E la parola di oggi è di per sé un grande Vangelo della pace, e un grande invito, come vi accennavo all'inizio della Messa, all'abbattimento di ogni muro di divisione. Evidentemente ci sono dei passaggi nella storia che rendono questa parola evangelica molto delicata e molto problematica, e quindi sono arrivato questa mattina con molte difficoltà interiori, poi alla fine ci sono risolto, abbiamo il vantaggio di essere un arcivesimo cellulare, per cui lo si chiama e lo si becca, insomma, è più semplice, perché di per sé domani la fede esamica conclude Ramadan. E quindi domani sera c'è un rito, una cerimonia, una liturgia, non so bene come dire, che si chiama Rottura del Ramadan perché si interrompe c'è un settembre di penitenza per loro. E quindi anch'io ho ricevuto un invito ad andare a questa cosa e ho scritto che all'indico aveva aderito anche l'archidescovo, anche il sindaco con la reazione che questi giorni mi sembra un po' tribolato, e quindi mi chiedevo come si fa, con il dramma capitato in Bangladesh, come facciamo, come sarà la reazione. Ho fatto via qualche giorno, tutte le settimane mi c'è un fatto di vietti, di lettere, tremendo, che mi scrivono spaventodamente, mi dicono ma dov'è la testa, non vedi che i nemici ci invadono. Ma la che io ritenga poi sempre di tutto sbagliati queste osservazioni è che sono legato da una situazione, io sono cattivo, cattivissimo, ma però se mi chiedono a bruciapeno chi è che sta arrivando sul barcone, lui potrebbe dire che io mi chiedevo, poi posso dirvi che non mi va bene guarito, poi posso dirvi che la prossima volta ci spara, però se gli devo dire chi è per la mia fede, io gli devo dire che io si fanno. E dunque, stamattina la città mi dice che bisogna combinare subito un incontro con il capo della comunità islamica del Bangladesh, perché lui pensa che io devo fare una dichiarazione insieme. E questo devo dire, è un anticipo di cronaco un po' riservato, non c'è bisogno che mi chiedi troppo in dire, però certamente io mi sono sentito aiutato questa mattina dal mio adesso, perché molte volte la storia è difficile. E in combinazione questa domenica è la domenica di una storia difficile per il mistero del Vangelo e il suo rapporto con il mondo. E comincia questa immagine con quel testo del profeta Isaia che avete anche sui vostri foglietti, siamo alla fine del libro del profeta, il capitolo 66, e lui aveva questa visione di Gerusalemme come una madre, i cui figli sono tutti spazi, sono tutti fuori da Israele e sono dappertutto nel mondo. Questa è una cosa storicamente vera e che ha continuato a verificarsi e che continua a verificarsi. Io mi sono chiesto molte volte come mai gli ebrei sono così. Anche perché questo spazio si non cerca mica, perché dopo tre generazioni in gran parte hanno dimenticato le branche e quindi non si riesce a fare la liturgia in sinagone, perché io vedo che io vengo da una città piccola, tanto va, però per fare la loro liturgia bisogna che ci siano presenti sette maschi che sanno le branche, perché quando viene proclamata la vigia e uno dei sette la proclama, gli altri sei devono stare attenti e interromperlo se lui fa uno sbaglino anche piccolo nel proclamare la parola di Dio. Trovare sette maschi ebrei a manca, ma che sappia l'ebrancho oggi è chiaro. E come mai ci sono spazi così? E però ti hanno chiamato che una spiegazione, soprattutto negli ultimi due secoli, attuali nostri, è venuta avanti, proprio in ragione di questo testo di Isaia. E cioè che in realtà questi ebrei sparsi per il mondo, che qualche cosa dell'ebraismo hanno sparse di qua e di là, hanno costruito pian piano l'immagine di un'enorme famiglia che è tutta dispersa e che però è tutta attesa a casa da una madre che si chiama Gerusalemme. Se potete rivedere le righe