Volevo fermarmi con voi soprattutto su due passaggi della parola di Dio che abbiamo celebrato e abbiamo ascoltato. Due affermazioni che mi sembrano di grandissima importanza. La prima è quella che pone il profeta parlando di Dio e dice chissà che non cambi e di più chissà che non si converte. E invece di punire per il male che si combina addirittura benedifici. Chissà. E solo qui che tutta la scrittura custodita dai padri ebrei fa l'ipotesi della conversione di Dio. Come fa Dio a convertirsi? Meglio di così perché non può essere. Più giusto di così. Più inevitabilmente giusto di così. Però in questi giorni ricordavo anche un episodio della vicenda islamica che qui ci ha raccontato il monaco Ignazio in quel corso di conoscenza del Corano che abbiamo fatto alcuni mesi fa. E lui, dopo averci detto che per la fede islamica ogni persona alla fine della sua vita è portata davanti al giudizio di Dio. E lì viene rivelato tutto il bene e tutto il male che lui ha fatto e poi c'è una sentenza. Quindi è proprio in modo assoluto, stretto, un giudizio. E appunto parla di una persona che aveva combinato molti guai. Non solamente aveva fatto dei guai, ma di guai ne aveva fatti molti. Viene portato davanti ad Allah e alla fine viene condannato. E Allah quindi definisce questa sentenza di punizione per sempre. Mentre lo portano via, lui si volta verso Allah e gli dice Sai, credevo che tu fossi diverso. Ed io fa subito fermare quel corteo di condanna. E lo pergono. Ecco, ma era rimasto dentro questo che tu fossi diverso. Mi affascina questo. Mi affascina che Dio stesso, nel suo giudizio, consideri più giusta della giustizia la misericordia. Più adatta a lui. Perché Dio non giudica. O meglio, giudica per salvare. E quindi giudica per donare. In questo anno noi siamo invitati a fissare in qualche modo una definizione di Dio dicendo che Dio è misericordia. Non è altro. È prima di tutto misericordia. Questo non è il luogo e il tempo per portare avanti questo discorso, questo ragionamento e vedere che questo è un enorme cambiamento per la Chiesa. E no. Che invece ha sempre considerato, ma ce lo siamo già detti qui, ha sempre considerato come essenziale, fondamentale, decisiva, la giustizia di Dio e poi ha visto disposti da Dio alcuni piccoli corridoi laterali di recupero, la misericordia. Interventi speciali. Interventi speciali che costarono anche molto al cristianesimo perché una delle ragioni più forti della grande riforma proposta da Lutero e da altri è questa cosa insopportabile delle indulgenze e quindi del prezzo delle indulgenze. E quindi del costo e quindi dell'acquisto delle indulgenze. Sì, Dio è diverso. Lo dobbiamo dire con prudenza, lo dobbiamo dire con dolcezza, però se penso a me e penso a tanti altri peccatori, io devo dire che di questo sono molto felice. sono così felice che adesso mi sembra quasi di non aver paura della morte. e anche in queste ultime settimane appunto ho letto e poi ho ridetto volentieri un libro dove appunto si dice che con questo è stata restituita alla vita cristiana la gioia. e descrivendo la gioia in tante dicende dell'esistenza umana, come ultima proposta, propone la gioia di morire. che non è la gioia di finire o di farla finire, ma dice che è la gioia perché è l'ingresso nella pienezza della vita, la gioia della morte. io credo che noi stiamo ricevendo, certamente le chiese cristiane, per loro penso, anche le altre fedi, per loro penso, anche i molti che non hanno la fede, pensano di non avere la fede, appunto, questa prospettiva, che secondo me è molto importante anche per chi non crede che ci sia qualche cosa oltre la morte, perché in ogni caso è una proposta di restituzione, di bontà alla vita. questo non è difficilissimo da pensare, non dovete scandalizzarvi, perché anche voi siete di questo parere, perché se voi volete molto bene a una persona, e poi le volete molto, molto bene, e se le volete molto, molto, molto bene, alla