In sinagoga si può proclamare la parola di Dio solamente in ebraico, tant'è che qualche volta ci sono dei problemi per garantire però una lettura corretta del testo, che come testo sacro è anche più complicato delle Bibbie che ci conferiamo noi, perché l'ebraico è una lingua solo consonantica, cioè ci sono solo le consonanti della parola, è come se per dire tavolo io scrivessi P-V-L, e poi sotto che vocali ci sono? Allora per noi hanno messo cent'anni dopo il Signore dei puntini sotto le consonanti che sono le vocali, allora noi riusciamo a leggere, ma in sinagoga non ci sono questi puntini e quindi bisogna che ci siano sette persone che sanno bene l'ebraico, l'ebraico senza i puntini, perché uno legge e gli altri sei sorvegliano e lo fermano se dice qualcosa di non corretto secondo il testo. Era ovvio che fosse così e quindi è incomprensibilissimo che loro facciano così perché fino a Gesù il popolo di Dio è stato quello. E quindi se tu vai a chiedere un ebreo ma scusa che lingua parla Dio? Che lingua parla? L'ebraico no? Parla l'ebraico per forza. L'ebraico è la lingua di Dio. Loro poi sono così convinti che la parola di Dio è meravigliosa che se ti fai un'altra domanda gli dici ma che cavolo fa Dio per tutta l'eternità lassù nel suo paradiso? E loro senza ombra di dubbio ti rispondono studia la legge, quindi continua a rileggere la Bibbia, cosa deve fare? È la cosa più bella che ha fatto, eccetera. E per noi le cose sono diverse e oggi è la festa di questa diversità. È stato il grande problema del primo concilio della Chiesa di cui si parla degli Atti degli Apostoli ed è stata la grande decisione che se messia che era venuto, di fatto era venuto per tutto il mondo e non solo per loro. Aveva già dato dei segnali molto importanti quando per breve tempo è passato in mezzo a noi e quindi il suo affetto per gli stranieri, i miracoli fatti anche per loro, l'avvertimento che aveva altre tecore da chiamare che non erano di quello vile e quindi insomma tanti segni che convincono la Chiesa che Gesù bisogna esportarlo fino ai confini della terra. Fede della Chiesa che quando Gesù ha dato la sua vita perché tutti noi entrassimo nell'unica famiglia di Dio lo ha fatto per tutta l'umanità. E quindi oggi noi festeggiamo tutta l'umanità come tutta famiglia di Dio. E con la particolarità, la singolarità di questo miracolo che è capitato a Gerusalemme subito dopo la Pasqua, 50 giorni dopo la Pasqua, oggi sono 50 giorni da quando abbiamo festeggiato Pasqua, e però è questo miracolo delle lingue. Avete visto anche visivamente è un miracolo interessante perché dice che c'era un fuoco, un unico fuoco, che è sceso e lì si è diviso in maniera che poi si sono appoggiate sulle testa delle persone che erano lì delle fiamme di fuoco, delle lingue di fuoco. Però cosa succede? Che il testo gioca su questa parola lingue e di che cosa si accorge? Che di fatto quella mattina a Gerusalemme ci sono persone che provengono da tutto il mondo e tutti capiscono. E quindi le lingue di fuoco è la diversità delle lingue ma che però vengono raccolte nell'unico fuoco. Quindi potremmo dire che questa è la festa dello spezzarsi di Dio per tutta l'umanità. tutti i popoli, tutte le genti, tutte le culture, tutte le lingue, tutte le tradizioni. C'è un dibattito in corso tra una parte della Chiesa e il movimento di comunione e liberazione perché questo movimento sostiene che la fede cristiana accelera una cultura e quindi crea dei valori, delle tradizioni, delle abitudini che sono quelle legate al cristianesimo. Quindi se te diventi cristiano bisogna che prendi su anche questa cultura. L'altra parte, che mi sembra però quella anche più forse affermata, sostiene che invece il cristianesimo non è una cultura, è semplicemente la voce del Signore, è la parola del Signore che è capace di entrare in tutte le culture e che ci entra volentieri e visita tutte le culture. Tutto questo diventa sommamente importante quando la festa di oggi dice che a Dio piace entrare nella vita di ogni persona. Così si scopre che lui ha fatto tutta questa bella faccenda della creazione, il Salmo 103 che abbiamo cantato come Salmo responsoriale, dice che Dio gioisce delle sue creature, le ha fatte contentone di come sono venute fuori, gli