Sì, oggi facciamo festa alle nostre case. Tra l'altro ho visto che ci sono ammesso tanti i nostri fratelli e sorelle di San Martini con le loro famiglie. Loro hanno avuto distrutte le loro chiesoline di campagna per il terremoto. Adesso ci sono progetti e promesse di un sacco di soldi che non arrivano ovviamente per ricostruire queste cose. E però ci sono tante altre domande che noi ci facciamo. Non è un caso che oggi noi abbiamo incontro con Dio, appunto prima nella tenda di Abramo e poi nella casa di queste due sorelle. Io penso che si ritornerà in un tempo relativamente breve a questo volto di chiesa. Penso che sarà un grande vantaggio. Certo noi amiamo questi luoghi nei quali possiamo ritrovarci e ritrovarci anche insieme, magari in tanti. Però sotto c'è un piccolo pericolo che oggi diventa molto evidente insomma, no? Perché tutte le religioni pensano che la religione sia andare a Dio. E quindi anche quando hanno fatto dei luoghi di riunione le religioni hanno fatto un luogo per andare da Dio. Però la nostra fede, e voi lo sapete bene, non è così. Perché la nostra fede ci dice, ci annuncia e ci dona che appunto non siamo noi che andiamo da Dio. Perché è Dio che è venuto da noi. Ed è Dio che viene da noi. E quindi queste case, capite, sono molto molto importanti. Perché appunto esprimono questa dimensione forte della vita. citavo appunto le nostre vite come delle case molto visitate, no? E i più anziani di noi, come me, hanno da raccontare una lunga storia di visite preziosissime che Dio ha fatto. E anche questa è occasione per noi questa mattina per fare una precisazione su questa faccenda della fede. Perché siccome è l'anno della fede, si sente continuamente parlare, poi anche i papi si sono messi addirittura in due per mandare fuori un documento. E allora però dobbiamo approfittare di questa occasione, proprio di questa domenica, per fare una precisazione che è molto importante. Perché si fa in modo brutale, troppo rapido, la conta e si dice, queste qui hanno la fede e queste qui non ce l'hanno. Ma potrebbe esserci il rischio che anche questa mattina, no? Qualcuno sia qui e dice, io non so mica qui per la fede, sono qui perché voglio bene la maso, perché sono amica della sua moglie e allora sono qui per fare festa. Ma io non c'entro niente con questa cosa. Perché noi abbiamo ridotto la fede a una dottrina. E quindi te ci credi a questa roba? Bene, anche un vescovo che non sta lontano da qui, recentemente ha detto, beh ma poi è una cosa semplice. La fede è credere che Gesù è il figlio di Dio, punto. Ma non è così, perché la fede non è una dottrina. La fede è una storia. E la fede è la tua storia. È la storia di Abramo, è la storia di quelle tue sorelle di Betania, ma è anche la tua storia. Ed è, permettimi di dire, la storia di ogni uomo e di ogni donna della terra. Io credo che soprattutto da Gesù in poi, per come è stata portata a pienezza la fede dei padri ebrei, E' vero, Dio abbia inaugurato una grande visita a tutto il mondo. Tra l'altro c'è anche al testo della lettera di Paolo, dove Paolo, poveretto, è mezzo morto. Tra l'altro in questi giorni stiamo leggendo quella parte degli Affi degli Apostoli, e poi dice che è andato dappertutto, dappertutto, ha cercato di dire, Il Signore vuol bene anche voi, visita anche voi, perché andava dai pagani. Ma questo faceva ripari agli ebrei, gli davano delle bastonate, insomma, un macello. E lui cosa voleva? Voleva far capire che Dio ormai visita tutto il mondo, e che ogni uomo e donna della terra è figlio di Dio, e quindi è dentro all'affetto di Dio. È dentro a ogni vita umana. Dio scrive una storia. E quindi la nostra fede è semplicemente questa storia che Dio scrive nella nostra vita. Molti miei amici che dicono di non avere la fede, hanno una storia ricchissima della visita di Dio. E io la vedo benissimo. Per esempio, dei miei amici, è vero che è successa una cosa come è successa a voi. A un certo punto ho avuto un bambino, poi ne è venuto anche un altro, è vero che quindi la loro vita è stata visitatissima. E sono stati l'uno per l'altro la visita di Dio. E Dio non è nominato. Certo, e penso che molti di loro non arriveranno neanche a conoscerlo. Ma la loro storia è anche lì la storia di Dio. È la bellissima storia di Dio. Bisogna riabituarsi a questo. Non accettare più la divisione fede e non fede. Non accettarla più. Nella vista anche nostra, che noi con quei tenerarietà possiamo di essere dei credenti. Ma anche da noi la fede cosa fa? Fa suo giù continuamente. Perché una volta la prendiamo questa visita, un'altra volta siamo furiosi e non accogliamo per niente, un'altra volta stiamo correndo dietro a un nostro indoletto e diciamo non disturbarmi. E quindi, com'è la storia nostra? È una storia da poveretti, da peccatori. Però non c'è dubbio. Abbiamo il piacere di dire che per questo bambino noi desideriamo oggi inaugurare la bellissima storia che Dio ha già preparato attraverso i suoi genitori, attraverso tante persone che l'hanno aspettato con amore e oggi noi lo prendiamo tra le nostre braccia per dire che sei proprio uno dei nostri. Vettiti con noi per strada. E siamo qui poi padrino, madrina, nonni, zii, un sacco di amici, per dire vogliamo fare la strada con te. Inizia la storia bellissima di questo bambino. La fede va pensata in questi termini. La fede va pensata in questi termini. E dopo c'è un piccolo gruppetto di persone nel mondo di cui noi ne facciamo indegnamente parte e avremo l'incarico di dare la buona notizia che quella roba lì, che la tua storia è una storia importantissima. Capisci perché? Perché quel bambino che hai fatto te nella maniera naturale è però soprattutto in fondo un dono di Dio. tanto che anche i miei amici che dicono di non avere la fede si trovano continuamente davanti al mistero. E quindi davanti a tante cose anche loro mi diano che una cosa così non l'avrebbero potuta né comperare né meritare. Ma ti rendi conto Giovanni? Mi è nato un bambino. Tanti che è una bella cosa insomma. È anche abbastanza naturale, è vero. Eh no ma guarda che è una cosa in me. E lui vive il mistero e la bellezza di questa cosa. E io vedo il segno di Dio nella sua vita. E Dio non si dimenticherà di lui assolutamente. Assolutamente. La fede non è una cosa che riguarda qualcuno. Perché siccome riguarda Dio, riguarda tutti. Ecco allora la bellezza che avete oggi e questi casi visitate. È vero. Tra l'altro è simpaticissima la vicenda di Abramo perché è in tenda nel deserto. Fa un caldo boia. È l'ora più calda. E lui pisola. E cosa deve fare? E poi a un certo punto vede queste tre persone. Sono tremila anni che gli ebrei litigano fra di loro per dire ma come ha fatto riconoscerlo e che cosa ha riconosciuto. Sapete che loro sono, è vero, piuttosto sempre pieni di ricerca, di passione, di polemica. È vero. E sono bravissime anche in queste ricerche. È vero. Noi, perché erano in tre e poi lui ha detto Signore, oh, per quello che ci è venuto a dire Gesù ci facciamo una qualche idea in più. È vero. E però in qualche modo lui li riconosce e dice fermati. Non puoi andare in là. Devi assolutamente fermarti. Devi venire da me. Adesso ti lavi un po' perché c'è caldo. Noi ti prepariamo da mangiare. Da bene. Dopo proseguirai. Ma adesso devi fermarti. Eh? Devi fermarti. E oggi questo papà e questa mamma hanno chiesto al Signore di fermarsi. Fermati alla tenda della nostra vita. Alla tenda della nostra casa. È vero. Perché? Perché abbiamo bisogno che tu illumini in pienezza questo regalo bello che hai voluto farci. È vero. E quindi lo costringono in qualche modo a fermarsi. Capite? E nella casa di Marta e di Maria lui entra. È il Signore che entra in quella casa. È vero. E questa è la bellezza della vita di tutti. Vero? E questo è il mistero della storia del mondo. Se non abbiamo questa storia qui da raccontare cosa serve? Siamo una delle infinite particelle della storia umana che sono sempre capitate. Ma invece noi siamo venuti a sapere questa cosa meravigliosa. Che Dio per venire in mezzo alla gente ha imparato