Sì, in questa settimana qualche incontro con le parole che abbiamo ascoltato mi ha sempre di più attirato verso queste figure femminili e materne. I due testi del libro dei re del Vangelo sono diversi e nello stesso tempo si richiamano in modo profondo anche se questa donna straniera, fenicia, del testo del libro dei re è molto decisa, molto efficace, in certo senso è protestataria, sfida. E' vero questo uomo di Dio, ma per cosa sei venuto qua? Tra l'altro sapete che Elia è fuggitivo perché gli vogliono fare la pelle, trova rifuso da questa donna, le dà una mano perché non hanno più niente da mangiare e poi però succede questa disgraccia del bambino. Invece Gesù è impressionante perché di fatto lui è come fermato e conquistato non tanto dal fatto del ragazzo morto ma dalla madre. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse non piangere. E quindi lui è afferrato e convinto a fare poi quello che farà dal dolore della madre. E questo in particolare è molto importante perché chiarisce in modo profondo che secondo la tradizione ebraica e cristiana, biblica diciamo, perché storicamente non è avvenuto quasi niente di questo, però se si va dal testo biblico c'è una caratteristica, una qualità del femminile che emerge sempre con molta potenza. Ed è un primato del pensiero e del sentimento femminile che sceglie sempre in direzione della comunione, della relazione d'amore. E che non cede mai alle altre ragioni, che ci sono, le ragioni della giustizia, le ragioni della guerra, le ragioni della fame, ma lei invece resiste contro l'edificazione della figura del nemico. E' una nota profondissima questa nella Bibbia. Per coglierla dovremmo tornare indietro fino al testo della creazione della donna, insomma. Lei si presenta sempre come figura di comunione. E quindi il fatto che ci siano questi dialoghi del Libro dei Re e questa impressione, commozione del Signore davanti alla condizione di queste donne è molto significativo in questo senso. E emerge appunto una data profonda della figura femminile. Nella storia del cristianesimo questo non è avvenuto. Noi abbiamo sempre fatto noi da padre padrone o da marito padrone. E quindi in realtà non c'è stato un reale cammino. Alcuni dati essenziali ci sono stati però in realtà nel profondo. Anche la comunità ecclesiale è tuttora insomma, no? Ventotto maschilista, insomma. Ecco, è molto esposta perlomeno a questo. E perlomeno anche molto impreparata a cogliere queste sottolineature. Ecco, che invece sono essenziali. Adesso io spingo un momento il discorso un po' in là. Quindi se non vi convince buttatelo via perché sono tutti pensieri miei probabilmente dovuti a demenza senile. Perché qui sotto secondo me c'è un tema molto grosso che è il tema di Gesù. Perché se ci si domanda nella fede dei padri ebrei che cosa è avvenuto con la persona di Gesù. E io credo che si dovrebbe arrivare quasi sulla soglia di dire che forse Gesù è la evidenza suprema del mistero femminile di Dio. Nel senso che mi sembra che lo stacco che Gesù porta alla storia dell'umanità rispetto alla vicenda della prima alleanza, dell'alleanza mosaica, del Sinai, della legge, è questo prevalere della comunione. Anche lui, anche lui, è vero? È venuto per fare la pace. E quindi presenta una figura di Dio che profeticamente c'era già nella fede dei padri ebrei. Ma che con lui si esplicita in maniera radicale. Come la potremmo chiamare questa parte che Gesù fa? Potremmo chiamarla la teoria dello scambio. Non è un termine molto felice, ma insomma non ne ho trovato uno più elegante. Perché lui, se ci pensate, fa sempre così. Cambia sempre posto lui. E si mette sempre dall'altra parte. Se incontra un povero, se incontra un pecatore, se incontra uno straniero, se incontra un pagano, lui che cosa fa? Scambia. Cambia posto. È vero? E quindi porta a pienezza la figura di questo Dio della misericordia. È tutto diverso però da quella concezione fissista di Dio che in un certo degrado anche del cristianesimo ha portato a dipisere un Dio che non è quello di Cristo e quindi è un Dio giusto e giudice della verità. E quindi sta fermissimo. E quindi sei tu che sbagli. Quindi sei tu che devi venire avanti. Sei tu che devi cambiare. Dimenticandosi che persino nella fede degli ebrei, per esempio un testo bellissimo del profeta Isaia, tranquillamente dice a Dio convertiti e noi ci convertiremo. cioè il primo che si deve convertire è Dio. E che cosa vuol dire che Dio si converte? Vuol dire che Lui è santissimo, io sono un mascalzone, ma Lui viene dalla mia parte, viene per me. e quindi nei fatti supremi del mistero di Dio Dio a un certo punto si farà carne e quindi diventa uno di noi. Ma con un tratto breve di obbedienza radicale va fino alla morte del malfattore. E quindi Lui continuamente scambia. Basterebbe per esempio considerare l'ultima frase