in un luogo che ti sembra come tutti gli altri, poi chissà perché, insomma, un certo giorno ci trovi un tesoro e quindi ti chiedi come mai non te ne sei accorto prima. Così è delle parole del Vangelo, capita sempre così. Insomma, anche le persone più giovani che sono qui oggi scopriranno che il Vangelo è una continua scoperta. Penso che pensiamo sempre di averlo abbastanza inteso, qualche volta qualcosa ha ferrato, poi viene avanti. E quindi devo dire che questa parabola questa volta mi ha proprio mandato in crimine. E' un po' colpa del conclave, come anche cerchiavo di dirvi, ma proprio mi sono trovato... Perché questo è un problema gravissimo nel quale oggi si trova la stessa comunità cristiana, insomma. Problemi grossi che hanno qua. Adesso proveremo a dirci qualche cosa. Premetto che mi sento molto piccolo rispetto a quello che abbiamo ascoltato. Io provo adesso a fissare una cosa. che per un momento prendo dal testo della lettera di Paolo. È l'ultima affermazione riportata oggi nel nostro brano. Dove dice colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. Questo di cui si parla è Gesù. E si dice che cosa il Padre ha chiesto a questo figlio e in che modo lo ha mandato in mezzo a noi. Certo, lo ha mandato a dire delle parole belle, questo è certo. A fare delle cose importanti, addirittura anche grandi, quelle cose che noi chiamiamo i miracoli. Certamente molta gente si è raccolta intorno a lui da ogni parte per molti motivi. Quindi certamente c'è tutta una dimensione positiva. Però oggi ci viene detto che c'era un segreto dentro. E cioè che di pace il Padre gli chiedeva di diventare l'ultimo di noi. Lo ha fatto peccato, quindi in una dimensione negativa dell'umanità diventa così, fa così. E lui lo ha fatto. Per cui non solo è morto, ma è morto tra i malfattori come malfattore. E questo però è decisivo. Qual è il motivo di questa richiesta? Che non è sadismo da parte del Padre, ma è la richiesta che lui potesse entrare nella condizione ferita dell'umanità. E che potesse entrare nella condizione più povera della nostra esperienza umana. Quando c'è questa parola peccato, è una parola che nella lingua ebraica vuol dire sbagliare la mira. E quindi non prendere. E per gente che vive di caccia in zone deserte, questo è un problema. Perché guai a te se sbagli la mira, insomma. No. Ecco, io sono una persona che ha sbagliato molto la mira. E si continua anche a sbagliarla, insomma. Non ci prende. Non prendo giusto. Allora, quello che lui ci dice è che di fatto lo ha fatto peccato in maniera che c'era un progetto dentro di lui. E cioè che questo qui quindi morisse. Vedete, quello è sempre il simbolo della nostra fede. E questo Dio crucifisso, Dio morto, perché morisse lui per tutti noi. Che cosa vuol dire che è morto per tutti noi? Vuol dire che ogni esperienza umana si trova davanti il suo morire d'amore, per dire che quindi ogni esistenza umana è salvata dalla potenza del suo sacrificio d'amore. Questa cosa si fa poi abbastanza alla svelta, a dirla. Ma è difficilissimo tirarne le conseguenze. Per cui non ci stiamo dentro. Io credo che oggi appunto la comunità cristiana sia in una grandissima crisi, ma che in realtà il punto della crisi sia questo. Adesso cerchiamo un pochino di dipanare la cosa. Qui per la paravola dei due fratelli si è molto accentuata la parte del figlio piccolo, di quello che è andato via di casa, che ha combinato tanti guai e che poi ritorna, eccetera. E oggi c'è una preghiera alternativa. Noi abbiamo letto come preghiera della Messa una preghiera molto antica, che è la prima prevista dal Messale, però ce n'è una fatta adesso. E quella parlando di questo figlio piccolo mi parla come di uno che torna a casa tutto pentito. E siccome è tutto pentito e dice guarda non lo faccio più, allora il padre lo riammette. Ma questa è una falsificazione della parabola. La parabola non dice così. Innanzitutto dice che questo qui torna a casa per fame, dissipa tutto il patrimonio, alla fine si mette a lavorare per un allevatore di maiali, per un ebreo mettersi dentro a un mestiere così, come capite, è una faccenda piuttosto delicata, è talmente affamato che vorrebbe mangiare il mangime dei maiali, ma non gliene danno. Il testo dice così, anche se nella traduzione italiana non è poi così chiaro. A quel punto dice che rientra in se stesso, ci pensa e dice ma io qui crepo di fame. E decide allora di fare una cosa. Io prendo su, torno da mio padre, gli dico non sono più degno di essere chiamato tuo figlio, mettiti tra i tuoi servi, questi servi a casa di mio padre hanno pane in abbondanza. Questa è la decisione del figlio. Io non voglio dire male di questo povero ragazzo. Dico