Per motivi diversi, ma i primi due testi della scrittura che abbiamo ascoltato oggi sono percorsi da una certa nevrosi, che è sospensione d'animo, insomma, che è attesa, che vuole seminare anche in noi una condizione di vertigine, perché deve dire, deve mostrare appunto qualche cosa di nuovo. È sempre nuovo, eh? È sempre nuovo. Però effettivamente ci sono dei passaggi molto forti. Sono momenti in cui, come all'improvviso, il Vangelo brilla. Ieri mi trovavo a Milano a fare le mie chiacchiere come al solito, ed era una specie di convegno e era saltato molto fuori questo nome del Papa, qualcosa che ho detto dal Papa. Per cui mi sono un po' chiesti insieme a queste persone, insomma, perché queste piccole cose accadute avevano preso, avevano commosso, stupito, conquistato. Ma mattina Giovanni Paolo ci raccontava che la sua mamma, molto anziana, e loro in questi giorni continuano a dire, ma non guardiamo la televisione per vedere cosa ha detto fuori, perché è un'attrazione. Mi sembrava di dover dire ieri, sì, ma è così, perché in quel momento lì si vede il Vangelo. Nessuno se l'aspetta che si vede il Vangelo perché uno va a pagare il conto della stanza. Invece no. E lì si vede. E questo è molto importante, dopo dovrà anche lui scrivere i decreti, la cosa sarà sicuramente più delicata. E questa invece è potentissima, perché? È perché questa è la strada di Dio. E Dio che cosa ha fatto progressivamente e sempre di più? Si è nascosto dentro la nostra storia, nei nostri sentimenti, come nel nostro pianto, nelle nostre feste, come nelle nostre paure, nelle nostre angosce, come nella bellezza del nostro amore. E lui si è nascosto dentro tutto, no? E quindi emerge, davvero come all'improvviso. E quindi è un atto di grande gentilezza quando appunto lui fiorisce dentro alla vicenda comune della vita. Senza apparizioni clamorose, necessità di organizzare dei pullman per andare a vedere. Ma invece, in via terza, che dice, ieri si è visto Gesù Cristo, poi, ragazzi, non c'ero. Ma ci sono tante occasioni, insomma. col passare degli anni, ci si accorge, che senza aver fatto niente di speciale, si sta istintivamente più attenti. Se si sta attenti di questo fiorire del Vangelo, si vede moltissimo. Anche l'altra sera mi ho cenato insieme a un gruppetto dei nostri amici atei per capire come andare avanti nei nostri incontri, così. E anche lì vedevo, veramente, insomma, no? Fioriva il Vangelo e lui, però, non è che se ne rende conto. Ma io, che sono vecchio e poi un po' abituato, vedevo che lì fioriva il Vangelo. Lì c'è. Perché molte volte lui precede sempre questa cosa, no? E molte volte precede addirittura la consapevolezza. prima che tu lo sapessi, lui già dentro di te. Sorrideva, amava, fativa, suggeriva. È il fiorire di Dio nella storia. Per trovare Dio non bisogna uscire dalla storia, bisogna entrarci di più, osservarla, questa povera storia dell'umanità, amarla, questa drammatica storia dell'umanità, con più attenzione, con più passione, con impegno paterno e materno, insomma, quello che ci fa conoscere le fibre più intime delle persone, dei loro sentimenti. e allora lì si vede questo fiorire del Vangelo. Va bene. E anche oggi, insomma, è così. E quindi, il testo di Isaia, per dire c'è una cosa nuova in preparazione, lasciate di dietro tutte le cose vecchie, avanti, avanti, apre una strada nel deserto, sta succedendo qualche cosa, coraggio, si va, il testo di Isaia si incontra con quello di Paolo, appunto, che come accennavo all'inizio, dice, io ho mollato tutto, perché ho pensato di dover correre là. E a quel punto si identifica questo nuovo, questo nuovo è poi Gesù, niente di mai sentito. E quindi io ho deciso di fare una gran cosa, se non ci sono ancora arrivato, eh però, spero di arrivarci proprio. E dice quello che poi adesso dovremmo dire che succede in quel piccolo episodio del Vangelo. Lui lo dice già però in termini molto impegnativi, vuole conquistare questa meta, perché