brevi del testo di Isaia, vedrete che appunto Gerusalemme è questa madre che aspetta che tutti i suoi figli ritornino perché lei desidera consolandosi e si siederanno sui suoi figli occhi e lei li consolerà. Di per sé quindi, al di là di come vanno gli eventi della politica, l'immagine che cosa prevede? Prevede un immenso esodo per tutti i popoli verso Gerusalemme dove tutti i popoli saranno riuniti, tutte le genti saranno riunite nella unità della fede di Israele. Lo raccontavo alla messa che ho celebrato in ospedale stamattina che appunto fino a un certo punto si è detto che Roma è la chiesa madre, però da qualche annetto si dice che sì, è la chiesa madre mentre c'è il viaggio di ritorni, ma la vera madre, ultima madre per tutti è Gerusalemme. Lo stesso rientro con molti problemi, con molte privocità politiche dello Stato di Israele, però crea un po' questa situazione. Questo è impressionante, insomma, nel senso che questi ebrei ritornano da Ligia, dall'Argentina, dall'Espano, dalla Norvegia, da tutti i paesi, ritornano in Saterna, reimparano la lingua dei padri e in qualche modo ricostruiscono questa nazione per nazione, perché ognuno continua a mangiare alla spagnola, alla norvegia, alla ligiana, vede un po' le cose che gli fa sottia, hanno un cugino che è ancora là e quindi sono in qualche modo parte di quel mondo lontano e parte di questa terra che ritorna. è una grande immagine della pace e quando la Bibbia parla della pace parla di questa riunione dei popoli che sono spasi e che spesso sono anche nemici. C'è una parola che è dedicata a tutti e che gli invita tutti con la potenza materna, che è una potenza enorme, perché la potenza affettiva della madre non cede. E qualunque sia la realtà del conflitto, e qualunque sia la condizione dei topi e delle ragioni, lei, nella sua esigenza profonda, lei esige che tutti ritornino a lei e siano da lei accarecciati e nuffiti. Avrete delle divisioni, avete dei motivi di conflitto, avete delle giustificazioni della violenza, avete anche tutte le spere di giorni in cui vi siete imbarbariti e però adesso ritornate a casa. E quindi la storia è rappresentata come questa tesa materna. Per rispondere al problema di questa madre, Gesù che cosa fa questa mattina? Avete sentito le prime parole del Vangelo? Dice che il Signore definiò altri 72 e li inviò a due a due davanti a ogni città e luogo. 72. Perché 72? Perché per la cultura ebraica i popoli della terra sono 72. Sono 70 o 72, secondo le loro tradizioni. E quindi questa mandare 72, sapete? Vuol dire mandare a tutti i nostri. Vuol dire uscire da Israele per andare fino ai confini della terra. E' uno dei grandi annunci che Gesù dà, della universalità delle salve facenti. Il Vangelo va portato da per tutti. Da per tutti. Da Gerusalemme fino ai confini della terra. Saranno le grandi risposte che lo Spirito Santo darà al primo formarsi della prima comunità cristiana, dove si chiedono se questo Cristo è il Cristo atteso come Messia degli ebrei oppure è il Cristo per tutti. E lo Spirito Santo dice assolutamente per tutti. Ricordate che il primo miracolo fatto dallo Spirito Santo sulla nuova comunità è che parlano tutti lingue diverse ma si capiscono tutti. È il miracolo delle lingue. Si posano sul capo delle lingue di fuoco e loro cominciano a parlare e sono tutti di popolazioni diverse ma si capiscono tutti. Perché c'è un mistero di unità e di polivalenza dell'Evangelo e di una sua destinazione a questo. Qualunque sia la cultura e qualunque sia la religione. Capite? Qualunque sia la religione. In questo il cristianesimo nella sua storia è stato culturalmente poco attento. E quindi si è messo tra le religioni. Ma quando sono partiti loro non si ritenevano una religione. Una religione vuol dire un sistema organizzato, un