XV DomenicaTO-omelia-GiovanniNicolini-Pescoluse 20190714.mp3
Data: 14/07/2019
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Testo dell'Omelia
mi sembra che il cuore di questa domenica e anche nella liturgia che stiamo celebrando sia appunto questa festa dell'amore è un invito a festeggiare l'amore innanzitutto perché c'è ed è una cosa che rimane nel distello ci sono tante delle spiegazioni evidentemente soprattutto di carattere psicologico c'è questa roba però si ha l'impressione che non di tutto possa essere spiegato diciamo razionalmente o scientificamente c'è una cosa grossa che ognuno ritrova dentro di sé ed è appunto quello che noi chiamiamo l'amore è talmente forte è talmente potente questa realtà che in forma di allettare quasi diciamo per esempio ti vuole un bene da morire ma in questo senso proprio la pericolosità dell'amore è molto forte perché perché ha una potenza straordinaria che ti porta e tu non non puoi fermarlo anche senza arrivare a dei dittizi morali se è una cosa buona non può non casta non casta insomma non lascerei distante in questo discorso per ricordare un po' di voi semplicemente la sua forza se ognuno di noi oggi potesse ricostruire un po' una memoria freccosa della sua vita ritroverebbe igienitabilmente questo come una potenza che ha deciso molte volte dentro di lui qualcuno ci ha inseguito dicendo ma quello lì è un amore da tazzo guarda che è un amore sbagliato guarda che non è un amore legale ma niente niente ci va né i carabinieri né i freddi possono fermare questo che è determinante tanto è vero che a fare il mestiere del freddi è tanto di capito anche abbastanza sovente di qualcuno che viene a ammettarsi con se stesso magari anche con il padre eterno perché avendo troppo amato si è troppo dominato è chiaro che su tutto si possono rivedere le interpretazioni le modalità eccetera però resta questa cosa misteriosa che è l'amore se anche noi come umanità ci consideriamo semplicemente parte diciamo così del meglio animale questa però nota emergente della vita umana resta e non è determinata per esempio neanche la fede anzi con molto coraggio bisogna dire che le scritture tra i cristiani arrivano a dire che non è che tu hai l'amore perché hai la fede no certo è che se hai la fede devi avere anche l'amore però le scritture nostre le scritture sante arrivano a dire che può essere che tu la fede non ce l'hai ma la fede non ce l'hai ma la fede non ce l'hai al punto che la santezza non è più determinata solo dalla fede quindi ti sei poi messo a vivere secondo la fede hai fatto tutte le cose con fede benissimo però la scrittura in un angolo prezioso lascia anche delle grandi noti per chi non avendo il dono della fede ha però amato gli ama cosa questa di estrema importanza perché in ogni caso stabilisce che la realtà dell'amore è la realtà suprema che caratterizza non so come dire l'umanità la razza umana la condizione umana la dimensione piccola assoluta è forte quindi ci sarebbe buonissimo perché io chiuso nel cassetto quando mi sono accorto per generare queste letture come di cane è vero che è solo l'umano ha un lavoro io credo che sia effettivamente così e poi soprattutto ci sono le ragioni di oggi perché la prima lettura potrebbe molto suggerirci quello che ho tentato di dirvi bambettando e ciò che in un modo o nell'altro però tutti l'abbiamo conosciuto e tutti ne conoscono anche la potenza è vero qualche volta ci si arrabbia un po' anche Caterini è vero tante cose che poi si rivelano difficili o complicate da portare però sono pazienti e quindi credo che in realtà si debba dire soprattutto se avete modo di andare a rincescare prima della lettura della messa di oggi che è la nota forte che in realtà secondo la nostra fede ci fa simili a Dio figli di Dio qual è la cosa che più somigliante a Dio c'è nelle umane è l'amore è l'amore è l'amore se avete un po' di tempo potete guardare anche il testo della lettera ai monstesi che è la seconda lettura di oggi lì c'è una spiegazione lucida come diviamente può fare San Paolo dove ci dice che in realtà tutte le cose che ci sono sono state tutte create da Dio nella immagine nella realtà profonda del suo figlio