piacciono tutte, e veniamo a sapere che in modo particolare la creatura umana, che come sapete bene, se lo siamo già detti tante volte, è la creatura più strana e più storta in mezzo a tutte le altre, è vero, questa strana creatura lui sembrava che l'avesse fatta per avere qualcuno con cui parlare, con cui chiacchierare. Però oggi veniamo a scoprire una cosa ancora più grossa, e cioè che ognuno di noi gli piace moltissimo come posto in cui stare. Oggi si può ricordare con affetto speciale quella giovane donna ebrea di Amsterdam, Eddi Illesum, che ha voluto scrivere il suo nome nella lista di quelli che venivano ogni settimana da Amsterdam spediti ad Auschwitz. Lei faceva parte di un gruppo di ebrei, e i loro carnefici costringevano questo gruppo di ebrei a scrivere ogni settimana la lista degli ebrei che dovevano partire. E lei a un certo punto decide di scrivere il suo nome perché ha un problema nei riguardi di Dio. Perché parte dal ragionamento di dire noi ebrei ci siamo perché noi, pregando per tutte le nazioni, siamo la salvezza di tutte le nazioni. E sapete che era successo che la sera che i romani hanno finito di distruggere il Tempio di Gerusalemme, un drappello di ufficiali che andava a cena per festeggiare la vittoria, si è incontrato con un gruppo di sacerdoti ebrei vecchietti i quali, come li hanno visti, sono scoppiati a piangere. E questi qui gli hanno detto ma perché piangete per noi? Abbiamo vinto, cosa siamo da compiangere? Sì, sì, vi compiangiamo. Perché? Perché qui, in questo Tempio che venne distrutto, tutte le mattine, tutte le sere, si offriva un olocausto che è il massimo sacrificio per la salvezza delle nazioni, come farete adesso a salvarvi? Che avete distrutto il Tempio e noi non possiamo più offrire un sacrificio per voi. Tutte queste cose, questa ragazza ebrea, che era un tipo un po' speciale, un po' pazzoidale anche, ma di grande spessore, lei ha questo dubbio, più che legittimo, e cioè che ad Auschwitz non ci sia nessun ebreo che ha il viato per pregare per i loro carnifici. E dice, ma è un disastro, perché se non c'è nessuno che prega per loro, noi ne chiamo noi stessi. E quindi dice, che ha capito che Dio ha bisogno di lei, e ha bisogno che lei vada a Auschwitz, in maniera che Dio possa avere ad Auschwitz una tendina, è vero, da dove si preghi per la salvezza dei nazisti carnifici, e quindi scrive il suo nome. E tutte queste cose, che cosa dicono questa mattina? Dicono appunto il prepotente desiderio di Dio di trovare in ciascuno di noi una tenda dove abitare. Per cui di fatto, mentre tutte le religioni pensano che Dio sia oggetto di una grande arampicata e di una grande conquista, invece, dal testo dell'annunciazione in poi, è diventato chiarissimo che il rapporto con Dio si compie nel seguente modo. Che Dio suona il campanello di casa, come ha fatto con Maria di Nazare, tu devi andare ad aprire la porta e gentilmente lo fai entrare. La fede è sostanzialmente far posto a Dio, non arampicarsi verso di Lui, non ce n'è nessun bisogno e come sapete non ne siamo capaci. Il nostro Dio, diversamente dagli altri, viene Lui a farci visita. È Lui che è sceso in mezzo a noi, è Lui che ha preso la nostra carne, è Lui che ha dato la vita per noi, però risorto dai morti, primo di tutti noi, vivo, viene addirittura, vuole addirittura, correre l'avventura della nostra vita. Stamattina però, dovevo, ero incaricato in una preghiera molto grande, che abbiamo fatto trottando per la campagna, mi hanno chiesto di leggere il testo del Padre della Chiesa, che si legge alla fine di questa preghiera, ed era un bellissimo testo di Sant'Agostino, che però a un certo punto dice, però, quelli che non sono degni, no, eh, e io l'ho saltato. Chiedendo scusa a Sant'Agostino, l'ho saltato, perché è assolutamente non vero. Si capisce che uno che fa l'arcivesco ha delle preoccupazioni, deve dare delle sgheridate, ma però se si guarda dentro le cose, si vede che non è vero, nel senso che, anche la persona di un peccatore, e l'esperienza di un peccatore, per Dio è molto interessante, molto interessante, perché? Perché è il momento in cui nasce un dibattito, anche molto violento, in cui Dio lo mandi fuori, le persone che parlano bene dicono, il cui tu lo