fine quella persona, la sua vita, tutto quello che è la sua vita, gli è caro, e l'amate. E quindi di quella persona, l'amate come è, che per noi è un argomento di ritorno, nel nostro incontro sul Vangelo, la amate come è, e questa è la caratteristica di Dio, e questa sera, lui, in grande affetto con noi, nella sua presenza, con noi, ci vuole bene così, come siamo, nelle nostre povertà. Chi sa che non si converta? ci sono anche episodi molto interessanti, pochissimi, eh, nella scrittura, ma che confermano questo. Vi ricordate a un certo punto l'esasperazione di Dio, perché questo popolo continua a far arrabbiare, il cammino nel deserto diventa un problema spaventoso, perché non c'è mai niente che gli vada bene, che gli vada bene questo popolo. E allora a un certo punto Dio dice a Mosè, adesso basta, adesso, se non vogliono più, lasciamoli andare, noi ce ne andiamo. E dice così a Mosè, noi ce ne andiamo. Ma Mosè, un salmo, commenta questo episodio dicendo che si mette sulla breccia, eh, sull'orlo di questa cosa, e dice a Dio, io però non ci vedo, io resto qui. E la Chiesa di Cristo, fin dai suoi inizi, ha riconosciuto in questo Mosè che sta sulla breccia e dice, no, no, io sto con loro. La grande profetia di Gesù. E quindi la grande profetia del volto pienamente rivelato, pienamente manifestato di Dio nella persona di Gesù. Tutto questo, allora, mi porta a un secondo punto, poi andiamo avanti, non preoccupate, non faccio troppo nulla. che è quello, nella seconda lettera dei Coriti, di questo testo, all'inizio della Quaresima, lo si legge con molta cautela, perché porta un'affermazione molto forte quando dice che questo Cristo, che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato per noi. È un'espressione molto forte. nelle traduzioni italiane ogni volta ci sono dei cambi, quindi qualche volta proposto lo trattò come peccatore, ecco. Ma invece il testo dice proprio lo fece peccato. Però, in questi giorni, un po' camminando verso questa sera, mi ha colpito un'altra espressione. Quando dice lasciatevi riconciliare con Dio. Lasciatevi riconciliare. Anche perché ho visto che quando è presente questo verbo vuol sempre dire questo, che Dio si è già riconciliato con te. allora, tu, lasciati riconciliare. Bellissimo, no? Sentite la belletta di questo invito. Lasciatevi riconciliare con Dio. Lui desidera questo. Capito? Questa è la formula e la sostanza del giudizio divino. Che vuole bene a tutti e che ci vuole a tutti. E dunque, anche tu che potresti essere in qualche modo irrigidito, potresti essere indurito, potresti essere implacabilmente ferito nel pensiero della tua vita, di quello che è successo, di quello che è stato combinato. Fermati. Fermati questa sera. E accetta la straordinarietà di questi vici. lasciati riconciliare. Vieni qui. Questo cambia un po' tutto, capite, stasera? Nel rito delle ceneri l'antica formula era ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai. Dopo la riforma liturgica, la formula che noi usiamo questa sera è convertiti e credi al Vangelo. Invece che ritornare a polvere, credi al Vangelo. Sì che l'inizio stesso della Quaresima questa sera assume un mondo nuovo. Perché si parte dalla cenere e quindi da tutti i segni di povertà e di morte che certamente noi conosciamo e ci portiamo anche dentro. Ma si cammina da solo la resurrezione. Il senso di questi 40 giorni è camminare verso la vita nuova. Morire con Gesù per risolvere in Lui e con Lui. Lasciati riconciliare. E mi sembra molto bello che sia in questa forma di invito. Non dovete convertirsi, ma lasciati, lasciati riconciliare. è come un comando di mitezza, capite? È come un comando di dolcezza. Allora mi pare che queste due parole possano quest'anno inaugurare per noi il cammino che inizia questa sera. la conversione di Dio è il suo invito a che ci lasciamo prendere per mano da noi. È bello che è così, vero? È bellissimo. È proprio Gesù. Gesù è proprio questo Dio. Dio. E che resta allora di quel Vangelo che abbiamo ascoltato dove si dice che non devi fare le cose per farti vedere, ma le devi fare in nascosto? nel sindacato paroci che si telefono prima delle liturgie mi pare che siamo arrivati sostanzialmente a questo punto. E cioè vivi con semplicità semplicemente il fatto che sei un figlio di Dio. Qualunque cosa fai, falla con naturaletta, non fai niente di speciale, non c'è bisogno che ti metti in mostra, non è qualche cosa di straordinario che gli altri devono dire bu bu e che tende a rispettarti che gli altri no. Perché? Perché è semplicemente l'agire secondo Dio. E l'agire secondo Dio tu lo conosci benissimo perché vedi lui per primo ha avuto misericordia di te. Tu sei un esperto di misericordia ma ogni tanto ce lo diciamo. Chi sono gli esperti di misericordia? Quelli che ne hanno ricevuto un sacco. altro al te. Se sono sciagurati come sono la conosco bene io la misericordia di Dio. Ecco, capite? Allora si tratta di vivere quello che in modo sovrabbondante abbiamo ricevuto e vissuto, no? E così, capite? Proprio come la preghiera che noi non ci siamo inventati, è vero? Ma che è semplicemente il nostro rispondere allo splendore della sua parola e della sua benedizione, è vero? quello che noi stiamo celebrando in questo momento si chiama Eucaristia che è una parola che è della lingua greca che può dire ringraziamento. Noi siamo qui perché per tutto il bene che noi abbiamo ricevuto siamo qui a dirgli grazie. Anche la mamma ce lo diceva quando eravamo piccoli. Cosa si dice? Cosa si dice? Grazie. Noi questa sera siamo qui è vero? A offrire in restituzione la meraviglia di questo banchetto di salvezza e di pace. e quindi non patiamo più per gli inevitabili digiuni perché abbiamo l'ultimo. ci stiamo ponendo delle domande molto importanti anche sul piano politico anche sul piano economico no? Dovremmo stare un po' più attenti sciupiamo molto e tanta gente crepa già il piccolo confronto qui ogni sera questo confronto io arrivo spesso tardi ho potuto perdere le serate le fantasie entro in casa salgo per le scale raggiungo la mia camera da letto adesso per un po' siamo stati strettini quindi anche Martino dovrà dormire in camera con me adesso ci siamo riallargati mia camera comodissima sì certo abbiamo dato ospitalità a queste persone sono i dieci insieme non hanno motivi di amicizia di confidenza poveri sono qui in casa il digiuno è la percezione che una convivenza più fraterna è più vera no sono cose che dobbiamo sempre di più sperare desiderare e di essere una persona che se ne intende queste cose diceva che tutto questo arrivo di queste persone che fuggono dalla miseria dalla fame dalla violenza dalla guerra dice non si può considerare questo un'emergenza questo è il volto del futuro cui dirige la rivista italiana di politica internazionale più attuna, più forte. E certo, però è bello questo, è semplicemente bello. Che arrivi della gente da noi perché cercano di stare un po' meglio. E pensare che noi magari della nostra vita basta così poco perché ci lamentiamo. Allora, la vita è bellissima, il Signore è buonissimo, la speranza è assoluta, fino a pensare che si possa essere gioiosi di morire. Cosa vogliamo? Ecco, entriamo nella Quaresima quest'anno con questi sentimenti. Magari non ditelo troppo in giro perché sennò diranno che siamo morti, ma voi tenetelo in un angolino. Anche perché poi la vita può chiedere dei passi, dei gesti, dei segni, dei passaggi, anche di dolore. E' meglio affrontarli con questa grande gioia del cuore. Rassicurati sul fatto che lui non è come credevano. E come lo si dice di Allah, lo si dice questa sera anche dal nostro Dio. Sai, non lo sapevo. Non lo sapevo che era così buono. L'anno della misericordia è questo. Io non sapevo che era così buono. Adesso posso fidarmi molto, molto di più. Posso riposare in lui. E la mia vita adesso è molto più bella. Io non c'è kat frenata. Grazie. Grazie.