a avere gli occhi, le mani, il naso ad avere fame, a piangere. È diventato uno di noi Dio. è diventato uno di noi. Tanto che le visite bellissime che sono state fatte alla tenda della tua vita ma non sono state delle apparizioni di Lourdes, no? Non sono state delle robe di Meggiugorje. Ma no. È venuto un tuo amico, sono stato il campanello, è passata quella vicenda. è vero? Hai incontrato anche per dire certe volte quella prova della vita. Quella prova della vita è entrata in casa tua e ha cambiato le cose, ma sono state tutte visite. Visite. Questo è il mistero della fede. Questo è il comunicarsi di Dio, capite, a tutta l'umanità. Questo è il motivo per cui anche oggi siamo qui rioviti. Questo è il motivo per cui bisogna un po' ritornare anche a una fede vissuta in modo più intenso all'interno delle relazioni più semplici della vita. È vero? Potreste che tra qualche annetto quando noi prezi non ci saremo più perché nessuno più vuole fare il prezzo, è vero? E si dirà questa sera dove andiamo a messa? Veniamo a messa a casa tua questa sera. È vero? Io comincio già a chiederlo un po'. Come va la messa a casa tua? Non ci sia mica la messa. Io sostengo che invece bisogna cominciare a dirla alla messa perché a messa vengono quattro gatti e io c'è cosa tu ho sentito i figli lì ma te come li saluti? Ma te come spezzi il pane con loro? Ma tu come comunichi con loro? Come vi chiedete scusa? E si costruisce così. La liturgia della vita viene santificata. Allora, in fondo vedete come il Signore è sceso in realtà gesti e oggetti così semplici che la messa si può benissimo già mettere in piedi in casa. Ce l'hai un po' di pane? ce l'hai un po' di vino? Ce l'hai? Mettiamo insieme la messa. È questo Dio che ama umanizzarsi perché ama entrare. Noi, come sapete, continuiamo a cercare di accorgersene di questo. Siamo sempre nel rischio di costruire una religione. e quindi pensare che bisogna andare bisogna purificarsi bisogna adorarlo bisogna fare delle cose speciali che cos'è questa roba qui? Ecco, una lingua lunga del secolo scorso che però se ne intendeva di Dio appunto diceva questo è un po' il guaio delle religioni. Adesso mi servo di questa roba per dire un po' della povera Marta la povera Marta che qui ha la sua sgridatina ma proviamo a capire che cos'è. Marta e Maria dicevano il Signore in casa. Marta che fosse un po' la sorella maggiore forse anche la padrona di casa dice adesso qui bisogna preparare anche Abramo. Vi ricordate? Andiamo qui massiamo il vittello tira fuori il latte facciamo la roba quindi tutto un indaffaramento è vero? E invece l'altra non fa niente si mette lì in salotto si accoppola lì lui chiacchiera lei lo ascolta e lei sta lì forse è un po' presa anche sentimentalmente ovvero il capo dodici del Vangelo secondo Giovanni mette qualche delicato pensiero in fondo in relazione forse a un cuore un po' rapito fatto sta che per lei c'è lui insomma quella là prepara le frizzate mette su la macedonia di frutta però per lei c'è lui qual è il rischio di Marta? Che a un certo punto la roba che deve fare è essere apposta eccetera così mi sembra una delle nostre mamme che non nomina perché è troppo brava è vero ma caspita quando si va a casa sua oppure quando si dice ci vediamo a cena porto qualche cosa aiuto arriva un vagone di meraviglia è vero perché fa prepara però a Marta cosa succede? che pesa si dimentica per chi lo fa? non è che lei sbagliasse perché faceva è vero tra l'altro se lei stava zitta era tutta potente delle pare nessuno le disseva niente vero? invece è lei che salta fuori e tra l'altro ce l'ha su con sua sorella però se la prende con l'ospite e gli dice come? beh ma non ti importa niente che tua sorella mi lascia che mia sorella mi lascia qui sola di che venga o il signore poveretto gentile ma le dice Marta stai facendo delle gran buone cose però bisogna stare attenti perché molte volte non solamente nelle cose di Dio c'è il rischio capite che per fare una cosa per un motivo per una ragione per una persona ci dimentichiamo