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VDomenicaDiPasqua-omelia-GiovanniNicolini-Dozza-20160424(12).mp3

Data: 24/04/2016

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Con tutta la pioggia che c'è ci si aspettava la chiesa vuota, invece la potenza degli affetti, è sempre un grande sole che chiama tutti e anche noi ci sentiamo molto invitati oggi dall'affetto del Signore, perché è come se oggi la Pasqua di Gesù diventasse proprio come più intimamente la nostra Pasqua. Uno dei segni battesimali che adesso noi celebreremo nel battesimo dei due piccoli è un abito, è una specie di tunichina, è un abito che vuole essere un abito però musiale, importante e mentre gli viene dato quest'abito vengono dette queste parole vi siete rivestiti di Cristo, questo abitino è il segno del Signore Gesù e però è anche l'abito musiale, un bellissimo abito musiale, quello che c'è dentro è quello che è, però io stamattina ho messo un po' male, però c'è fuori un abito, questo abito musiale è Cristo, è Gesù, è Gesù che avvolge la loro vita, perché poi ognuno di noi corre la sua avventura, ha le sue fatiche, le sue difficoltà, i suoi sbagli, le sue lontananze, però c'è una cosa che è più forte di tutte ed è più forte di tutti anche i nostri guai e che è la sua presenza. lui capite oggi avvolge come di un abito musiale la persona e la vita di questi piccolini e questi qui potranno andare avanti perlomeno fino a questi qua che oggi sono qui a ricordare l'abito musiale, è vero ci si poteva aspettare una mamma tutta vestita di bianco oggi perché lei è anche un po' audace nei suoi modi espressivi, però in ogni caso al di là dei colori di oggi è certo che loro sono qui oggi a ringraziare, è vero perché si sono fatti già una bella vita e 40 anni di matrimonio e dietro la loro tribù, è vero che li circonda, li assedia e quindi vedete c'è la bellezza della vita nuova, qual è la bellezza della vita nuova? ecco questa è la domanda fondamentale, è che questa vita nuova è l'amore di Dio, è l'amore di Dio ed è Dio che ti ama così come sei, così come sei, quest'anno c'è questa cosa importante che questo Papa un po' strano da Roma ci fa fare l'anno della misericordia perché? è perché vuole che tutti noi ricordiamo soprattutto questo, che la nostra vita non dipende poi per fortuna solo da noi, perché se uno dovesse mettere a posto i conti Dio o me, allora saremmo fritti, ma invece la nostra vita dipende dal fatto che Lui ci ama, capite questa è la bellezza della vita cristiana, per cui è oggi come se la parola che abbiamo ascoltato volesse dirci, beh guarda che adesso è tutto nuovo, è vero? Anche il cielo e la terra sono diversi, è tutto diverso, perché? Perché adesso è tutto questo grande palcoscenico, questa grande sala dell'amore di Dio per tutta l'umanità e quindi anche stamattina salutando le persone che entravano per la messa, come mi piace fare, lo considero un grande regalo anche per me andare incontro alle persone, no? E pensavo questa persona qui è molto amata da Dio, questa è molto amata da Dio e riconoscevo in tutti anche da uno sguardo, da un modo, così come l'amore di Dio si posava su di loro, questi signori qui che sono davanti al loro matrimonio mai lungo, hanno anche una tribù di figli, capite? E così ogni figlio della tribù è un segno particolare e speciale dell'amore di Dio, e sono tutti i modi attraverso i quali Dio li ha amati, e così è la nostra vita, è vero? E dice però quando combiniamo dei guai e facciamo dei peccati, anche quello, perché? Perché ne combiniamo di cotte e di crude, poi però lui ci chiama con la sua misericordia e quindi in qualche modo il suo amore è ancora più bello, perché? Perché ho già affondato tutto là in fondo, ero proprio perduto, perduto, ma lui ha allungato una mano, mi ha preso per il collo e mi ha tirato fuori, che roba che ha fatto Dio per me, per cui persino la nostra vita di peccatori, capite? Diventa un'occasione ancora più grande per vedere l'amore di Dio, capite? Siccome lui non ci lascia mai perdere, e più noi andiamo lontano, più lui ci insegue, e più siamo in fondo, più lui si china su di noi, è vero? Tant'è che c'è un privilegio speciale, Dio vuol bene a tutti, sì, nello stesso modo, certo, ma con la stessa intensità, eh qui no, fa delle differenze, ci sono dei cocchini, vede, l'amore di Dio, e chi sono i cocchini dell'amore di Dio? Ah, gli ultimi, gli ultimi, più piccoli, più lontani, i peccatori, quelli che oggi, è vero, non sono neanche qui perché stanno troppo male, questi due ragazzi che stanno male male all'ospedale, e continuo a pensarci, è vero perché, insomma, in un modo o nell'altro bisogna che il Signore si ritiri vicino a sé, è vero, nella bellezza del suo amore, allora tutti, tutti con una preferenza per quelli che forse avrebbero più difficoltà, quelli che hanno difficoltà sono magari, non so, quelli che non conoscono il Signore Gesù, sono quelli che lo conoscono, ma però hanno cambiato idea, sono quelli che lo conoscono, però non riescono a vivere la bellezza del Vangelo, per loro è troppo difficile, ma ci pensa lui, con la potenza infinita della sua misericordia, quindi vedete la vita nella quale entrano