XVI DomenicaTO-omelia-GiovanniNicolini-FrancescoScime-Sammartini 20190721.mp3
Data: 21/07/2019
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Testo dell'Omelia
Il coro ci ha introdotti bene a questa liturgia, con questo canto troppo perde il tempo, che ben lontano, che mi sembra sia di Santa Caterina da Siena, che ci fa collegare questa domenica alla domenica che abbiamo appena passato. Vi ricordate quella del Samaritano, che era partita nella domanda intorno a quello che bisognava fare per avere la vita eterna, cioè diceva Gesù il comandamento dell'amore. E si era concluso il Vangelo di domenica scorsa con Va e anche tu fai lo stesso. Bene, siccome il Vangelo non per niente sta connesso in fila, così come noi l'abbiamo ricevuto, e subito dopo ci sono le parole di oggi. Ecco, teniamo bene la mente e il cuore ben fisse su questo grande comandamento dell'amore che il Signore ci ha proposto domenica scorsa. Dobbiamo vedere in che modo oggi questo procede con alcuni insegnamenti ulteriori da parte del Signore. Questo ci dà anche in modo facilmente poter chiedere al Signore perdono, lo facciamo sempre all'inizio della Messa, e lo faremo su questo, su un grande amore che abbiamo ricevuto e sul pochissimo che riusciamo a ridare indietro al Signore e ai nostri fratelli. Bene, per questa discussione tra le sorelle, bisogna poi dire che sono due persone buone e brave tutte e due, perché certamente quando lei preparava che inoltre di quella frittata del Signore, certamente ci teniva tutto l'impegno pubblico perché era la frittata del Signore, e quindi era molto importante la frittata del Signore. Vi dico questo perché in realtà anche quel tratto che abbiamo ascoltato della lettera dell'Apostolo Paolo ai Colossesi è inaffentata e inversa, perché era la predica su Gesù che Paolo deve preparare bene e deve comunicare bene. Allora che lui si prepari bene al suo discorsetto, a noi parla più che giusto perché deve parlare del Signore. Come inoltre deve fare una frittata per il Signore, e speriamo che non faccia una frittata anche al Costolo Paolo, come si dice, in forma di allentare quando uno dice delle cose in un lato giuste e che sia un grande insegnamento come quello che noi stiamo ricevendo dalla parola di Dio oggi. E su tutto poi c'è questo bellissimo esempio che ci dà a parola. Perché quando arrivano i tre personaggi, forse lui qualcosina si ospetta, chi sono quei tre lì? che devono essere... però non sono di fatto, la parola non ci dice che lui li riconosce, e ci dice soprattutto con l'affetto straordinario chi accoglie. E allora io mi segnalo solo questa parola, però accoglie, per dire che bisogna fare bene tutte le cose, e bisogna fare bene tutte le cose, perché tutte sono un modo per accogliere il Signore. Una maestra di scuola, una mamma che sta con i suoi bambini, una persona che si è ammalata, tutto quello che succede deve servire per accogliere lui. Se si fa così, allora mamma, che cosa ha spazionato? ha spazzato che si è ammalata, e quindi lei doveva continuare a fare bene la sua vita. Il Signore ci sarebbe congratulato e non avrebbe avuto la carta di dover dire alla padrona di casa, perché è lei, la padrona di casa, una di voi sorelle, è vero che lei non va a lasciare, perché fa la cosa migliore, perché non può saltare maglia, fa quello che ha fatto a bravo, tu qui tre. L'accoglie. La cosa importante della vita è accogliere. Tu accogli un poveretto alla tua forma, come accogliendo il Signore. Tu non perdi la pazienza con il tuo scolario, perché accogli in lui la presenza del Signore. la cosa bellissima è che tutti i giorni il Signore arriva e a lui ha chiesto di accogli, facendo le cose che si può e tutto facendo più. quindi le tue sorelle anche in un seravissimo di me hanno fatto la parcia e si sono trovate dentro di un poveretto. E bene che è scogliato in palco. Bene, voglio accogliere l'osservazione che mi sembra principale che Giovanni ci ha voluto proporre è stata quella parolina a tutti. perché il rischio potrebbe essere la scopo di questo Vangelo che si crea in una specie di elit spirituale che porta a una certa separazione e anche disprezzo di tutti gli altri. Perché quando Gesù dice tu ti affatti e ti agiti per molte cose ma di una cosa sola ce ne soffre Maria ha scelto la parte migliore che non le sta tolta e si potrebbe dire quindi quello che fa Maria cioè di stare ad ascoltare la parola del Signore è la parte migliore. Tutti gli altri che fanno altre cose cristiani sono dissedienti che si è decidi dissedienti e invece è notato come Giovanni ci ha aiutato a capire che la parola del Vangelo la proposta che il Signore ci fa è sempre per tutti non è tutta uguale per tutti ma è sempre per