Abbiamo ascoltato proprio adesso, sulle labbra del Signore, vi lascio la pace e vi do la mia pace. E forse ricordate la notte di Pasqua, la sera dopo, la sera di quel giorno, discepoli chiusi nel cenacolo per paura e lui entra a porte chiuse, appunto dice pace a voi e mostra i segni della croce. Le mani e il costato, dice il testo di Giovanni. E a quel segno lo riconoscono e gioiscono. Perché è lui il Signore. Chi è il Signore? È quello che gli ha regalato la vita. È quello che è morto d'amore per loro. È quello che tutta la sua vita l'ha spesa per loro. È certamente il Signore. Ecco, questo oggi va forse un po' tenuto presente, perché occorre certe volte poter fare una specie di sintesi, insomma, no? Di tutta la faccenda. Anche perché nei secoli, come è ovvio, insomma, la fede si è molto riempita di complessi, di vicende, di riti. Adesso spero di non scandalizzare nessuno dicendo che ogni fede è un po' destinata a diventare una religione. All'inizio è una fede, cioè è un avvenimento. È un avvenimento di fascino verso il quale si converge. Con la sua potenza prepotenza seduce fino a una adesione molto forte. E poi però si complica di regole, di riti, di segni, tutti anche con buone intenzioni, insomma. Però un po' bisogna tenerne conto. Bisogna tenerne conto nel senso che ci sono tempi, e il nostro è certamente un tempo così, in cui bisogna avere un po' il coraggio di ritornare a ciò che conta veramente. Bisogna riscoprire il noccio, insomma. Allora possiamo forse pensare che questa ultima domenica, prima dell'ascensione, voglia un po' affidarci, come dicevo all'inizio, quello che conta, che in ogni caso bisogna che ci sia. E quello che conta e bisogna ci sia è l'amore. Questa è la grande invenzione del cristianesimo. Che anche rispetto alla fede dei padri ebrei e alla legge mosaica, come tante volte ci siamo ricordati in quest'aula, ha inteso raccogliere tutto quello che si può fare e tutto quello che non si deve fare nell'unico precetto positivo dell'amore. E tutto va continuamente riveduto. Alla luce di questo. Anche le cose giuste, anche le cose vere. In alto medioevo questa è stata un po' la rivoluzione culturale di Francesco d'Assisi. Finora, fino a lui, tutta la grande teologia ufficiale viaggiava, come poi ha ripreso, perché San Francesco ha fatto presto dimenticarselo, in questa enfasi assoluta della verità. C'è la verità e c'è l'errore, non devi fare gli errori, devi fare la verità. E questo in modo sempre più pressante è venuto avanti. Con questo ci si è come allontanati inevitabilmente dalla purezza del messaggio originario e poi addirittura da tutta la grande struttura della concezione biblica della vita umana e sempre di più si è irrigidita in una teologia molto secca, insomma, molto oggettiva, si può dire. Certo dove però si faceva fatica. Qual è stata la rivoluzione di Francesco d'Assisi? Ha detto sì, va bene la verità, sono d'accordo, però mettiamoci anche d'accordo su un'altra cosa. Ha detto che la verità va bene se è finalizzata per il bene. E se non è finalizzata per l'amore e non è per l'amore, non va. È vero? Per l'amore della verità abbiamo bruciato tante ragazze pensando che distruggendo il corpo gli salvavamo l'anima, però è vero, adesso, insomma, è vero. Forse ci abbiamo ripensato. E tuttavia non dobbiamo stancarci di controllare tutto questo. Con appunto quello che forse si può considerare il cuore della liturgia di oggi. Questa grande riproposta dell'amore come il criterio di giudizio, la grande norma e il grande punto di riferimento e quindi la grande conversione alla quale bisogna incessantemente ritornare. Questa conversione all'amore, per chi ha una certa frequentazione, anche modesta come noi, con il Vangelo, ha il grande vantaggio in riferimento all'amore e in riferimento a una persona, alla persona di Gesù. E quindi bisogna in qualche modo riscoprire continuamente Gesù. La riforma della Chiesa si compie in realtà sempre in questo. Riscoprendo Gesù si scopre la centralità dell'amore. E quindi bisogna un po' rivendere le cose. Perché se non c'è l'amore niente serve, niente vale. Non passa