Gesù e quindi in realtà l'amore è il grande creatore e tutto c'è perché c'è l'amore esperienza che anche noi facciamo perché possono essere le questioni della vita molto diverse tra di loro molto strane molto drammatiche molto felici anche qualche volta è vero e però se si può andare alla fonte di tutto sembra di scoprire che tutto è per la condizione umana a motivo dell'amore per esempio noi conosciamo la terribile povertà la terribile drammaticità dell'assenza dell'amore ed è qualcosa che mi ha paura un po' perché non sono tutto a posto né di testa né di cuore molte volte mi ha visitato e mi visita anche questa paura l'amore ma non ho l'amore ho perso l'amore l'ho dimenticato mi sono lasciato ingannare e l'ho sepolto e però ognuno di noi con questo al di là delle parole che si usano per dirsi due cose è vero non c'è dubbio che è una realtà grandissima chi è privo o privato di quello che per lui è la fonte della realtà dell'amore certo è una terribile povertà quando l'amore viene venduto calpestato e sotterrato perché interessano altre finalità certamente si disumanizza una vita sarà che magari fa tanti soldi sarà anche che ha un grande potere sarà anche che è molto disinvolto a desiderare lui su tutto però noi non possiamo riguardare con angoscia la caduta dell'amore e quindi il nostro rapporto con questa parola è quotidiana e con la maternità della chiesa oggi avete visto no ha pensato di portarci in regalo prezioso che secondo me l'ha fatto ricordando un ricordo incontro che Gesù fa si trova con un dottore della legge che si alza in piedi e dice maestro che cosa devo fare per ereditare la vita interna e Gesù gli dice ma scusa cosa sta scritto nella legge tu sei un esperto e infatti con lui rispose è la regola e questa qui amerai il Signore giù tu con tutto il cuore con tutta la tua con tutta la tua porta e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso e Gesù hai risposto bene fa questo e allora c'è quella seconda parte quella racconta che Gesù fa la Bibbia non dice che lui racconta una parabola racconta un fatto è un fatto che lui crea in quel momento è qualche cosa che lui è venuto a sapere è qualche cosa che lui conosce di per sé questo è il Vangelo che se non ricordo lui racconta un fatto e racconta il fatto capitato di quell'uomo che scendeva da Gerusalemme a Gerico si dice che c'è una discesona enorme perché Gerico è sotto il livello del mare e Gerusalemme è in montagna e uno che è dentro questa strada viene assalito dai brigazzi lo spogliano lo derubbano lo picchiano lo lasciano lì mezzo morto e si levano ma qualche volta qualcuno passa qui c'è un punto un po' delicato perché dice che passano sacerdote vede e va via c'è una giustificazione formale legale è vero perché non può venire a contatto con la morte e con il sangue se no dopo per riprendere fare i sacrifici deve fare tutto un tipo di spiatorio di modificazione e quindi va via stessa cosa capita con le vita che è un uomo legato in ogni caso alla legge di Dio e arriva il terzo che arriva è un sabaritano sabaritano si vedete non hanno un buon rapporto non sempre c'è un buon rapporto con gli eroi perché ci sono degli eriati rispetto alla legge sono tutte delle robe così fantasie non sono quello che propriamente dice la legge del signore vi ricordate forse una signora una donna sabaritana che quando il signore le intervente lui poi invece va al discorso con tutti dice ma come mai tu che sei giudeo fatti a me che sono una donna sabaritana e vieni e incomincia quella conversazione straordinaria che il Vangelo di Giovanni ci ha regalato per la memoria cristiana e poi via tutto quello che succede il sabaritano che è uno che quindi è eretico non è considerato fratello eccetera eccetera vede questo qui ridotto male e si ferma non mette piede sull'acceleratore gira la chiave spegne la marchina scelta dall'automobile adesso lui traducete la prima volta e si ferma e lo cura non solo lo carica su Asino sul suo cavallo va nella taverna dove ha deciso di passare la morte e si prende chi va e lo cura la mattina dopo è andato via date le palanche all'albergatore e gli dice prenditi cura quando ritorno si è estresi in più e chiesti