tutti e tutti la possono svolgere nel grado massimo un po' questo pensiero era venuto già ieri sera quando stavo insieme con i fratelli e le sorelle cantando i primi vestiti dove i cattoli in casa delle sorelle e ci abbiamo cominciato da poco e si è seduta accanto a me una delle nostre sorelle mamme delle nostre mamme giovani e essere stati lei a pregare con noi io se ne ho proprio io ogni tanto non mi veniva anche da fatto vedere il nostro previario e c'erano delle antifone c'erano degli indi c'erano delle cose che non ci sono invece un santerio normale a me si possa dire che c'era un santerio normale come quello che lei invece aveva il grande poi contemporaneamente però è arrivato subito ho cominciato a richiamare la sua tizia verso di sé e lei ha tutto dedicato a lui e soprattutto mentre tutto questo succedeva io mi chiedevo beh però questo presevo non lo posso interpretare così che a me il Signore ha concesso la parte migliore io non ho disturbi di bambini e di altre cose che mi impediscono di fare tutto il mio sottile e per bene tutti i suoi collegamenti tutti i suoi arricchimenti e lei mi farà con l'uomo ecco questo congelo vuol dire questo ecco non ho provato a interrogare queste poche ore che ancora mancavano alla messa proprio su questo tema insomma quando Gesù dice ha scelto la parte migliore che cosa intende che quella parte migliore è quello che ha fatto Maria sedendosi ad ascoltare la parola di Gesù se fosse così si creerebbe uno stato tra alcuni pochi e tutti gli altri e invece penso proprio che non sia così e loro ho provato anche a guardarmi attorno sulle sulle altre parole che il Signore ci concede oggi per avere eventualmente qualche conferma qualche luce io che dico due altre cosiddiche che ho trovato beh la prima è quella che vediamo appunto anche Giovanni ha citato nella prima lettura la lettura di Abramo dove gli stupi sono da tanto d'incenso anche a quell'icona che parla appunto dell'ospitalità di Abramo e Abramo che accoglie questi tre misteriosi personaggi e quello che mi ha colpito di questo passo è una cosa è un particolare ma tu dici che avrete votato tutti anche voi lo dici che dopo che lui li avresti corse il loro incontro dall'ingresso della terra e si prostrò fino a terra ecco perché fino a quel punto e anche quello che dici dopo va bene è la classica esempio di ospitalità orientale soprattutto possiamo dire anche meridionale perché anche nel nostro meridione ci sono queste abitudini di ospitalità di accoglienza dell'ospite è sacro come si dice certo che le nostre spieghezze sia africane sia medio orientali hanno confermato queste cose ma qui non è solo questo non è solo questo perché avranno fatto una cosa decisamente esagerata va bene alzarsi da bene adesso prepariamo i piedi prepariamo da mangiare questo e quest'altro ma prostrarsi fino a terra per un ebreo che viene adorato fa il giro che traduce adoravit in terra è una cosa che si fa solo davanti a Dio non si copica anzi c'è il caso di un generale che chiede al profeta il permesso quando entra nel tempo pagano il suo re di potersi prostrare davanti a un Dio che si sa non è un Dio vero non è quello Dio di Sraele fatto per dire come quel gesto significa proprio un atto di adorazione religiosa ecco questo è certo lo metto lì così non per dire Adrano saperlo che era venuto a trovare la Santissima Trinità questo non possiamo dire non lo sappiamo Giovanni dice forse sospettava la lettera di breve non lo sapeva abbastanza autorrevo la lettera di breve dice Abramo senza saperlo ospettò degli angeli ma non lo sapeva quindi lasciate in ogni caso nel dubbio che cosa lui avesse percepito certo la mossa che fa sembra proprio esagerare un atto di adorazione di un gioccio e poi vorrei ancora farvi presente a terra quella a terra che ci porta subito anche a Vangelo perché nel Vangelo questo è un peso che avrete notato non dice semplicemente che Maria ascoltava le parole di Gesù ma ai suoi piedi si mette seduta ai piedi di Gesù quindi seduta per terra immagino oppure uno schabellino molto basso in ogni caso una scala all'altezza dei piedi cosa vuol dire Abramo a terra Maria ai piedi e vuol dire che c'è proprio tutta la povertà della nostra vita perché i piedi vuol dire questo sono di genere di poverti di piccoli che è la nostra povertà le parti più che si sportano più facilmente le parti più uvili e vuol dire che una persona come Maria non è un rapporto semplicemente di discendio o maestro e quindi è un rapporto di totale e proprio lì con tutta la sua percolenza con tutta la sua povertà con tutta la sua miseria un altro passo evangelico simile era proprio una peccatrice quella che fa quella cosa lì vicino ai piedi di Gesù e quindi ecco