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V DomenicaTO-Giovanni_Nicolini-20100207.mp3

Data: 07/02/2010

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Pensavo adesso di chiamare un momento la vostra attenzione al testo che sembra più scostato dalla domenica che celebriamo, che è questo ricordo che Paolo fa della risurrezione di Gesù. Ne parla in termini piuttosto circostanziati e si dilunga anche a dire che poi risorto dalla morte si è manifestato e si è comunicato a molti amici e poi da ultimo anche a lui. Mi pare che possa essere significativo ricordarlo anche noi questo, perché in realtà proprio a partire da questa memoria le parole che oggi celebriamo nella Divina Liturgia ci ricordano subito altre tre risurrezioni dai morti. La prima è proprio quella di Paolo. E quindi che cosa ha provocato in lui la Pasqua di Gesù? Ha provocato la Pasqua sua. E quindi Paolo ha dovuto morire, morire dalla sua ebraicità ardente, ha dovuto morire dal suo discepolato farisaico, appassionato e impegnato, ha dovuto morire da tutto quello che sinceramente riteneva giusto. C'erano questi scocciatori che erano andati dietro a questo pezzente, vero fatto fuori dai romani, erano diventati pericolosi perché erano anche molto convincenti, bisognava fargli la pelle. Cosa che avveniva abbastanza regolarmente a Gerusalemme, poi dicevano che la cosa era dilagata anche in Siria, e quindi Paolo stava andando a Damasco a fare il suo dovere. Non faceva mica niente di male. Per la sua coscienza lui lo ricorderà questo. Anche qui dice di essere un aborto perché è l'ultimo, non è degno di essere chiamato apostolo, però tutte le volte dice ma lo facevo però in coscienza. E però ha dovuto morire. Ed è risorto. Ed è risorto. È risorto grande difensore del Vangelo e soprattutto grande annunciatore della vittoria della vita sulla morte fino ai confini della Terra. problematicità anche della sua appartenenza agli apostoli perché è troppo diverso dagli altri. Gli altri ebrei molto legati ancora alle tradizioni, lui addirittura a Parise è capovolto nella sua testa e nel suo cuore e quindi spinto da Dio fino alla predicazione a tutte le nazioni. e quindi una resurrezione folgorante, una morte drammatica e una resurrezione folgorante. Ma poi c'è Isaia. C'è Isaia che ci racconta come la storia è cominciata anche per lui, certamente con punti di contatto evidenti anche con la vicenda di Paolo e questo improvviso manifestarsi a lui di Dio. Un ebreo Dio lo ascolta. Il cuore della fede ebraica è il verbo ascoltare. Ascolta Israele. La comunicazione privilegiata che Dio ha stabilito con il suo popolo è la parola. Ci sono testi bellissimi nella scrittura dove dice a tutti Dio ha regalato cose bellissime e anzi a tutti gli altri popoli ha regalato delle cose molto più importanti. A chi una grande arte della guerra, a chi una grande capacità artistica, a chi una grande competenza giuridica, a chi un sacco di soldi, a questo popolo che è l'ultimo dei popoli della terra, senza doti, ha fatto però un regalo speciale, unico. A voi ho parlato. E la parola di Dio è il grande regalo che Dio ha fatto a Israele e quello che costituisce tale. Però proprio questo rapporto privilegiato con Dio, perché lo possiamo ascoltare, porta dietro di sé il suo negativo, e cioè che non lo si può vedere. Non lo si può vedere, perché questo Dio è troppo luminoso, è troppo verde, è troppo glorioso, è troppo grande, non si regge. Più di una volta le scritture dicono non si può vedere Dio e poi vivere. Perché appunto la sua bellezza è eccessiva. Ma un giorno nel Tempio, questo è quello che oggi Isaia ci racconta, gli appare tutta la bellezza di Dio. Lo vede. È un'esperienza diretta, assoluta, nuova, sconvolgente. Lo cresce. Ma come lo vede, si sente perduto. Perché è troppo luminoso per me questo Dio. e quindi dice sono finito. Tra l'altro è molto bello perché dice sono perduto, e lì ho visto che la traduzione greca del testo ebraico usa un verbo molto raro che è presente nel Vangelo secondo Giovanni quando dice che dopo la crocivissione alla sera passano i soldati sotto la croce perché bisogna