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VII DomenicaTO-omelia-GiovanniNicolini-Sammartini 20190224.mp3

Data: 24/02/2019

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Sto perdendo la posta, quindi ho chiesto a Giovanni per sede questa Eucharistia, ma sono potente di farlo anche perché così per lui è la prima volta per la sede nella chiesa rinnovata e perché anche così da modo a voi di farvi vedere che si è stabilito bene la vita in suoi ultimi disavventure sanitarie. Ecco, è un giorno speciale, come vedete, è segnata anche la presenza di Pablo Giovanni Berchetti, che è l'assistente regionale della Masci. E' un giorno speciale perché noi ricordiamo dieci anni della nascita di questo piccolo gruppo di persone, di famiglie legate alla tradizione a scala. Sono stati dieci anni buoni, ben e importanti per tutte le persone che partecipano a questo cammino, ma credo anche per la nostra comunità parrocchia. Oggi sono molto contento che ci siano anche tanti ospiti, tanti altri fami, tanti cari presenze, tanti cari amici. E quindi cerchiamo di ricordare questo come una bella occasione ancora di rendere l'ore a Dio. Tenete conto che avremo una prima lettura piuttosto lunga, perché sapete che noi ci siamo abituati a non fare salti nell'ascolto della parola di Dio. La prima lettura non è tormentata, non è tanto, non è tanto, non è tanto, non è tanto, ma vi accorgerete dalla sua bellezza che va bene a questo. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie, grazie. la spregiudicatezza della carità. Per questo ci affidiamo. E poi c'è Paolo, San Paolo, che oggi la dice grossa. Forse è la sua affermazione più grande riguardo al mistero che questa mattina ancora ci raccorda. La persona di Gesù. Gesù è la persona in tutti i sensi assolutamente speciale. Paolo ce la segnala perché ci affidiamo a lui con tutte le nostre forze. Nella Bibbia di oggi ci è posto per tutti e anche per gli sciagurati come me, per i peccatori in cammino, per gli stranieri, per gli ormai, per chi ha paura. tutti. Lasciamoci prendere per mano e insieme chiediamo il dolce abbraccio della misericordia. Francesco si è fatto bagnire l'amassamento di voce per il dirgli presidere la messa. Vedrete che alla fine della messa si rava la rida la sua voce. Ottima! La prima cosa è che è stato già trovato. Da vecchi sogni un po' come già la vorrei dire e quindi io forse contento di avere ottenito. Ma appunto siamo in una domenica straordinaria che è la domenica che si permette il gusto della fidanza e della gioia, della carità, dell'amore. È la domenica in cui il Signore vuole a perdereci, non viva per paura di niente di nessuno, perché nessuno ci può fare bene. Ma il Signore ha lungo il passo per dirci, nel senso profondo di questa domenica, che bisogna andare proprio a finire fondo a tutto, nella pienezza del dono, nella pienezza dell'amore. Le cose non possono che andare bene. Anche a me che sono un vecchio prete peccatore, anche a te che sei uno di cui sei appena passato alla vita cristiana, anche a te mamma che sei stante questa mattina e preoccupata da qualche preoccupazione o l'altro per la tua famiglia, giochiamoci da partita finito. Le cose vanno benissime. E quindi il Signore spinge sulla generatore dell'audaccia. La prima persona che appunto è venuta in mente a noi questa mattina è questo ragazzo, questo giovane, d'arte, che sa una cosa molto importante, e cioè che Dio chiede per lui. E però che appunto, perché poi il mondo è complicato, il mondo degli affari e del potere è anche pericoloso, la sua vita è pericolosa. Ma lui la vive con un senso di divertimento, per cui anche questo lungo episodio che abbiamo ascoltato dai testi dell'Antico Testamento, che riferiscono l'audacia quasi ironica di questo ragazzo. Il fatto è semplice, Saulo lo cerca per fargli la pelle, quindi da un po' nascondino, che nella sera il re va a compiere in una buona caverna, e non da solo, e D'arte però sa dove resta il mio sangue. Ci vanno, quando batti in alcuni, il re dorme, e dietro la testa di lui che dorme c'è una lancia piantata per terra, e vicino c'è anche una broca d'acqua. Chi accompagna il giovane, pretendendo andrò, gli dice, dai, è un momento buono, facciamolo fuori. No, no, no, non lo facciamo fuori. È il consacrato del Signore. Bene, questo. Anche perché, per esempio, noi