← Torna alla ricerca

XIIIDomenicaTO-messa_GiovanniNicolini-S_Orsola_pad23-20160626(15).mp3

Data: 26/06/2016

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Sì, non è mai contento, questo Signore, si fa di sentire. Ed è interessante questo fatto, perché il Maggio ci fa vedere con quante appunti gli accompagni allo stesso. E d'altra parte ci fa anche vedere che nessuno si è troppo convinto di aver trovato la strada giusta, di farvello, che quello di Sia ha nessun dovere, o di farviare. Perché la sottesa di Dio è sempre da ricevere con stupore e con avvità. E non ci si deve assolutamente sottire che siamo inadatti a questa affetta. Si capisce? È la sua. Ti puoi immaginare se sappiamo noi come dominati. Al punto che giustamente qualcuno dice che la vita cristiana è un continuo commercioso. Sei vero. C'è sempre qualcosa da giustare, no? Non hai mai ragione. Avrai qualche ragione, poi. E quindi anche le interpretazioni che possiamo dare questa mattina, questa prima l'Italizia americana celebrata in questo luogo, è quello di poter essere un luogo di grazia che consenta a tutti quelli che ci entreranno di trovare un'indicazione per la nostra strada. Questo è un grattato difficilissimo, è il reparto più delicato dello sedano, perché è più nuovo, ha dei meccanismi, dei meccanismi, è più grande. E dicono che è il primo posto d'Europa per 20 anni di me. E quindi pericolosissimo. Pericolosissimo. Lo sarà che è il pietro. Perché appunto, come un po' ogni tanto, ho scritto con i miei amici delici, e io posto così, c'è sempre un confine un po' delicato tra la cura del malato e la cura della malattia. Ma c'è il curato della malattia o il malato? Perché io voglio che tu puoi il malato, e si capisci che devi anche curare la malattia, però, beh, via che appunto, è delicato, è delicato. Però, a me, io qui voglio proprio invece sempre dei segni bellissimi di affezione affettuosa davanti a tutti i minuti della persona malattia. Quasi sempre le persone che passano da questo luogo, quando escono, avvertono proprio anche un desiderio di conoscenza, perché è una professionalità che porta a conserte e anche una visione del sentilezzo, del nascolto, del silenzio, la malattiazza delle poveri, quindi, insomma. Però, è chiaro che questo era anche un posto difficilissimo, e quindi molte persone che vengono qui, ci vengono con una scoperta santa della vita. Mi è quindi un po' impressionato che il Vangelo di questa mattina fosse questa decisione del Signore di dire che bisogna andare a dire tutto il lavoro. come avete visto, una certa traduzione italiana addolcisce un pochino, insomma, e dice che lui prese la ferma decisione di mettersi in capino verso Terusalemme. Il testo originale ha questa strana espressione che indugna il volto verso Terusalemme, e sapete che il loro proprio, si butta la testa in su per una direzione che non vuole essere distrata. questa direzione di Terusalemme è la direzione della Pasqua. La Pasqua è il senso della nostra vita. Perché abbiamo ricevuto la vita? Perché l'abbiamo ricevuto la vita? Per regalare. Il senso della vita è offerta per tutti. Il Signore ci ha fatto vedere il prezioso. Il mistero della sua distenza, del suo cammino, e le persone più preziose anche della nostra vita sono le persone che riconosciamo con stupore e riconoscenza perché ci hanno parlato della nostra vita. Chi il tempo, chi la cultura, chi la pazienza, chi la saggezza, chi ci ha venuto a cercare, chi ci ha consolato, chi ci ha ammonito. È vero, tutte le persone che hanno speso per loro qualche cosa di loro. Quelli che sono considerati i santi e le sante della comunità cristiana sono quelli nei quali si riconosce una spesa radicata. E' bellissimo questo. Perché uno può essere uno scienziato o un portatino. Può essere un giovane come Maria, di cui gli parlava all'inizio, e un alti anno. E' però una famiglia tra tutti è uguale. Ognuno ha tutto il suo modo. E noi siamo tutti qui per la Pasqua. Il senso della nostra vita