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VIII DomenicaTO-omelia-GiovanniNicolini-Dozza 20190303.mp3

Data: 03/03/2019

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Oggi ricordare insieme con voi come mi è successo il Vangelo, perché il grande protagonista ancora della Domenica, e non è la prima Domenica, è vero, in cui ci incontriamo su questo primato, che è un primato anche di preoccupazione, di missione, il Signore ci vuole consegnare il Vangelo, perché c'è un sacco di gente che aspetta che poi anche noi, ciascuno di voi, andiamo a comunicare il regalo che abbiamo ricevuto. E quindi, sì, mi sono trovato dentro, ecco, a riflettere un po' sulla storia del mio rapporto con il Vangelo. Da piccolo niente, da piccolo niente perché non c'era il Vangelo, c'era il Vangelo, veramente. C'era un piccolo Vangelo, mi ricordo che era vicino al cammino del salotto, e siccome c'era la guerra, si accendeva il cammino del salotto, questa è finita, non c'era riscaldamento in casa, e però lì certamente qualche parola del Vangelo mi è entrata dentro, mi ricordo che mi avevano colpito, colpito soprattutto le parabole. Poi il mio papà è tornato dalla guerra, a sette anni mi ha fatto fare la crisma e la comunione, mi ha preparato il cappellano del santuario di San Luigi Gonzaga, perché noi abitavamo in quel paese lì durante la guerra, e col catechismo però, eh? Io sapevo le risposte del catechismo quando ero piccolino, adesso me le sono dimenticate, ma perché mi dimentico continuamente anche la chiave di casa, un disastro, però le sapevo, quelle risposte, e mi sembravano anche giuste, insomma. Crescendo il rapporto con il Vangelo non è tanto aumentato, perché anche il tipo di scuola che si è fatta, e poi il tipo di città in cui si abita, di famiglia di cui si è figli, tutto un po' intuisce. E quindi, insomma, che cos'è questo essere cristiani? Era una dottrina, vero? Era una dottrina. E ti diceva, quello che va bene, è buono, è bello, e alla fine si piglia anche un premio, e quello che invece non va bene, è bruttino, è bruttissimo, si rischia anche una bruciata eterna, è vero, per punizione, il rischio a cui siamo più esposti è un certo periodo di penitenza, è vero che dura un sacco di tempo, mi dicevano, però si poteva tirare giù, facendo certe cose, si tirava giù 200 giorni di purgatorio, se andava al santuario a piedi. Dopo, se ne hai 30.000 da fare, non è un gran sconto, però, insomma, era tutto un conteggio anche, no? Il Vangelo non centrava molto. ha cominciato a centrare facendo lo scout. Lì, negli scout, loro, ma non è che ci fosse una gran devozione, io non ho vissuto lo scoutismo come una cosa devota, è stata una cosa importantissima per me. Alla fine mi sono fatto prese, quindi mi chiedo scherzo. E certamente tutta quella vicenda ha influito. Però, insomma, in mezzo alla natura, mentre bolliva il minestrone, si leggeva anche un po' di Vangelo. E lì la cosa è cominciata. Poi c'è stato un incidente formidabile, che è stato l'incidente della mia vita, a diversi di voi l'ho già raccontato, che una sera il prete degli scout, eravamo su in un posto meraviglioso a fare un campo, lui mi ha detto, ma sono stanco stasera. Io ero già un capo dentro lo scoutismo, anche se giovanissimo, ma a quei tempi lì c'era poca gente ancora. E quindi, va bene, ho detto, va bene, provo a dire qualcosa io. Ed era il miracolo dei pani, il miracolo dei pani e dei pesci. E quindi, va bene, ne ho parlato un po'. C'erano i ragazzi del reparto, c'erano i rover del clan, e così. Però, poi, quando sono andato a dormire, nel pendino, ma la cosa mi ha come un po' assalto. E lì, dopo forse su questo ho influenzato anche certe robe che ho letto, dei profeti, così. È come se avessi avuto l'impressione che non tanto io avevo preso il Vangelo, l'avevo letto e l'avevo spiegato, ma in fondo era successo un po' il rovescio. E cioè, quindi, il Vangelo mi aveva preso e mi aveva afferrato. E da quella sera lì, mica pensavo di fare il prete, però, certamente, le cose hanno cominciato un po' a girare, a ondeggiare, insomma. Il risultato pessimo è stato che ho fatto nove anni di università. perché vuoi fare una roba, allora fa questo, ho fatto questo, ne voglio fare un'altra, allora cambia, insomma, un disastro proprio. Però, alla fine, ho capito che il Vangelo mi occupava, mi possedeva, diventava in qualche modo la mia passione e anche il mio padrone. E quindi, certo, mi sono lasciato prendere. Ecco, quello che volevo dire oggi è appunto questa storia del Vangelo nella tua vita. Io te l'ho raccontata