qui siamo tutti consacrati del Signore, si può mica facciamolo, consacrati del Signore. Ma attraverso noi cristiani, per la nostra fede di Gesù, ogni uomo e donna della terra è un consacrato del Signore. Anche quelli che sono sul Mediterraneo sono un po' impurato, consacrati del Signore. Non solo non gli si può fare del male, ma bisogna fargli del bene, perché siamo tutti figli dello stesso Dio, vero? Allora no, non si può toccare il Dio. Il re vecchio, è vero, è orgoglioso di potere, può farla bene al giovane. Ma il giovane dice, no, non lo farà. Un consacrato del Signore, al Signore non piacciono queste cose. E però gli spiegano la lancia e anche la propria lancia. E così poi, il giovane 8, è vero, ha il piacere di scherzare, insomma, quei rischi della punta per fare il gioco della verità. Le cose che non hanno scoperto, gli dice, ma guarda, potevamo fare più vuole, no? Invece, perché è piacere, ma è per farmi fuori? Non ha senso. Il vecchio re sembra pentito proprio di questo. Certamente è confuso. Ebbene, quando un vecchio rimane confuso per la udaccia della verità, stregionificata di un giovane. Ebbene, ne abbiamo molto bisogno di questo. Mi sono fermato apposta un po' sulla persona di questo giovane Dario, perché è proprio di fare che in questo momento ce ne sia bisogno. C'è bisogno di qualche cosa. E di qualcuno che faccia un gesto forte, che dica una parola forte, no? È vero? Se no, anche i nostri messi che continuano a dire che bisogna fare qualche cosa, che forse deve fare qualche cosa, che dice la parola. Che cosa vuoi che facciamo, che cosa ti piace, lasciaci farla un'opposta. È vero? Perché? Perché la vita è aggiornata in un'audanza della carità, esposta anche a sembrare quasi di un via. E quindi è interessante questa cosa. Anche perché molte volte mi capita di notare che anche certe situazioni, soprattutto depositate in anime giovani, che possono sembrare ancora inesperte oppure fragili o un corso un po' superficiali, però all'improvviso dà un segno molto importante della semplicità e della bellezza dell'amore. A me piace anche marcare i confine del popolo dei credenti. È vero? Per scoprire con strutture, con meraviglia, con commozione, con riconoscenza. e con me è commosso l'altro ieri per le cose che mi erano di capitare e poi che potrebbero capitare così. Io mi sono messo al sole, guardavo Massimo che giocava nel sole e io mi sono messo a piangere, ma proprio tranquillo, di soddisfazione, perché vedevo che il Signore non ci ha mai ancora. Allora dopo un po', ho messo a piangere, sono andato in camera e ho scritto una lettera all'Arcidesco perché insomma sarebbe detto che facessimo qualche cosa. È vero che noi oggi ti diamo il coraggio dalla mudanza della carità per quasi dalla spregiuta della carità di questo giovane per desiderare anche noi. La tua vita è speciale. Non puoi vivere in un modo qualsiasi. la tua vita è tutta preziosa. Non puoi spendere così come si fosse un passaggio dei giorni. Sei preziosissimo. Per fortuna che ci sei. Bene. Allora, la vivacità di questa presenza. Chiediamo oggi che sia la vivacità del Vangelo incarnato nella persona, nelle storie, nelle vicende, che possa accendere un fuoco anche nelle condizioni più piccole, più povere. Paolo, certo, oggi arriva, secondo me, al massimo della luce, della sua consapevolezza e della sua conoscenza di Gesù. E Paolo, l'avvorto fa il primo uomo, Adamo, e l'uomo è arrivato alla fine perché più in là di così non si potrà andare che è Gesù. E allora gli attacca dei titoli e dice Adamo è un essere vivente. Oh, per il popolo è un essere vivente. C'è tutta la creatura umana in quell'essere vivente. ma l'ultimo che è Gesù, ma che siamo anche noi perché con Gesù è iniziata una umanità nuova, l'ultimo non è solo un'anima vivente, è un datore di vita. Un datore di vita. Pensate che va ora. Qui c'è un'assemblea bellissima, questa mattina, di datore di vita. tu perché capi? Per dare la vita. Perché fai questo? Perché hai il mio modo di dare la vita. È la bellezza di una vita che si qualifica per il dono di sé. Una vita fatta così non c'ha niente da tenere, è vero? Perché? Perché voi sapete che anche nella lingua italiana di comune dare la vita vuol dire essere disponibili ad andare più in fondo, è vero? Nel gioco, nella terra, nella corsa. e quindi si fa quel