che Gesù dice prima di morire secondo il testo evangelico di Luca. Mentre è vicinissimo, alla fine dice perdonali perché non sanno quello che fanno. E quindi le ragioni della comunione con loro, con i suoi percifissori, è superiore al guaio che quelli stanno combinando. Non sanno quello che fanno, perdonali. E quindi Gesù rappresenta in pienezza questo scambio della misericordia per cui invece di condannare non semplicemente dice beh va bene, pazienza, va pure, ma ne prende il posto. Ne prende il posto. E questo nella prima vicenda cristiana resta fondamentalissimo. Vi ricordate per esempio espressioni delle lettere di Paolo dove lui dice mi sono fatto giudeo con i giudei, greco con i greci, per poterli attirare verso il mistero. E quindi noi siamo figli di questo Dio che nella pienezza della sua manifestazione a noi non solamente sta fermo su un seggio di giudizio e di condanna, ma entra in modo radicale in tutta la nostra vicenda. per cui il pecatore non è giudicato ma fondamentalmente è perdonato. Perché nello scambio il figlio di Dio prende il suo posto. Ha dato la vita per tutti noi. E quindi in qualche modo lui si manifesta all'apice supremo questo primato della comunione che non può essere infranto. Ma voi l'avete tutti trovato, no? Perché? Perché quando si ama molto una persona la si ama. E quello magari a un certo punto noi non gli importiamo niente, anzi si combina degli grandi guai, ma il nostro amore il nostro amore non si perde. Tant'è che abbiamo anche delle esperienze dirette. per esempio la persona amata quando c'è la persona amata eh, ci capisce è una presenza totalizzante ma quando non c'è lo è di più. È impressionante questo. Perché a noi, anche noi in qualche modo un piccolo vediamo la vita di Dio. Ma Dio è fatto così? Capisco che è strano ma bisogna assolutamente cercare di fare dei passi per eliminare una caricatura di Dio che non è che non è né il Dio di Israele né tantomeno il Padre di Gesù. È Gesù che ci rivela in pienezza il Padre. Come è fatto? Il Padre. Come pensa? Come vede? Eh? E vede sempre in questa direzione di comunione. allora capisce diventa preziosissimo il fatto che Gesù si incontra con questo funerale è vero un ragazzo che è morto una povera donna che è anche vedova che è dietro lì e che è nella prostrazione del suo dolore senza fine perché la morte ha spezzato quella relazione evidentemente per lei decisiva. allora lui risveglia questo ragazzo e poi il pesco con grande finezza dice e lo diede a sua madre o restituisce a quella comunione d'amore. Questo per noi oggi è molto prezioso eh? Molto molto. Tra l'altro sapete che le madri sono due qui quindi la madre Pisaretta e la mamma di Nain ma in realtà se ne è una terza no? Forse ve ne siete accorti e lo è in modo splendido proprio nel testo dei Galati dove Gesù scusate dove San Paolo parla di sua mamma tra l'altro è l'unico punto in tutte le sue lettere in cui lui fa accenno un accenno però molto importante a sua madre lui che storia sta raccontando? Sta raccontando di essere stato un ebreo felante fariseo e quando è cominciata questa storia di questo Gesù è vero che tirava via la gente la distraeva verso un'eresia lui è stato violentissimo nel perseguire questi primi cristianuzzi che erano dei soggetti pericolosi e lui andava da qua e di là li arrestava li fermava li faceva in galera era un rigorista che ne ha combinato e più di Bertoldo dopo che è successa la cosa nella strada di Damasco e là tutto è cambiato lui rievoca la faccenda e però cosa dice? dice che dopo tutta questa faccenda di violenza e di arresti è come se la sua storia fosse tornata indietro indietro indietro fin dove? e dice fino al grego della mia mamma e tra l'altro è bellissimo il testo perché aggiungendo quel possessivo la mia mamma è chiaro che la personalizza insomma diventa una presenza reale concreta una cosa che proprio è capitata la mia mamma e dice ma quando Dio che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare in me il figlio suo eccetera e c'è quindi una seconda cosa bellissima in questo versetto perché dice che lui è ritornato indietro fino al grembo della sua mamma con la sua memoria interiore diciamo con la storia ricostruendo la storia della sua vita e dice che Dio ha rivelato in lui figlio il figlio di Dio e quindi collega strettamente la sua mamma e lui stesso figlio della sua mamma alla rivelazione del figlio ho capito che cosa vuol dire essere figlio di Dio questo è decisivo conosco tanti bambini che la mamma non ce l'hanno o che hanno avuto delle vicende dolorose gravi proprio in questo la loro crescita è molto più difficile è molto più delicata tra l'altro anche dal punto di vista dell'iconografia della rappresentazione storica per dire prima di Gesù non c'è niente che rappresenti la madre e il figlio più niente poi c'è un'inflazione