niente. Anche le cose più giuste non passano. Passano solo... Avete sentito? Bisogna leggerlo con attenzione. La parola che lui dice oggi, dice se uno mi ama osserverà la mia parola. Chi non mi ama non osserva la mia parola. Bisogna oggi portare questo in questa conseguenza, cioè non scandalizzandogli perché lui non lo ama, ma chiedendoci ma come mai lui non ama Gesù? Non lo ama perché gli è mancata quell'epifania della notte di Pasqua quando il Signore è venuto, ha detto pace e ha fatto vedere i segni dell'amore. Senza questi segni dell'amore la stessa norma evangelica non ha spazio. E questo perché in realtà non è che lui è venuto a abolire tutti i comandamenti, ma lui ha fatto di tutti i comandamenti le vie dell'amore. Quindi vanno benissimo tutti i comandamenti. Se e perché sono modalità dell'amore. Siccome ti voglio bene non ti faccio violenza, non ti derubo, non ti inganno. Anzi, ti onoro. E per amarti, è vero? E noi in questo momento siamo qui per cosa? Per amore siamo qui. Io penso, no? Pochi sono qui per il precetto. Da come vi vedo in faccia del precetto vi commuovete poco. E quindi siete qui in realtà per che cosa? Siamo qui per ricordare l'amore di Dio nella sua pienezza, Gesù e la sua croce, perché questa è la pienezza dell'amore di Dio e siamo qui per dare a lui in questa memoria il segno del nostro affetto riconoscente. No? Accanto alla messa si può mettere la parola eucarestia che è quella parola greca che vuol dire ringraziamento. No? Facciamo qui a riraggasiare. E ogni domenica facciamo così. Gli chiediamo scusa per tutte le asinate che abbiamo combinato, detto, pensato, fatto. E poi ricordiamo attraverso le parole di Dio e attraverso i segni della divina eucarestia ricordiamo con riconoscenza quanto ci ha voluto bene anche in questa settimana nel tempo, nel concreto della nostra storia. E accanto a questo, quindi, la liturgia di oggi fa anche un'altra proposta secondo la quale c'è una stranezza nella Gerusalemme del cielo è quella descritta dal testo dell'Apocalisse. È una città bellissima è bella come una sposa nel giorno delle nozze ieri ne abbiamo sposata una carina, carina è vero, una sposa che viene per le nozze la città è bellissima Gerusalemme è bellissima è diversa da quella di ieri sera perché hanno sparato è vero da Gerusalemme non si può mandare ad ammazzare a sparare non si può vuol dire che siamo ancora un po' lontani è vero perché da Gerusalemme deve uscire il Vangelo dell'Amore fino ai confini della Terra questa è la destinazione di Gerusalemme questa città bellissima che è la chiesa finale che è Gerusalemme è vero è invece una città enormemente accogliente sa delle mura dove ci si può riparare tiene di porte in tutte le direzioni perché ci si deve poter arrivare da tutte le più diverse origini, condizioni interpretazioni della vita bisogna che ci sia una porta per tutti è vero e poi però c'è una stranezza dentro dice che a Gerusalemme non c'è più il Tempio non c'è il Tempio invece quello che qualificava Gerusalemme era proprio il Tempio e perché non c'è più il Tempio? e quando lo deve spiegare lo spiega dicendo che adesso il Tempio non c'è più perché siamo noi è quello che è successo in campagna quando il terremoto l'anno scorso ha buttato giù le chiese c'è stato sgomento poi anche di spiacere perché lì si erano stati battezzati eccetera eccetera no? quindi c'era dentro tutta una storia adesso vediamo di tirarne su una forse è vero e però insieme a quel dispiacere è venuta fuori una cosa bellissima no? e cioè che le persone hanno molto capito che poi alla fine però la chiesa erano loro e si mettevano intorno a un tavolo no? e ascoltavano e celebravano e davano i segni della pace la chiesa non siamo noi è vero e anzi addirittura è così fine la cosa che nelle parole che oggi dice Gesù anche ognuno di noi è in qualche modo una piccola tenda di Dio dove Dio ama venire ad abitare è vero? se si riceve l'amore del Signore dice che lui e il Padre vengono ad abitare manca poco alla Pentecoste che cos'è lo Spirito Santo? lo Spirito Santo è il Signore che viene ad abitare nella nostra modesta