oggi questi piccoli, e che è confermata da questi sposi, è confermata da tutti noi, è vero? Se avessimo una sera molto tempo, magari con un buon fiasco di vino, per raccontarci l'avventura della nostra vita, tutti avremmo da dire delle cose meravigliose, sapete? Ogni persona è un'avventura meravigliosa dell'amore di Dio, dice sì, se te le impegno a raccontare le mie diventerò su e basta e poi magari scappi via, cercherò di non scappare via invece, perché? Perché appunto, come dicevamo, sempre di più, sempre di più si fa vedere l'amore di Dio. Questi bambini di oggi sono quindi un po' una sfida, è vero? Avete visto che a un certo punto nel libro dell'Apocalisse compare una figura strana, è una donna ed è una sposa, e dice che questa sposa ha un prestito meraviglioso. Chi è questa sposa? Questa sposa che Dio ama, di cui Dio si è innamorato, è l'umanità. Dio si è innamorato dell'umanità, e siccome si è molto molto innamorato, sapete che bene le vuole? Le vuole un bene da morire, chi vuole un bene da morire, e vedete? Il bene da morire, quello là, vedete? Perché quell'uomo lì è vero, inchiodato sulla croce, voi lo sapete, che quell'uomo lì in realtà è Dio, vero? È uomo ed è Dio però, ed è proprio il figlio di Dio, ed è il segno di quanto Dio ci voglia un bene da morire, capite? Noi siamo l'unica religione del mondo che pensa che Dio voglia così bene a questa sua sposa, che è la povera umanità, che ha deciso di morire per lei. È vero, le vuole proprio un bene da morire. È per quello che questi bambini oggi passano dentro al fonte, e di per sé questo passaggio dentro al fonte è una cosa un po' delicata, che fa un po' impressione, perché sapete che la parola battesimo è una parola di una lingua antica, che di per sé vuol dire addirittura sepoltura. È vero? Perché? È perché questi bambini oggi, è vero, per la prima volta in modo definitivo muoiono e risorgono, è vero, vanno dentro come figli di Adamo, vengono fuori come figli di Dio e dopo allora la morte non ce l'avranno più davanti. Nessuno di noi ha la morte davanti, nessuno di noi cammina verso la morte. Dove camminiamo? Per dove? Cerchiamo ogni tanto di ricordarselo qui alla domenica. Stiamo tutti camminando verso casa, non verso l'amore, verso la casa di nostro padre, verso la casa di tutti. Tutti stiamo camminando così, verso la pienezza della vita, è vero? È perché? A partire da questo giorno, capisci? Da questo giorno in poi, la morte se la butta dietro le spalle e si fa camminare sempre verso la vita. Poi a un certo punto uno si giampa, dice, poco cane, a momenti mi accoppo, buttalo dietro, buttalo dietro. È vero? Tutte le volte che la morte ci viene davanti, bisogna buttarla dietro. Si dice, Dio vieni in mio aiuto, lui tende la mano e via che si va, sempre camminando verso la vita, sempre camminando verso la vita. Un pensierino quindi va fatto per chi? Per tantissima povera gente, sono delle moltitudini, le cose che ne sapete come me e forse più di me, è vero? Che avrebbero bisogno di essere accolti, perché nei loro paesi c'è troppa violenza, c'è troppa fame, c'è troppa paura, è vero? E quindi sono stati costretti a scappar via e noi qui, i paesi europei, diciamo, sono quelli più adesso dentro a questo guaio e dice, no ma aspetta, non vi vogliamo, non c'è posto per noi, poi siete diversi, non siete dei nostri, solo che c'è un problema perché invece sono tutti figli di Dio, capite? E a motivo di Gesù siamo tutti fratelli e sorelle. Allora, avete visto cosa ha fatto il Papa? Ah, è un tipaccio, eh? Lui cosa ha fatto? È andato di là, è vero? Con altri due vescovi, di altre due confessioni cristiane, per dire abbiamo delle differenze, ma poi siamo tutti insieme, e quando è stato là avete visto cosa ha fatto, no? Ha allungato la mano e ha rubato tre famiglie, è vero? E se le è portate a Roma, ha rapito tre famiglie che erano al di là della frontiera, a mezzo a quelli che noi non vogliamo, lui li ha rubati e se li è portati, è un buon suggerimento, è una proposta di furto, non è che te avresti una sacoccia dove mettere, nascondere dentro qualcuno e portartelo via anche tu. Allora, siccome le frontiere non vengono giù con la politica e con i troppi quadrini, noi pensiamo di buttarle giù con l'affetto e la generosità del nostro cuore, è vero? E come questi bambini oggi vengono rubati dalla morte e Dio se li porta via e per sempre nella vita, c'è tanta gente che aspetterebbe questo segno, è vero? Allora chiediamo, insomma, che si aprano delle porte, non è possibile che noi passiamo alla memoria dei popoli, io sto dicendo in questi giorni, quando fra 50 anni i nostri nipoti parleranno di noi, parleranno malissimo di noi, è vero perché diremo che c'era tanta povera gente che bussava la porta, apri, apri, apri, e noi li abbiamo lasciati fuori. Sarebbe importante oggi che ci fosse qualche cosa di nuovo, la fidiamo alle belle vicende che vogliamo celebrare e ricordare, la fidiamo alla vostra bellissima storia. Siccome tutti noi siamo stati accolti dalla misericordia di Dio così come siamo, sentiamo il bisogno di chiedere al Signore che ci dia la forza di accogliere tutti nel nome suo come fratelli e come sorelle nostre.