in più il salaritano secondo Gesù è stato il prossimo di questo uomo mezzo morto sulla strada e qui mi sembra la preziosità dell'insegnamento noi abbiamo l'amore come dono di Dio la prima regola assoluta della nostra vita è amare fino all'estremo fino all'estremo fino all'estremo di Gesù perché non c'è amore più grande di colui che dà la vita per i suoi amici allora adesso adesso un commentino per concludere chiedo scusa per la tirata troppo lunga si può e si deve dire che noi siamo qui questa mattina a dimostini con tante storie del nostro spazio ma sicuramente siamo stati amati e ognuno di noi se fosse una serata lunga magari anche con una buona bottiglia di vino potrebbe raccontare tante cose della sua vita e soprattutto raccontare di come è stato amato ma sono successi degli incidenti qualche volta sì e di come è stato duro pesante violento quella vicenda in cui non siamo stati amati e lui stesso qualche volta non ha amato ma mentre gli è che dice non lo so che attaccare dica perché sono quello di Carabighieri ma tutto dentro vorrei tornare indietro in quel giorno lì ho perso un pezzo di vita perché non ho amato allora il senso di questa domenica è riscoprire la bontà e la bellezza dell'amore scoprire che poi in questo è il motivo per cui noi magari siamo tutti a gambe storte farabuti eccetera però assomigliamo a Dio perché Dio è amore Dio è amore e tutte le volte che noi ci vogliamo bene noi facciamo festa nei nostri cuori e nella nostra vita a Dio che si rende presente l'amore una volta ci fa far festa una volta ci fa piangere e noi partecipiamo così come possiamo con tanti limiti alla eterna commozione di Dio ne ha fatto esperienza un uomo mezzo morto abbandonato sulla strada di cui Gesù c'è lui ha conosciuto il mistero dell'amore la cosa è raccontata perché anche noi oggi possiamo fare di prova è vero cioè è certo che senza certi passaggi e senza certe persone io assolutamente non sarei e qui ho combinato un sacco di quali e Dio non trovi parere però è stato fedelissimo nell'amore bella scoperta perché Dio non si è fedele sì è vero ma il bello è di quando ne fai l'esperienza capisci ma Dio è buono sì è buono come fai sapevo te la racconto e via si apre un occo e quindi la festa di questa domenica è scoprire o ricordare diciamo lo splendore dell'amore è supplicare che mai questo amore mai occasione se volete un po' per ricordare l'argentino che veniva tornare a Roma perché lui su questa cosa c'era tutto uno scherzo e lui non perde occasione perché si si si si si si si si si però c'era un po' e questo capisce raddrizza tutte le regole le leggi e le fa diventare regole d'amore e sottopone al giudizio d'amore tutte le regole che ci creiamo noi e evidentemente anche tutti i nostri buoni legge per occupare in un clima di grandissima fiducia ultimissima cosa il Signore dice ma ti voglio fare una domanda chi è stato il prossimo per quello che è incappato dai brigati e dalla nostra fama la domanda è un po' inconsueta per noi perché forse non siamo tanti esperti sempre della lingua italiana tanto sta che il prossimo dopo a pensare un istante dentro la tua testa è quello che hai bisogno e tu aiuti il tuo prossimo ma Gesù qui avete visto capovolge capovolge stamattina abbiamo letto una cosa molto bella che ha tutto fa vedere questo capovolcimento e dice secondo me che il prossimo è quello che ha avuto con passione di lui non quello che ha avuto bisogno di con passione e così resta quello che ha bisogno e dargli la mano però in questa domenica ricordati soprattutto e prima di tutto quanto la nostra pubertà è stata visitata dall'amore è domenica e ci fa festa come la parola come la parola a chi può fare festa a chi ha avuto con passione di te a chi ha fatto in modo che noi potessimo essere qui in questa vita la vita la vita sarebbe stata molto appesantina ma invece ti ricordi ti ricordo il Vangelo è la grande memoria dell'amore di lui lo conosci? poco lo conosco però un po' lo conosco e mi piace che facciamo feste insieme un po' di nuovo di nuovo certe volte basta un guardo un sorriso un saluto una piccola sosta e possiamo riconoscere il nostro prossimo perché ne riceviamo tutto libero