i meccanismi che lo portano a casa. è disperatamente affamato. Capisce che solo nella casa di suo padre troverà qualche cosa. E quindi prende questa decisione. Ma lì appunto scatta una sorpresa. E la sorpresa è la sorpresa del padre. Perché il padre non lo aspetta in casa, lo vede quando è ancora lontano. Stamattina leggevamo un bellissimo commento del Salmo 138 fatto da Sant'Agostino che dice che appunto quando siamo ancora lontanissimi da lui Dio ci vede già. Bene. Che cosa fa questo padre quando lo vede da lontano? Li corre incontro. Se si vuol tenere sempre la traduzione letterale del testo dice che è fatta questa corsa. Gli salta sul collo e lo bacia. Lui ha preparato il suo discorso di scuse, lo fa, ma il padre dice proprio ma il padre si volta indietro dice preparate la festa adesso, portate qui il vestito bello, il calzare, l'anello, è vero? E si organizza anche l'orchestrina e si fa questa grande festa. Questa è molto importante, questa immagine. Perché? Perché ci dice che in realtà questo padre ha del tutto prevenuto la vicenda di suo figlio. Non ha aspettato il suo pentimento. non ha aspettato le sue scuse. Non l'ha in ogni caso messo tra i suoi serbi. Ma lo ha onorato come il figlio prediletto. Adesso facciamo una grande festa. Questo è il movimento del padre. E questo è il punto delicato. perché se voi ci pensate un momento, noi in realtà, sì, siamo anche disponibili certe volte a scusare le persone, però diciamo che bisogna proprio che si pensa. E bisogna proprio che quella cosa lì promette che non la fa più. E in ogni caso adesso per un mese la chiave di casa non la domanda. E poi in ogni caso eccetera eccetera. Con tutta una serie di passaggi, è vero, gli diciamo va bene, allora sei perdonato, metti pure lì buono. Ma questo qui invece fuori di testa organizza una grande festa. Ed è a questo punto che emerge il vero protagonista della parabola. Il protagonista drammatico della parabola che è il fratello Maggiore. Il quale nella sua vita ha sempre servito suo padre. È la cosa che lui rivendica, no? Ti ho sempre servito. Qui c'è un'osservazione che subito mette un piccolo problema. perché non cita la sua condizione di figlio ma cita la sua prestazione servile. Ti ho sempre servito e non ti ho mai disobbedito. A quel punto davanti anche a questa soneria fatta per quello sciagurato mi dice a me tu non hai dato mai neanche un caprettino per far festa con il mio emisio. Nessuna faghetta, niente, niente. Adesso questo qui torna. Ha speso il patrimonio con le donnine, veniamo a sapere questa annotazione ulteriore da quello che evidentemente il fratello maggiore sa e tu fai la festa per lui. Io in questa casa non ci tento perché questa casa è ingiusta. Questo è il punto. Qual è il punto? è che Dio non è giusto ma è ingiusto. E perché è ingiusto? Perché i suoi figli lui li vuole tutti a casa. E siccome li vuole tutti a casa lui li perdone in anticipo. E quando te guardi il suo crocifissino magari è staccato al collo se lo vuoi guardare oggi prova a pensare che quel crocifissino lì vuol dire questo che tu sei perdonato in anticipo e che qualunque cosa tu abbia combinato tu sei perdonato. La cosa è così forte che ieri con marito ho telefonato il mio collega prese per dirgli sulla faccenda della confessione io ci devo un po' ripensare. E dice come se non la parlo sì sì d'accordo però secondo me se una persona sono poche adesso le persone che si confessano se c'è qualcuno che ancora si confessa e uno viene a chiedermi di confessarli io ho l'impressione che per prima cosa lo devo assolvere gli do l'assolutivo poi lui mi racconterà mi sembra che sia così poi lo starò alle regole però le regole però è questo il senso della parabola è questo il capovolgimento è questa la crisi che la parabola mette nei nostri normali criteri di giustizia perché certo che io ti perdono ma tutti sei pentito invece non è così è che forse qualche volta ci pensiamo perché siamo perdonati perché vedete che che se ne dica la forma più severa la forma più severa di giudizio è il perdono perché il perdono esprime il fatto che io ti voglio talmente bene che tu puoi fare tutto quello che vuoi ma tu sei sempre perdonato perché si pensa che evidentemente altrimenti per risolvere le cose serve la doccia no? tu hai fatto male adesso vai lì dentro ci ripensi sconti la tua pena loro sanno che 9,9 su 10 il carcere fa male non fatele mentre invece tutti voi tutti noi ci ricordiamo che la cosa più severa e più efficace che è capitata nella nostra vita è stata l'esperienza di persone di volti di circostanze che ci hanno amato malgrado quello che che siamo malgrado quello che abbiamo fatto questo si è fissato