crocifigi, in un certo senso, ma questo fa parte della sua partita. Lui, come sapete, non è venuto per i giusti, è venuto per i peccatori, non è venuto per i sani, è venuto per i malati. Se ci possono essere dei dubbi, sul fatto che in qualcuno lui non voglia abitare, è che se tu sei troppo pierino, lui diceva, vabbè, allora non avete bisogno, buona, arrangiatevi. Cosa che, in Gesù, è vero, è sempre piuttosto viva, insomma, no? Lui, per esempio, sapete, no? Che è d'accordo, che se hai cento pecore, ne perdi una, devi mollare le 99, per andare a cercare quella smarrita. È un po' svicatino, il testo, è che ha tutta una matematica, molto sua, molto, molto sua. È vero, come quando ha visto che c'era quella gente intorno al tesoro del Tempio, è vero, e tutti a lei, giù, dollaroni, e un sacco di quattrinotti, però lui, che è furbo, diceva, sì, quelli lì, gliene è rimasto in tasca, voglia, cambia il resto della benzina, quelli lì. È vero, e poi invece, vede una donnina, e una vedovina, pofretta, che mette dentro due monetine, è vero, che è proibito gettare due monetine, non solo è pochissimo, ma è addirittura proibito, perché è meno di una certa cifra, se si lascia perdere, è una miseria, insomma, no? E lei ha messo meno di quello che si poteva, e si scopre che ha messo meno di quello che aveva, questo è un pochino più difficile capire come abbia fatto, ma il testo greco dice precisamente così, che ha dato dal suo essere sotto, col conto in rosso, è riuscito a tirar fuori dal conto in rosso, anche due monete, ma le banche fanno dei prezzi, di contare, è vero, ma non ai poveri, è riuscito a dare queste cose, una strana matematica, è perché? È perché Dio ha una preoccupazione, no? E cioè, di trovare posto in tutti, per poter, voler bene a tutti, e per poter giocare la partita, con tutti, per cui, uno che stamattina è qui a messa, e ha combinato una mascalzonata, e questo, io ho l'obbligo di dirglielo, cioè, direi guarda che, però, ti vuole un sacco di bene, e dice, ma forse allora devo convertirmi, quello lì pensa ci te, però lui ti vuole bene come sei, ma dice, ma io non ho neanche la fede, ce l'hai il naso e la pancia, si dice no, è bene, basta che tu abbennare la pancia, mi dico, bene, mi viene a abitare in te, te perché sei te, non te perché sei bravo, perché sei di chiesa, perché sei sapiente, perché sei occidentale, no, te perché sei, una creatura umana, allora, dice, noi veniamo, io e mio papà, e veniamo a abitare, dentro di te, e siccome appunto, ci si potrebbe un po' domandare, ma tutta sta storia che racconti, steffiava, strana, ma quando è che si verifica, nel concreto della mia vita, quando è che questo, è vero, succede, e questo risale ancora, ai nostri padri ebrei, perché Dio ha cominciato, la sua relazione con loro, è vero, facendo una cosa, che gli dei sul serio, quelli veri, non fanno mai, solo lui, questo qui, si è inventato di pasta roba, e quindi, ha preso questo gruppetto, di pastorie, erranti, della penisola del Sinai, e gli ha detto, senti, io ti voglio parlare, e dice, e io cosa devo fare? Ascolta, ascolta, e tutta la cosa, è cominciata così, e tutto il nostro rapporto, con Dio, è così, cioè che lui, ci ha preso per mano, e sapete come si fa, quando si fa una passeggiata, chiancherando, ci ha ridescritto, tutto, il volto di nostra mamma, e quel compagno, con il quale non si andava d'accordo, la paura della morte, e il matrimonio, il senso, della natura, e il valore, della storia, e ci ha rispiegato tutto, come lo vede lui, e come è, e quindi, la vita, è una grande passeggiata, con Dio, ascoltandolo, ascoltandolo, solo che, il verbo, ascoltare, è un verbo strano, nella lingua della Bibbia, perché, ha moltissime parole, per dire, certe cose, ma per dirne, alcune, ne ha una sola, per cui, il verbo, ascoltare, è uno solo, se lo vai a vedere, sul vocabolario, è solo quello lì, eh, e, e, di fatto, però, ha tanti significati, importanti, per esempio, quando tu, di tuo figlio, dice, non mi ascolta mai, come non mi ascolta, eh, ma io intendo, che non mi ascolta, e cosa vuol dire, che non mi ascolta, e cioè, che non solamente, ascolta con le orecchie, ma quella parola, che gli dico, la tira dentro, no? E diventa parola, per lui, bene, tutta questa storia, per