tirar via i corpi e due li finiscono, i due malfattori che sono accanto al Signore e lui è già morto. E allora un soldato prende una lancia e lo trafigge, e trafigge il fianco, il costato. Ecco, è questo verbo, trafitto. E quindi Isaia direbbe sono trafigge, sono trafigge, sono colpito a morte perché ho visto la bellezza di Dio e io invece sono un uomo dal labbro impuro, vivo in mezzo a un popolo impuro e quindi non si regge il contatto. Solo che invece, invece di annientarlo, Dio se ne impadronisce. E quindi viene preso un carbone ardente che è il simbolo della parola e con questo carbone gli viene purificato il labbro e quindi Isaia diventa in quel momento una sorgente della parola di Dio, una sorgente straordinaria. E quella parola che doveva ucciderlo perché non si può vederla diventa la sua vita nuova. E poi però c'è Simone, c'è Pietro. E anche qui c'è un'invasione, ma a questo punto evidentemente con manifestazioni, modi, tonalità eccezionali perché come loro sanno il verbo si è fatto carne. e Dio ha preso tenda in mezzo a noi e Gesù di Nazareth, questo giovane rabbino di Campania, è di fatto Dio. Qui ci sta tutta la nostra fede. si può avere un colloquio molto interessante, ho avuto uno questi giorni con un mio amico che è massone, è molto interessante insomma, dal punto di vista del pensiero è molto interessante, perché è una fede in Dio certissima, matematica praticamente, assoluta. Pensate per esempio che il grande coro della Nona Sinfonia di Beethoven è il grande inno alla fede massonica e quindi è questo Dio perfetto della creazione, della storia, immenso, senza ombra. e quindi Gesù no. E quindi Gesù no. Si passeggiava insieme per la vecchia Bologna e lui ancora una volta mi diceva, quello che da vent'anni quando ci incontriamo mi dice, ma sì, sarà come San Paolo, non dirmi che è Dio, non reggo questa cosa. E certo, questo è il cuore della nostra fede, no? È la nostra scommessa. Per cui in quel giorno sulla riva del lago, capite? C'è troppa gente e Dio vuole parlare alla gente, ma ce n'è troppa e anche lui all'imbarassio di avere un corpo non ci sta adesso, eh? È un po' il più ingombrante di aver preso la carne. E invade la parte di pietra, salta sulla sua barca. Anzi, lo prega, dice proprio lo prega, lo prego di farlo salire sulla barca. E dalla barca di Pietro parla. Ma qui c'è già dentro tutta la premonizione di quello che adesso deve succedere, no? Perché poi gli dice adesso andiamo un po' fuori e butta la rete. Pietro è un pescatore esperto. Adesso ne approfitto che non c'è la messa Martino, ma è come Martino. Cioè, non prende mai niente. Mai. Parte con tutta la sua attrezzatura, espertissimo, sa tutto. Ho visto che nel computer, sul desktop, ha un suo amico, maestro pescatore, con un pesce enorme. Mai. E anche Pietro è così. È un esperto pescatore che ha preso mai niente. Ci sono anzi, molti sospetti sul fatto che lui abbia però voluto continuare a pescare, come Martino. Tant'è che la notte di Pasqua, quando vanno tutti in crisi, perché è il Signore, l'hanno fatto fuori, Pietro dice subito, io vado a pescare. E gli altri dicono, beh, vediamo anche noi. Quindi forse ha anche continuato a fare il pescatore, questo non si sa. Però certo è esterro, e quindi, quando Gesù gli fa sta proposta, dice, senti, io ho calato le reti tutta notte e ho preso niente. e però lì fa il suo errore meraviglioso. Dice un ma. In fondo, io credo poco a chi mi dice che proprio davanti a Dio ha detto sì. E invece mi è molto simpatico questo ma. Perché è come dire, guarda, ho ragione io, sono io l'esperto. Ma. Ecco. Mi pare che a un certo punto forse si possa dire un ma che ci si fida, capisci? Un ma che si prova, tanto una volta in più. Però lui lo dice bene. Ma sulla tua parola. Gettarò la rete. Gettarò la rete. E però, sì, succedono cose meravigliose. Quindi la rete è tanto piena che si spacca. Chiamano quelli dell'altra barca, le due barche sono talmente piene che quasi affondano. Però è a questo punto che succede la cosa bellissima. Perché Pietro gli disse va via. Va via, perché io sono un pecatore. E quanto prima l'ha preso