nel nostro cuore e nella memoria della nostra coscienza come un fatto assoluto perché lì abbiamo conosciuto una cosa più grande non normale non normale perché ci veniva perché se io adesso ti offrendo ma tu mi dai una grande sferla davanti a tutti io dico va bene avrò fatto male però ho pagato no? siamo a posto ma se invece io ti offendo e tu mi metti la mano sul capo e mi dici ma io ti voglio bene mi stendi e questa cosa non mi uscirà più e io questa cosa non potrò oltrepassarla perché? perché questa è da Dio Dio è fatto così qui ci sono dei problemi molto grossi degli azioni però ho deciso che un po' le cose le dico la teologia che fanno studiare negli studi non è credente è una teologia atea perché quello che lì viene chiamato Dio lo vanno a prendere in prestito da Aristotele da ma non è il padre non è questo padre pazzo non è questo padre sempre fuori casa perché è uscito per andare incontro a quello là quando ancora arrivava da lontano ha organizzato la festa e adesso e questa è la sua impresa più difficile esce dall'altra parte a cercare di convincere questo qua guarda bisogna che te venga dentro bisogna che tu entri nella festa il problema oggi grande non è il fatto dei guai che combina il fratello Pizzo il problema per noi molto grande è l'ostacolo che si trova davanti a quello grande che deve entrare nella casa della festa perché il padre è così questo è il vero problema questo è il problema gravissimo che attraversa anche la comunità cristiana che per certi aspetti e vicende arriva al limite certo si si può dire che il Papa ha dato le dimissioni perché è vecchio stato questo funziona sempre si potrebbero fare dei discorsi sulla solitudine di uno che è vecchio e stato vabbè in ogni modo ma il problema è nato il problema è che si è dato il segno di una crisi che bisogna assolutamente affrontare perché? perché altrimenti in casa non c'è più nessuno il segno c'è stato permettete la banalizzazione anche in questa faccenda dei 117 115 sono 117 cardinali però in conclave postomani ce ne entrano 115 perché due sono indegni e gli altri 115 sono degni possono andare dentro dicendo io sono a posto quindi io ci vado oppure può crearsi un cortocircuito di coscienza per la quale però andiamo via tutti c'è un episodio del tetto di Giovanni che vi ricordo brevemente perché è abbastanza illuminante vi ricordate? una donna sorpresa in adulterio il flagrante adulterio legge mosaica pigliamola a sassate facciamola fuori con i sassi per mettere in difficoltà questo Gesù che è molto strano gli dicono ma allora te cosa dici di sta roba? Mosè dice che adesso c'è qui con i sassi e Gesù se la cava furbacchione e poi non è del tutto sincero per la verità però se la cava benissimo perché sa benissimo benissimo allora facciamo così adesso chi è tutto a posto prenda per primo il sasso e lo prova a scagliare a quel punto tutti quelli della mia età partono per primi mollano il sasso e se ne vanno perché noi ne abbiamo accumulato un sacco di robe noi di sassi certamente non ne tiriamo ci va dritta se non ci hanno visti e quindi non li tirano a noi ma non possiamo far altro che scappar via vero? e se ne vanno via tutti e a quel punto lì lui gli dice ma donna ma nessuno ti ha condannato e lei dice no nessuno e allora lui le dice neanch'io adesso faccio perché Dio è questo e quindi la cosa è proprio urgente capito è proprio urgente la comunità cristiana rischia di trovarsi sempre di più in un grandissimo impasto se non accetta che noi siamo una comunità noi qui questa mattina siamo una comunità di peccatori perdonati se non funziona così non funziona andiamo via tutti andiamo via tutti se non ci restituiamo al bacio e alla carezza di questo Dio che è più forte di ogni nostro male e di fatto avremo poca strada davanti e per contene le lezioni del Papa è importante adesso ho visto un po' le cose di cui hanno parlato mi preoccupa un po' in ogni modo poi dicono che c'è lo Spirito Santo che si importa l'altro giorno sono stato a dire delle cose a rifare delle cose amici comunisti a dire che Papa vorranno fare adesso abbiamo chiacchierato fino a notte fonda ma non sappiamo cosa succederà poi c'è lo Spirito Santo è buono però quello che è chiaro è che adesso il problema è il fratello maggiore bisogna trovare un fratello maggiore lì tra i 115 che abbia voglia di entrare in quella casa dove si fa la festa dei peccatori e siccome ci deve entrare in una grande responsabilità e cosa dovrà fare? deve fare la parte del padre deve organizzare la festa deve andare di corsa a prendervi per dire per dire che sono amati aspettati che semmai hanno fatto male impiegarci tanto non so se ricordate la pagina del Manzoni