tenda nella tenda della nostra vita a questo punto si ricorda volentieri sempre la ragazzina ebrea quella Etti Illesum no? che è andata si è fatta scrivere nella lista per Auschwitz perché aveva un problema perché diceva che noi ebrei siamo il popolo di Dio se e perché ogni giorno preghiamo per quelli che ci fanno del male preghiamo per tutte le genti del mondo e lei la Etti aveva il sospetto che invece non ci fosse nessun ebreo che ad Auschwitz pregava per la salvezza dei loro carnefici e allora si è voluta scrivere anche lei nell'elenco da quelli che dovevano essere portati a morire è vero? perché? perché diceva che voglio essere ad Auschwitz per Dio una piccola tendina è vero? da dove? vi sgorga la salvezza per i nostri carnefici è vero? e questa è la bellezza della comunità cristiana no? del nuovo tempio è per quello che nella Gerusalemme celeste non ci va il tempio perché il tempio segnava anche una separazione tra il posto dove c'era Dio e il posto dove non c'era no? tant'è vero che anche noi pagani ci lasciavano andare fino a un certo punto poi di là no perché voi non siete ebrei non potete perché qui c'è il nostro Dio che è mica il vostro è da Gesù e la cosa è vero si è estesa e quindi tutta l'umanità sapete è il tempio di Dio se voi riflettete anche su delle singole esistenze che conoscete un po' eh? e se conoscete per esempio anche delle persone che sembrano dire che non hanno la fede che sono di altra fede che sono lontanissimi e se andate anche nello spazio di quelli che possono udirsi dei filibustieri dei malandrini dei mascalzoni e però vi avvicinate con affetto con affetto profondo alla loro vita vedete che ogni vita in realtà è un capolavoro è un immenso mondo di doni di contraddizioni di speranze di errori come la vita di ciascuno di noi no? come la storia di ciascuno di noi perché adesso il Signore abita con noi in noi e tra noi e questa è la bellezza allora tutto è diventato solo questa grande festa dell'amore e in questo senso è molto interessante il testo degli atti degli apostoli perché Barnaba e Paolo sono giù in mezzo ai pagani loro che annunciano Cristo perché loro hanno capito che bisogna annunciare Gesù anche fuori di casa e quindi sono andati in mezzo alle genti e annunciano Gesù e le cose vanno anche benissimo perché c'è un sacco di gente che non credeva neanche nei radicchi e che adesso è tutta contenta perché ha trovato il Signore e le cose vanno bene ma arrivano come sempre arrivano i teorici del partito arrivano da Gerusalemme dicono siete mica a posto voi siete mica a posto e gli ribadiscono la regola della circoncisione Paolo e Barabada si incagnano vanno a Gerusalemme dicono ma qua cosa succede? e allora viene tolta la regola vi scrivono una bella lettera la mandano attraverso due postini molto brillanti e gli dice sappiamo che è venuta della gente noi non l'avevamo mandata gli hanno detto delle regole niente gli chiediamo solo il piacere di tenere alcune regoline che adanno in pochi anni perché se c'è qualcuno che insomma è un po' lì che è un po' scrupoloso accontentatelo ma per il resto liberi liberi e se voi andate a vedere il Vangelo io ho provato a farlo è molto interessante anche notare una cosa che se voi passate i Vangeli scoprite che Gesù è un contestatore tremendo tremendo e siccome lui è venuto per portare la parola del Padre di che cosa si è accorto? di due cose si è accorto innanzitutto che si sono inventate un sacco di leggi in più ma cosa ti salta in mente? ma chi te l'ha detto? e moltissime volte Gesù obietta Gesù obietta ma quelli lì tornano dal mercato si mettono a tavola senza lavarsi le mani ma quella lì che è una ragazza di strada è lì che è lì che gli smolisce i piedi con il profumo gli asciuga con i capelli ma lui non accetta mica non accetta mica e questa cosa è molto importante oggi bisogna ripensarci bisogna ripensare secondo San Francesco perché una cosa può essere anche vera e questa è l'obiezione seconda di Gesù ma se non è fatta nell'amore per l'amore no? ah no? ah no? e quindi bisogna un po' ripensare no? perché abbiamo abbiamo dei dolori anche abbiamo