tranquillamente in barca, perché l'altro era un poveretto che gli chiedeva un favore. Posso salire sulla barca che faccio la mia predica? Ma sì, vieni bene. Adesso va via, perché io sono un pecatore. Perché lo mandi via? Perché Pietro ha capito tutto. Ha capito che la santità di Dio è salita sulla sua barca e non si può stare insieme. Dio e gli uomini non possono stare insieme perché lui è troppo luminoso, troppo potente, troppo bravo, è insopportabile. E quindi non si può sopportare. Tante volte ci siamo detti che infatti le religioni che cosa sono? Le religioni sono delle specie di tecniche per riuscire prima a tenerlo lontano perché è pericoloso e poi addirittura cercare di trovare una stradina per raggiungerlo. Le religioni sono così. Nascono dalla paura di Dio e dall'innato e insano desiderio di diventare dei. Voglio diventare grande anche io. paura e orgoglio. Le religioni sono così. È solo Israele che è diverso da tutti gli altri. È solo questo piccolo popolo che conosce un Dio diverso da tutti gli altri. E quindi da Isaia a Pietro fino al povero Paolo questo Dio si farà sempre più avanti e dirà no non avere paura non avere paura non avere paura di Dio non avere paura di Dio ma sono un mascalzone. Ah ma Dio non è come abbiamo imparato al catechismo che se fai bene vai al premio e se fai male vai a bruciarti le natiche per l'eternità. non è così Dio tra i miei buoni e giù ai cattivi no? È così. Ma non è così. Ma non è così. E il bello è che non può esserlo capisci? Perché non può esserlo? Perché se punisce i cattivi resta solo. Anche voi che siete buonissimi e quindi capite pochissimo di quello che io sto dicendo perché bisogna essere cattivi per capirlo. Ieri sono stato a un convegno di cristiani cattivi quindi se i cattivi vanno a finire male lui resta solo. Ed è per quello che ha tirato fuori questa cosa meravigliosa che ha proprio capovolto le cose. E in che modo le ha capovolte? E le ha capovolte bene. Nel senso che se tu fai una cosa ancora più grave e la tua vita è segnata in modo ancora più drammatico lui lui ti vuole ancora più bene. Questo è lo scandalo di Dio. Tenetelo presente perché alla gravità della nostra ferita lui non può far altro che rispondere con la potenza del suo volerci bene. Come fai tu a reggere quel tuo figlio? Dai, dimmelo sinceramente. Che non compina niente, che non... No, ti sa. Come? Perché lo regge? Allora è così. E perché lo regge? Eh, perché lo amo. Perché lo amo. Dio ormai mi ha praticamente spudellato, eh? Eh, però io non mollo. Ecco, Dio è uno che non molla. E più tu sei cattivo più lui ti avvolge di amore. E questo è il punto. Su questo punto conviene che li chiediamo perché qui ci giochiamo tutto. Adesso si potrebbero fare dei passi indietro, dire per esempio ma allora com'è che i nostri padri ebrei ha usato invece tutto questo schema delle leggi? Perché l'ha fatto? Cos'è stato? Qualcuno dice eh, ha fatto il tentativo di dire vi do le regole però noi gli abbiamo detto non si è anche a taci. Guarda, alla fine non si è anche a taci. E allora ha cambiato il sistema. Oppure qualcun altro e io sono un po' più per questo secondo partito e dice che è stato bravissimo perché lui ha dato la legge perché perché senza la legge te ti credi di essere chissà che ma se lui ti fa vedere la legge cioè capisci che sei mutante scusate l'espressione e cioè che non combini niente è vero? Perché te ti pensi che insomma per essere delle bravi persone basta questo e questo tac e arriva lui con i suoi comandamenti 613 comandamenti e ti stende a terra perché chi è che è capace di star dentro? Non ci riesce mica nessuno. E quindi in qualche modo sarebbe stato un attesamento un po' sadico da parte di Dio che però è stato perché a un certo punto abbiamo dovuto dire lì non ce la facciamo beh mi spiace ma non ce la facciamo va fuori dalla banca guarda vai via perché non ce la facciamo ed è stato lì che allora ha dovuto cambiare cambiare. L'anno liturgico per noi è il continuo compleanno di questi cambiamenti. il 25 di dicembre abbiamo fatto festa perché ha detto beh va bene allora prendo anch'io la loro ciccia siccome