è la bellezza di autoria. Noi siamo vivi questa mattina, ci siamo vivi perché qualcuno può essere morti, qualcuno è un modo specialissimo. E' vero? La nostra mamma, è vero? E' vero? Ci ha dato la vita. E quindi questo è il motivo privilegiato di tutta la cosa. Ecco, è interessante che appunto però, rispetto a questo, avete visto tutte le posizioni dei concorri di Gesù, sono tutte dedicate. Sicuramente sbagliano quei due discepoli, che per la chiusura, che riporta la cultura e le loro peste, avevano da parte di questi samaritani, che non vanno d'accordo con i giudelli, perché i giudelli hanno sempre il cuore di San Rosalem, e loro invece ce l'hanno sul monte, e loro credono che ci sia una velocità, dovevano poi in più non entrare. Se vuoi chiediamo che lui sia un risultato, lui si scelta, e poi prosegue il cammino. Anche questo proseguire il cammino, è importantissimo. Se questa mattina si trova un po' qui, nella cappella della Madonna degli Angeli, per dire loro, è giusto così, è giusto così, e prese la giusta, e poi va avanti. di noi, e noi chiediamo la grazia, non devi andare dietro. Ognuno ha il suo nome, ognuno con gli suoi interrogativi, ognuno con gli suoi problemi. Quello che è sicurissimo di andare lì, e direi, io guardo, io ci parlo, e dice, ascoltate, perché le volte hanno le carne, le fuseglie del mio rodito, il figlio dell'uomo non ha dove apposare il carico. Va bene, ecco, eh, va bene. E davanti ci dice, sì, devo andare prima se è il mio padre, perché lui viene preso, quindi la cosa è dedicata, e dice, aspetta, io quando sono sono per in via, eh, no, no, no, no, uno che mette in mano alla raccolta, poi volo indietro, ah, perini. Come la fighiamo con questa cosa? Eh, che tutti abbiamo bisogno di conversione, e che tutti, per fortuna, e per che siamo fortunatamente visitati nella nostra coscienza del nostro pensiero, soprattutto se magari ci siamo scagliati contro qualcun altro, e dice, ma cosa fai? Ma quasi te, non ho detto, no? Eh, sì, te, non ho detto, no? E quindi in questo momento la nostra coscienza del nostro pensiero si affola di pensieri, e richiedono tutti un tipo di questa cosa. Perché c'è questa sederità? Perché il progetto è altro. Il progetto di Dio è altro. tutto questo progetto è stato tutto ricatto in una certificazione radicale di tutta la lesia antica in un solo comandamento. È quello che Sant'Auto ha fatto. la nostra scelta di Dio è stato un po' di Gala, in un testo di Dio è un pochino spezzato, preso un po' di qua un po' di là, però questi Gala sono evidentemente dei titetti piuttosto dei nostri amici, e quindi devono essere una comunità piuttosto risuosa. Avete visto che lui arriva a dire, ma se vi mordete e vi dimorate la vicenda, guardate a lui che non discorre di per tutto gli ugliani, siete proprio qui, e lui gli deve insegnare, gli deve insegnare una strada giusta. qual è la sua ragione? Che in ogni caso, malgrado le differenze tra di noi, di età, di temperamento, di cultura, di condizione, ci accomuniamo. Di separanza è solo una strada, no? E la strada è quella che dice così, tutta la legge, c'è il centro di centri, se sono della legge tra di me, tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo presente. Averai il tuo prossimo come te stesso. Quindi, da una parte, metti in evidenza che il problema di Giovanni Paolo non è uguale a quello di Etnino, che vale a quello della superiore, come uguale al mio, e che ognuno sa la sua strada nella sua strada. E tutti però, sono tutti chiamati nella unicità di una strada che è quella giusta per questa vita consacrata che il Signore si dà. Qualche volta mi ripete di dirlo cosa sei venuto a fare per me? Che sono un disastro. Ecco, e ognuno di noi con sorprese si dorme in una vita più grande di loro. di loro. Però non ce la faccio niente. Perché molte volte c'è una situazione che non ci sono mai capito perché la vita è troppo difficile. Ma in realtà il loro problema è che la vita è troppo bella, è troppo imperativi, è