malamente, è vero, in quattro battute per me, prova a ripensarci un po'. È importante, perché non è un libro e non è un libro come gli altri libri. Il Vangelo è la buona notizia del Signore, anzi, il Vangelo è il Signore che dà la buonissima notizia di sé, di tutti e di tutto, tutto registrato in questo piccolo librino. Oggi credo che fare memoria di come il Vangelo si sia impadronito di noi, possa essere un'occasione preziosa. dopo non ne puoi fare più a meno. La vita è tutta al contrario del Vangelo, proprio la mia, tutta al contrario del Vangelo, però sempre col Vangelo. E quindi è cominciato anche un brutto scherzo, perché mi succedeva che, se leggevo il Vangelo, mi venivano le lacrime. non ne hanno lacrime di pentimento, però questa differenza tra il Vangelo che lui mi ricordava e la mia vita, neanche mi faceva sentire un gran peccatore, ma mi emozionava. Come se dicevi, ma come? Ma allora c'è una roba diversa? Ed è stato lì che ho scoperto la fede della mia mamma e del mio papà. Ho scoperto che cosa voleva dire avere la fede. Ho scoperto che cosa vuol dire quando il Vangelo diventa veramente il Signore della tua vita. E il Signore della tua vita è Gesù che racconta il Vangelo. Se potrete riprendere un momento gli testi che abbiamo ascoltato, le parole che abbiamo ascoltato, date un'occhiata anche al testo della Lettera ai Corinti, che dipendeva un po' per conto suo e quindi non sarebbe... Però è importante per dire come nel tempo il Vangelo si impadronisce di te. E quindi in qualche modo ti trasforma, capisci? E diventa proprio il tuo Signore. E tu cominci a fare la tua vita, sbagliatissima, eh. però sempre di più si intensifica il linguaggio. Che è un grande vantaggio perché da quel punto lì ho capito la rosa che poi mi ha fatto essere anche un prese un po' birichino. E cioè che poi in realtà il rapporto con il Vangelo non è legato al fatto che io mi comporti bene. ma anche ho scoperto che più tu non ti comporti bene secondo i criteri dei tuoi giudizi più lui ti cerca. E ho scoperto una cosa che è un po' il contrario di quello che avevo visto da bambini e cioè che lui non ti cerca per dirti allora ti fai tre miliardi di purgatorio ma ti cerca perché ti vuole bene e ti vuole salvare. Tanti anni dopo ho scoperto quella piccola cosa che il nome Gesù è un nome della lingua ebraica che vuol dire salvezza di Dio che vuol dire Dio salva. Chi è Gesù è Dio che salva. è Dio che ti viene a cercare per salvarti. È Dio che non è quindi le tavole della legge capisci? Eh? Non è Dio questo. Dio è quello che ti viene a cercare perché le tavole della legge ci sei caduto e sei sempre indietro ma lui pietoso ti prende per mano fino a una scoperta molto grande. Eh? La scoperta centrale è che il Vangelo è Gesù. È questa la scoperta centrale. La parola Vangelo è una parola della lingua greca antica che vuol dire buona notizia la buona notizia della vita è Gesù. E perché Gesù è la buona notizia della vita? Cosa dice questo Vangelo? Questo Vangelo dice che Dio mi vuole così bene che per salvarmi per tirarmi fuori dai miei guai offre la sua vita mi regala la sua vita. Questo è un passaggio decisivo. Il Vangelo non è una serie di regole. Il Vangelo è la persona di Dio che siccome ti ama vuole regalarti la sua vita. Ho cominciato lì a capire qualcosina per esempio del battito. è vero? Cos'era successo quel giorno del battito? Che mi hanno sebellito la parola battito è una parola che vuol dire di per sé sepoltura metter sotto è vero? Perché io sono morto come figlio di Adamo ma sono risorto come figlio di Dio l'ultimo della classe. l'ultimo della famiglia ma figlio di Dio. Perché quel Vangelo fin dal giorno del battesimo ha cominciato a entrare dentro di me e a diventare il mio Signore. Sempre di più. Dov'è il Vangelo? Nel tuo cuore. Le scritture di oggi se ne riprendete un po' hanno proprio questo problema di questo ghiaccio dal dentro al fuori dal tuo cuore alla vita al tuo lavoro alla malattia alla festa all'innamoramento alla paura che è la tua storia ma sempre di più Lui è il tuo Signore. e quindi il confronto è continuo è vero? C'è il Vangelo avete visto Gesù nel Vangelo che addirittura sembra che un pochino prenda in giro vero? Ma come fai a dire a quello lì aspetta che ti tiro fuori una pagliuzza e allora perché hai una pagliuzza nell'occhio un piccolo incidente e non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio. È certo. È certo. Perché il Vangelo non ci è stato regalato perché facciamo i giustizieri perché facciamo i giudici ma siccome ce l'ha regalato per amore il Vangelo noi siamo chiamati a toglierlo per la nostra salvezza e Lui come fa a salvarci? Come fa il Signore a salvarci? Ci grida? Ci punisce? Ci fa delle minacce? No. Ci vuole bene. Ci vuole bene. Questo è il Signore. Quelle mani aperte sulla croce. Eh, cosa sono? Sono un abbraccio aperto per tutti. E tutti sono attesi e tutti sono cercati. E davanti al nostro male Lui, il Signore, reagisce volendoci bene. Il Vangelo va a finire male. beh, in certo modo eh, questo Gesù come finisce, è vero, in mezzo ai due poveri malfattori sulla croce. Ma risorge. E risorge perché? Perché anche tu possa fare la sua strada. E quindi anche perché Lui è venuto con tutta la bellezza e la potenza del Vangelo e con la tua storia che è arrivata fino a stamattina, vero? fino a stamattina. E c'è questo contrasto continuo. È vero? E non si riesce tanto a capire se il male io ce l'ho dentro di me o fuori di me. Si potrebbe dire in qualche modo tutti e due. È vero? Perché conosco un male che dentro di me è più forte di me e conosco un male che è fuori di me ma mi invade e mi domina. Ma Lui il Signore è un bene più grande perché la sua potenza è l'amore. Il Vangelo è l'annuncio della potenza infinita dell'amore di Dio che vuole la salvezza di tutti i suoi figli. se tu sei in qualche modo molto convinto dell'essere un gran peccatore ti potrei far vedere che in fronte a me sei proprio un peccato veniale è vero però se sei proprio sicuro sappi che allora sei molto cercato e molto amato. Lui non è venuto per condannare ma è venuto per salvare. Con la sua condanna a morte è in realtà l'offerta della sua vita che Lui fa per tutta l'eternità per tutta l'umanità. L'importante è comunicare questa notizia buona a tutti. Qualche volta può darsi che se ripenso a un mio figlio e che alla fine si è riempito di tristezza e poi ha preferito dire ma guarda non me la sento più di andare avanti con te e io non posso non ripensare a che forse io non gli ho fatto vedere non gli ho detto semplicemente quanto gli volevo bene per celebrare il grande volergli bene di Dio nella sua vita. non non che lui si aspettasse dei miracoli non che lui mettesse delle condizioni però bisogna che peccati no quello purtroppo l'ho fatto io molte volte di esigere Dio con me non ha mai esigito niente sto per entrare negli anni ottanta adesso è più facile per me ripercorrere delle onde di memoria della mia vita io non trovo altro che il volere bene del Signore è così potente tra l'altro sto voler bene prova a rifletterci che a me è successo un altro fatto e cioè mi sono anche però reso conto che nessuno mi ha voluto male non ho più trovato nessuno forse un tempo qualche volta lo pensavo ho dovuto anche certe idee non so di carriera di primato è un po' ho trovato degli ipotetici nemici ma a guardare bene in fondo nessuno ecco mi sembra che il grandissimo regalo che il Signore ci fa oggi in questa memoria è il vedere come tu sei stato e sei amato in fondo a tutto questo e poi andiamo avanti nella messa c'è una cosa meravigliosa che in te oggi il Signore trova un amico e un alleato una amica e una sorella perché? perché è così grande il suo dare la vita per te che adesso anche tu stai entrando in questo grande desiderio di fare della tua vita un grande regalo altre volte mi pare di ricordare abbiamo cercato di dirci che quindi proprio per questo motivo non bisogna morire non bisogna morire cosa bisogna fare? bisogna regalare la vita bisogna offrire la vita come è preziosa la tua vita di te che sei mamma e senti tanti limiti fai l'elenco di tanti sbagli che con i tuoi figli ti sembrano avere parte fermati fermati perché oggi è molto importante ricordare che ti sei ammalata d'amore della stessa malattia di Dio perché il bello è stato un'occhiata anche alla lettera di Paolo della liturgia di oggi hai preso la malattia ti sei ammalato della sua malattia ti sei ammalato d'amore e adesso e adesso celebri questa meravigliosa malattia che fa sì che tutto quindi va davanti positivo è vero? e diciamo ho paura di morire ma non pensaci pensaci invece oggi devi regalare la vita cosa fa Dio oggi? ti regala la vita allora fai così regala la vita per quel tuo figlio che ti fa un po' dannare per quella vicenda del tuo passato che si è messa come una ferita un marito dentro di fai così fai così e quindi quello che attraverso il suo Vangelo Gesù ha fatto per te e continua a farlo prova anche tu finalmente a farlo vedrai che San Paolo scrivendo ai corinti tanti anni fa dà ragione a te anche a te questa mattina grazie a tutti grazie a tutti