uno ci mette proprio tutta la sua anima nella coscienza di come siamo piccoli come siamo messi proprio poveri deboli anche un po' cattivi un po' cattori ecco c'è tutto questo dentro all'adorazione di Abramo e all'esposto delle parole di Gesù da parte di Maria c'è c'è tutto questo mi ricordo mi ricordo di un altro punto di cui vi parlo tante volte spesso di San Francesco San Antonio San Antonio è un grande teologo e Francesco mi scrive quella letterina e mi dice mi piace che tu insegni la teologia di orazione perché non si spenga il loro spirito di adorazione scusate scusate di orazione e devizione e come ancora che facessi con cura che il nostro rapporto con gli insegnamenti del Signore sia un rapporto non da testa a testa ma da cuore una coscienza della dovertà della nostra persona ecco questi sono alcuni aiuti che sono venduti da queste letture però non solo queste in questi giorni e un po' vi tormenterò questo libro abbiamo iniziato a leggere un nuovo libro di Dottor Giuseppe che si chiama La coscienza infine ma lo sono portati allora volevo dire di una frasella che abbiamo appena iniziato a leggere in questi giorni e a rapporto e ho pensato molto al nostro Vincenzo Vincenzo Gazzani a rapporto anche con queste cose che ci vediamo in questi giorni buoni che è andato sulla lunga di grandi conquiste della scienza dice la vita ci rivela a noi stessi come capacità di infinito non vi è nulla di creato che possa soddisfarci e l'immensità stessa degli spazi materiali altro non è che l'immagine della nostra fame e tante volte Vincenzo ci ha parlato di questo della ricerca scientifica come andare sempre più in là è un vero che si conto però anche da parte di alcuni scienziati e alcuni minati che quanto più si va in là quanto più si accorge di quel che vanno ancora a scoprire da conoscere da conquistare e quindi aumenta paradossalmente insieme con la nostra conoscenza scientifica anche la nostra coscienza del nostro limite della nostra doventà ed è interessantissima questa espressione di Don Giuseppe che dice che quando noi raggiungiamo questi spazi infiniti sentiamo fame e che la fame è un'esperienza tipica di povertà di qualcosa che ci manca e credo che assomini molto a questo stare di Abraham a terra e di questo stare di Maria e i piedi di Gesù facciamo c'è questo affamato questo senso di un povero che si trova di fronte al dono di Dio e un altro punto che dice qui parla di sé perché un po' uno spesso di diario personale il Signore Gesù nonostante che avesse milioni di anime più generose più serie e più fedeli più feconde della mia ha scelto la mia per sua sposa egli vuole che io immoli me stesso in una offerta continua e ardente di carità per offrirsi sempre più lui l'infinita realtà e l'infinito amore alla mia miseria ecco un po' sono state queste cose che mi hanno guidato nella mia riflessione nella mia indagine per dire allora Gesù quando dice ha scelto la parte migliore non si riferiva a quella particolare atteggiamento dell'ascolto della sua propria pure per noi è importantissimo anche adesso stiamo facendo questo ma si riferiva a queste cose cioè al fatto che ognuno nella condizione in cui si trova nello stato in cui è nel punto della vita a cui il Signore lo fa portare è chiamato indifferentemente da tutti gli altri come tutti gli altri a entrare in questo incontro di amore totale con il Signore in cui tutto e ciascuno trova la sua posizione la sua pericolazione il suo senso il mio bambino il malato è il mio padre la mia padocchia è tutto quello che voi volete questa è la parte migliore altrimenti io la ridurrei ancora la dottrina del Signore ha una indicazione di cose da fare perché in fondo anche la stessa lo stesso ascolto per quello del Signore potrebbe diventare una cosa una prestazione che io che io rendo e quindi quasi anche un titolo di merito e di distinzione davanti a Dio davanti a Dio e invece no il Signore ha scelto me per diventare la sua sposa e questo è più noi a settembre inizio di settembre vorremmo fare una settimana sulla regola vorremmo farla qui a San Martini non in un posto che chiuderebbe la possibilità a tanti e vorremmo fare la cosa grande invito a tutti e tutte le situazioni di vita che si trova anche per gli orari e per i voti che potessero favorire il più possibile magari poi saranno pregati ma non importa il desiderio che conta e gli si vede proprio questo di Dio ma questa regolina dice qualcosa a tutti anche se dice a ciascuno qualcosa di diverso ma dice nel mondo qualcosa a tutti che è questo incontro moroso a cui tutti siamo chiamati con il Signore ecco io credo che questo sia il fatto migliore a a a a a a a a a a a a a a a a a a a e a a a a a a a a à a a a a a a a They a