anch'io sono stato conquistato da lui. io non ritengo ancora di averlo conquistato, so soltanto questo, dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la meta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù. Che cos'è sto premio? Ecco, la vicenda di quella incontro davanti al Tempio di Gerusalemme serve a questo. Sono gli ultimi giorni prima della Pasqua, il Signore ormai abita a Gerusalemme, ufficialmente abita in una villa vicino a Gerusalemme di cui noi conosciamo i proprietari, sono quei tre fratelli Marta, Maria e Lazzaro. Però più si avvicinano i giorni in realtà più lui è ci va meno insomma a casa e quindi qui già è già descritto questo ritmo finale degli ultimi giorni per cui di giorno sta nel Tempio e di sera non arriva fino a Betania dove è quella villa, si ferma vicino al torrente al Cedron dove è la prima appendizia del Monte degli Olivi e sta lì e passa la notte. Poi alla mattina torna nel Tempio e come tutti gli altri maestri nel Tempio sul Casino del Diavolo perché ci sono continuamente gruppi di qua e di là e questi maestri, questi rabbini hanno intorno gente e loro insegnano. non hanno una gerarchia di predicatori, non c'è un predicatore ufficiale. È come quando in Piazza Maggiore si riunivano quei circoli di discussione un po' dappertutto, cosa che quando eravamo giovani ci sorprendeva quando ci facevano stare ad Hyde Park perché c'erano questi gruppi che discutevano di politica, di arte ed era molto utile per i nostri maestri per imparare l'inglese. Lui è certamente giovanissimo rispetto al suo ruolo perché normalmente il rabbino è una persona matura che ha una lunga strada, una lunga esperienza e lui è un giovanotto insomma, un trentenne. Pericoloso e quindi intorno a lui si sta stringendo una congiura, una congiura di potere perché le cose sono andate troppo avanti e quindi da una parte soprattutto tutta la struttura religiosa e dall'altra però l'appoggio della struttura politica si sta cercando di stringere perché bisogna eliminarlo. Da una parte avevano pensato che era meglio lasciare passare le feste per non creare dei problemi perché a Gerusalemme in quel momento c'è un sacco di gente e d'altra parte però bisognava raccogliere il momento opportuno. C'è un sacco di gente a Gerusalemme per Pasqua perché lui quando era ragazzino tutti gli anni andava a Pasqua a Gerusalemme. C'è un desiderio di andare a Pasqua a Gerusalemme per celebrare l'anala a Pasqua tra l'altro dentro le mure della città e quindi non ci si sta è una cosa da pazzi e anche lui infatti ha preso in prestito una sala dentro alle mure della città perché la villa dei suoi amici è già fuori anche oggi quando si gira per lo Stato di Israele anche intorno a delle cittadine molto piccole dei villaggetti c'è un sistema di pali che sembra dei pali della luce e c'è un filo che corre lungo i pali che non è un filo elettrico ma è un simbolo delle mura perché dice se non è proprio le mura di Gerusalemme deve essere almeno un posto con le mura e loro fanno in maniera che anche il villaggio più anonimo diventi una cinta di mura per farci dentro la Pasqua c'è molto questa tensione per loro la Pasqua è la cosa più grossa insomma complicata tra l'altro perché se andarsi in una cattedrale a farlo insieme in 600 persone invece sono i nuclei familiari oppure appunto le scuole del rabbino scuole del rabbino fa la sua Pasqua per conto suo quindi c'è un sacco di geni quindi momento bellissimo insomma per molti motivi per portare avanti questo progetto di ammientamento di questo disturbatore gli portano un caso davanti è vero hanno trovato una donna mentre tradiva suo marito evidentemente con un altro stamattina proprio nel corso del nostro calendario siamo passati per quel tetto del Levitico che dice che se due sono sorpresi in flagrante adulterio bisogna accoparli quindi a colazione è vero qualcuno di noi si chiede ma dove è lui perché accopa solo lei vedremo che c'è un motivo