sistema autoregola che fissa delle dottrine, che fissa delle regole, che fissa dei progetti. Invece loro non pensavano di essere una religione. Non lo pensavano di essere ancora legati a chi avrà. E quindi a quella roba che poi è tornata origine agli prechi. E però a partire da lì era successo questo fatto enorme che il Messia promesso da Dio era arrivato ed era arrivato per dire che tutta l'umanità è un'unica famiglia. E che quindi c'è, rispettando tutte le diversità, un cuore della vita, un mistero della vita, un segreto della vita, che è un linguaggio globale per tutta l'umanità. Il vero valutato di tutto questo risorso complicato è che abbiamo finalmente che c'è una regola sola. Allora, per te però, che non è una religione, che è questo avvenimento di fede, c'è una sola regola per seguire. Qual è la regola per seguire? È la regola della vita. Qualche annetto dopo, un personaggio africano piuttosto guidato culturalmente, che si chiama Agostino, e che è anche diventato Sant'Agostino, ha avuto il coraggio di dire, allora, se le cose sono così, ah, e fa quel che vuole. Oddio, se fate qualche cosa, disatto. E lui gli dice, no, no, no, no, è sicuro, è sicuro, è sicuro. Bisogna fare questa scommessa. Se tu ami, e se tu sempre agis, mosso dall'amore, avendo come finalità l'amore, fai così bene. Perché sicuramente non rubi, perché sicuramente non possedi una persona, perché sicuramente non ammatti, e via, e via, e via, e via. E positivamente, come dice San Paolo oggi, di questo testo che dice, che è la conclusione della lettera in Galati, è vero, e San Paolo ti dice di questo essere il mondo più giusto, giusto per il mondo, che è una realtà nella quale ci si dà reciprocamente la vita. Quando tutti si forzano, due, si consacrano al mistero del croce. Quando uno, come me, consacra la tua vita a Dio, cosa fa? Si gioca la vita, e perché cosa la chiusciamo? Per l'amore. La chiusciamo per l'amore. È vero, noi dedichiamo la nostra vita all'amore, in una strada, in un'altra, in un'altra, in un'altra, è vero, ma consegniamo la nostra vita perché Dio la spenda, la spenda come vuole, nella dimensione e nell'orizzonte dell'amore. e questo vuol dire il crucifiche, non vuol dire più semplicemente il sucifio della croce, ma vuol dire una vita, capisci, no? Regalata, effetti. questo è il motivo per cui lui ne manda, 72, ti do ai concili della terra. Però, appunto, in questi giorni mi sono accorto di una cosa molto simpatica, che sta a dire, e cioè che in realtà non gli dà un progetto pastorale ecclesiale, non gli dici di metterci un catechismo, di fare l'azione cattolica, di organizzare e avere il gruppo delle donne, non gli dici niente di questo. Ed è stranissimo tutto questo spesso di vangelo perché è come se gli dicesse tu, va là, non ti dici, parla soprattutto di case dove abitare, di mangiare, ma allora cosa si fa? E in questi giorni se ne dici niente che questa cosa aveva molto colpito un personaggio che di Gesù se ne intende che è Francesco D'Arsisi. Allora, Francesco D'Arsisi per avvivere questa disposizione del Signore ha fatto delle disposizioni per i frati che andavano in terra dove il Gesù non ne sapevano niente e non volevano sapere neanche niente e si è tessuta per conto il suo e lui non le ha detto andate là e predicate il Vangelo. No, no, no. Lui gli ha detto andate là e mettete lì e siate cristiani e quindi siate buoni, perdonati, tenete per i più bici, per i più poveri. E' vero? E quindi mettete lì. e rileggendo questo pezzo di questi giorni mi sono impressionato perché sempre di più si ha visto che Francesco la capita bene. E cioè che prima di predicare Francesco è la pratica migliore, è la pratica più forte. E' vero? Qualcuno nelle nostre serie può rossare e dire io avevo un nome che era un magasretti