di tanti qua che combinano se li metto sta ciccia la piglio anch'io e il verbo si prege carne e poi inizia la sua avventura umana e Dio diventa un fatto umano e esplora l'umano ci si butta dentro e quindi frequenta i grandi capi e frequenta gli ultimi frequenta le signore bene e le signore allegre accetta gli invidi a cena di chi può preparare una buona tavola ma si lascia scappare che non ha neanche un sasso dove appoggiare il capo quando deve dormire entra in tutto lo spazio dell'umano e facendo così libera quello che è la sua vera potenza ci vuole bene l'amore di Dio per l'umanità diventa in Gesù di Nazareth una specie di colossale innamoramento il nostro problema per esempio più delicato che cos'è è che la persona che proprio ti sta sulle scatole che non puoi sopportarla che è insopportabile per quella persona Dio è morto è morto attento ogni nostra relazione è diventata molto delicata non trovate? perché quando ci avviciniamo a una persona qualunque sia io ormai percepisco in modo chiarissimo che l'amore di Dio lo protegge da me dal mio giudizio dalla mia violenza dalla mia condanna io sento che c'è intorno a lui l'amore di Dio che lo protegge e che dice ricordati che è mio questa è la bellezza dell'invasione della barca vabbè chiuso per me questo testo è importante perché lo ha fatto la prima volta 48 anni fa è stato non mi viene solo una parola volgare che non posso dire è stato un problema insomma perché appunto mi sembrava che dovesse fare solo una cosa distruggermi e invece mi ha detto non aver paura da quel momento mi ha amato sempre allora io non mi ricordo però mi pare che sia stata una persona a darmi in mano questo brano del Vangelo di Lucca me lo sono trovato all'improvviso quando mi hanno mandato a fare i presi in campagna arrivando in Stefanuchina era questa domenica ci sono andato il 6 di febbraio di 33 anni fa quindi siamo venuti un po' in qualcosa a stare ed era questa domenica e c'era questo testo e allora ho cercato di farmi io quel ma e ho pensato di essere stato mandato in campagna a gettare la rete e poi ogni 3 anni lo si incontra e quindi è qui anche stamattina per me è importante perché io so che cosa vuol dire la potenza dell'amore di Dio perché sono amato essere amato da Dio mi consente di dire che sono anche un disgraziato e persino la vicenda del mio peccato certo mi fa tremare perché non fa piacere alla persona che mi ama e francamente alla quale anch'io voglio bene però a questo punto io gli voglio bene però so che anche il mio peccato diventa per lui occasione di un più forte affetto sui tempi sulle note della mia persona sulle mie ferite e sulle mie memorie non temere ecco mi pare che sia questa la bellezza di questa domenica vedete Dio non può pensare di conquistarci con le regole non ce la fa anche ai nostri figli gli diamo troppe regole io ve lo dico sempre questo perché l'ho fatto anch'io questo errore gli diamo troppe regole e troppo pochi lumi di speranza di bellezza immeritati puro regalo gli diamo troppo poco il senso della meraviglia di questo grande regalo riprendetevi ogni tanto il cantico di Francesco Francesco è un bambino e solo lui può farsi poeta che loda il Signore perché anche stamattina è venuto il sole gli altri fanno dei conti insomma certo è venuto su alle ore e invece lui lo loda per i fiori per la terra e andando avanti così arriva a lodarlo persino per la morte perché allora tutto diventa un piegarsi di Dio sulla mia fragilità e la mia ferita e il suo volermi bene sempre in ogni modo ultima raccomandazione però se tra tre giorni mi capita un guaio venite a trovarmi telefonate perché di queste cose mi dimenticherò e senza di voi non riuscirò a ricordarle quindi quando mi dimenticherò di tutto quello che ho cercato di dirvi perché la prova sarà in quel momento troppo pungente venite a ricordarmela a dire che insomma ognuno ha la sua barca ma poi alla fine per fortuna siamo tutti sulla stessa barca diamoci una mano sia che faccia bel tempo come oggi sia che ci sia un po' di bufera e qualcuno sia stanco diamoci una mano perché così dobbiamo arrivare tutti all'altra riva