più interno insomma quasi più estetico fatto sta che le porta gli porta a vista donna e gli ricordano che secondo la legge adesso bisogna cercare i sassi e lapidarla e te che cosa ne pensi questo è il punto lui da una prima risposta molto interessante se la inventa lì di per sé mi sembra che non ci siano precedenti nella Bibbia che appoggino quello che lui dice ma però come vedremo è molto giusto quello che lui dice qui la traduzione è fatta male e quindi si alzò e disse loro chi di voi è senza peccato getti per primo la pietra contro di lei il detto è meno elegante ed è più secco e dice il senza peccato tra di voi il senza peccato getti per primo la pietra fatto sta che quindi tutti a partire da noi vecchi tutti ce ne andiamo che cosa è successo qui? perché lui ha detto questa cosa? perché effettivamente lì il senza peccato c'è è lui ed è lui perché lui è Dio il rappino della Galilea che chiacchiera troppo e dice sempre quello che pesa e bisognerà fargli la pelle in realtà quello messo è Dio se non è Dio andiamo via subito che non perdiamo tempo qua perché siamo qui o ingannati da questa cosa non vera o giocati da questa notizia clamorosa che quello mino col naso gli occhi le mani come ci diciamo sempre che piange ha fame non ha voglia di crepare eccetera eccetera è Dio è Dio e quindi il senza peccato c'è e quindi la prima risposta la prima è già decisiva perché perché non si può giudicare condannare nessuno prima lui non c'era bisognava arrangiarsi adesso c'è lui quindi tu non puoi giudicare non puoi condannare nessuno perché lo fa lui perché lo fa e senza peccato e quindi tutti van via perché non c'è nessuno che è senza peccato se non quindi la scena continua quindi lo lasciarono solo non è proprio così la traduzione ma so e la donna era in mezzo allora Gesù si alzò e le disse donna dove sono nessuno ti ha condannato e e della rispose nessuno signore e Gesù disse neanche io e questo è il perché lui che è Dio che è senza peccato non prende la pietra fate molta attenzione a questo non prende la pietra e anzi le dice neanche io secondo me e qui c'è tutto il il segreto della vita cristiana perché è venuto per perdonare ed è venuto per salvare in che modo ci salva dice pago io questo è il modo pago io quindi lei non la toccate perché pago io c'è qualcuno che deve morire voglio io questo è l'atto severo di Dio e questo è il tremendo giudizio ci sono delle preghiere dei salmi dove Dio dice a me la vendetta a me la vendetta perché la pena è sempre una vendetta no? la giustizia che noi sappiamo fare è una giustizia vendicativa tu hai fatto male paghi così hai fatto malissimo paghi molto di più in maniera che sempre si farete incontro con una vendetta ma Dio ha protestato dicendo no la vendetta sta a me perché sono io il sento peccato dopodiché dice no non ti contano e va a lui e va a lui questo capite è il cuore di tutto il gioco però questo gioco è insopportabile e quindi noi inevitabilmente continuiamo ad aggredirlo per cui anche noi vedete non siamo una comunità di salvati siamo tutti un po' farisei permettetemi di dirlo spero di non offendere nessuno che pretendiamo no no di meritarci perché noi siamo brava gente ti ringrazio perché non sono come quello là sapete quello là fuori io non sono come quello là ti ringrazio signore che poi è un ringraziamento ipotica perché non sono come quello là perché sono bravo io mentre invece la potenza di questa piccola cosa che siamo noi è quello di essere appunto tutti compagni di quella donna quella donna dicevo prima ha un forte significato ha fatto bene a non portare anche l'altra perché perché lei è tutti noi lei è l'umanità lei è l'umanità che lui è venuto a sposare i nostri fratelli dell'oriente lo chiamano lui sposo di sangue perché lo chiamano sposo di sangue perché è venuto a prendersi questa donna e la fatta sua con il suo sacrificio d'amore e quindi l'ha strappata dalla morte e l'ha fatta sua San Paolo questa