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XIXDomenicaTO-omelia-Giovanni_Nicolini-20130811(18_).mp3

Data: 11/08/2013

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Abbiamo anche questa esperienza bellissima, quindi, nella fede, di un affidamento reciproco. Qui ci sono due ragazzetti che tra pochi giorni si sposano, capperi, altro che se vengono affidati l'uno all'altro. È vero? Altro che. È vero? E l'uno diventa per l'altro il segno del Signore. È vero? E sono nelle tue mani, lo dice all'altro. Quante cose meravigliose e delicatissime. E allora lì la parabola cambia l'immagine e immagina che c'è una casa dove ci sei tu e ci sono queste cose, queste persone preziose che ti sono state affidate. E dice, per cosa ti sono state affidate? Lo dicevo all'inizio della messa. Perché tu al tempo giusto gli dia da mangiare, gli dia quello che devono avere. Una carezza, un pane, un sorriso, un pianto, una passeggiatina, un condividere insieme le fatiche e le gioie. Mi raccomando, eh? E dice, beato quel servo che quando il padrone tornerà, lo troverà che lui sta avvicinando, che non ha perso tempo e che sta dando a tutti quello che devono avere. Perché i regali meravigliosi che ci ha fatto, i regali meravigliosi, misurano anche la responsabilità che noi abbiamo. Con tutto quello che ti ha regalato, eh, quanto però, adesso devi trottare, è vero? Ci pensi a tutte le persone che ti ha messo accanto? Oh, bisognerà fare qualche telefonata oggi, beh. Perché con qualcuno siamo stati troppo bruschi, con quell'altro sono tre mesi che è come se non esistesse. È vero? Eh, ma allora bisogna continuamente, no? Riprendere, ritorare. Beato quel servo che quando il suo padrone tornerà, troverà vigilante a dare questo. E Pietro per tutti noi gli fa una domanda, dice, ma questa roba qui la devono proprio fare tutti? Lo dici proprio per tutti o solo per quelli che sono un po' più, no? Non dico il Presidente eletto, ma il Papa, ma il parroco, che ne so, mio nonno. Lo dici per tutti, per tutti, lo dice. Però con delle differenze. E qual è la differenza? E dice che quello che gli ho dato molto deve dare molto. E quello che gli ho affidato molto, eccolo lì, deve dare ancora di più. Ecco qui che salta fuori che la misura dei regali che tu hai ricevuto diventa appunto questa responsabilità, è vero, che il Signore ti ha dato. Qualche volta abbiamo l'impressione di sbattere contro il muro e di dire, ma non so più come fare qui, beh, non so più come fare. È il momento in cui ritornare al dono, è vero? E il senso anche di questa domenica, che cos'è? È ritornare in modo forte al regalo che abbiamo ricevuto dal Buon Dio in tutta la nostra vita per ricomprendere in qualche modo la preziosità delle nostre relazioni, delle nostre collocazioni, di come dobbiamo fare bene il nostro lavoro, per esempio. Di come dobbiamo trattare bene i quattrini che abbiamo, se li abbiamo, le piccole cose che abbiamo. E se vi raccomando, compratevi dei tesori in cielo, non state lì a perdere tempo. E che cosa sono i tesori in cielo? Ricordate domenica scorsa diceva, pensate alle cose di lassù, ma non sono mica le nuvole le cose di lassù, sono le cose grandi di Dio, il perdono, la carità, la fratellanza, la condivisione, l'occhio speciale per i figlioli più piccoli di Dio, i grandi tesori sono quelli lì. Quindi, attenzione, il patrimonio della nostra vita, spendiamolo bene, spendiamolo bene. Cosa serve? Ci siamo accumulati e accumulati, poi, dopo, è vero, ancora le scritture ci dicevano, dovrei mollarlo un altro, e buh, chissà cosa ne farà. Allora spendiamole bene. E' vero? Ecco, è la storia meravigliosa della nostra fede. E' la storia meravigliosa della nostra fede. E' la nostra storia della salvezza, dicevano, è vero. Allora, la domenica che stiamo vivendo ci porta a questa preziosa memoria. Dicevano, però, a tante gravi, sono anche molto preoccupato. E' vero? Anch'io lo so. Di questi prossimi giorni mi è venuta una gran fissa. E' vero, e' vero, e' vero. E' vero? Mettiti nelle mani di Dio. E' vero? Non sei da sole. Non sei da sole. La fede è proprio la comunione che lui ha stabilito con ciascuno di noi. C'è qualcuno che mentre noi siamo qui invece ha messo particolarmente male. Eh, lo ricordiamo in modo speciale. Lo ricordiamo in modo speciale. La cosa più grossa che possiamo fare, mi sembra, è che quando proprio sono impossibili i gesti, le preghiere, no, i gesti, le parole, la carità, abbiamo la riserva della preghiera. Eh, pregare è molto importante. C'è un momento in cui comprendiamo che i nostri figli ne possiamo rattoparli i calzini, ne possiamo diragli le orecchie, ne li possiamo aiutare a fare i compiti della scuola. Perché? Perché ormai saranno, fanno. Ma noi li possiamo sempre, invece, tenere vicini con la potenza della nostra preghiera. E la preghiera è chiaro che è importantissima, no? Perché, lo dicevo prima con una mia amica, perché è parlare di loro con Dio. Ti parlo dei miei figli, ti parlo con il mio amico, ti parlo. E quindi vedete anche la preghiera, ha una sua enorme concretezza in questo gioco meraviglioso della vita. Mi pare che l'importante sia quello di non considerarsi una parte isolata. Questo sarebbe veramente pericoloso, secondo me. Perché se ti fa un regalo di questo tipo, è perché lui ama tutto il mondo, ama tutte le persone, ama tutte le situazioni. È vero? E quindi per questo, perché il suo cuore è largo, sarebbe un errore prendere uno spirito da setta. Noi siamo quelli che abbiamo ragione, siamo gli unici che abbiamo capito, siamo gli unici che ci comportiamo bene. No, no, assolutamente, assolutamente. Corriamo un gravissimo rischio di isolarci e chiuderci. Invece, a motivo di Dio, tutto in qualche modo è nostro. Tutto ci è stato affidato. Non come un possesso geloso ed esclusivo, certamente, ma certamente per questo abbraccio della carità, che è il senso più profondo della nostra vita. Allora, ringraziamo il Signore per questo, portiamo adesso a Messa molto rapidamente tutte le persone che, per distrazione o anche per durezza, avessimo lasciato fuori dalla nostra attenzione affettuosa, portiamoli a Messa. È il modo migliore per chiedere perdono e preghiamo veramente per tutti e per tutto. Il nostro compito è sempre universale. Bisogna sempre pensare alla larga, in modo largo. Perché le stesse persone che Lui ci ha affidato sono il segno di tante altre. Sono il segno di una fraternità, di una figliolanza, di un'appartenenza che continua ad andare a brigare e conti. Bene. Allora, con questi pensieri, adesso ricordiamo la nostra fede, recitando il credo, ricordiamo bene ciascuno la nostra storia e come i grandi avvenimenti di Dio sono diventati il nostro avvenimento, la storia che Lui ha costruito. e apriamo il nostro cuore e una preghiera per tutti. Grazie. Grazie. Grazie.