su un po' fanatico dei professori bellissima di quando il cattivone l'ha innominato decide dopo una notte d'inferno di andare a trovare questo cardinale di Milano che è lì in vita pastorale e quando lui va incontro a questo ometto cardinale questo gli va incontro e gli chiede scusa dicendogli ma quanto tempo ho lasciato passare senza venirvi a cercare e l'altro gli dice come? te li metti il caffè ed è lui che invece con molta problematicità è andato a cercare perché è così capite? questa è la bellezza della nostra fede questa è la bellezza della Pasqua verso la quale siamo andati il Signore muore d'amore per tutta l'umanità allora il problema però non è semplicemente quello dell'eletto tra i 115 il problema è anche nostro perché noi facciamo molta fatica a entrare nella casa adesso certo in questo momento forse la cosa un po' ci strabiglia e se Giovanni si vede che stanotte non ha dormito però poi si va avanti ma nel nostro quotidiano questo è veramente il problema capite? questo amore più forte questo amore più forte questo desiderio della presenza dell'altro più forte di tutto quello che l'altro può dire fare perché l'importante è che sia anche lui in casa c'è ancora quella mamma non lontana adesso sono cinque mesi che questo sciagurato è andato via non ha più fatto sapere niente non comunica niente dati trascorsi ovviamente si pensa male e lei tutti i giorni mezzogiorno e sera prepara il posto a tavola e gli altri due figli hanno detto senti mamma lascia perdere no no perché lui sa che io l'aspetto e questo capite? scende nella nostra vita scende nella nostra vita mi sono preso una letterata in questi giorni forse manca quello un po' scosso perché? perché ovviamente quindi tu Giovanni proprio quello che ha combinato il guaio te gli stai proprio dietro a quello lì è certo perché altrimenti quello lì se ne va e dice anche Giovanni mi ha cazzato via ma io non ce lo voglio dare questo io sono cattivo con lui e quindi voglio impedirgli che lui si liberi di me e io non lo voglio liberare lo voglio tenere in stress certo se ne furono tutte le sue per dire come stai come hai passato la giornata non gli chiedo niente della marsalzonata in atto se mi dice lui qualcosa la piglio però capite? è importante questo fatto è importante per casa nostra è importante nel piccolo circolo il Papa ci penserà poi lui è vero nei problemi universali però i problemi universali sono trasferiti in realtà nel nostro quotidiano è vero? in questo momento io vi chiedo pensate a quella situazione a quella persona che dice va bene conviviamo sta là io sto qua e non ne parliamo non va bene questo non va bene perché la vita è veramente questa festa delle ritrovanze e quindi è un po' sbagliata una tradizione che ha messo tanta sottolineatura sul problema del piccolo in fondo a questo punto capite il piccolo è là che balla la tarantella il papà è tutto contento perché è ritornato il vero problema è l'altro è l'altro perché sono duemila anni che questo qui sta sulla porta e che le generazioni cristiane si domandano ma ci entreranno non ci entreranno e qualcuno gli dà anche ragione e io mi ricordo un prese della mia giovinezza che risolveva la cosa dicendo ma dai entra tanto è tutto tuo insisteva su questa cosa tanto è tutto tuo non va da aria un capone ma non è lo spirito della parata lo spirito ingenuo e pazzo di questa parabola di Dio è che Dio è contentissimo perché questo qui è tornato cosa gli importa se e come è tornato l'importante è che è tornato e che io lo abbraccio e l'ho potuto baciare e posso far festa per lui questo è il severo giudizio di Dio non possiamo pensare di avere trasformato la comunità cristiana in un tribunale e in una condanna al cangio e qualche volta corrisco di condannare a morte non possiamo pensare non vogliamo pensare questo allora oggi è questa la grande grazia che domandiamo e anche a questi battezzanti di Pasqua ai cui oggi diamo l'unzione catecomenale che cosa gli chiediamo che siano potentissimi nella misericordia che siano prepotenti nell'amore che non ci sia nessuno che gli può scappare perché io ti tengo sempre ci sono molte esperienze d'amore non solo nella fantasia del romantiere o nella sublimità del poeta ma nella realtà della vita anche molto povera di persone che non hanno mai mollato nessuno e che sono sempre tenuti ho visto lasciare questo mondo una persona tenendo stretto chi l'aveva completamente mollata e diseretata creando molti motivi anche di quella morte in quel momento ma lei lui non la mollava e quindi se l'è portata dietro mi pare che sia questo che oggi possiamo domandare alla strana giustizia e alla stranissima bontà di Dio grazie grazie grazie grazie