del motivo è vero invece conviene anche se stai facendo un golfino con i ferri è vero che ti va giù qualche punto che è un po' smagliato perché intanto lo continui a guardare no? perché intanto continui a pensarlo è vero è certo che se stai preparando un ottimo ragù è vero però il pensiero dell'amorosa o del moroso che continua a attraversare probabilmente brucerai un po' anche il ragù è vero un po' bruciancato e pieno d'amore è vero e quindi questa è la cosa che conta dopo qualunque cosa tu faccia dica delle preghiere è vero curi gratuitamente i malati è vero e vai a trovare quella persona che nessuno vuole più vedere è sempre buona la cosa è sempre buona l'importante è la direzione capite? questa cosa la si sa bene no? perché perché quando siamo innamorati siamo stati innamorati facciamo tutto pensando a che cosa? alla persona che abbiamo nel cuore nella mente nel pensiero che ci occupa tutto è vero è vero e quindi la vita è sicuramente tutta dedicata lo fischi? quello lì si chiama il ragù angiolina perché intanto io penso all'angiolina è vero e quel viaggio in macchina che faccio si chiama Teresa perché lo faccio per lei verso di lei allora si tratta di tenere forte la dedicazione della vita allora siccome il più bel regalo che lui ci ha fatto è il Vangelo se non ce l'avesse regalato non saremmo più neanche qui questa mattina allora lui dice beh sta un po' attento però se no costruisci tante robe e però non si sa tanto bene a che cosa servono è vero per esempio io che sono ormai un vecchio pacucco devo confessare insomma che non è che riesca tanto a capire perché mi metto questa camicia bianca per dire la messa però insomma bisogna metterselo io me la metto insomma però non è che riesca più tanto a capire perché è vero ma dice la memoria dell'abito battesimale ma loro te lo metti anche te è vero ci mettiamo tutti l'abito battesimale va bene bisogna recuperare però il significato delle cose capite la direzione d'amore di tutte le cose la dedicazione della nostra vita perché se la nostra vita non è di nessuno non è dedicata a nessuno poi siamo lì come un pesce lesso no e la nostra strada o una slancia o una consumazione d'amore allora se è semplicemente questo povera Marta quindi niente va tutto bene va benissimo anche per lei con questa punta di attenzione attento attento perché il Signore attraverso quella vicenda che adesso fa sì che della barba dell'omelia di Giovanni non te ne frega niente perché sei tutta nei tuoi pensieri va bene va bene però c'è la forte questa dedicazione della vita se per te è importante capite questo papà e questa mamma oh ragazzi ovviamente ai loro figli dedicano la vita e loro sempre di più scoprono perché sono al mondo sì che il piccolino che oggi viene battezzato e poi andiamo avanti assume anche un altro volto vero? perché? perché per loro è la visita del Signore perché è il Signore che visita la loro casa perché è il Signore che continua a far visita a loro con doni sempre nuovi sì che Pietro qui in mezzo a noi oggi è il ricordo di tutti i regali che il Buon Dio ci ha fatto e anche di quello che in questo momento magari sta accadendo per un altro figliolo per una persona per una vicenda no? per il quale tutto il nostro cuore e il nostro pensiero sono tutti impegnati bene l'importante è vivere appassionatamente appassionatamente appassionatamente il Signore è entrato nella sua passione proprio per amarci con passione sì che dopo la parola è rimasta nella lingua italiana con usi vari e anche un po' ambigui forse però teniamolo fermo allo stesso teniamolo a fermo allo stesso è vero? la fede non è un conto di ragioneria ma è un cammino dove appassionati per uno che ha dato la vita anche a noi piace dare la vita è vero? e per la sua vita quello ha dato proprio la pena ha speso proprio tutto si è speso proprio tutto ecco questa visita importante che Pietro e anche noi oggi riceviamo è in qualche modo la direzione per la quale vale la pena spendere i giorni che abbiamo grazie a tutti grazie a tutti