no? noi siamo fedi di Madonna insomma certe volte me la chiedono tre, quattro Madonna ne basta una insomma vabbè moltissime moltissime no? e quindi questa rappresentazione che è stata anche una grande difficoltà dal punto di vista della fede cristiana perché i cristiani soprattutto i nostri fratelli dell'Oriente loro subito hanno optato per dare alla mamma di Gesù un titolo che di per sé è pazzo e che però adesso è di tutti qual è il titolo? madre di Dio capite? di sé è un titolo pazzo non è razionale non è come fai e invece sì perché siccome quel bambino è Dio lei è chiamata la madre di Dio e quindi è certo che c'è almeno dal punto di vista pittorico un'enfasi di questa maternità assolutamente straordinaria questo spiega i testi di oggi capite? spiega e viene certamente in un mondo come il nostro che è fortemente maschile fortemente maschile e poi ti faccio il caso insomma so benissimo di incorrere in grandi critiche ma pazienza ormai vecchi di quel che voglio per tutta la faccenda del lavoro per esempio parlo dell'Italia come è cominciato il lavoro delle donne fuori dagli spazi della vita di casa diciamo è cominciato nella prima guerra mondiale nella prima guerra mondiale gli uomini erano tutti al fronte ma bisognava mandare avanti le industrie tra l'altro anche le industrie belliche e le donne sono entrate in fabbrica ferita la guerra mandate via è vero? perché sono tornati maschietti seconda guerra mondiale si è ripetuta la cosa da allora poi la cosa si è affermata con anche cose tanto belle però dico non può sfuggire che oggi una donna anche nel pezzo di mondo fortunato in cui viviamo la corsa la fa sempre due volte però so benissimo che ci sono mariti straordinari tutti i maschietti qui presenti sono mariti meravigliosi che lavano i piatti fanno le carezze ai bambini per carità però stringi stringi non c'è dubbio che anche per la critica molto acuta di Ivan Illich insomma oggi certamente c'è una problematicità della vita della donna che merita un'attenzione una grande attenzione probabilmente non si torna indietro sarebbe male tornare indietro però non c'è sufficiente consapevolezza e considerazione di questo e quindi a motivo di questo non c'è considerazione sufficiente sul proprio profondo del femminile adesso abbiamo invitato a venire a parlare una di queste signore che è diventata ministro allora vogliamo ascoltarla a Odis ma che cosa le chiediamo di dire le chiediamo di spiegarci in che modo un ministero retto da una donna è diverso perché è questo anche perché c'è sotto un'accusa storica tremenda che è anche banale ma che dice che ci sono state delle donne importanti nella storia sì ci sono travestite da uomo dice questa retorica ma sicuramente è eccessiva e banale e però non c'è dubbio che anche la nostra cultura non fa fiorire sufficientemente questo mistero essenziale che invece è decisivo perché dentro a questo c'è tutto il segreto della pace c'è tutta la composizione del conflitto c'è tutta la non accettazione dei muri di separazione c'è tutta una tensione della sapienza storica che sa che in ogni caso bisogna andare verso la comunione non ci si arriverà questa cosa di meravigosa il razzismo c'è ancora e però di fatto bisogna capire qual è l'indirizzo positivo della storia umana ora questo indirizzo non c'è dubbio secondo me è tutto affidato a un ministero di riconciliazione e a quella faccina dello scambio che dicevo di Gesù e quindi al grande grande conflitto per la pace questa è la cosa più importante noi cominciamo a essere stanchi in una società stanca di essere una società così selezionante così competitiva così esaltante l'individualità e oltre un certo limite non si va se non si sta attenti noi con la storia della competizione della selezione perderemo sempre di più immense ricchezze del nostro popolo è vero nella mia pessima vita di cristiano e di prese io ringrazio il Signore che non so perché mi ha messo vicino un po' di più a della povera gente e io tutti i giorni vedo che cosa vuol dire la possibilità infinita di recuperare solitudini miserie povertà errori abbiamo fatto quella passeggiata la settimana scorsa con i carcerati verso Assisi no? eh ma sono delle lezioni di sapienza straordinarie dove tu vedi che o si prende quella strada o questa fiducia che ci unisce come diceva il Papa Giovanni è molto di più di quello che ci divide e che quindi quello dobbiamo andare sempre a ricercare enfatizzando quello e rendendo relativo quello che certe volte facciamo diventare delle mura spaventose perché quello non è il bene e anche per la comunità cristiana non è il bene non è il bene io considero una grazia il fatto che sempre a motivo dell'età e della semilità non riesco più a a dire la parola chiesa che è una parola bellissima perché noi siamo una chiesa nel senso che siamo stati convocati insieme