dire, tutto questo miracolo, della visita di Dio, e dell'abitare di Dio in te, è la parola di Dio, e quando è che è cominciata, per te, la parola di Dio? È cominciata, una volta che, avevi già ascoltato, 38.000 volte, la parola di Dio, neri anche stufo rasero, una minestra riscaldata, c'è il precetto della chiesa, bisogna farlo, se no la Gievelina soffende, andiamo a messa, punto. Però, quella mattina lì, è successo un fatto, e cioè, che quando è stata, detta la parola di Dio, tu hai detto a te stesso, ma quello lì è, dice a me, ma quello lì parla a me. La volta che, il vecchio librone della parola di Dio, ha detto una parola, e tu hai detto, Dio me, la dice a me, la dice per me, sono io quello lì. quella volta lì, il Signore, nella sua parola, ha cominciato a trovare dimora, nella tua vita, nel tuo cuore, nel tuo affetto, nella tua coscienza, nella tua tribolazione, nella tua festa. Quando la parola di Dio diventa parola per te, a te, oggi, allora, questa è la visita di Dio. Hai capito? Non è poi un miracolo straordinario, no? È successo moltissime volte, quando una persona ti scrive una lettera d'amore, ovvero, tu avverti che, quelle parole, una per una, sono dedicate a te. Anche quelle che non capisci, ti importa niente, perché tanto avverti, che è per te. E quindi tu avverti che quella parola, è il bacio, della persona amata, sulla tua vita. La parola di Dio, è il bacio di Dio, sulla tua vita. È il suo modo, di entrare dentro di te. La fede, sta roba, che infinita gente, mi viene a dire, io non ho la fede, io non so neanche così. Però, una delle cose che chiedo, probabilmente, è che mi dice, non ho la fede, dico, ma te, visto Gesù, hai sentito parlare? Sì, ma ti è ignoso? Ma no. Anzi, ti è simpatico. Beh, buono. Allora, se ti è simpatico, ascoltalo volettieri. Ascoltalo volettieri. La fede è questa decisione di aprire la porta, che la ragazza di Nazareth ha avuto, quando si è trovato quel tipo là, che era l'angelo di Dio, gli ha detto, vieni dentro. È fare posto a Dio la fede. È far posto a Dio. È tirarsi un po' indietro. Facendo un po' attenzione, perché è molto prepotente. quindi devi sapere, che se gli fai posto, lui se lo piglia ancora di più. Vento, e gli dici, senti sul divano, si distende. Ma cosa fai? Non è mica tutto il divano, ti ho dato. E lui si è già preso tutto il divano. Come un amante geloso, tende a impossessarsi di te. I peccati sono il modo di mandarlo a quel paese. No? Cioè, i peccati non sono altro che la riappropriazione della nostra solitudine. Dici, questa è casa mia, per favore, e qui faccio perché ne ho voglia. Se voi siete altri lì, sta buon, ma sta buon. Perché qui sono io e il capo famiglia. I peccati sono sempre una specie di rientro nella nostra solitudine. È vero? Sono quasi sempre un'esperienza che poi da soli ci sta un po' malino, e allora si ritorna dentro. Noi stiamo cercando di fare in questi anni, appunto questa esperienza della fede insieme. E quindi cerchiamo di far posto, un po', nelle nostre persone, nel nostro tempo, di darci una mano anche a fare questo posto, perché la parola del Signore possa trovare posto, dentro, al nostro cuore, alla nostra vita, alla nostra storia, e quindi che possa diventare quella parola, la nostra parola. Ultimissima cosa perché sono mezzagiorno. Dunque, per tutti questi motivi, pensavo questa mattina, mentre trottavo in campagna, che bisogna che stiamo attenti a semplificare i gesti per Dio. Secondo me c'è troppa distanza tra il tuo appartamento e qua. C'è troppa distanza tra il modo di parlare, quando sei con i tuoi figli, e qua. Perché non c'è più quella distanza. Solo le altre religioni hanno una sbarra, che dicono qui c'è il sacro e lì c'è il profano. Allora, profano, ci arrangiamo noi. Sacro, tutto in punta dei piedi. Invece non c'è più per noi questa cosa. Perché il sacro è entrato tutto nel profano. Tutto. Dio è entrato tutto nel mondo. Dio è entrato tutto nell'umanità. Dio è diventato un uomo. Dio è nostro padre. Noi siamo tutti fratelli, proprio per questo ingresso prepotente di Dio nella nostra vita. E lui, infatti, andava nel tempio a insegnare, però lui non ha tirato avanti, adesso bisogna tirar fuori i vitelli, poi le pecore, poi l'olocausto. E lui non se l'è