bene. Noi, nella nostra dialogia anche di oggi, nel nostro pensiero, nel nostro cuore, nella nostra memoria, stiamo, per esempio, ancora raccogliendo tante persone che ci hanno lasciato questo segno mirante perché invece semplicemente di vivere la loro vita vanno nata. Quando io penso ai miei genitori, capire? Le figure più elementari nelle relazioni e nei raccordi, sono persone che hanno dato la vita. Mi hanno dato la vita perché io ho cominciato a scappare a Dio. E poi? E poi fin in fondo, fin in fondo, hanno offerta questa vita meravigliosa che non ha più paura di niente perché è stata fatta per essere data. Questo senso meraviglioso della vita che esiste per essere nella fecondità. Allora, per non soffermi troppo, dico l'ultima cosa e cioè che accanto al Giova della Re, pretendente Re, insieme a San Paolo che dice il nuovo nome ultimo dell'umanità, non essere vivente badatore della vita, e me passo, avvicinandomi a questa domenica, ci fosse una caratteristica di questo giorno e di questa celebrazione. Una caratteristica, una nota profonda al femminile, al materno. noi ci siamo perché qualcuno ci ha dato la vita e quindi siamo nari, ma ci siamo poi perché qualcuno ci ha dato da mangiare, ci ha descritto. Dopo la guerra ho cominciato a fare le scuole delle caratteristiche alla seconda, perché prima c'era ancora la guerra, ed allora è lunga la gallegria di tutti quelli che mi hanno dato la vita. La vita come un grande greco maltempo dal quale ognuno di noi è stato generato, è nutrito, è perdonato, è accorto, è festeggiato, è abbracciato. Una fecondità materna, una capacità di generare che ci ha consentito di andare fino a questa mattina, oggi. Il senso della tua vita è venuto in il venimento di San Paolo e di partecipare a questa grande generazione. siamo chiamati tutti capite a questa fecondità ed è bello perché è inevitabilmente collettiva e condivisa perché quando tu io non lo so dare, non lo posso dare e tu sei preziosissimo, tu che magari ti stai chiedendo ma come mi sono chiedito a me stamattina voglio che mi metto qui e io no, è una funzione che ci sei perché anche tu sei importantissimo e quindi mi pare che in questa domenica si raccolga insieme l'audaccia del Vangelo ma anche i compiti del Vangelo eh? Facciamo un piccolo ripasso oggi, vede? In questa grande festa del Vangelo c'è qualche cosa di speciale che puoi fare? Puoi scrivere due righe a quella persona puoi andare a salutare quest'altra puoi chiedere scusa per questo puoi preparare un dolce per la donna tutte cose preziosissime la vita è concepita ormai come una grande liturgia della maternità una grande riconoscenza perché io non ci sarei senza le centinaia di persone dalle quali ho ricevuto la vita i donatori di vita mi hanno fatto vivere mi hanno fatto crescere ti hanno fatto arrivare fino a qui quanto è non solamente buono ma bello Signore vero? bello che tu anche nella liturgia di quest'oggi possa raccogliere con stupore non mi conosce aiuta tutta questa bellezza l'ultimissima cosa dedicata a questi vecchi scout eccetera eccetera io ho fatto lo scout da giovane e non la legge però secondo me è una bella idea è una bella idea e loro fanno una parte molto importante in questo senso appunto perché non mollano il timone e quindi e quindi la loro vita anche lei ancora nel più impegno ma voi piaccia della tenda fate le marce non so è vero qualche volta un ex scout viene da poter rivolgire questi vecchi scout un po' stranetti ma sono assai preziosi proprio perché per ricordare che non è finita tu non credere mica che sia finita la tua parte è vero non pensare che ormai puoi andare in una specie di pensione perché tanto no no no no no no permettetemi di dire fino alla morte l'avventura è aperta fin quando la tua vita diventa offerta e il dono della tua vita tutto è prezichissimo bene allora auguri a ciascuno e a tutti un buon proseguimento al gruppo del bacio che oggi fa la sua festa al loro assistente che è venuto a farci una visita preziosa a tutti quelli che sono qui questa mattina se per caso ti domanda avanti ma chissà poi perché questa mattina vado a messa va bene vi chiederei un po' come uscendo da te uscite con vivita che siete molto preziosi e che quindi c'è molto da fare la tua vita è molto più bella di quella che tu pensi e noi non possiamo farne a meno è molto per