stamattina ma non riesco più a dirla perché mi viene sempre più semplice e oso dire vero dire umanità perché penso che Dio sia il padre di tutta l'umanità perché penso che tutta l'umanità sia figlia di Dio al di là delle religioni delle razze delle culture io sono sempre più convinto che il figlio di Dio ha versato il sangue e quindi siamo stati pagati a caro prezzo per tutta l'umanità e quindi noi non possiamo essere una religione che come forse altre forme religiose dicono sbagliando efferendo nell'intimo il cuore della nostra fede noi siamo qui e voi siete là può dire addirittura quei fratelli cristiani separati dirpanti che venissette andati via tornate a casa noi ci ricordiamo volentieri il Papa Giovanni che ha cambiato questi termini di ecumenismo rigido venite a casa che siamo noi quelli giusti proponendo che cosa leggiamo insieme il Vangelo certo e con i nostri vicini di casa i nostri colleghi di lavoro che sono rapporti importanti sono rapporti sempre fraterni per quello che ci riguarda e se tu sai che il tuo vicino di casa il tuo collega di lavoro non ce l'ha la preghiera perché non la conosce perché ancora ma ci sei tu ma ci sei tu è vero per cui quando qualcuno si lamenta e dice ma porco cane mi tocca ritornare all'ospedale e mi sopra dire guarda il buon Dio non aveva nessun altro da mandare mi stia a setta volta è il tuo turno perché? perché è una presenza preziosissima in una camera di quattro malati e che ce ne sia uno che dentro nel suo cuore presenta tutti al Padre tutti insieme sempre tutti insieme sempre sempre anche quando c'è stata una parola che ci ha divisi sempre sempre questo è il mistero della maternità e per questo che dicevo oggi allora preghiamo per le nostre madri bene preghiamo per tutte le signore presenti bene sì con un'ultima piccola osservazione perdonate oggi un'omelia proprio troppo presa dai pensieri ma quello che secondo me è un degrado dal punto di vista del pensiero con delle buone ragioni che lo giustificano oggi ci sono spazi del mondo femminile che invece si ribellano alla maternità perché dicono noi siamo riconosciuti solo perché abbiamo questo ruolo il ruolo di mettere al mondo i figli se è così e vabbè è chiaro che non ci sia però a me cosa capita che io conosco tante donne che i figli non li hanno fatti che sono mari mi ha fatto piacere quando il vescovo di Roma ha mandato a dire è vero tutte le suore così cioè mi raccomando eh siate madri non siate zintelle è meglio non perbate ogni giorno ne tira fuori una certo perché la maternità non è solamente quella cosa meravigliosa è la generazione dei figli la generazione fisica noi non saremmo qui senza questa cosa meravigliosa ma la maternità è di più la maternità è uno sguardo è una interpretazione fondamentale della realtà è una maniera di entrare nelle problematicità e nelle fatiche dell'esistenza intersonale e collettiva e quindi a me sembra che per una donna sia semplicemente la sua maternità quando una donna è donna diciamo è cresciuta insomma è nella pienezza di sé inevitabilmente è madre e tutto considera con questo sguardo e quindi anche quando protesca come la vedova pasarezza o è immersa nel suo dolore come la mamma del ragazzo del Vangelo è di fatto continuamente grida e grida a tutti questa esigenza di trovare la strada nuova della riconciliazione e della pace e quindi questo oggi lo chiediamo per tutte le nostre famiglie per chi forse anche in una condizione di ferita può diventare supplica anche per certe nostre amiche che potrebbero anche però venirmi a dire ma capperi però mi hai sempre trattata male e c'è questo però io le supplico io le supplico di essere più forti e queste vicende anche terribili perché senza di loro il passo non si fa senza di loro anche il cristianesimo diventa una religione come le altre contrapposta dall'altra religione è vero che esalta le diversità invece noi siamo stati generati piccolo gruppetto di quattro gatti nel mondo per poter dire che no che siamo tutti figli di Dio adesso questi due bambini fanno la comunione sono tanti i bambini qui che fanno la comunione però se si fa la misura del mondo boh chi è che fa la comunione proprio un gatto due gatti ieri ho fatto una passeggiata bellissima lunghissima con i miei amici atei e c'è stato modo di chiacchierare per ore e ore bellissimo e però nel linguaggio e nel dialogo con loro io continuamente incontro il volto del padre continuamente colgo la presenza di questo figlio mandato per dire che siamo una sola cosa con Dio questa è la meraviglia non lasciamoci ingannare dalle contrapposizioni e dai privilegi di pensiero o di teologia non lasciamoci ingannare questa è l'urgenza dell'Evangelo e oggi ci lasciamo dire soprattutto dalle nostre spose dalle nostre madri dalle nostre sorelle dalle nostre figlie di teologia di teologia di teologia