cosa qui l'aveva capito benissimo perché dice guarda questo è il vero modo per capire che cos'è la risurrezione che cosa vuol dire questo Gesù Cristo che ha portato la croce è stato crocivisso è morto e poi è risorto che senso ha la risurrezione che la sua morte è la fonte della nostra risurrezione come sarà la risurrezione dopo io non lo so cari so qualche notizia perché c'è questo capitolo 15 dei Corinti che dice qualche cosa piuttosto vago secondo me ma so invece che cos'è la risurrezione qui è questo sì perché continuamente lui distrazza dalla mia morte è per quello che in questi giorni paroline e gesti di questo Francesco hanno colpito perché la gente ha bisogno di risorgere facciamo finta di volere giustizia e che si faccia giustizia ma tutti sappiamo benissimo che se si facesse facesse giustizia saremmo anche noi alla dozza in un'altra dozza non so come ma scherziamo ma chi è che è a posto eppure siamo qua capite questo è il fatto che lui è il nostro fratello che ci insegna chiamare a chiamare Dio papà questo questo vestuo di Roma avete visto usa poco volentieri la parola papà perché bisogna tutta sfogliarla quindi avete visto la prima sera di Roma sono venuto qui con il vicario generale mattinale la parola da ridermi dovrebbe venire vicino il prefetto della congregazione della fede il segretario di stato e lì il vicario mi sono portato dentro di casa la diocesi lui è più esperto no quindi mi dirà come si fa e in queste piccole cose quasi da ridere no ci si potrebbe ironizzare invece è buttato il Vangelo capite la gratuità del Vangelo la luce del Vangelo vicino a te dentro a te no ci stiamo di non farvi tardi al tempo ma anche ieri no stamattina ce lo faceva vedere Giuseppe lì a Sant'Egidio dove eravamo alla preghiera poi ci ha fatto vedere due minuti di Milo insomma quando ho parlato con questi giornalisti poi dopo alla fine cosa fa il Papa dà la benedizione cioè io no non dà la benedizione e lì ma certamente forse gran parte di voi non è in una relazione di fede no e quindi che significato ha questo e ha fatto un preghiera di silenzio questo è il Vangelo puro e l'aveva fatto quella sera vi ricordate no il 13 sera e adesso vi benedico no aspetta un momento prima di benedirvi e ha chiesto il silenzio di una preghiera per lui è il Vangelo che fiorisce però capite il Vangelo ha questa forza totale ed è questo che sgomina no a me fa fatica in questo momento parlare perché è come più grande fuori dalla nostra portata dice ma cosa cosa ha detto Giovanni a me è che andremo tutti in paradiso ma come era ma e e però è così può darci che io sbagli può darci che io sbagli però questo questo testo del Vangelo dice così e spiega molto la preoccupazione di quel papà perché poi il papa vuol dire papà lo sapete vuol dire papà è una dizione affettuosa di padre il papà usciva di casa per dire a quel fratello ma vieni dentro perché bisogna che facciamo festa no e oggi però si capisce perché bisogna per festa capite bisogna per festa perché Dio si è buttato fino alla morte per tirarsi a casa col figli e questo è l'annuncio di questo domenico questa è la preparazione alla Pasqua ormai vicina no che cosa succede questo succede a Pasqua perché si fa questa festa perché è questo che festeggiamo a Pasqua l'amore di Dio per tutti che salva tutti perché la cosa sia chiara bisogna vogliere la poveretta che vabbè oh capita è vero però che non ci dubbio che proprio l'elec quella l'elec quella che Dio prevede necessaria ma nella pienezza dei tempi viene lui e prende tutto lui potente per potente ecco carici questa è la parola di oggi domenica prossima ci vediamo un po' prima dicono alle dieci e mezza perché credo andati incontro sul monte degli ulivi lo si porta in città e la messa di domenica ci porta già dentro nella memoria della sua passione e noi lo accogliamo in festa perché lui viene a darci la vita dando la sua vita ma il персонаж être attività che viene tornare particolare