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VegliaPasquale-omelia-GiovanniNicolini-Dozza-20160327(8).mp3

Data: 27/03/2016

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Testo dell'Omelia

Buona, sedetemi un momento, niente predica come sarà promesso all'inizio, però questa curva, l'avete avvertito, improvvisa, nella parola di Dio. E questa curva improvvisa, secondo me decisiva per la Chiesa di oggi, è questa proclamazione dell'annuncio del Vangelo consegnato alle donne. Senza di loro gli apostoli saprebbero niente, senza di loro l'annuncio del Vangelo non partirebbe, senza di loro non ci sarebbe generazione alla fede. Questo è un pensiero sul quale bisogna che coraggiosamente, noi maschietti umilmente, poniamo attenzione. Questo Francesco argentino ha un livello di femminile spaventoso, cioè impressionante, perché è madre che continuamente genera, genera speranza, sorpresa, affetto. Dove va? Quindi ha una potenza enorme, che in questo momento sottolinea una necessità. Bisogna lasciare la deriva delle regole e delle leggi e bisogna entrare nel grembo dell'amore. E bisogna quindi entrare nella fecondità dell'amore. Il primo annuncio della salvezza a Nazareth è stato dato a una donna. Il grande annuncio della salvezza di tutta l'umanità è data in quest'alba alle donne nella strada del sepolso. Ovviamente non vengono credute. Però Pietro, che è più vecchiotto, ne ha combinate tante nella sua vita, dice, aspetta che è meglio che mi fidi un momento. Va, capisce sostanzialmente niente. Però, certo, deve prendere acqua. Oh, sta tomba è vuota. Lì ci sono le dende e torna a casa. Questa crisi è molto salutata. Non c'è dubbio su questo. Il cammino della Chiesa oggi deve piegarsi sul femminile. Deve in qualche modo rinunciare all'idea che la Chiesa sia un regimente, sia una ditta, sia un'organizzazione che funziona. Deve entrare nelle nostre case, nei nostri appartamenti, non so dove abitare, nelle nostre cascine, che ne so. E deve riscoprire questo mistero di una famiglia che si regge perché c'è lei. Lei è il cuore della famiglia. Il babbo fa un po' scomandino, insomma, no? Ecco, io ricordo sempre il fatto che casa nostra, che è una casa piuttosto aristocratica, se si pigliava sette nel compito di Greco, si portava a firmare al papà, da sette in su, ma da cinque in giù si faceva firmare alla mamma. Cioè, questo qui me lo firmi te. Lei diceva, è l'ultima volta che lo firmo, però poi continuava a firmare. E qualche volta, quando il papà esagera un po', lei gli dice, adesso fermati un momento, perché le parole che dici non sono opportune. La famiglia si regge per questa potenza della comunione. È annuncio di resurrezione da ogni morte. Non c'è morte da cui non si possa risorgere. Però per questo ci vuole, capite, un grembo d'amore potentissimo. Quindi, la nostra chiacchierata notturna, perché adesso fino a che vuoi concludere la messa, è la cosa che conta, sia questa grande preghiera oggi, per questo femminile materno, di cui c'è un enorme bisogno. Le regole sembrano quella di una finanza maschile, senza nome, che governa tutto, domina tutto, combina le guerre, fa le crisi economiche, non si capisce mai chi sia il colpevole, perché c'è la finanza. Abbiamo un enorme, urgente bisogno, di cuore e di sapienza materna. È un compito che spetta in certo modo a tutti, penso che anche il Papa fa il suo dovere materno. Però certamente questo chiede anche alla comunità ecclesiale una riflessione forte sulla potenza che le donne possono donare alla Chiesa. Ecco, la Chiesa è una grande famiglia, abbiamo bisogno di un grande amore materno, in un momento nel quale il Papa è forsemente contestato, perché femminilmente sostiene che qualunque sia il guaio, il peccato, la lontananza, l'amore è più forte. Tant'è che c'è un posto anche per me stasera qui, anche per te, anche per te, e noi pensavamo di non meritarlo, invece c'è un posto. Ecco, questo è l'amore materno di Dio. E questo adesso c'è urgenza. Ho fatto secoli di disciplina, abbiamo bisogno di un mesetto d'amore. È quello che chiediamo alla misericordia di Dio. Ognuno di noi sta inseguendo un fratello, un figliolo, che qui non c'è. Ognuno di noi sta rincorrendo una storia che non è finita adesso, ma noi non siamo in pace. perché bisogna che ci sia anche lei, anche lui. È vero? Quindi questa sera consideriamoci una specie di grande grebo materno che accoglie tutti per rigenerare tutti alla speranza e alla vita. è meglio essere piuttosto indistarte rispetto ai grandi attuali, grandi poteri del mondo che però sono preoccupanti. Lettiamoci dalla parte di chi invece vedia, perché anche l'ultimo figliolo deve arrivare a casa, altrimenti non si può riposare tranquilli. E questo è semplicemente il volere di Dio. Nella potenza della risurrezione vuole che tutti i Suoi figli siano salvi. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie.