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WS750106 Assunzione BVM 20110815.MP3

Data: 15/08/2011

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

La sua luce è il re della terra, lei porterà a noi, ogni loro grandezza, dalla dedizione non vi sarà mai più. La sua luce è il re della terra, lei porterà a noi, ogni loro grandezza, dalla dedizione non vi sarà mai più. La sua luce è il re della terra, lei porterà a noi, ogni loro grandezza, dalla dedizione non vi sarà mai più. La sua luce è il re della terra, lei porterà a noi, ogni loro grandezza, dalla dedizione non vi sarà mai più. La grazia è il re della terra, lei porterà a noi, ogni loro grandezza, dalla dedizione non vi sarà mai più. Ci siamo incontrati nella festa domenicale con una madre. Ci rincontriamo questa mattina con una madre. Ieri una donna straniera che chiedeva la salvezza della sua bambina, oggi una madre che viene portare la salvezza a noi e a tutta l'umanità. Una visita preziosa, inaspettata. Ci collochiamo proprio in questa posizione nella liturgia di oggi. Come coloro che all'improvviso hanno ricevuto una visita inaspettata, meravigliosa, feconda. Una mamma che genera in loro il figlio e quindi tutta una realtà nuova, feconda. Una umanità finalmente capace di dare la vita. Contro una umanità modellata sul dramma di Caino e sulla potenza di dare la morte, ecco questa festa. Per dire che nella maternità feconda di Maria e nella sua comunicazione del dono a tutti, noi siamo un'umanità nuova finalmente capace di generare vita. Per questo chiediamo di essere liberati da pensieri, memorie, pesi, tentazioni, idolatrie di morte che affaticano il nostro cammino. Chiediamo la grazia di essere liberi di poter pienamente ricevere il dono di Dio per gioiosamente comunicare tra spettacolo. Signore, figlio di Dio, che nascendo da Maria Verge, ti sei fatto nostro fratello, che conosci e comprendi la nostra debolezza. Signore, figlio di Dio, che non è un'umanità di una sola famiglia, abbi pietà di noi. Signore, figlio di Dio Dio Dio, che non è un'umanità di una sola famiglia, Gloria a Dio nell'alto dei cieli, e a terra, uomini di buona volontà. O noi ti vogliamo, ti reggiamo, ti reggiamo, ti reggiamo, grazie per la tua tua tua interessa, Signore Dio del cielo, Vino Padre, o mi potente. Signore Dio, uniterito, Gesù Cristo, Signore Dio, abierto, di Dio, Signore Dio, figlio del Padre, tu che non vi legami del mondo, a libertà di noi, tu che non vi legami del mondo, accogli la nostra subito, tu che insegna la testa del cuore, a libertà di noi, perché tu sono il Santo, tu sono il Signore, tu sono l'Antissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo, nella gloria di Dio Padre. Amo. Preghiamo. Dio onnipotente ed eterno, che ha innalzato alla gloria del cielo, in corpo e anima, l'Immacolata Vergine Maria, Madre di Cristo, tuo Figlio, fa che viviamo in questo mondo, sempre rivolti ai beni eterni, per poter meritare la stessa Sua Corona di Gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vivereia con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amo. Amo. Dal libro dell'Apocalisse di San Giovanni Apostolo Si aprì il Tempio di Dio, che è nel cielo, e apparve nel Tempio l'arca della Sua alleanza. Un segno grandioso apparve nel cielo, una donna, vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi, e sul capo una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo, un enorme drago rosso, con sette teste, e dieci corna, e sulle teste sette diademi. La sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo, e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino, appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna, invece, fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio. Allora udì una voce potente nel cielo che diceva «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio, e la potenza del suo Cristo». Parola di Dio. E la donna, grazie a Dio. San Paolo di Dio. San Paolo di Dio. San Paolo di Dio. Dalla prima lettera di San Paolo Apostolo ai Corinesi. «Pratelli, fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti, perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la via. ognuno però al suo posto, che è la primissima, poi alla sua venuta, quelli che sono di Cristo, poi sarà la fine, quando Egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potenza e forza. è necessario, è necessario, infatti, che Egli regli, finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. parola di Dio. Viglia a morarsi per Dio. Alleluia, alleluia, alleluia Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia. Il Signore sia con voi, dal Vangelo secondo Luca. Sia gloria a te, Signore. Sia gloria a te, Signore. Sia gloria a te, Signore. Gloria a te. In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grebo. Elisabetta, colmata di Spirito Santo, ed esclamò a gran voce, Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grebo. A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grebo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore gli ha detto. Allora Maria disse, L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore, perché ha guardato l'ubilità della sua serba. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l'Ognipotente e santo è il suo nome. Di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio. Ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore. Ha rovesciato i potenti dai troni. Ha innalzato gli ucchi. Ha ricolmato di beni gli affamati. Ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele e suo servo ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. Parola del Signore. Gloria e gloria e gloria e gloria morning Montaje, a Peccioniste, gloria e gloria a Boyle Bacchia e gloria prete, attrazione e gloria a see Joe 19879-16-16-18yeah. Pfai, grazie persone Nero Bacchia e gloria, a me Earth chi si si si si si si si si si si si si si di si i si si si si si si si schi si si si si si si si i si qie si si si si, Grazie a tutti i nostri amici. In un modo speciale e particolare, mi sembra che oggi la parola che riceviamo della Bontà di Dio ci inviti a qualche piccola osservazione e considerazione sulla Chiesa. Però non sulla Chiesa in grande, quella complicata, che dentro ha tanti problemi. Io vi suggerirei un'interrogazione a una Chiesa che conosce benissimo, che è quella dell'affetto della vostra vita. Forse è una Chiesa che ha anche una sua visibilità, che ogni tanto raduna qualche persona intorno alla stessa tavola, e che in ogni caso nel vostro cuore raduna volti, vicende, presenze e memorie che sono state per voi decisive. Per ciascuno di noi decisivo. Per questo vorrei fare risuonare la parola di Elisabetta, che nella sua casa riceve la visita di Maria di Nazza. A che cosa devo che la madre del mio Signore venga a me? Forse nessuno di voi ha avuto apparizioni della Madonna. Io non ne ho avuto. Però certamente ognuno di noi può ritrovare oggi il senso profondo di questo avvenimento e di questa domanda. perché tutti noi siamo qui perché siamo stati in realtà visitati e visitati da un mistero di maternità che ha generato nei nostri cuori il Figlio di Dio. Si è cristiani non perché si è studiato un catechismo, ma si è cristiani perché è successo qualche cosa. E la festa dell'assunzione di Maria del Cielo, portandoci queste parole di Dio, ci porta in modo preciso la vicenda di un grembo che ci ha generato. Forse adesso lo ricordate un po'. Talvolta per qualcuno può essere identificato in modo fortissimo con una persona, con un avvenimento. Per altri invece è stata come una storia, una vita visitata. Una vita che magari anche oggi sente di doversi stupire e domandare a che cosa devo che la madre del mio Signore venga a me. Perché il dono della fede è necessariamente una sorpresa. Perché è una elezione non motivabile. Perché siamo cristiani? Perché siamo cristiani? Questo noi non lo sappiamo. Sappiamo che è successo qualche cosa. Tra l'altro è successo qualche cosa quando magari fin da piccoli, per certe vicende della nostra storia, eravamo stati introdotti in tutta una conoscenza, consuetudine. Abbiamo imparato a dire le preghie, non so, può darsi, insomma, che qualcuno di noi abbia avuto anche un'infanzia così. Però la fede come dono è una cosa un po' diversa. O meglio, è tutto questo. È tutto il Vangelo. Quando un bel giorno, tanto per dire un bel giorno, eh, il Vangelo è diventato il Vangelo per te. Il Vangelo è diventato il Vangelo rivolto a te. E quindi quando hai avvertito una visita alla casa della tua vita, che proprio aveva la destinazione dell'incontro con te, del farti incominciare qualche cosa, insomma, del confermare, certo, tante cose che erano già avvenute, e come all'illuminarne dal di te. Per cui in realtà questa maternità di Maria, che è la maternità della Chiesa, capite, in realtà si dilata in maniera immensa nell'esperienza che ognuno di noi ha avuto. Fa ricostruire la storia della propria salvezza e in qualche modo la nota forte di questa festa e di questo giorno. Sono molto diverse le iconografie, le rappresentazioni pittoriche dell'Oriente cristiano e dell'Occidente cristiano. L'Occidente cristiano come presenta l'assunta? Come una specie di grande elevazione al cielo, no? Una specie di trionfo che la porta verso il cielo. L'iconografia orientale, come è nella nostra iconola in fondo, è molto più sobria e in realtà è messa, perché l'ascensione, la festa dell'ascensione, è la memoria della morte della Madonna. A Gerusalemme c'è proprio un sattuario bellissimo, tutto sotto terra, in una grotta, con una grande scala che ci scende, e si va proprio a visitare un secondo, però anche che è molto simile poi al sepolcro che si va a visitare nella Basilica del sepolcro come il sepolcro del Signore. Quindi è la sua morte, è il compimento della sua vita. E quindi è in qualche modo la descrizione, anche molto concreta, di un'esistenza. È vero? E di un'esistenza che avendo ricevuto un dono, perché nella festa dell'annunciazione noi celebriamo proprio l'inizio di quel dono, ha adesso il suo compimento. Ecco perché in certo senso, capite, è la festa della maternità. E' la festa della maternità. E' la festa, cioè, di questa fecondità che l'umanità ha trovato quando, duemila anni fa, a compimento di una lunga attesa profetica di questo piccolo popolo di pastori della penisola del Sina, e poi insediato lì, in quella regione che noi chiamiamo oggi il Medio Oriente, tra il mare di Galilea e il Mar Morto, le rime del Giordano, il Monte Sio, il Gerusalemme, il Tempio, da lì, dal fino ai confini della Terra, è incominciata questa vicenda nuova e questa scoperta che se è terribilmente facile dare la morte, per fortuna c'è anche la possibilità di dare la vita. Perché questa è la sostanza della vita cristiana. qualcuno ci ha messo dentro un seme di vita capace di dare la vita. Come la chiamiamo noi questa fecondità? Questo andare la vita, come la chiamiamo? La chiamiamo amore, la chiamiamo la carità, lo chiamiamo la potenza dell'amore. Ora tutti voi, tutti noi, siamo vivi questa mattina perché siamo stati amati. Non siamo stati solamente generati, noi, siamo stati generati e la nostra vita proviene anche, in genere, fortunatamente, da una grande vicenda d'amore che ci ha preceduto e ci ha generato. Ma poi la nostra esperienza è stata che continuamente siamo stati generati. io, per esempio, queste cose che vi sto dicendo me le sono trovate questa mattina e vero, mentre mi grattavo la zucca e dicevo, ma, fin a ieri mi sono occupato della donna cananea, è vero, della vicenda del Vangelo Domenicale e cosa metto insieme oggi? E poi, piano piano, piano piano, il Vangelo si è aperto e il Vangelo mi si è rivolto, magari mica sempre io sono molto pronto a riceverlo, però il Vangelo è delicato, sa aspettare, sa intervenire, sa talvolta venire quasi di nascosto e poi te lo ritrovi dentro, passano magari dei giorni di totale aridità dove proprio niente niente, poi all'improvviso si accende un lume. A che tempo che la madre del mio Signore venga a me. Questa è la festa appunto della maternità. E la festa della maternità nella festa di oggi è accompagnata da quel canto del Magnifica che, quando celebriamo la preghiera del Vespro, verso sera, noi proclamiamo. L'anima mia magnifica il Signore e il mio Spirito esulta in Dio, mio Salvatore. Dunque è un canto di gioia. E perché facciamo questo canto di gioia? Perché Dio ha guardato alla umiltà della sua serva. La parola più giusta sarebbe propriamente la miseria. io sono felicissimo perché il Signore ha guardato alla mia miseria. Non ha guardato alle mie idee di grandezza. Non ha guardato a quello che si potrebbero pensare dei meriti doverosi, delle situazioni che meritano di essere guardate. Ma lei, qui, Maria di Nazare, dice, ha guardato alla mia miseria. E dice che per questo tutte le generazioni che vengono dopo mi diranno beata. Dove beata vuol dire molto felice. Dove beata vuol dire del tutto felice. Dove beata vuol dire riempita di tutti i doni di Dio. Ecco, siamo gentilmente chiamati ad associarci a questa percezione oggi e a questa festa. Per cui, nel nome del Signore anch'io mi permetto di dire a tutti voi qualunque sia la nostra situazione fratelli e sorelle cari esultiamo nel Signore. Pensate se non fosse venuto nessuno mai a trovarci. Se nella vostra vita non fossero mai intervenuti occhi, mani, sguardi, parole, vicende, amicizie che si sono piegati amorevolmente su di noi e ci hanno regalato il Vangelo. Perché? È sempre così nel che ha venuto. Quella roba dell'Angelo e di Maria di Nazareth ama e è sempre così. Elisabetta qui è dentro alla sua annunciazione capite come è? Lei, vecchiotta che sta nascosta perché è rimasta incinta da vecchia e le fa un po' vergogna insieme che gioia è vero che arriva questa qui che è il suo Angelo. Fate festa oggi ai vostri Angeli. Ne avete, ne avete molti? Sono legati alla vostra stessa storia, alla vostra vita familiare? Sono legati invece a strade stranissime o addirittura a strade molto lontane perché è venuto a cercarci e a pescarci da dove proprio era impossibile pensare? e lui venisse che noi fossimo pronti a ricevere qualche cosa e invece è avvenuto anche lui ed è molto importante che lei dica che ha guardato alla sua miseria perché non so come siete stati pescati voi e visitati voi ma ha forse aspettato che ne fossimo degni? Ha forse aspettato che avessimo delle buone disposizioni? Ha forse aspettato che fossimo capaci di ricevere questa parola ma non si è capace neanche stamattina non ha avuto bisogno di niente non ci ha chiesto niente il buon Dio fino ad oggi non ci ha chiesto niente la nostra storia è stata semplicemente la storia di questa incessante visita d'amore tra l'altro è importantissimo perché questa qui che fa la protagonista qui è tutta una sanzarellina insomma no da cui noi siamo per lontani ma noi la confermiamo quella che lei dice insieme alla vecchia Elisabetta è vero la confermiamo ma guarda che viene anche da noi esistiamo la sua visita anche per noi una visita quindi sostanzialmente immeritata eh un rapporto essenzialmente disomogeneo che Dio crea con noi eh non c'è dubbio su questo nessuno in paradiso nessuno si merita e nessuno si merita neanche la vita cristiana di oggi tutto regalo eh tutta grazia si dice in termini più scientifici diciamo tutto dono di Dio tutto perfino nel Vangelo nel Vangelo anche vicende episodi situazioni che non solamente ieri ma questa mattina non riusciamo veramente a ricevere come dei gravi regali insomma un regalo scopodo adesso mi viene in mente il computer che mi sono preso un computer pazzo che è meraviglioso che non ho mai capito niente di computer adesso è inutile perché con lui ho paura ripulsa sento che non non sono adatto gli darei una pedata eh e molte volte la vita cristiana è proprio anche così eh è così talmente buona che ci irrita anche insomma entra quindi in tutte le pieghe della nostra esistenza il dono di Dio in tutte e pazientemente aspetta è per quello che la maternità della Chiesa ha introdotto questa mattina nel meraviglioso testo dell'Apocalisse sì una generazione sì un bambino che è nato sì ma contrastato c'è l'immagine tremenda di quel drago che sta lì davanti perché vuole soffocare quel bambino che è nato molte volte la nostra fede è stata come un bambino appena nato delicatissimo da tenere bene no? e noi per primo qualche volta purtroppo anche le circostanze in teore magari qualche persona un po' disavveduta anche accanto a noi non è che la vogliamo ricordare male però insomma il bambino è stato abbastanza in pericolo è vero è vero c'è ancora stamattina ma insomma è vero e scopriamo anche da parte nostra un po' un'incosciente temerarietà bisogna che lo custodiamo meglio questo bambino no? bisogna che lo teniamo meglio ma hai delle ricette per custodire bene il bambino una soprattutto sì l'ho accartita dalla preghiera del Padre nostro uno è essenziale il perdono dei peccati questa è la cosa più forte perché secondo l'interpretazione di Dio che ha le sue idee che sono magari diverse dalle nostre non c'è atto divino più importante e più forte che il perdonare che rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo noi siamo quel tipo che nella parabola gli è stato rimesso un debito che non era assolutamente pagabile non dobbiamo correre il rischio di uscire qui dalla chiesa della dozza e di non perdonare chi ha un piccolo debito nei nostri confronti il perdono eh la vita del perdono è importantissima perché continua a riaprire la porta se tutte le volte che me la meritavo e ho preso una sanzione mi avessero poi lasciato la sanzione ero finito si è ripresentata ancora una volta una maternità feconda di perdono e mi ha rimesso in strada allora custodire bene questo bambino che è nato è molto importante l'ultima cosa nella sua canzone un po' appassionata tra l'altro io ci tengo solo a dire una cosa che mi sembra importante cioè che rispetto a quello che è successo a Nazare l'angelo ma che la madre di Dio ecco la serva del Signore poi lei va da Elisabetta Elisabetta cambia tutto per Elisabetta ma anche lei migliora ci guadagna anche lei la madre di Dio perché quella canzone lì non era venuta mica in me a Nazare e invece lì dopo dopo Elisabetta viene la canzone e la canzone dopo aver detto che lei è piena di esultanza di gioia perché il Signore ha guardato la sua povertà e tutti d'ora in poi le diranno beata però comincia tutta una storieta e sembra tutta una palla perché quando si è un po' gasata si dicono delle robe fuori fuori dalla realtà ha spiegato la potenza del suo braccio sto parlando del Signore ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore ha romesciato i potenti dai trovi ha innalzato gli umili ha ricolmato i beni affamati ha rimandato i ricchi a mani fuori al soccorso israeli ma cosa dici viviamo in un mondo tutto diverso non ci sembra garantire l'elevazione degli umili abbiamo l'impressione di parecchi potenti superbi che caro mio si inchiodate i loro droni che gli scolla più ma che cosa canti che cosa canti canti guarda il tuo sguardo nuovo guarda il tuo modo di vedere le cose guarda come tu adesso diventi capace di vedere ciò che veramente conta impari cioè che a guardare in piccolo si impara a guardare in grande e che il mistero dei poveri e il mistero della povertà è quello che contiene in realtà i grandi tesori di speranza dell'umanità ne facevamo già cennio ieri perché in realtà tutto questo c'è già se funzionassimo funzioniamo pochissimo tutta questa roba sarebbe già in ogni caso assolutamente data tra noi da noi e nel nostro cuore dovrebbe andare via il superbo e dovrebbe trovare posto prezioso la persona unica il piccolo che è in noi dovrebbe essere consolato e l'altro concedato avviene in noi avviene in mezzo a noi certo la comunità cristiana sarebbe chiamata ad essere ma guarda ben quelli lì è bellissimo quel tratto degli atti degli apostoli quando dice che questo gruppo di persone che comincia a farsi intorno a Gesù suscita la curiosità e poi lo stupore di tutta la città di Gerusalemme perché? perché si volevano bene ma guarda c'è della gente lì che si vuole bene ma lo so in Galadozza c'è della gente che si vuole bene mi ricordo che moltissimi anni fa una domenica però mangiavo in una tavola un po' collettiva che si costruiva dopo la messa sapete come sono fatti quelli di campagna e quindi gente che conosci gente che non conosci vicino a me una signora che pranzava accanto a me dice ma sarà la sua invitata l'avrà invitata lui e lei a un certo punto mi dice ne devo dire una cosa io non sono stata invitata da nessuno ma guarda che ci pensavo proprio in questo momento e dice o meglio sono stata invitata perché una mia amica mi ha detto ma lo sai che è la giù in campagna c'è della gente che ride sempre perché come cosa che sono state in mente facciamo delle prime anni e poi gli anni e però mi ha detto che voi ridete poi scoprì una persona che aveva un grande piatto nel cuore e nella vita per lui poteva sembrare ecco anche che una tavola di campagna come quella di quel momento fosse una tavola di allegrezza una tavola di consolazione e cioè saremo chiamati ad essere una tavola di consolazione e una tavola di allegrezza una tavola dei piccoli e dei po' una tavola per i peccatori lo siamo non lo siamo è un modo di guardare si scoprono tante belle cose a guardare con l'occhio di Gesù può essere la grazia che domandiamo in questa festa di non continuare a vedere con il nostro occhio insomma così deluso no e quindi così fatalmente aggressivo o mio insomma siamo più bravi a vedere il male che il bene chiediamo questo sguardo perché anche noi possiamo scoprire insieme alla madre di Dio come sono belle tutte le cose io credo in Dio Padre onnipotente credo in Dio nel cielo e nel paese credo in Gesù Cristo suo unico figlio nostro Signore il tuo amore figlio figlio Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. per Cristo. Grazie a tutti. Grazie a tutti. in alto. cuore. Grazie a tutti. Grazie a tutti. è tutti. è veramente. che cosa buona. è tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. e di sicura speranza. Tu non hai voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro, colei che ha generato il Signore della vita, e noi, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo con gioia l'inno della tua lotta. E' il Signore Dio, oh Santo, Santo e più alto dei Cieli. I Cieli hanno dato sovieni, e dalla gloria, Signore Dio, Santo e Santo, il Signore Dio, oh Santo, e lo amano per i Cieli. Si ha benedetto, corruzione, e lo amano per i Cieli. I Cieli, oh Santo, il Signore Dio, oh Santo, il Signore Dio, oh Santo, Padre, veramente Santo, a te è la lode da ogni creatura. Per mezzo di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, nella potenza dello Spirito Santo, fai vivere e santifici l'universo, e continui a raffinare intorno a te questo popolo, che da un confine all'altro della terra, offre al tuo nome il sacrificio perfetto. Ora ti preghiamo di mente, ma per il tuo Spirito, a santificare i doni che ti offriamo, perché diventino il corpo e il sangue di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, che ci ha comandato di celebrare questi messaggi. Nella notte in cui fu tradito, egli prese il pane, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse prendete e mangiate tutti, questo è il mio corpo, offerto in sacrificio. Per voi. Dopo la cena, allo stesso modo prese il calcio, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, e poi lo diede ai suoi discepoli, e disse prendete e bevetene tutti, questo è il calcio del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria tua. mistero della fe. Grande in rispgelo dei padre, Il Signore che incontro, il Signore che stiamo dal commono, Il Signore è risolto, il Signore è la tua, questa tua tua è il connecato. Celebrando il memoriale del tuo Figlio, morto per la nostra salvezza, gloriosamente risorto e asceso al cielo, nell'attesa della sua venuta ti offriamo, Padre, il rendimento di grazie, questo sacrificio vivo e santo. Guarda con amore e riconosci nell'offerta della tua Chiesa la vittima immolata per la nostra redenzione. E a noi che ci nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio, dona la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo Spirito. Egli faccia di noi un sacrificio perenne a te gratuito perché possiamo ottenere il re promesso insieme con i tuoi eletti, con la Beata Maria, Vergine Madre di Dio, con i tuoi Santi Apostoli e i gloriosi Magni, con il Santo Elisabetto e tutti i Santi nostri intercessori presso di te. Per questo sacrificio di riconciliazione, dona Padre pace e salvezza al mondo interno. Conferma nella fede e nell'amore la tua Chiesa, pellegrina sulla terra. Il tuo servo è il nostro Papa Benedetto, il nostro Vescovo Cagliari, il Collegio Uniscopale, i fratelli che ti servono nel Ministero, il popolo che tu hai a me. Ascolta la preghiera della nostra famiglia. Tu l'hai convocata alla tua presenza. Ricongiungi a te, Padre Vesercordioso, tutti i tuoi figli, ovunque dispersi. Accogli nel tuo regno i nostri morti. E tutti coloro che hanno lasciato questo mondo, dei quali tu solo hai conosciuto la fede. E concedi anche a noi di ritrovarsi insieme a godere per sempre della tua gloria. In Cristo, nostro Signore, per mezzo del quale tu Dio doni al mondo ogni bene. Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te Dio, Padre unicotente, nell'unità dello Spirito Santo, ogni onore in l'ora, per tutti i secoli dei secoli. Amen, Amen, Alleluia. Amen, Amen, Alleluia. Amen, Amen, Alleluia. Amen, Alleluia. Amen, Alleluia. Amen, Alleluia. Amen, Alleluia. Amen, Alleluia. Amen, Alleluia. Amen, Alleluia. Amen, Alleluia. Amen, Alleluia. Amen, Alleluia. Amen, Alleluia. Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi Apostoli, vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace, secondo la tua volontà, tu che vivi e reni nei secoli dei secoli. Amen, Alleluia. La pace del Signore sia sempre con tutti voi. E con tutti voi. Sappiamo che sia in pace. In pace. In pace. In pace. In pace. In pace. In pace. Il corpo e il sangue di Cristo. Agnello di Dio, agnello di Dio, che toglie un peccato, affinché gli amori, affinché dà. Agnello di Dio, agnello di Dio, che toglie un peccato, affinché dà. Donato di Dio, agnello di Dio, che toglie un peccato, donano la pace, donano la pace. Beati gli invitati alla cena del Signore. Beati gli invitati alla cena del Signore, ecco l'agnello di Dio che prende su sé il peccato del mondo. Siamo la mia vita, la mia vita, la mia vita, la mia vita, la mia vita, la mia vita, la mia vita. Canto di comunione 184 Perfollorare Grazie. Grazie. Grazie. Grazie.