ma però una carità come quello lì non l'ho mai visto. Eh, certo. Capite? Solti che possono sembrare un po' strani, sono importanti. L'essere di una persona è più importante del suo parlare e della impresa che mette insieme. Ma com'è? E' vero? Com'è? Le persone importanti della nostra vita ci hanno fatto dei legni enormi non per cose particolari che hanno detto e fatto. Ma perché come sono state? Come sono state? Ci sono imprese nella nostra memoria, no? Nella nostra vita. Questi giorni era l'anniversario dell'andato in paradiso di mia mamma e una persona mi ha regalato un'immagine bellissima che rappresenta una donna che assomiglie effettivamente molto a mia mamma. Quindi io ho molto in mente questa cosa della straordinaria attività dell'essermi amare. E' vero? Mi ha fatto piacere che questa persona si ricordasse di questa vicenda e mi mandasse. Perché? E' perché una persona così permessa decisiva è una cosa decisiva. è certo. E tutti siamo qui in questo momento. L'abbiamo in coscienza o no? Perché se è stato qualcuno qualche cosa che in qualche modo ha deciso si è timbrato si è rientrato si è avvolti si è trasformato in modi diversissimi capite? E sarebbe interessante non sempre raccontare qualcuno la nostra storia della salvezza. Perché la salvezza evangelica non è il salvezza delle reti. La salvezza evangelica è un certo volto della vita. È una certa avventura della vita. Tanto che la vita è che i preti lo vogliono o non lo vogliono non è un titolo di regole. È un grande racconto. è un grande racconto di persone di città di popoli di culture che ne hanno combinati di diversi colori la vita piena di peccati e che però misteriosamente è stata guidata da noi. E loro riconoscono l'intervento di questa storia complessa. La nostra vita di noi che siamo qui questa mattina è un racconto. È un racconto che si sta formando è un racconto che si sta formando. Qualche altra volta mi è venuto voglia di dirti citando i testi del Vangelo ancora che ognuno di noi è un libro che Dio sta scrivendo. Capisci? E tu sei un libro di Dio con tutta la drammaticità di un romanzo e per questo dentro anche le mancalcolate anche le fughe anche il filo di crete. E lui non manca mai. ogni esistenza sapete? Ogni esistenza è un racconto di Dio. Ed è per quello che Dio ci ha di dare l'uno all'altro con amore perché io amo il libro che Dio ha scritto in sé. Mi interessa il tuo libro. Mi interessa. Voglio bene il tuo racconto. Sono affascinato da come Dio sta operando dentro di sé. E voi potete capire un matto come un vecchio matto come sono io. Dici libri voglio se ne ha letto. È vero? E voglio se ne ha letto anche libri proprio i bici. Eppure guardate anche nel libro che voi dite lo riconosce. Parte che si nasconde di Dio e invece sta lui guidando la nostra vita. Sì? Capite? È la vera la mia di questo racconto. allora il Signore chiede ad alcuni di voi di andare a raccontare un libro e andate a raccontare la vostra storia ma non dicendo Naturi, Vecilato, Mila, Quattro, Quattro, quello che mi interessa a nessuno ma di raccontare come siete. È importantissima la vostra vita. Io ho capito arrivando a questa domenica che l'importante è che io vi dicessi questo. cioè ti ha già mandato ti ha già mandato là dove sei là dove cammini stamattina in Purtro dicevo adesso che è stato un posto un po' più difficile insomma, dove le persone possono sentirsi mandato ma anche spandato e qui e no invece no sicuramente mandato sicuramente e per il posto dove sta mandato c'è il decisivo c'è il portatissimo questo video se lo diciamo fuori di noi nessuno poi va fuori e darsi delle altre sarà fondiato che Dio gli affida questa responsabilità Paolo è convintissimo che Dio gli ha affidato tutte le persone è vero la Gerusalemme erano un po' convinti di