dei dolori insomma no? la persona che ha avuto un matrimonio tribolato che poi è franato e poi e poi si è ricostruito qualche cosa d'altro problemi persone così si sentono amate dalla comunità cristiana sono domande e tutte queste vicende dell'omosessualità di omosessuale eccetera così queste persone si sentono amate dalla comunità cristiana è da ripensare è da ripensare in che modo la stessa parola dell'Evangelo l'abbiamo trasformata in una regola che così come è posta non è più evangelica è da ripensare voi però grazie a Dio non dobbiamo pensare ci pensa già il Papa nuovo adesso aggiustare le robe noi siamo tranquilli però nel nostro stesso capite agire e c'è una verifica che dobbiamo fare è vero? questa chiesotta qui in mezzo a questa tanta gente dove la grandissima parte mica viene in chiesa c'è simpatia c'è affetto c'è attenzione c'è carezza c'è gentilezza c'è accoglienza dobbiamo chiederci dobbiamo chiederci altrimenti bisogna ripensarci no? bisogna ripensarci perché? perché noi siamo qui in realtà solo per una cosa e cioè solo per far vedere che adesso l'unica cosa che comanda è l'amore e quindi il volersi bene bisogna tutto ripensare in questa strada ecco allora mi sembra che questa sia la consegna che viene data in questa domenica sta attento perché poi non è che sempre te annuncerai il Vangelo ma creda no uno dice ma nel mio ufficio non so come fare puoi voler bene? ecco e puoi voler bene persino a chi non ti vuole bene e puoi voler bene a chi proprio invece insomma fa anche del male eh? è il caso limite e d'altra parte guarda che da quel male lì non lo tiri fuori non lo tiri fuori con le leggi non lo tiri fuori con le punizioni non lo tiri fuori con il carcere della doccia non lo tiri fuori lo tiri fuori con l'amore è l'unica possibilità è per quello vedete che allora all'inizio della messa vi dicevo eh oggi bisogna invitare a messa tanta gente perché in sti giorni ero un po' distratto per fortuna dal matrimonio di ieri però continuamente mi sentivo attirato dalla parola che oggi avremmo celebrato insieme eh ho visto un sacco di gente sapete alla quale io in fondo capisco di non aver voluto bene e la cosa che mi turba di più è il sospettare ma è un sospetto purtroppo fondato di averlo fatto persino nella mia coscienza in nome di Dio perché ah proprio qui non si può ah là proprio gli viene eh oltretutto mi sento anche un po' stupido devo dire la verità ma poi addolorato certo e quindi voi pregate per me perché sulla coscienza ho molte situazioni molte vicende e l'ho accanto invece a molte vicende nelle quali non ho il coraggio di confessarvi in che modo sono stato amato nel mio male nel mio male sono stato cercato preso per mano consolato illuminato io ho ricevuto bene ho l'impressione di essere voluto bene da tutti e che sia sempre stato così bisogna ripensare un po' a queste cose e mi permetto di dirvi in modo anche un po' laico eh se è possibile cioè in un modo che vada oltre i confini della comunità cristiana è chiaro che Gesù ci tiene e noi ci vogliamo bene perché una banda di cani e gatti così come siamo se riescono anche a volersi bene c'è dentro un miracolo uno dice ma come mai quelli lì si vogliono bene è vero e non si sbranano eh è certo che è un bel segno è vero si capisce però portiamolo anche fuori come Paolo e Barnaba che annunciavano il Vangelo eh là dove il Vangelo non c'era il Vangelo oggi in tanti posti non c'è no? allora noi ci siamo però molto spesso in posti dove il Vangelo non c'è proviamo a liberare l'annuncio dell'amore proviamo a dire con una certa affabilità sia pace dandogliene i segni e credo che questo sia adesso la consegna che lui ci dà settimana prossima domenica prossima deve salire al padre stamattina voleva fare una piccola consegna un piccolo riasconto di dire allora siamo d'accordo Pasqua che cos'è? Pasqua è questo è la possibilità che ha l'amore persino di far risorgere dai morti ci sono tante situazioni intorno e vicino che sono così afflitte e così colpite da essere realmente condizioni di morte ma a voi con la tenerezza del vostro amore le farete risorgere grazie a tutti