troppo grande, richiede troppo, è vero, di capacità di amare, di fare il buon anno, di essere contenti, di fare il posto, e... è proprio grande la persona. Allora, su tutto questo, lui mi dici, guarda, senti sempre questa vita di Dio, e... eh... e... devi voler bene agli altri come a te stessi. E che quindi questa vita preziosa che ti è stata regalata da Dio è la misura della tua relazione con ogni situazione e con ogni persona. E se tu qualche volta con un senso di suo merito vedi conto Dio che il grasso su di te non funziona niente, ecco, qui hai la misura di quello che in qualche modo ti hai chiesto per una delle persone che Dio ha messo a popolare l'orizzonte della tua esistenza. la conclusione di oggi è quindi la responsabilità della vita. La responsabilità della vita che ci ha dato, no? Quindi, sabatina e scopata prima di tutto un buon ripasso della propria vita, eh? Per misurare tutti i regaloni che si verrà e ci ha fatto. A parte di dire che questa consacrazione è stata tutta la giocatura della nostra patria. quale si è legato, quale grande è la cultura di esistenza. Tra l'altro, spesso, ma la comunità da tanti portovamenti, da tante emorporazioni, da tante rivezioni, recuperare il senso della bellezza per lo stesso. E prendere atto che con noi abbiamo una responsabilità che da noi. avrete in mente anche in cui vi asserco in casa questa mattina? Avremo pure qui il bel attimo della camera natale che è stato con te voi o chi incontrarete adesso uscendo di qui. abbiamo in mente quello che si aspetta, ecco. Questo mi sula, eh? La responsabilità della nostra patria. sono venuto a me, sono ferito, con un'idiosia, perché sono un problema, e penso succedere anche a voi. Mi sono sembrato, la macchia, eccetera così, voi si è disinati di così. avremo più prete e studiato bene. Avremo in mente questo testo di un'altra, e di un gioco, eh? Sì, per un momento, per dare qualche cosa, per far libri, eh? Devevi essere più l'edutatore dell'Avapete, insomma. No, è così. Nelle piccole, come nelle grandi cose, si capisce. Per essere cristiani è una responsabilità. Anche perché il Signore ci insegna, ci invita a fare una vita comune. Non è che perché si è desiderato di fare una posizione speciale. Lui, in mezzo alle altre, fa una posizione di noi, no? No? Le regole sono tutte le, in cui si è disegnato, sempre la fatta, in maniera speciale. Sabe stamattina cosa ho potuto dire, per esempio questo? in certi cambi di concentramento. Come ci sono state delle persone che nella facilità, della loro decisione riguardo al piano di tutti gli altri, sono per parte anche loro come tutti gli altri, e però hanno dato un segno straordinario, un segno straordinario di misericordia, è successo che qualche volta, anche qualche guardia di cari amici, è rimasto colpito, dal segno che dice loro, che è una sola vita. Quindi, insomma, ecco, da una parte si torna alla vita ordinaria, domani è un vero, quindi, ognuno non ha sfumato di, ma siamo invitati, da questa domenica, a entrarci in modo speciale. Questo è il vero. che è il vero. Quindi, il segno che è passato dal suo architetismo al suo passo è un segno di una vita radicalmente spesa da mangiare il cosmo di vita. Chiede a che i suoi segnitori possano entrare in qualche modo in questo tipo di pensiero e che la mia attrava, ma mia attrava si possono domandare del cosmo. ecco, avete visto che l'architetto quando ho scrivato l'arlegio della cartella ha fatto vedere che l'altare è un altro impatto e molto colposto, che il legio è molto colpato e molto colposto. E invece la sede è tutta a te, si vedete visto, l'ha fatta tutta squartata a posto, vedete che è tutta storta, è vero, perché è il sede di noi, è il sede di noi e chi si sente lì deve cercare di essere un picchino squartato e non pensare di poter fare così tutto tranquillo perché insomma di cose da aggiustare ce ne sono parecchi. L'altare è composto e solenni ma il sedile è per questo suo modo. E ci diamo insieme il credito.