portare questo battito anche in Cina ma lui era disponissimo ma portato da Purtro è il Dio di tutti e lui il suo gioco lo ha giocato bene fino alla fine lui appunto ha detto nessuno che ci disse perché proprio ha speso tutta la storia la vita che hai è bellissima è importantissima questo Vangelo di oggi e questa domenica è proprio perché tu possa riscoprire quanto è importante la tua vita là dove la vivi e dice ma però sei dentro anche in una situazione sbagliata mi prendo la responsabilità di dire che è importante così vediamo che cosa dobbiamo fare ma mai buttare via né nessuno né niente mai perché sennò si dice di buttare in corpino no si dice in segnalare no no mai buttare via nessuno sempre camminare accettando questa obbedienza dell'amore e via ti porterà io non ti credo più per esempio che due che si vogliono bene e non sono sposati sono spariati io non ti credo più perché e di tanto si vogliono bene cosa devo dire si vogliono bene le vette se si tirano le stesse l'amore e quindi vediamo per cosa ci può fare sapete che quando noi passiamo un matrimonio dei due che abitano insieme dovremmo fare una roba che si chiama sanazio vuol dire che riportare la salute perché insomma avete potuto sbagliare io non ci riuscirei a sentire bene dovrei dire una gran parola perché quei due lì che si sono messi insieme e si sono voluti bene se per sconare di quel loro voluto bene vengono adesso a chiedere non è che è stato inutile il mio tempo è stato sbagliato perché io non me la sento e lì e so moltissime volte che non si può fare lì delle storie sbagliate di quelle qui la storia sbaglia sempre tutte le volte che non amo ma non è in sé da stare sbagliato io non amo e quindi la mia storia sbaglia un po' di volte ma non mi sono pensato tre volte sono un disastro sbagliato però ancora di più mi sembra sbagliato perché la mia è la storia nuova e io alla mia storia sono grande e nel senso la responsabilità e ma canzoni come sono ogni giorno senti questi soldi di grazie per la storia e siccome qualche volta sono anche portato questi gli altri sbagliati voglio proprio chiedere su perché non ho riconosciuto la bellezza della vita che Dio mi ha dà e con questa si pare la missione evangelica di oggi voi si dice 62 per un po' di una foto ho provato a portare se ne ho di una scuola io voi non si pare però cantate se ne salutiamo adesso per qualche minuto ci salutiamo e ognuno va nella nazione alla quale il Signore lo ha segnato va al popolo preso il quale la qualità dice si prenderei tutti e accendere va bene però ricordati di quella mamma che è di Rosalena che mi aspetta e mi vuole il questo popolare e quindi vedete meglio vedere per almeno per cioè guardiamo oggi con positività a questo desiderio di attraverso il suo figlio Gesù di comunicarsi nell'amore a tutti i popoli della terra bravo ci pensano che invece di dire che quelli del baglaglè sono che si fa svondare è vero che ci no adesso siamo qui e noi ci sappiamo che qui a Bologna noi colonievi che vanno adesso non stagli a c molte volte bisogna avere un certo onorato della storia ma mi è tutto le cattive compagnie no non è che che il signore mi dà la storia e io ti posso permettere di sottrargliela o di gettarla via io ci vedo sorprendo io vi ricordo che avevo vent'anni quando quelle infezioni che hai non ti do più via non ti do più quindi creperai giovane non è stato vero che sono perso e bene ma cosa fare quindi proprio non è passato anche i giorni ero via con un po' di vecchietti e finito trovare persone dopo cinque giorni dopo il quarto giorni dopo l'unico ho dato un po' di quindi non è ma per dire che a decidere la tua vita non è avere una visione ma è come la vita meravigliosamente tu la staglia regalata di tutti i beni che tu fai questo o di perché da la la è