sentito. E quindi quella sera di pasto, che erano a tavola a far pesca, è vero, ha preso un panno. E lo ha spezzato. E hanno mangiato il panno. E ha passato quella coppa di vino. E hanno bevuto il vino. E quando si vuol dire che ci si vuol bene, ci si dà l'abbraccio e il bacio della pace. Dio è entrato completamente nei segni della vita umana. Allora, secondo me, bisogna che noi semplifichiamo i segni della liturgia e li rendiamo il più possibile semplici, umani. Va benissimo che io adesso vi dia tutto l'incenso col turicolo. Però bisogna che trovi il modo di turicolarvi anche quando vi incontro per me in dipendenza. Capite? Cioè, va bene tutto. Secondo me bisogna un po' portare verso l'umano i gesti di Dio e piuttosto bisogna riempire di stupore divino le nostre relazioni. Per cui tutte le persone che incontrate uscendo di qui e andando a casa io spero che ci rendiamo conto che sono tutti luoghi dell'abitazione di Dio. Sono tutte tende di Dio. E che quindi ogni storia è una meravigliosa storia dell'amore tra Dio e quel personaggio. E vi consiglio di fare una cosa dai 60 anni in poi che ci si fa da meno tante cose e si può dare più spazio al proprio spirito. Io faccio questo lavoro questo hobby ricostruisco la meravigliosa storia delle persone cerco di stare attento alla loro storia alla loro persona e questo mi consente di stupirmi moltissimo delle vite delle persone sia di quelle che funzionano sia di quelle che non funzionano per niente né secondo lo Stato né secondo la Chiesa ma tutti hanno una vita meravigliosa immensa che non si può conoscere più voi a una persona volete bene meno potete arrivare in fondo alla misura della bellezza della sua vita perché l'amore rinnova continuamente tutto e quindi quella persona amata da voi ha continuamente orizzonti nuovi da mostrarvi perché l'amore infinito è capace di scoprire infiniti nuovi orizzonti vi ricordate a un certo punto cosa dice lui della sua parola che è nuova ed è antica certo è antica ma tutte le volte che si ripresenta è nuova bene questa è qualche cosa della festa di Tentecoste dico una brutta cosa della Chiesa poi proseguiamo la Chiesa quale pericolo corre lo dico non per i capi della Chiesa lo dico per noi corre in pericolo di interpretarsi come un impero mondano per cui invece di spezzarsi in tante robe per stare con tutti cosa fa un impero li piglia tutti e li mette sotto regime e siccome ci vuole una voce ferma e sicura nel 1870 si sono messi insieme tutti i vescovi e hanno sicuramente capito da Dio che il Papa è uno solo e che è solo lui e che è il rappresentante di Cristo è stato uno dei fallimenti del Vaticano II lo dico apposta perché è Pentecoste perché il grande sforzo del Vaticano II è stato quello di dire ma poverino ma là per conto suo ma cosa sa lui del Brasile è vero del Nicaragua che cosa sa lui della Cina mettiamogli intorno degli amici e hanno proposto che intorno al Papa ci fosse un collegio un collegio che veniva da tutto il mondo un collegio che rappresentava delle terre delle culture molto diverse tutti intorno a lì che fosse un po' il segno capite di questo essersi spettato Dio per poter raccogliere il sentimento e il pensiero di tante diversità non è passato eh si è avuto paura chi o me ma dopo viene qui un indocinese ma che cosa ci dice dopo quello lì fa della confusione niente niente eh e si è preferito un impero più pulito non si andava contro il mistero del Papa la sua autorità non era quello era il desiderio di mettergli intorno degli amici eh alla fine della messa ci sarà un pochino di reclame scautistica eh eh ricordatevi questo discorsetto del Papa non si possono lasciare sole le persone bisogna fargli compagnia e le cose bisogna sempre più condividere il pane sempre più speciale i pesi sempre di più portarli insieme non pretendere che hai capito la verità allora io dico solo delle stupidate forse diciamo tutti dei peggi di verità proviamo a metterli insieme no? la verità è più grande di te di me forse se ci mettiamo insieme qualche cosa di più vero salta fuori vero questo mistero di comunione che è la festa di Pentecoste per la quale tutto il mondo è la famiglia di Dio mi sembra molto importante che sia suggerimento di sapienza di pazza e del nostro volerci bene grazie